Archivio per settembre, 2009

Prodotti tipici

Pubblicato: 17 settembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

Prodotti tipici

(di Sergio Giuffrida)

Se c’è una cosa che a me in estate fa impazzire, è girare per i vari paesi d’Italia per gustare i piatti tipici, oppure comprare i vari prodotti tradizionali durante qualche sagra. Una volta trovavi la vecchietta sarda che ti vendeva il cannonau e il porceddu fatto con le sue mani, oppure il vecchietto toscano che ti offriva un bicchiere di chianti da accompagnare con una fetta di finocchiona, oggi invece è tutto cambiato! Tempo fa sono andato ad una grossa festa in cui si vendevano i piatti regionali di tutta italia, era l’ora di pranzo e avevo fame, c’era un banco che vendeva gli arancini siciliani, io mi avvicino per comprarne uno e questo (dialetto toscano): “Maremma impestata! O su via, compra l’arancino siculo! L’è bono sai! L’ho fatto con le mi mani! Ho preso tutti i prodotti tipici, il riso siculo della maremma, l’olio siculo di Montepulciano e il pomodoro siciliano della Val di Chiana!” e io: “Se questo arancino è siculo, Bossi è un terrone!”, allora mi allontano per cercare un altro prodotto regionale e vedo uno che stava facendo delle piadine romagnole, e gli chiedo: “Posso avere una piadina?” e questo: (accento napoletano) “Niente di meno! Accattate la piadina romagnola, che stai aspettando! Questa è una piadina originale! La ricetta è chilla romognuola DOC! me l’ha imparata mia madre che gliel’ha trasandata mia nonna! È vero nonna?” e dietro la nonna: “Certo Scurnacchiato! Chille che sta ricenno mio nipote è tutto vero! Accattate la piadina romagnuola, Nun fa lu strunz!”. A quel punto dato che i napoletani vendevano la piadina romagnola, sono andato a cercare la pizza napoletana, almeno avrei mangiato qualcosa di tipico! mi incammino e c’era uno di spalle che stava facendo la pizza, e gli chiedo: “ne posso avere una, signor Ciro immagino!” si gira e mi fa: (accento egiziano) “Io me chiamo Abdul! fascio pissa napoletana ao! Tu mangiare! È tutta roba bona e, ma che voi scherzà! Aoo nun giocà con li sentimenti e, te faccio un pesso de pissa co massarella de bufale, li pomodorini pechino e te scie metto pure le prosciutto de lu kebab sa. Ma che davero me disci!”. Ho capito va… vado a comprare dei biscotti da montare ad Ikea…. Almeno quelli sono prodotti tipici.

Sergio Giuffrida

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Cerco un vano. Invano!

Pubblicato: 16 settembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

Cerco un vano. Invano!

(di Pietro Sparacino)

Ho appena telefonato a un agente immobiliare gentilissimo, che a spiegato a me, umile uomo medio, che quest’anno i prezzi degli affitti sono crollati.

Crollati!

Si saranno fatti male? Si saranno rotti? Rimarranno mutilati per sempre?

Che dispiacere per il crollo…

Ride l’agente immobiliare gentilissimo e cortese.

L’agente immobiliare gentilissimo e cortese, dice che il periodo è ottimo per affittare una casa.

Senta, agente immobiliare gentilissimo e cortese, cerco un immobile per me, la mia compagna e il bimbo, a un prezzo che sia consono allo stipendio precario di una coppia precaria…

Non ci sono problemi, mi risponde l’agente immobiliare gentilissimo, cortese e disponibile. Comincio a sentirlo mio amico. Una sera lo invito a cena a casina nuova. E già sogno…

Mi dica i parametri di ricerca signor Sparacino.

Ma quale signor Sparacino, ma diamoci del tu! Oramai siamo amici io e l’agente immobiliare.

Piacere Pietro, piacere Roberto.

Che bel nome Roberto, un nome da agente immobiliare.

