Archivio per novembre, 2009

Numero nove                                                                                                                         Lunedì 30 Novembre 2009

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

ALLARME ESTINZIONE

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

Anzi sta succedendo che forse non potrete leggere questa testimonianza (e l’intera rubrica) semplicemente perché non esisterete. Mi spiego meglio. Pare che ai maschi della nostra epoca il sesso non interessi più e siano più attirati da case, divani, automobili e quant’altro per cui non riproducendoci, tempo un centinaio d’anni noi non ci saremo più e di conseguenza neanche voi. Non ho dati scientifici per spiegare il fenomeno (e mi scuso per l’approssimazione) quel che è certo, però, è che per correre ai ripari c’è in atto una meritoria campagna a tappeto per la promozione ed il recupero del sesso infilandolo ovunque anche dove proprio non c’entra nulla. Per cui quando vedete sesso nella comunicazione non è pretestuoso ma è per salvaguardare la specie umana! Le immagini spiegano meglio delle parole e nel frattempo la lotta continua strenuamente. Teniamo duro. Lo facciamo per voi!

 

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato (La Parolata, un sito che gioca, appunto, con le parole)

http://www.parolata.it/Divertenti/Obbligatoria.htm

Allucinazioni improvvise…in un tranquillo pomeriggio

(di Marco Passiglia)

In questo mondo in cui tutto è in fermento, come le teste di chi lo abita, immagino l’umanità in una ripresa dall’alto, di una giornata qualunque, proiettata poi su uno schermo, cento volte più velocemente.

Si vedrebbero migliaia di lucine accendersi e spegnersi, senza un senso logico, migliaia di scatolette andare in qualsiasi direzione, come impazzite, incrociarsi per poi riallontanarsi.

Se si aumentassero i giorni di ripresa e la velocità di proiezione, si vedrebbero le cose cambiare, apparentemente senza senso, l’apparizione di nuove cose, altre lucine accendersi e spegnersi, insomma una caos al quale sarebbe impossibile dare un senso o una logicità.

L’unica cosa che salterebbe subito all’occhio, però, sarebbe la cadenza sistematica del passaggio luce-buio.

L’unica cosa logica nel caos che regna.

Un metronomo, tic… tac… tic… tac…acceso…spento…luce…buio…

Se viaggiassimo nello spazio, ci accorgeremmo che questa logicità del tic-tac luce-buio non esisterebbe, ma questo è un’altro discorso, che riguarda grandezze e parametri che non riguardano noi, che siamo soltanto delle lucine in continuo movimento e che pur essendo pezzetti di universo, a volte per tutta la durata della lucina non riusciamo a trovare un senso nel nostro continuo movimento.

Marco Passiglia

 

 

 

Sete

Pubblicato: 22 novembre 2009 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero otto                                                                                                                          Lunedì 23 Novembre 2009

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SETE

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che in Italia è passata la legge che concede ad aziende private la gestione dell’acqua pubblica. Riporto un estratto di un articolo ANSA del 18/11/09 riferito alla vicenda. Per vostra maggiore comprensione l’ho corredato di traduzione.

[…] “Antonio Catricalà ha spiegato: l’acqua rimarrà un bene pubblico ma il servizio finalmente viene liberalizzato, il che non vuol dire necessariamente privatizzato, ma che si apre ai privati la possibilità di esercizio in questo servizio essenziale […] rimane da chiarire chi sarà l’Autorità che verificherà e stabilirà standard qualitativi minimi essenziali e che vigilerà sulle tariffe”.[…]

Traduzione: non ci sarà nessun controllo e l’acqua diventerà merce da pagare.

[…] Il Ministro per le politiche comunitarie, Andrea Ronchi: “Nel provvedimento […] viene rafforzata la concezione che l’acqua è un bene pubblico, indispensabile. Si vogliono combattere i monopoli, le distorsioni, le inefficienze […]

Trad.: Mafia, Camorra e ‘Ndrangheta si divideranno equamente gli appalti.

[…]”é una norma attesa da anni dalle piccole e medie imprese” […]

Trad.: tra molti anni scopriremo corruzioni, peculati e truffe. Intanto, al solito, ci rimetteremo le mutande.

Lega Nord: “Avremmo voluto migliorare il testo”.

Trad.: volevamo che dall’accesso all’acqua fossero esclusi negri e zingari.

Federutility: “Tariffe acqua più basse al mondo.”

Trad.; con la scusa di allinearci al resto del mondo l’acqua aumenterà un botto.

