Lo specchio

di Claudio Fois ed Alessandro Mancini

Ti svegli la mattina e ti guardi nello specchio,

amico tuo d’un tempo che ormai s’è fatto vecchio.

“Guarda che immagine che me arimanda indietro!

St’ infame traditore, ‘sto gran pezzo de… vetro!

La pelle è opaca e spenta, i denti tutti gialli,

C’ ho pure un po’ de tosse, pè nun parlà dei calli!

Altro che specchio: so’ diventata brutta!

Me tocca accende un mutuo pè riaggiustamme tutta!”

E no, mia cara amica, non devi accende niente.

E’ stato quello, l’errore fino adesso:

Accende e poi fumà tranquillamente,

Come se fosse ‘na magnata, come se fosse sesso.

Per cui non far la scema, tu non sei brutta affatto,

E’ er fumo che fa schifo e fa morire la gente.

Perciò, se oltre a esse bella, sei pure intelligente,

Dai  retta a me , che nun ‘so mica matto,

Butta er pacchetto e dammi l’accendino

Magari damo fuoco a uno stoppino

De ‘na candela vicino ar comodino!

di Claudio Fois ed Alessandro Mancini

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