La prima cena…

Pubblicato: 13 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

La prima cena…

(di Marco Cavallaro)

Tratto da “L’Occasione”

 

Lei mi parla, la sto ascoltando. Bellissima. Ho fatto proprio bene a invitarla fuori a cena, e pensare che quella sera quando ci hanno presentato, non pensavo assolutamente che avrebbe accettato un mio invito. Continua a parlare, mi racconta di se, della sua vita, dei suoi gusti ed io mi perdo nei suoi occhi. Lei è bellissima. Vorrei fermare il tempo e dirle che ogni attimo di questa serata non ha confini ne limiti. Mi sono innamorato. Non ho mai creduto ai colpi di fulmine, almeno fino a questo momento. Lei è una donna affascinante, intrigante, vorrei accarezzarla, farle sentire la mia presenza. Lei parla. Io rispondo come posso, condivido quello che lei pensa ma non sono coerente, mi sento travolto, trascinato al fondo dai suoi occhi, dalla sua pelle, vorrei dirle che la amo, da subito, da prima che la conoscessi. Lei continua a parlare. Mi racconta di quando era bambina, ed io penso che meravigliosa bambina dovesse essere. Provo a inserirmi tra una sua parola e l’altra, ma è impossibile, lei parla, parla, mamma mia quanto parla. Il fatto che abbia accettato di uscire con me non vuol dire assolutamente nulla, ma raramente una donna ha accettato un invito da me. Una donna bellissima poi. Adesso siamo qui, la cena è giunta al termine, il cameriere porta il conto e il tempo, come per magia, si ferma. Per un attimo, durato una vita, le nostre mani si sono toccate. Nel tentativo di prendere il conto, sia io sia lei, ci siamo toccati. Un leggero sorriso d’imbarazzo. Non esiste che lei paghi il conto ho anche una sola parte. Prendo il conto, lei accenna ad un ringraziamento ma lo fa senza parole. Come vorrei baciarla. Continuando a guardarla apro il conto, cazzo! Era meglio dividere forse. Galateo di merda, ma non importa, nessuna cifra può essere paragonata alla sua compagnia. Usciamo, vorrei dirle che questa è stata la serata più bella è più costosa della mia vita, che lei è la donna della mia vita, vorrei dirle le cose più belle del mondo, vorrei dirle di tutto, ma lei continua a parlare e non mi da l’opportunità di inserirmi nel discorso. La riaccompagno a casa. Sotto il suo portone lei mi guarda e mi dice “Ho passato una bellissima serata, grazie, era tempo che non mi sentivo veramente libera di dire quello che volevo, mi piacerebbe rivederti, sento che con te posso aprirmi, ho tante cose da raccontarti”. Ancora? Hai parlato per quattro ore di file senza prendere fiato, ordinato una cena da cannibale che per le troppe parole non hai nemmeno toccato e ancora hai cose da dire? Rispondo “Con molto piacere” sono un coglione. Un momento di silenzio, un bacio ci stava tutto, ma ho perso l’occasione, lei mi sorride e mi dice “Ciao, ci sentiamo” e scese giù dalla macchina. Dio quanto era bella, avevo deciso che lei sarebbe stata la donna della mia vita e avevo deciso che da oggi in poi quel ristorante era da cancellare definitivamente…

Marco Cavallaro

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