In un altro Paese tutto ciò sarebbe una cosa tragica ma per fortuna gli italiani già sono disposti a pagare volontariamente l’acqua anche 2 euro al litro! Evviva!

Ora vi lascio che m’è venuta sete… Trad.; un groppo alla gola.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato (il mitico sketch del Sarchiapone… quando l’acqua era gratis)

Soffice

Pubblicato: 21 novembre 2009 in COMICI... MALEDETTI POETI!

Soffice.

(di Marco Passiglia)

 

Mi ricordo che a volte stavo tutto il giorno affacciato alla finestra,

che dava su una strada senza allegria.

C’era sempre una macchina con il cofano alzato

e della gente intorno che ci guardava dentro.

Guardavo questa immagine

e provavo la sensazione che le cose andassero sempre aggiustate.

Un fiume di pensieri sgorgava dai miei occhi ed io…

non potevo far altro che rimanere attaccato al davanzale,

cercando di riacciuffarli, sfuggenti ormai come ombre di uccelli.

E allora stavo lì, fino a sera, quando la luna era grande e colorava tutto,

di quel soffice biancore…

e sognavo un posto in cui tutto era soffice;

le case, le strade, gli alberi, i sassi, i marciapiedi…tutto soffice,

in un mondo in cui anche gli sguardi della gente,

sono duri come marciapiedi.

A volte, a letto, piangevo di malinconia, per un posto che non c’è.

Sono fatto così, ancora oggi, ho bisogno delle mie malinconie,

quando sento la tristezza umida del mio inverno.

E piango.

Ma non ho voglia di piangere, ho semplicemente voglia di lacrime,

e ho voglia di sentirmele scendere sul viso,

per lavare via la maschera,

dietro la quale,

c’è ancora un bambino sull’altalena.

Marco Passiglia

Numero sette                                                                                                                        Lunedì 16 Novembre 2009

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

QUEL CHE E’ GIUSTO E’ GIUSTO

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che Silvio Berlusconi non è cattivo: è basso. Cioè, non è neanche basso obiettivamente, ci si sente lui così. E la poca altezza non è un demerito o un crimine (altrimenti l’avrebbe già depenalizzata), però per lui è un grave problema ed è solo per questo che, in circa 20 anni, ha reso questo Paese un posto peggiore. Ciò la dice lunga su quanto sia importante stare bene con il proprio corpo, poiché per compensare una (presunta) carenza fisica, Berlusconi ha sviluppato una psicopatologia che lo porta ad azioni compulsive quali: cercare di essere al di sopra (più alto) della Legge; credere di essere amato (si misura il sondaggio e dice che ce l’ha più grosso lui); desiderare di avere un fallo lungo come un ponte sullo Stretto; credere che giovani donne siano soddisfatte dalle sue prestazioni sessuali; fare gaffe per esistere a tutti costi tra i veri giganti della politica mondiale; tentare di vivere più a lungo di tutti (120 anni)… Insomma poiché si sente inadeguato ha fatto, fa e farà un sacco di guai.

Dire questo ad un simpatizzante di Berlusconi, suscita l’inevitabile risposta: “Si, sarà anche un corruttore, infelice, bugiardo, ipocrita, volgare, eccetera, eccetera… però ha creato un sacco di posti di lavoro”. Giusto. Allora secondo la legge delle proporzioni, diamo a Cesare quel che è di Cesare quindi

A GINO STRADA è consentito uccidere.

NELSON MANDELA può stuprare.

BILL GATES ha facoltà di prendere a sprangate la gente.

KRISTIAN OLSON può mangiare carne di Panda.

WAFAA  EL-SADR è libera di pescare di frodo con le bombe a mano.

EUGENIE  SCOTT ha il beneplacito di fare graffiti sulla Pietà di Michelangelo.

GIOBBE COVATTA può asfaltare la spiaggia rosa di Budelli.

I NOBEL PER LA PACE possono fare atti osceni in luogo pubblico anche tutti in gruppo.

IL RAGAZZO DEI CARRI ARMATI DI PIAZZA TIEN AN MEN ha licenza di cannibalismo.

CHI HA SALVATO ALMENO UNA VITA ha una ricarica gratis per ogni ora di stalking.

Oops! Ma guarda un po’: non volendo ho fatto un piccolo elenco di benefattori presenti nella nostra epoca e tuttora viventi. Bè, questo, cari posteri, può essere un modo per non farvi pensare che nel nostro tempo ci sia solo povera gente come Berlusconi.

Mi sorge un dubbio: che siano tutti alti?

