Archivio per ottobre, 2009

PUBBLICITA’

Pubblicato: 26 ottobre 2009 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero quattro                                                                                                                   Lunedì 26 Ottobre 2009


L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

PUBBLICITA’

(di Claudio Fois)

Cari posteri, è successo questo.

E’successo che i più noti marchi di pelletterie, profumi ed abbigliamento abbiano deciso, da anni, di fare pubblicità agli stati d’animo.

Ciò è bello poiché dimostra che essi sono animati non già da un interesse morboso per i loro prodotti (che spesso in foto neanche ci sono) bensì dalla voglia di promuovere qualcosa di più spirituale e tutt’altro che terreno.

Ma la cosa ancora più bella è che le foto delle loro pubblicità sulle riviste (che si rivolgono alle donne, le quali si identificano con le modelle ivi immortalate) mostrano, sfatando i più triti luoghi comuni sullo snobismo delle griffe, che le case di moda e gli stilisti sono attenti alle condizioni psicologiche più rifiutate, meno gradevoli e di conseguenza spesso più nascoste come l’ANGOSCIA, la DISPERAZIONE, il TORMENTO.

Per rendere più chiaro il concetto e nel confermare i sensi della mia più profonda stima nei confronti degli stilisti per la loro sensibilità, riporto qui appresso un estratto di immagini dalle riviste Io Donna (allegato del Corriere della Sera) e D-Repubblica delle Donne (allegato a La Repubblica) entrambi di Sabato 26/09/09.

Pubblicità

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

P.S. alle donne del futuro: quelle del nostro tempo, seppur intelligentissime, ci sono cadute in pieno… voi non fatevi fregare!

Link della settimana

http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89

Numero tre                                                                                                                            Giovedì 22 Ottobre 2009

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

CALZINI TURCHESI

(di Claudio Fois)

Cari posteri è successo questo.

Da un po’ non si parla più delle escort di Berlusconi ma dei suoi guai legali e i maschi italiani sono più taciturni perché su troie e calcio hanno competenza da vendere ma sul resto sono poco ferrati. Tant’è che il 5 Ottobre 2009, il giudice Raimondo Mesiano ha condannato la Fininvest a pagare 750 milioni di euro per una faccenduola di corruzione. All’entourage del Cavaliere il fatto che un giudice abbia applicato la legge è parso un affronto personale ed in effetti è un po’ come aver agitato del fieno sotto il naso di un allergico! Il 15 ottobre a “Mattino 5”, di Mediaset, è andato in onda il filmato reperibile con questo link: http://www.youtube.com/watch?v=tYg9JEVSMCA

In breve: Claudio Brachino (la cui credibilità giornalistica è dietro a quella dei Teletubbies) ha mandato in onda un servizio sul giudice Mesiano con lo scopo di dimostrare quanto l’uomo sia stravagante, quindi inattendibile tanto da proporre l’annullamento della sentenza da lui emessa.

La situazione è talmente surreale che solo il video può rendere davvero l’idea. Insomma, ecco in conclusione un semplice sillogismo che racchiude una fondamentale verità: Il giudice Mesiano porta i calzini turchesi > è andato contro Berlusconi quindi lo odia > Berlusconi insulta chi non lo ama quindi > chi porta i calzini turchesi è:

– stravagante                                                                       – fazioso

– farabutto                                                                              – è un coglione

– comunista, cattocomunista                                            – si sa da che parte sta

– antitaliano                                                                          – non ha senso dell’umorismo

– mentalmente disturbato                                                   – è un disfattista e un pessimista

– sovversivo                                                                            – è un kapò

– ha un progetto eversivo                                                    – fa un uso criminoso della TV

– invidioso                                                                               – dice cose non rispondenti al vero

– dà all’estero un’immagine distorta del Paese             – gioisce per i soldati morti a Kabul

– non rispetta la volontà del popolo                               – è plagiato dalla stampa di Sinistra

– bolle i bambini per concimare i campi                        – è abbronzato lui e la moglie

– un incantatore di serpenti                                              – un fallito su tutta la linea

– è più bello che intelligente

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois


P.S. quelli sopra riportati sono tutti gli epiteti, veri, di Berlusconi nei confronti di: opposizione, stampa, comici, il premier Shulz, Obama, i cinesi, il Presidente della Repubblica, ecc… Chi ne ricordi altri può contribuire, a futura memoria per i posteri.


