UNA SERA AL CINEMA

Pubblicato: 7 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

UNA SERA AL CINEMA

(di Marco Cavallaro)

Stratto dello spettacolo “L’OCCASIONE”

Il cinema mi piace. Un luogo dove la realtà si ferma nel momento in cui i titoli di testa cominciano a scorrere sullo schermo, e lì tutto sembra reale. Comincia il film…

…C’e’ un lui che va in guerra. Volontario. Lascia una lei bellissima, tutti piangano, lui, lei, la mamma, c’e’ sempre una mamma che piange. Lui è in guerra, una di quelle guerre giuste, anzi l’unica giusta per cui vale la pena combattere. Cadono bombe, sparano da tutte le parti muoiono a grappoli ma lui è ancora vivo. Resiste a ogni tipo di attacco, salva dei compagni, poi ad un certo punto lo feriscono, e che cazzo era ora, è ferito gravemente ma riescono a portarlo in infermeria e li viene guarito e ritorna sul campo anche con una gamba zoppa. Questi soldati per una guerra giusta non si fermano neanche se fossero morti. Intanto lei, da casa, una casa bellissima, lo pensa sempre e la sua vita sembra quella di S.Maria Goretti. Tutto il paese dove vive vuole farsela ma lei è innamorata di lui che è partito volontario per la guerra giusta. La mamma di lui si ammala, lei comunica agli altri dell’esercito che la mamma di lui è malata e si sa che per l’esercito una mamma malata è più importante di una guerra giusta. Di lui però non si hanno notizie da giorni, partito per una missione non ha fatto più ritorno né lui né la sua squadra, ma nessuno pensa male, in fondo non si muore nelle guerre giuste e non si muore nemmeno nei film sulle guerre giuste. I grandi capi mandano altri soldati alla sua ricerca, che intanto scopriamo essersi salvato da tutto e anche da altro ma si è perso nella savana. Fine primo tempo. Mamma mia quanta roba ci mettono dentro solo in un tempo questi americani. I sette Oscar vinti al momento li merita solo il culo di lui che non muore mai. Mah! Secondo tempo. Gli altri che vanno a cercarlo affrontano di tutto, molti di loro perdono anche la vita, ma bisogna continuare, un ordine è un ordine e bisogna riportare a casa sano e salvo il soldato che si è arruolato volontariamente per combattere la guerra giusta e che ha la mamma molto malata. Tra sparatorie, bombe, fuoco e l’impossibile lo trovano! Lui si è rifugiato sotto un albero nella savana, un nascondiglio perfetto, nessuno dei nemici lo aveva trovato fino a quel momento ma i suoi amici soldati, anche loro volontari nella guerra giusta si. Lui apprende la notizia che la mamma è malata e decide di tornare, in fondo questa guerra giusta può anche fare a meno di lui adesso. Se prima per trovarlo ci sono voluti circa trenta minuti di film, in tre minuti esatti il soldato torna a casa. La mamma piange, lui piange, lei piange, gli altri piangono. La mamma muore, lui continua a piangere e guarda lei. Lei che da quando Lui è tornato non ha smesso di piangere un attimo. Lei piange perché Lui è triste e allora Lei vorrebbe confortarlo trombandolo per i successivi otto film, ma lui e’ troppo perso nel dolore. Riceve la medaglia d’onore, non per la guerra giusta ma per il culo che ha avuto nel non essere morto, mentre gli altri che lo hanno riportato a casa nulla e rosicano da morire. Lui si avvicina a Lei, ci siamo quasi, Lei e Lui sono faccia a faccia, Lei sussurra un leggerissimo ti amo e lui le confessa di essersi innamorato di uno dei suoi commilitoni che lo hanno salvato, gli altri esultano perché vogliono farsi Lei dal primo tempo del film, tranne uno che piange di felicità perché ha scoperto che Lui lo ama. In fondo una guerra giusta fa trovare anche l’amore. Sette Oscar, 7 euro e 50, una cagata pazzesca.

Marco Cavallaro

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