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

P.S. Chiunque voglia contribuire ad arricchire l’elenco delle persone virtuose (viventi, anche non famose, aggiungendo la motivazione) è ben accetto.

Link consigliato

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/27/filantropi-scienziati-presidenti-ecco-10-benefattori-dell.html

Maya

Pubblicato: 12 novembre 2009 in Il nostro pubblico, dice la sua!

MAYA

(di Grazia Valenti)

Molte sono le leggende scritte e tramandate nei secoli, riguardanti diverse civiltà e popoli, ma la civiltà che ha destato sempre maggior interesse negli studiosi di antropologia, è sempre stata quella dei Maya.

La storia che segue non si ha certezza che sia verità o menzogna dettata dalla fantasia di qualcuno, sta di fatto che ancora oggi molti sono alla ricerca di una risposta…

Anticamente la civiltà Maya era solita attribuire alle proprie divinità figure minacciose e animalesche, per incutere nelle popolazioni avverse, timore e terrore per poi poterle dominare.

Ma una sola tra queste divinità possedeva un’immagine armoniosa e delicata, somigliante ad una donna.

Si tramanda che questa divinità, fosse l’unica ad essere riuscita a comprendere il vero significato della vita. Infatti i Maya sostenevano che per comprendere la vita, Ricsoltezh, questo è il suo nome, nasceva 8 volte, così da avere della vita piena e completa visione.

La prima volta, per comprendere il sapere e la natura delle cose, imparare a conoscere il mondo.

La seconda volta per conoscere la gioia, la felicità.

La terza volta per comprendere il dolore, la sofferenza.

La quarta volta per conoscere l’arte, la poesia, la musica, la pittura.

La quinta volta per comprendere il valore dell’amicizia.

La sesta volta per conoscere il valore della famiglia.

La settima volta per comprendere il sacrificio del lavoro, del sostentamento.

L’ottava volta per conoscere e comprendere l’AMORE.

Il 4 luglio di ogni anno è la ricorrenza della sua quarta nascita, ed è tradizione dei Maya in questo giorno, regalare qualcosa che stimoli l’arte e tutte le sue forme alla persona che più si ritiene meritevole.

Si dice inoltre che sia di buon auspicio e che, chi riceve questo dono regalerà al mondo opere di straordinaria bellezza… Poiché la bellezza dell’arte alberga in lui.

Come dicevamo in precedenza non è stata data fondatezza a questa leggenda, però sta di fatto che il 4 luglio di ogni anno, una nuova stella brilla in cielo!

Grazia Valenti

Fogliame

Pubblicato: 11 novembre 2009 in COMICI... MALEDETTI POETI!

FOGLIAME

(di Alessandro Mancini)

Rimango affascinato nel vedere le linee che dalla terra,

Fogliame 1

escono e segnano un percorso, lungo, deciso, secolare.

Fogliame 2

E su queste linee loro, le foglie.

Fogliame 4

Non tutte, ce la fanno a toccare il cielo!

Fogliame 3

(Foto e testo A. Mancini)

Numero sei                                                                                                                            Lunedì 9 Novembre 2009

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

L’INTERESSATO

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che il 3 novembre 2009, accogliendo un ricorso, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia stabilito che i crocifissi appesi nelle aule scolastiche debbano essere rimossi in nome della libertà di culto e di credo delle persone.

Il provocatorio quanto blasfemo messaggio è che gli studenti, notoriamente pervasi da spirito cristiano come dimostrano innumerevoli video su Youtube (in cui si vedono giovani passarsi rosari e fare atti di volontariato verso i più deboli) se vogliono pregare Gesù ora devono andare in chiesa!

Ne è scaturita una grande agitazione ed un sacco di gente s’è lamentata: il Papa, il capo della CEI, il Governo, gli esponenti cattolici della Sinistra… insomma si sono lamentati tutti tranne l’interessato: Gesù Cristo.

Da lui non una parola, non una dichiarazione sui giornali, né un’ospitata a Porta a Porta, un’apparizione, un fulmine o una diarrea ai membri della Corte, giuro, proprio niente! Ma nemmeno ha fondato un gruppo su Facebook o mandato una piaga d’Egitto a Strasburgo (una a caso: Gigi D’Alessio lì a cantare per un mese) ripeto: silenzio totale.

Invece tutti gli altri a dire che con quest’azione “si negano le radici Cristiane”, “si distrugge la tradizione Cristiana in Italia” (“tradizione”? ma non era una “fede”? Mah!… N.d.A) che “il crocefisso non offende nessuno”… tutti a parlare a nome e nel nome di Cristo come succedeva a fine anni ‘80 con Renato Zero dove tutti erano amici suoi e c’erano appena usciti la sera prima!

