DIALETTI

Pubblicato: 12 ottobre 2009 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

 

Numero uno                                                                                                                          Lunedì 13 ottobre 2009   

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI SAGGEZZA

 

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

 

DIALETTI

(di Claudio Fois)

Cari posteri, è successo questo.

E’successo che Umberto Bossi, leader della Lega Nord e fondatore della Padania (luogo geografico equiparabile a Topolinia poiché non esiste nella realtà), un giorno disse che “la bandiera Tricolore andrebbe al cesso” per sottolineare quanto l’unità d’Italia sia a lui poco gradita.

L’onorevole Umberto Bossi è attualmente al governo con un potere che anche se numericamente meno rilevante rispetto a quello del suo alleato PdL, lo è però dal punto di vista formale poiché se la Lega boicottasse la maggioranza, questo farebbe cadere il governo. Tradotto nel linguaggio degli sms: Bossi tn Berlusca x le pll.

Ora Umberto Bossi sta spingendo per il recupero, la diffusione e l’insegnamento obbligatorio dei dialetti tanto da arrivare a chiedere la trasmissione dei TG regionali nel dialetto del luogo da cui provengono, esami di dialetti per gli immigrati e cose di questo genere.

Lungi da me l’idea che il Senatùr voglia disgregare l’Italia, allontanandoci quanto più possibile sia dall’Europa e dal Mondo sia dal Presente e dal Futuro, ma anzi che voglia integrare tutto ciò con il ritorno al buon tempo antico, ritengo che tutto sommato la sua non sia un’idea malvagia e che Bossi abbia ragione. Quindi al fine di agevolare questa campagna e permettere a Bossi di conoscere e capire quanto dicono nelle altri parti d’Italia, al di fuori dei tre metri quadri della zona Padana, riporto qui di seguito un piccolo dizionario che per motivi di mezzi e di spazio sono costretto a limitare ad una sola parola (ma meglio che niente).

IMBECILLE

In Romano:  ‘A ‘mbecille!         In Siciliano:  cugghiùne             In Ligure:  nesciu

 

In Friulano:  cocal           In Napoletano: cap’’e cazz’  In Toscano: oh grullo

 

In Veneto:         mona                   In Lombardo:  pirla            In Sardo:         zegu 

 

In Marchigiano: cretinu             In Mantovano: inbecile              In Calabrese:   cunnu

 

In Bolognese:  ‘mbèzèl                In Abruzzese: cazzarelle         In Modenese: cretèin

 

Chiunque volesse aderire e contribuire ad arricchire il vocabolario è ben accetto.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link della settimana (consigliato da me)

http://www.clownplanet.com

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commenti
  1. angelomauro calza ha detto:

    IN LUCANO: Cazzon’!

  2. michele franco ha detto:

    il secolo scorso stavo a milano e sono andato a vedere un concerto di pino daniele, quando lo hanno intervistato ero vicino e ho sentito il giornalista, credo di una tv locale, che gli chiese “pino, dicci qualcosa in napoletano” e lui rispose “fùttete”…mi sa che la lega non c’era, era nel 1981.
    qualche anno dopo nel brano “o’ scarrafone” dice “…questa lega è una vergogna”.
    dopo tanti anni condivido entrambe le battute.
    ciao michele

    • Claudio ha detto:

      E allora (sempre per contribuire costruttivamente al progetto leghista) appuntiamo per il signor Borghezio, Calderoli, Maroni, Salvini, ecc… anche questa nuova parola: “fùttete”.

  3. redazione ha detto:

    non vorrei però che il giusto sdegno suscitato dalle rozze espressioni di individui che nemmeno nomino, conducano all’odiosa associazione dialetto-separatismo anche in menti illuminate.

    spiego meglio. la lingua italiana è grande (anche) in virtù della sua “mosaicità”, se così si può dire. del resto: “senza la cornice della lingua nazionale il dialetto diventa un fatto folclorico, da osteria, da barzelletta paesana” (alberto asor rosa). si veda a tal proposito anche QUI.

    dal 2008, con il prezioso contributo di un gruppo di altri blogger di varie zone d’italia, curo un blog nettamenete filodialettale e antileghista. quest’ultimo muove (anche) dall’insegnamento di luigi meneghello il quale, profeticamente nel 1997 (!!!), segnalava il rischio insito nel lasciare campo libero a codesti minchioni nella rivendicazione strumentale di un uso esclusivo delle parlate locali: non posso correre il rischio che la mia roba somigli a stupidaggini come la “venetizzazione” dei cartelli stradali. scemenze. io disapprovo totalmente l’uso rozzamente polemico e strumentale che viene fatto dei dialetti, non solo quello veneto.

    siate i benvenuti.

    emanuele 4 dialetticon

    • Claudio ha detto:

      Yes! Infatti è proprio così! Fermo restando che inevitabilmente il mondo è in “progress” (quindi QUALUNQUE cosa prima o poi sparirà o muterà ivi compresi i dialetti e le lingue e gli organismi viventi) è giusto, finchè ci siamo, conservare ed apprezzare le radici. Quello che è sbagliato è strumentalizzare per il proprio tornaconto fomentando ingnoranza ed istinti. Invece complimenti per il tuo lavoro filologico e costruttivo che ai posteri potrà servire di sicuro. Grazie!
      P.S. il Barbarossa, costato 30 MILIONI di euro non lo sono andati a vedere nenche i leghisti!

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