Link consigliato

http://www.imdb.com/

Scusa.

Pubblicato: 21 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

SCUSA

(di Claudio Fois)

C’era una volta un Paese di nome Ipazia attaccato all’Europa e dalla curiosa forma di Stivale. Questo Paese era governato da un Sultano, eletto dal popolo, che pian piano nel giro di una ventina d’anni, lo fece diventare lo zimbello e l’ultima ruota del carro del resto del mondo. Ma il popolo era tutt’altro che scontento, anzi, poiché se l’avevano eletto era perché lui era come loro ed erano felici che lui facesse certe cose perché intimamente erano le cose che avrebbero voluto fare loro: feste, soldi, bella vita, sesso, potere incontrastato…

Un giorno accadde che un giudice emise una sentenza contro il Sultano per cui il giorno seguente il giornalista Claudio Bachino per ritorsione fece al giudice una carognata vile e vergognosa (vedi link: http://www.youtube.com/watch?v=tYg9JEVSMCA).

Fu una cosa molto grave ed in qualunque altro paese del mondo il giornalista sarebbe stato immediatamente licenziato, ma non in Ipazia. Forse in passato sarebbe successo anche lì ma non in quel momento storico, tant’è che il suddetto giornalista, il giorno dopo la carognata, chiese semplicemente “scusa”.

E qui successe la cosa che cambiò completamente il destino del Paese.

Al Sultano e agli Ipaziani tutti venne un’idea che trovò condivisioni anche da tutte le parti politiche: da quel momento in poi, per qualunque cosa, sarebbe bastato chiedere scusa. Che salto di civiltà, quanta educazione! Senza malanimo, accuse, cause, perdite di tempo, litigate e travasi di bile.

Si iniziò dal falso in bilancio (reato per cui, ad esempio in America, si va in galera) che già era un passo avanti poiché era già stato depenalizzato tempo prima. La pena venne addolcita ancora di più per cui da quel momento in poi bastò chiedere scusa.

Lo scudo fiscale? Era già a posto così: chiunque avesse capitali portati all’estero illegalmente senza pagare le tasse, li poteva riportare senza neanche pagare il 5% previsto dal provvedimento… bastava chiedere scusa.

Costruzioni abusive che in Ipazia venivano condonate? Via anche il condono. L’ecomostro poteva rimanere in piedi ma si doveva chiedere scusa.

Gaffe internazionali del Sultano ed insulti alle istituzioni? Scusa.

Battutacce offensive nei confronti della dignità femminile? Scusa.

Frequentazione di minorenni? Scusa.

E così pian piano, per tutto il resto:

il malato in coma irreversibile da 17 anni senza diritto di morire. Eh lo so, scusa.

Povertà crescente. Social card flop. Scusa.

Cervelli in fuga. Scusa.

Tagli alla scuola, alla sanità, alla ricerca, allo spettacolo. Scusa.

Centrali nucleari inutili con sperpero di denaro e danni ambientali. Scusa.

Divieto di manifestazione del dissenso. Scusa.

E poi a seguire: reati legati all’omofobia e al razzismo. Scusa.

Violenza privata e di gruppo. Scusa.

Abbandono di cani e maltrattamenti di animali in genere. Scusa

Ipazia trasformato uno Stato confessionale come l’Iran. Scusa.   

Furti, rapine, scippi. Scusa.

