Scusa.

Pubblicato: 21 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

SCUSA

(di Claudio Fois)

C’era una volta un Paese di nome Ipazia attaccato all’Europa e dalla curiosa forma di Stivale. Questo Paese era governato da un Sultano, eletto dal popolo, che pian piano nel giro di una ventina d’anni, lo fece diventare lo zimbello e l’ultima ruota del carro del resto del mondo. Ma il popolo era tutt’altro che scontento, anzi, poiché se l’avevano eletto era perché lui era come loro ed erano felici che lui facesse certe cose perché intimamente erano le cose che avrebbero voluto fare loro: feste, soldi, bella vita, sesso, potere incontrastato…

Un giorno accadde che un giudice emise una sentenza contro il Sultano per cui il giorno seguente il giornalista Claudio Bachino per ritorsione fece al giudice una carognata vile e vergognosa (vedi link: http://www.youtube.com/watch?v=tYg9JEVSMCA).

Fu una cosa molto grave ed in qualunque altro paese del mondo il giornalista sarebbe stato immediatamente licenziato, ma non in Ipazia. Forse in passato sarebbe successo anche lì ma non in quel momento storico, tant’è che il suddetto giornalista, il giorno dopo la carognata, chiese semplicemente “scusa”.

E qui successe la cosa che cambiò completamente il destino del Paese.

Al Sultano e agli Ipaziani tutti venne un’idea che trovò condivisioni anche da tutte le parti politiche: da quel momento in poi, per qualunque cosa, sarebbe bastato chiedere scusa. Che salto di civiltà, quanta educazione! Senza malanimo, accuse, cause, perdite di tempo, litigate e travasi di bile.

Si iniziò dal falso in bilancio (reato per cui, ad esempio in America, si va in galera) che già era un passo avanti poiché era già stato depenalizzato tempo prima. La pena venne addolcita ancora di più per cui da quel momento in poi bastò chiedere scusa.

Lo scudo fiscale? Era già a posto così: chiunque avesse capitali portati all’estero illegalmente senza pagare le tasse, li poteva riportare senza neanche pagare il 5% previsto dal provvedimento… bastava chiedere scusa.

Costruzioni abusive che in Ipazia venivano condonate? Via anche il condono. L’ecomostro poteva rimanere in piedi ma si doveva chiedere scusa.

Gaffe internazionali del Sultano ed insulti alle istituzioni? Scusa.

Battutacce offensive nei confronti della dignità femminile? Scusa.

Frequentazione di minorenni? Scusa.

E così pian piano, per tutto il resto:

il malato in coma irreversibile da 17 anni senza diritto di morire. Eh lo so, scusa.

Povertà crescente. Social card flop. Scusa.

Cervelli in fuga. Scusa.

Tagli alla scuola, alla sanità, alla ricerca, allo spettacolo. Scusa.

Centrali nucleari inutili con sperpero di denaro e danni ambientali. Scusa.

Divieto di manifestazione del dissenso. Scusa.

E poi a seguire: reati legati all’omofobia e al razzismo. Scusa.

Violenza privata e di gruppo. Scusa.

Abbandono di cani e maltrattamenti di animali in genere. Scusa

Ipazia trasformato uno Stato confessionale come l’Iran. Scusa.   

Furti, rapine, scippi. Scusa.

Insomma alla fine l’Ipazia fu ufficialmente riconosciuta come la nazione più educata del mondo… e fu segata via dall’Europa. E venne praticato un foro proprio al centro, tra l’Ombria e la Tuscalia. E mentre l’acqua fluiva inondando lo Stivale e la ex penisola colava a picco, trascinando con sé le due isole maggiori, Ficinia e Carpegna, legate ad essa per mezzo dei due ponti faraonici che il Sultano aveva fatto costruire a sua imperitura memoria, gli abitanti poterono sentire dal mondo quella parola che finalmente aveva spazzato via le altre che da sempre etichettavano Ipazia quali “Sole”, “Spaghetti”, “Mandolino”, “Mafia”, “Berlusconi”. La parola, naturalmente era “scusa”! 

Claudio Fois

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commenti
  1. Tic ha detto:

    non è stato facile ma..ti scuso!

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