Roberto avrei bisogno di un appartamento essenziale con due camere e una cucina. Diciamo che guadagnando circa 2000 euro al mese in due vorremmo spendere non più di 700 euro…sai Roberto diventò papà a febbraio e un bambino costa.

Roberto lo sai che un bambino consuma ogni mese 300 euro per mangiare e 300 euro di pannolini! Cagano in presa diretta i bambini.

Ride Roberto e si mette alla ricerca.

Un click e avrò la mia casa.

Pietro la casa la vuoi abbomiliata?

Tranquillo Roberto, anche senza mobili va bene. Lo sai i mobili sono mobili nel senso che si possono spostare da una casa all’altra…

Ride Roberto e continua la ricerca.

Pietro, ci volete la cucina dentro.

Tranquillo Roberto, abbiamo il fornellino a gas che funziona.

Ride Roberto e continua la ricerca.

Sento i suoni della tastiera del computer dell’agente immobiliare gentilissimo cortese disponibile mio amico Roberto l’agente immobliare.

Bhè diciamo che siamo un po’ vincolati dal prezzo…la voce di Roberto rompe la sinfonia dei tasti del computer.

Tranquillo Roberto, se trovi a meno non ci sono problemi.

No, dicevo che con questa cifra non c’è niente a Roma.

Panico.

Ma fuori Roma? Anche nella periferia romana va benissimo. Basta che sia ben collegato con la città, per noi non è un problema.

Eccola, l’abbiamo trovata.

Risorgo.

Appartamento appena ristrutturato, 2 camere, salone, angolo cottura a 800 euro al mese spese escluse a Perugia. Vicino alla stazione. Più collegato di così si muore…ride Roberto.

Il mio amico Roberto l’agente immobiliare è gentilissimo, cortese, disponibile e pure stronzo.

Basta. Mi arrendo.

Vado all’ Ikea e acquisto un armadio a quattro vani.

Se mi sfrattano lo smonto e lo rimonto dove cazzo mi pare!

Pietro Sparacino

Il linguaggio del corpo

Pubblicato: 16 settembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

Il linguaggio del corpo

(di Giuditta Cambieri) 

Ci sono gesti che hanno delle controindicazioni.

Se stai facendo Miss Italia e quando ti guardano alzi la mano con le dita a V…pensano che hai carattere e già vedi la tua Vittoria.

Ma, se stai a una riunione di lavoro e quando ti guardano alzi la mano con le dita a V…ti mandano al gabinetto.

Se sei su una barca a vela e prima ti metti il dito in bocca e poi lo alzi col braccio teso…ti puoi mettere subito col vento in poppa.

Ma se sei in discoteca e prima ti metti il dito in bocca e poi lo alzi col braccio teso…ti mettono subito con le poppe al vento.

Se sei davanti a un quadro di pittura del periodo dei Macchiaioli e strizzi gli occhi…ti danno il titolo di esperta d’ arte.

Ma, se sei davanti a un tabellone pieno di lettere e numeri e strizzi gli occhi…non ti danno la patente.

Se sei all’ appuntamento con un tuo collega e ti fai scivolare più volte le mani tra i capelli…lui pensa che ci stai.

Ma se sei al colloquio con il maestro di scuola di tuo figlio e ti fai scivolare più volte le mani tra i capelli…lui pensa che sei hai i pidocchi.

E comunque, nonostante le controindicazioni io, in amore, al linguaggio delle parole preferisco quello del corpo dei gesti.

Roland Barthes nel suo “ Frammenti di un discorso amoroso” dice più o meno così:

un dito, che sfiora quasi inavvertitamente un ginocchio, che non si sposta. E un braccio che si allunga, come se niente fosse sullo schienale di un divano. E una testa che si piega impercettibilmente di lato, per trovare un contatto con quel braccio, che è sempre più allungato…sempre più allungato…sempre più allungato. E’ il linguaggio paradisiaco dei gesti sottili e clandestini, è come una festa, non precisamente dei sensi ma del senso dei segni.

mafalda

…bello eh!