Insomma alla fine l’Ipazia fu ufficialmente riconosciuta come la nazione più educata del mondo… e fu segata via dall’Europa. E venne praticato un foro proprio al centro, tra l’Ombria e la Tuscalia. E mentre l’acqua fluiva inondando lo Stivale e la ex penisola colava a picco, trascinando con sé le due isole maggiori, Ficinia e Carpegna, legate ad essa per mezzo dei due ponti faraonici che il Sultano aveva fatto costruire a sua imperitura memoria, gli abitanti poterono sentire dal mondo quella parola che finalmente aveva spazzato via le altre che da sempre etichettavano Ipazia quali “Sole”, “Spaghetti”, “Mandolino”, “Mafia”, “Berlusconi”. La parola, naturalmente era “scusa”! 

Claudio Fois

Rumore tossico…

Pubblicato: 20 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

Rumore tossico…

(di Marco Passiglia)

 

La nostra vita è pervasa da una specie di sussurro di fondo, fatto di ventole che girano e di corrente che passa in apparecchi che funzionano, che noi consideriamo silenziosi ma che silenziosi non sono.

Questo eterno rumore di fondo, chiamato dagli Americani “bazing” (perchè ricorda il suono di uno sciame di api) ormai è parte di noi e ci accompagna nella vita.

Pensate negli uffici quanti cavi passano sotto il pavimento e dentro i controsoffitti.

E poi il rumore senza fine di motori accesi, di gomma che rotola sull’asfalto, di sirene, di telefoni, citofoni, segnali orario, clacson, antifurti, radio, televisioni, musica che passa, tacchi di scarpe, i secondi dell’orologio, la Ventura che strilla, porte che sbattono, treni che passano, cancelli che si aprono, aerei che sorvolano, vigili che fischiano, manifestanti che protestano, elicotteri che controllano, pupazzi che cantano, pupazzi che piangono, pupazzi che ridono, pupazzi che ci fanno la morale, applausi finti, bombe, uomini bomba, autobombe, ambulanze, messaggi, connessioni a internet, il mio computer che si spegne, la portiera della mia auto che si apre, poi si chiude, io che parto, io che arrivo in campagna, I passi sulla ghiaia, un respiro profondo e poi…. silenzio.

Finalmente silenzio.

Il giusto silenzio.

Però, sento ancora qualcosa.

Cos’è?

Cazzo, mi fischiano le orecchie!!!

Marco Passiglia

PAOLA BINETTI

Pubblicato: 19 ottobre 2009 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero due                                                                                                                           Lunedì 19 Ottobre 2009

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.


PAOLA BINETTI

(di Claudio Fois)

Cari posteri è successo questo.

E’ successo che il 14/10/2009 Maggioranza e Opposizione INSIEME abbiano affossato una legge che avrebbe inasprito le pene per reati legati all’omofobia.

Perfino la Carfagna era favorevole. Davvero. Nel pieno dell’esercizio delle sue funzioni di Ministro è uscita da sotto al tavolo e ha detto: “Sono d’accordo, più pene!”.

Il Papa, dimentico della convalescenza per il polso rotto, ha fatto il gesto dell’ombrello ai laici e ai Dritti Umani e se l’è rotto di nuovo!

Il punto è che la Sinistra inizia farmi paura… Ma cosa è diventata? Chi sono i comunisti di oggi? Analizziamo: Prodi viene dalla DC, Franceschini pure e credo che per hobby dica messa. Rutelli ormai spaccia rosari… Ma chi mi fa paura sul serio è Paola Binetti, colei che con più convinzione ha votato contro questa legge, la più cattolica di tutti, una teodem integralista che disse “no” anche alle coppie di fatto e al caso Englaro. Una che portava il cilicio, come il monaco pazzo Silas, nel codice Da Vinci.

Insomma il punto è che una volta i comunisti erano mangiapreti e mangiavano pure i bambini, si sa… Adesso c’è la Binetti che mangia addirittura il corpo di Cristo e ne beve il sangue!

E non sono cose simboliche: nella Comunione, per la Chiesa, l’ostia diventa VERAMENTE il corpo di Gesù ed il vino diventa VERAMENTE il suo sangue. Si chiama transustanziazione ed è un dogma, cioè una cosa indiscutibile.

Quindi la Binetti, devotissima, tutti i giorni riesce a mangiare il corpo e bere il sangue di uno… per di più morto 2000 anni fa! E con gioia, con estasi. Roba da Stephen King!

Allora penso: “Come sarà mai quindi la prossima generazione di Sinistra?”.

Come minimo un esercito di zombi che vagano per la Terra cercando carne umana sventrando la gente… in castità però, come la Binetti perché il sesso è peccato.

In breve, prima che la cosa cada inevitabilmente nell’oblio, volevo dire che questi hanno affossato la legge per un fatto di principio, cioè per evitare una discriminazione positiva… una legge ad ricchionem! E’ giusto. Un gay che viene picchiato deve avere gli stessi diritti degli altri. Giusto. Altrimenti si sarebbe creato un odioso precedente.

E domani poi, quando avessero picchiato un negro, figurarsi se non si sarebbe dovuta fare una legge pure contro il razzismo! (Scusate, un extracomunitario). E una legge contro l’antisemitismo se picchiavano un ebreo. (Pardon, un extracristiano).

Non criticate la Binetti: se si fa una legge per un diritto umano poi bisogna farne per tutti. E vogliamo forse diventare la Norvegia? La Francia? La Spagna?

Ammettetelo: voi volevate la legge contro l’omofobia per diventare la Spagna, introdurre la corrida e far morire ammazzati migliaia di tori… vergogna! Mai!

Mai, finché ci sarà la Binetti e i cattolici a difendere i nostri valori… Anche perché… volete mettere la carne del corpo di Cristo con la carne di toro? La Binetti dice che è tostissima… e della Binetti meglio fidarsi: stanotte c’è luna piena e io sto pure a piedi!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link della settimana (consigliato da me)

http://www.attivissimo.net/

‘STI CAZZI

Pubblicato: 15 ottobre 2009 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero A                                                                                                                               Giovedì 15 ottobre 2009

L’autore si assume totalmente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

OSPITE DI SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.


Con questo primo ospite, inauguriamo uno spazio dedicato a scritti e idee di amici, colleghi e quant’altri possono contribuire perfettamente alla “causa” della rubrica.

Il primo è il grande, geniale Walter Fontana ed il brano è tratto dal libro “VISTO CHE SIETE CANI” – 2008 edito da Rizzoli.

‘STI CAZZI

(di Walter Fontana)

“Da sempre nel corso della storia la comicità è stata un’arma di difesa nelle mani dei deboli. Ma oggi qualcosa è cambiato. Finora chi comandava non aveva mai preteso di essere anche simpatico. La simpatia poteva essere un accessorio utile, e niente di più. Nella nostra epoca essere simpatico è una priorità. E peggio, essere anche comico è diventato un dovere di chi comanda. La comicità è diventata uno strumento di oppressione. Una barzelletta batterà sempre un discorso articolato. Allo stesso modo in cui una giaculatoria fa più presa di un ragionamento. E’ facilissimo, dal palco reale, rendere ridicola qualunque dichiarazione di un oppositore. E più la dichiarazione è solenne, più è facile demolirla facendo ridere tutti. Sai come? Basta aggiungere alla frase del’oppositore: “ ‘Sti cazzi!”.

“Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.” “…’Sti cazzi!”. Risate. Con ‘sti cazzi porti a casa risate e consenso. Avete visto come il vostro Re ha smontato il suo avversario con quella battuta ironica? Date retta, gente, lasciate fare al vostro Re, che se ne intende.

Siamo circondati. Siamo dominati dalla comicità. E niente fa ridere. Uno che fa il comico oggi è come se entrasse nell’esercito sbagliato. L’ironia viene esercitata metodicamente da chi è in posizione di forza. E’ il Re Sole contro gli straccioni. E sai qual è la conseguenza nel mondo? Che il bullo ruba sempre il pallone al debole e poi lo picchia. Fin qui tutto regolare. Solo che in più vuole essere anche simpatico e finisce il debole con una battuta. E la battuta è “’Sti cazzi!”. Ei presenti ridono perché l’hanno sentita usare in TV come cosa spiritosa da uno che comanda.”