Fatto sta che lui (Cristo non Renato!) ancora non ha fatto sapere niente di niente. Chissà perché? Ipotizzo: sarà perché si vergogna un po’ ad avallare le proteste dei politici, gente che in genere vìola almeno sette comandamenti su dieci? Ipotizzo: sarà perché gli fa schifo avere a che fare con quelli del Clero, che predicano la Resurrezione (uno dei suoi capolavori), ma hanno così paura della Morte tanto da voler tenere forzatamente in vita una persona anche infilandogli dentro una mano come al corvo Rockfeller? Ipotizzo: sarà perché casomai si dovesse far vivo, passati i primi cinque minuti di stupore, subirebbe: l’attacco di quei coglioni della Lega in quanto extracomunitario; l’onta di fare da traino involontario ai libri di Dan Brown; l’orrore della Binetti che si strappa il cilicio lanciandoglielo come le fans dei Beatles facevano con i reggiseni?

Insomma i casi sono due: o l’interessato ha deciso di soffrire in silenzio meditando vendetta sui responsabili quando si troveranno al suo cospetto (ma ad occhio direi che non è nella sua natura: è Cristo, mica Chuck Norris!) oppure a lui, di questa faccenda, non interessa veramente nulla perché, se esiste, sta molto ma molto più alto di quanto può stare un gadget appeso ad una parete ed è molto, molto triste di vedere che chi dice di credere in lui bestemmia molto più spesso e molto peggio di quanto faccia chi dice non crederci.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link della settimana consigliato

Il male minore

Pubblicato: 5 novembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

IL MALE MINORE

(di Claudio Fois)

C’era una volta uno splendido Paese di nome Ipazia, talmente bello che possedeva nientemeno che il 50 percento di tutto il patrimonio artistico mondiale. Ed erano belli anche i suoi abitanti i quali erano così modesti e discreti che si comportavano come se questi tesori non esistessero nemmeno! Ma la storia che voglio raccontare è un’altra…

Un giorno, in Ipazia, precisamente il 6 Aprile 2009, successe che, con grande sgomento di tutti gli abitanti, un terremoto sconvolse l’Agruzzo, (regione situata a circa metà Ipazia) causando morti, distruzione e gravi conseguenze quali ad esempio la processione che seguì, di politici (Sultano Reggente in testa), religiosi (fra cui Sua Santità Sciamano Supremo o S.S.-S.S.), giornalisti, turisti, delfini curiosi e quant’altri.

Non molto tempo dopo, il 1° ottobre dello stesso anno, la città di Mezzina, in Ficinia, fu colpita da una grande alluvione ed anche in questo caso ci furono molte vittime però meno risonanza e meno processione di VIP. Si sa: un gioco è bello quando dura poco!..

In entrambi i casi i giornali titolarono gli eventi come erano usi fare da molti anni: “Terremoto killer!”, “Alluvione killer!”… E fu a quel punto che la Natura si ribellò.

Ma non come potreste pensare o nel modo che dicevano sempre gli ecologisti, ossia distruggendo l’Umanità, niente affatto. Si ribellò proprio formalmente.

Un giorno un Tifone, un Sisma, una Valanga e uno Tsunami, in qualità di rappresentanti degli Elementi della Natura, pretesero un confronto pubblico e diretto con la stampa di Ipazia. E in quell’occasione gli Elementi tirarono fuori tutto il loro risentimento per le ingiurie infamanti che da sempre li vedevano vittime dei giornali, delle tv e dei mezzi di comunicazione tutti. “La colpa è vostra!” – rombò la Valanga – “Per ogni morto c’è, si, una responsabilità oggettiva ma dell’Uomo. Perché la Natura è onesta, sono gli uomini che sono traditori. Se fate le case abusive alle pendici dell’Etna e Lava le brucia, se l’amministrazione locale in Agruzzo finirà in galera per la mancata messa in sicurezza degli edifici, se a Mezzina le case sono fatiscenti e l’edilizia è appaltata alla Mafia (c’è come da noi e si chiama allo stesso modo N.d.A.) e così via per tutte le catastrofi successe nel corso degli anni in Ipazia: tragedia del Vallont, terremoto in Erpinia, ecc. ecc. ma cosa andate cercando da noi? Per cui: assassini e killer ditelo a vostra sorella!”.