Io di gesti così, nel cassetto dei ricordi e dei segreti,

ne custodisco alcuni veramente indimenticabili.

Mi auguro di collezionarne ancora parecchi!

Giuditta Cambieri

Sono ciò che sono.

Pubblicato: 13 settembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

Sono ciò che sono  

( di Giuditta Cambieri)

L’ amica del cuore ti dice: “ Da quando ti sei sposata…sembri un’ altra”…infatti, era un’ altra quella che lui voleva sposare.

Tuo marito ti dice “Amore eccitami, spogliati come Paris Hilton”…“ Stupiscimi, cucina come Vissani”…“ Divertimi, balla come Totò ”…ma tu ti spogli come Totò, balli come Vissani e cucini come Paris Hilton…una cucina che è un pugno allo stomaco…non ti resta che sorprenderlo come se tu fossi il Dottor Haus…dacci un taglio!La_Linea

Se un giorno mi sorprenderete a canticchiare sorridendo… “Sono come tu mi vuoi!!!”….per favore datemi una botta in testa.

Mi viene in mente un libro che ho letto tempo fa: “Castelli di rabbia” di Baricco, qui sotto ho riportato un pezzo che casca a pennello su questa riflessione, la veste perfettamente…un modellino Baricco pret a porter.

Castelli di rabbia

Baricco

….ogni venerdi sera Pekish suonava l’ umanofono. Era uno strano strumento. Lo aveva inventato lui. In pratica una sorta di organo in cui però, al posto delle canne, c’ erano delle persone. Ogni persona emetteva una nota e una sola: la sua personale…semplicemente ogni esecutore non aveva che da badare alla propria nota…

Pekish diceva……“ Voi non venite qui a cantare una nota qualunque. Voi venite qui a cantare la vostra nota! Non è una cosa da niente: è una cosa bellissima. Avere una nota, una nota tutta per se. Riconoscerla tra mille, portarsela dietro, dentro addosso. Potete anche non crederci, ma io vi dico che lei respira quando voi respirate, vi aspetta quando dormite, vi segue ovunque andiate e non vi mollerà fino a che non vi deciderete a crepare, e allora, creperà con voi. Potete anche far finta di niente, potete venire qui a dirmi: mi dispiace ma io non credo di avere proprio nessuna nota dentro, e andarvene, semplicemente andarvene.

Ma la verità è che quella nota c’ è, c’ è ma voi non la volete ascoltare. E questo è idiota, è un idiozia da rimanere di stucco. Uno ha una nota che è sua…e se la lascia marcire dentro.

No! Statemi a sentire. Anche se la vita fa un rumore d’ inferno affilatevi le orecchie fino a quando arriverete a sentirla e allora tenetevela stretta, non lasciatela scappare più. Portatela con voi, ripetetevela quando lavorate, cantatevela nella testa, lasciate che vi suoni nelle orecchie, e sotto la lingua e nelle punte delle dita.”

…..insomma la metteva giù elegante, Pekish. Ciò spiega come tutti i componenti dell’ Umanofono sfoggiassero una sicurezza davvero singolare. Uno poteva fermarli in qualsiasi momento, in qualsiasi posto, chiedere di sentire la loro nota e quelli con naturalezza infinita, la tiravano fuori….Se la portavano dietro, dentro, addosso, come un profumo, come un ricordo, come una malattia….e a lungo andare, diventavano quella nota stessa.

Giuditta Cambieri

I giovani

Pubblicato: 6 settembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!
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I GIOVANI 

(di Filippo Giardina)

A 63 anni una signora della Gran Bretagna è diventata mamma. La moderna scienza ha permesso un avveniristico trattamento per la fertilità e questa signora ha dato alla luce un bel bimbo di 3 kg.

Il professor Severino Antinori si è detto entusiasta di questo bimbo che ha confermato la validità delle sue tesi. La pillola dell’eterna giovinezza ancora non è stata inventata ma siamo sulla buona strada… D’altronde viviamo un’epoca dove è necessario essere giovani…Se a 30 anni non trovi uno straccio di lavoro che non sia un call center part time e part na merd…tranquillo sei un ragazzino. Se a 40 anni continui a non trovare lavoro e pensi di andare a Bali come suggerisce quel rincojonito di Bambaren (scrittori avete rotto le palle con il tema del viaggio per trovare se stessi!!!) non preoccuparti sei giovane. Se a 50 anni sei uno che era riuscito a diventare dirigente e un raccomandato di 26 anni con 5 lauree in crocette, ti viene a dire che costi troppo per l’azienda e ti licenzia…non disperare sei ancora giovane. Se a 60 anni ti rendi conto che i cari interinali ti hanno permesso di versare contributi per un totale di 4 anni e una pensione di 37 euro, non dannarti…a 60 anni sei giovane perché la prospettiva di vita è di 100 anni e quindi fai in tempo a cominciare oggi a versare per 35 anni i contributi che ti permetteranno di goderti la vita dai 95 ai 100. Se a 70 anni non ti senti bene, ti cala la vista, hai il diabete, il colesterolo o magari hai un tumore… non sei giovane…Te lo dice la vita… anche se il chirurgo plastico non è d’accordo.

In Italia la vecchiaia è morta.

Filippo Giardina

 

 

Una vita spettinata.

Pubblicato: 5 settembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

Una vita spettinata

(di Giuditta Cambieri)

Sono d’accordo con Mafalda…Mafalda

Vivere spettinata

Oggi ho imparato che bisogna lasciare che la vita ci spettini, perciò ho deciso di vivere la vita con maggiore intensità.

Tutte le cose veramente belle di questa vita, spettinano…

– Fare l’amore, spettina.

– Ridere a crepapelle, spettina.

– Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina.

– Baciare, spettina.

– Giocare, spettina.

– Cantare fino a restare senza fiato, spettina.

– Ballare fino a farti dubitare se sia stata una buona idea metterti i tacchi, spettina

Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria…

Forse dovrei seguire le istruzioni però… quando mi ordineranno di essere felice?

Ho deciso…ogni volta che ci vedremo io, avrò sempre i capelli spettinati…

Perciò, ecco la mia raccomandazione a tutte le donne:

Abbandonati,

Mangia le cose più buone,

Bacia,

Abbraccia,

Balla,

Innamorati,

Rilassati,

Viaggia,

Salta,

Vai a dormire tardi,

Alzati presto,

Corri, Vola, Canta,

Fatti bella,

Mettiti comoda,

Ammira il paesaggio,

Goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!

Giuditta Cambieri

Una nuova droga è sul mercato, si chiama…MAKKEKOMIKO!

Davvero stupefacente!

(di Alessandra Calandra)

Quel sabato sembrava un sabato come tanti altri, uscita con gli amici di sempre, una serata in allegria, si chiacchiera si beve… E si fa tardi, molto tardi… Anzi presto!. Alle 3 del mattino decidiamo di tornare a casa, ma subito dopo il primo incrocio vediamo una pattuglia della polizia che ci intima di fermarci… Io ero un po’ nervosa, ma non avevo nulla da temere, dopo i soliti controlli di routine è il momento dell’etilometro, ma dai risultati è emerso che avevo in corpo una sostanza… Si insomma una droga!

“ Ve lo giuro agenti… Io non faccio uso di sostanze chimiche! Credetemi.” Inizio a dire, ma non sembrano credermi. … Allora la polizia ci dice di seguirli in commissariato, poiché una sostanza del genere non l’avevano mai vista.

Sono già le 4, ma il Commissario inizia ad interrogarmi. “ Signorina confessi, chi le fornisce la roba? Da dove viene questa nuova droga? Quando ha iniziato a prenderla?”… “ Commissario mi deve credere io non centro… Io non… Si va bene! Confesso tutto… Commissario, lo ammetto ne abuso, anzi stra-abuso. Ormai sono dentro il tunnel da circa 3 anni. Non riesco più a uscirne… Non ricordo con precisione… Forse, ma si, da quando un giorno sono scesa dalle scale dell’Accento Teatro, a Testaccio, e dopo quella volta è stato subito sballo! Non riesco più a viverne senza.”

“Ok, ok signorina ora si calmi… Ma come si chiama questa nuova droga.”

“ Vede Commissario questa non è una sostanza chimica, ma… Una sostanza comica…Si chiama MAKKEKOMIKO!

Le racconto come è andata la prima volta.

Da poco mi ero iscritta a Myspace, conosce Myspace? No? La comunità virtuale su internet, il social network tra i più conosciuti al mondo, dove si possono “incontrare” le persone più disparate, ed io, tra i tanti utenti di questo mondo chi ti vado a scovare? Ora glielo dico, un attimo, che impazienza,…la mia attenzione viene catturata da una fotina di ragazzo con un naso rosso da clown, Stefano degli Appiccicaticci. E’ colpa sua! E’ lui che mi ha offerto di provarla per la prima volta, mi ha solleticato, incuriosito e introdotto al mondo Makkekkomiko.

Quando arrivai all’Accento Teatro, mi accorsi che stava accadendo qualcosa, non avevo ancora capito che stava avendo inizio il processo di assefuazione. Fui avvolta dalla simpatia dei padroni di casa. Il mio Caronte, il traghettatore che, di lì a poco, mi avrebbe fatto attraversare la sponda della Makkekomiko-dipendenza, è stato Daniele detto Dj Koska, l’uomo dai mille colori, ma non per la sua euforia o il carattere allegro, ma per le sue improbabili e coloratissime camicie, che indossa con tanta disinvoltura, senza pensare che potrebbe rischiare una denuncia per inquinamento ambientale… Ma dove le compra?

Nel Teatro, in attesa dell’inizio dello spettacolo, si aggirava uno strano personaggio, un puffo con un lungo pizzetto, ma non perché era blu, ma perché è alto suppergiù due mele o poco più! Insomma Mago Mancini, il grande alchimista che ha dato vita, nel suo laboratorio segreto, allo stupefacente Makkekomiko.Leo Sartogo

Lo spettacolo ha inizio, ormai è fatta, l’atmosfera è divertente, famigliare, si comincia a ridere alle battute sempre nuove e divertenti, e si vedono tanti personaggi sul palco come, Gasparetto, il meccanico di Zelig e Colorado Cafè di Sergio Viglianese, Olivia di Giuditta Cambieri , Steven O’Brian di Gianluca Irti, il tedesco napoletano di Fabian Grutt, il sommelier di Sergio Giuffrida, il satiro di Filippo Giardina, i gabbiani di Oscar Biglia, il Precario di Pietro Sparacino, il pelato di Leo Sartogo, no lui è proprio pelato, il Mago Merlino di Cristiano Mori, la Prinipessa Colpi di Sole di Shara Guandalini, il Mago Alvi, lui invece è proprio mago e tanti altri… Non sono allucinazioni ma la bravura dei tanti “spaccia-comici” che si alternano sul palcoscenico, e fanno si che la “sostanza comica” cominci a fare il suo effetto. E così caro Commissario divenni definitivamente dipendente, effetto immediato!

Ah commissario, dal 20 ottobre, l’aspetto tutti i martedì alle 21,00 all’Accento Teatro e non si dimentichi di portare la famiglia, la droga… Anzi lo spettacolo è adatto a tutti!

Avvertenza, per chi dovesse diventare dipendente del Makkekomiko come me, sappiate che non esistono comunità di recupero, nessun antidoto è stato creato, una volta assunto… E’ per sempre!

Alessandra Calandra