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato (shows di comici stranieri, scaricabili con sottotitoli in italiano)

http://www.rerosso.it/comedysubs/

“Da quando mi hai lasciato…!”

(di Alessandro Mancini)

 

Da quando mi hai lasciato, in bagno c’è un solo spazzolino… Il mio.

Da quando mi hai lasciato, a tavola, c’è un solo posto apparecchiato… Il mio!

Da quando mi hai lasciato, nel letto, dormo sempre dalla tua parte, anche perché dalla mia… C’è un’altra!

Alessandro Mancini

La prima cena…

Pubblicato: 13 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

La prima cena…

(di Marco Cavallaro)

Tratto da “L’Occasione”

 

Lei mi parla, la sto ascoltando. Bellissima. Ho fatto proprio bene a invitarla fuori a cena, e pensare che quella sera quando ci hanno presentato, non pensavo assolutamente che avrebbe accettato un mio invito. Continua a parlare, mi racconta di se, della sua vita, dei suoi gusti ed io mi perdo nei suoi occhi. Lei è bellissima. Vorrei fermare il tempo e dirle che ogni attimo di questa serata non ha confini ne limiti. Mi sono innamorato. Non ho mai creduto ai colpi di fulmine, almeno fino a questo momento. Lei è una donna affascinante, intrigante, vorrei accarezzarla, farle sentire la mia presenza. Lei parla. Io rispondo come posso, condivido quello che lei pensa ma non sono coerente, mi sento travolto, trascinato al fondo dai suoi occhi, dalla sua pelle, vorrei dirle che la amo, da subito, da prima che la conoscessi. Lei continua a parlare. Mi racconta di quando era bambina, ed io penso che meravigliosa bambina dovesse essere. Provo a inserirmi tra una sua parola e l’altra, ma è impossibile, lei parla, parla, mamma mia quanto parla. Il fatto che abbia accettato di uscire con me non vuol dire assolutamente nulla, ma raramente una donna ha accettato un invito da me. Una donna bellissima poi. Adesso siamo qui, la cena è giunta al termine, il cameriere porta il conto e il tempo, come per magia, si ferma. Per un attimo, durato una vita, le nostre mani si sono toccate. Nel tentativo di prendere il conto, sia io sia lei, ci siamo toccati. Un leggero sorriso d’imbarazzo. Non esiste che lei paghi il conto ho anche una sola parte. Prendo il conto, lei accenna ad un ringraziamento ma lo fa senza parole. Come vorrei baciarla. Continuando a guardarla apro il conto, cazzo! Era meglio dividere forse. Galateo di merda, ma non importa, nessuna cifra può essere paragonata alla sua compagnia. Usciamo, vorrei dirle che questa è stata la serata più bella è più costosa della mia vita, che lei è la donna della mia vita, vorrei dirle le cose più belle del mondo, vorrei dirle di tutto, ma lei continua a parlare e non mi da l’opportunità di inserirmi nel discorso. La riaccompagno a casa. Sotto il suo portone lei mi guarda e mi dice “Ho passato una bellissima serata, grazie, era tempo che non mi sentivo veramente libera di dire quello che volevo, mi piacerebbe rivederti, sento che con te posso aprirmi, ho tante cose da raccontarti”. Ancora? Hai parlato per quattro ore di file senza prendere fiato, ordinato una cena da cannibale che per le troppe parole non hai nemmeno toccato e ancora hai cose da dire? Rispondo “Con molto piacere” sono un coglione. Un momento di silenzio, un bacio ci stava tutto, ma ho perso l’occasione, lei mi sorride e mi dice “Ciao, ci sentiamo” e scese giù dalla macchina. Dio quanto era bella, avevo deciso che lei sarebbe stata la donna della mia vita e avevo deciso che da oggi in poi quel ristorante era da cancellare definitivamente…

Marco Cavallaro

DIALETTI

Pubblicato: 12 ottobre 2009 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

 

Numero uno                                                                                                                          Lunedì 13 ottobre 2009   

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI SAGGEZZA

 

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

 

DIALETTI

(di Claudio Fois)

Cari posteri, è successo questo.

E’successo che Umberto Bossi, leader della Lega Nord e fondatore della Padania (luogo geografico equiparabile a Topolinia poiché non esiste nella realtà), un giorno disse che “la bandiera Tricolore andrebbe al cesso” per sottolineare quanto l’unità d’Italia sia a lui poco gradita.

L’onorevole Umberto Bossi è attualmente al governo con un potere che anche se numericamente meno rilevante rispetto a quello del suo alleato PdL, lo è però dal punto di vista formale poiché se la Lega boicottasse la maggioranza, questo farebbe cadere il governo. Tradotto nel linguaggio degli sms: Bossi tn Berlusca x le pll.

Ora Umberto Bossi sta spingendo per il recupero, la diffusione e l’insegnamento obbligatorio dei dialetti tanto da arrivare a chiedere la trasmissione dei TG regionali nel dialetto del luogo da cui provengono, esami di dialetti per gli immigrati e cose di questo genere.

Lungi da me l’idea che il Senatùr voglia disgregare l’Italia, allontanandoci quanto più possibile sia dall’Europa e dal Mondo sia dal Presente e dal Futuro, ma anzi che voglia integrare tutto ciò con il ritorno al buon tempo antico, ritengo che tutto sommato la sua non sia un’idea malvagia e che Bossi abbia ragione. Quindi al fine di agevolare questa campagna e permettere a Bossi di conoscere e capire quanto dicono nelle altri parti d’Italia, al di fuori dei tre metri quadri della zona Padana, riporto qui di seguito un piccolo dizionario che per motivi di mezzi e di spazio sono costretto a limitare ad una sola parola (ma meglio che niente).

IMBECILLE

In Romano:  ‘A ‘mbecille!         In Siciliano:  cugghiùne             In Ligure:  nesciu

 

In Friulano:  cocal           In Napoletano: cap’’e cazz’  In Toscano: oh grullo

 

In Veneto:         mona                   In Lombardo:  pirla            In Sardo:         zegu 

 

In Marchigiano: cretinu             In Mantovano: inbecile              In Calabrese:   cunnu

 

In Bolognese:  ‘mbèzèl                In Abruzzese: cazzarelle         In Modenese: cretèin

 

Chiunque volesse aderire e contribuire ad arricchire il vocabolario è ben accetto.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link della settimana (consigliato da me)

http://www.clownplanet.com

Lo specchio

di Claudio Fois ed Alessandro Mancini

Ti svegli la mattina e ti guardi nello specchio,

amico tuo d’un tempo che ormai s’è fatto vecchio.

“Guarda che immagine che me arimanda indietro!

St’ infame traditore, ‘sto gran pezzo de… vetro!

La pelle è opaca e spenta, i denti tutti gialli,

C’ ho pure un po’ de tosse, pè nun parlà dei calli!

Altro che specchio: so’ diventata brutta!

Me tocca accende un mutuo pè riaggiustamme tutta!”

E no, mia cara amica, non devi accende niente.

E’ stato quello, l’errore fino adesso:

Accende e poi fumà tranquillamente,

Come se fosse ‘na magnata, come se fosse sesso.

Per cui non far la scema, tu non sei brutta affatto,

E’ er fumo che fa schifo e fa morire la gente.

Perciò, se oltre a esse bella, sei pure intelligente,

Dai  retta a me , che nun ‘so mica matto,

Butta er pacchetto e dammi l’accendino

Magari damo fuoco a uno stoppino

De ‘na candela vicino ar comodino!

di Claudio Fois ed Alessandro Mancini