E fu così che gli Ipaziani rifletterono (non erano abituati quindi ci volle un po’) e si accorsero che Incendi, Alluvioni, Tornadi, Uragani e Slavine effettivamente erano molto più onesti di tutti gli assessori che avevano governato fino ad allora. Le Catastrofi promettevano quel che mantenevano; le Catastrofi non erano razziste, si comportavano allo stesso modo con tutti, di qualunque credo, religione e orientamento sessuale; le Catastrofi erano incorruttibili, non andavano a puttane, non facevano gaffe, né accordi con chicchessia; le Catastrofi non litigavano fra loro né con altri e costringevano alla correttezza senza possibilità di errore: costruivi su terreno franoso? Potevi stare certo che prima o poi la casa veniva giù. Altro che condono!

Insomma, le Catastrofi facevano certamente dei danni, ma a conti fatti erano il male minore e, in ogni caso, alla disgrazia non aggiungevano anche la presa per il culo!

E fu così che gli Ipaziani fecero piazza pulita del Sultano, dello Sciamano, dell’Opponente e di tutta la politica marcia fino al midollo che avevano foraggiato fino a quel momento e alle elezioni successive elessero le Catastrofi alla guida del Paese con il cento per cento di consensi, vivendo per tutta la vita non proprio felici e contenti… ma almeno un po’ meglio di prima!

Claudio Fois

Numero cinque                                                                                                                     Lunedì 2 Novembre 2009

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

IL MIGNOTTESIMO

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che per colpa nostra, di noi del nostro tempo, quando esaminerete la TV degli anni 2000-2010, andrete in confusione. Tengo anzitutto a dirvi che non l’abbiamo fatto apposta, giuro. Nel nostro tempo facciamo poche cose intenzionalmente… più o meno siamo come quelle scimmiette a cui viene caricata la molla e poi se ne vanno in giro sbattendo i piatti.

Perciò perdonateci se visionando la TV degli anni ’60, ’70, ’80 e ‘90, arrivando poi al periodo 2000 – 2010 penserete di essere in un paradosso temporale… Calmi. E’ solo che in questo decennio vengono ritrasmessi DAVVERO tutti gli anni ’60, ’70, ’80 e ’90!

Ci sono ben tre trasmissioni che celebrano e ricordano quegli anni: “Tutti pazzi per la tele” (chiusa da poco), “I migliori anni” e “Supervarietà”.

Il motivo è che nell’attuale decennio non abbiamo niente che valga la pena di essere ritrasmesso, anzi, non avrebbero dovuto mandarlo in onda neanche la prima volta!

Prendete Fiorello. Ad un certo punto, suo malgrado, gli hanno imposto l’etichetta di quello che qualsiasi cosa faccia, anche solo uno starnuto, sia divertente, azzeccato, memorabile, imperdibile, indiscutibile, inarrivabile, da collezionare, da preservare, da clonare e da studiare, da replicare, da mandare ai paesi poveri… Per farvi capire: i suoi spot di Infostrada e di Sky (incluso quello con Mike Bongiorno già morto) li proiettano al posto della Sacra Sindone il giorno dell’ostensione! Lui è sempre rimasto con i piedi per terra ma la gente crede davvero che tutto ciò che fa sia il massimo.

Insomma, datemi retta, è meglio così: più ci rifugiamo nel passato meno rischiamo di far nefandezze. Volete la prova? Eccola: attualmente in TV stiamo discutendo di mignotte. Mignotte di destra e mignotte di sinistra. Mignotte professioniste e mignotte amatoriali ma con parecchio talento. Mignotte di lusso, mignotte che vuotano il sacco, mignotte a domicilio e mignotte che ricevono in casa, mignotte carissime! Mille euro! Tremila euro!… Oh e che è!… E un padre di famiglia, per farsi una sveltina prima di rientrare a casa, mica può andare rovinato! I politici facciano qualcosa! Appunto: le paghino di meno e non facciano lievitare i prezzi! Poi ci sono mignotte femmine e maschi, mignotte giornalisti, mignotte conduttori e conduttrici, mignotte mancate e mignotte che non esercitano più… L’elenco continuerebbe ma è più semplice regolarsi come per i Puffi o come i comunisti con la parola “compagno” (compagno delegato, compagno fotografo…): mettete un sostantivo accanto alla parola e non sbaglierete.

Insomma, concludendo, scusateci per la confusione ma rivedere una volta di più Walter Chiari o Mina non potrà che alleviarvi il lavoro di esame del periodo storico che stiamo vivendo, il Mignottesimo, e farvi arrivare più lietamente al decennio 2011-2020 in cui probabilmente avremo tutti passato ‘a nuttata!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato