Il male minore

Pubblicato: 5 novembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

IL MALE MINORE

(di Claudio Fois)

C’era una volta uno splendido Paese di nome Ipazia, talmente bello che possedeva nientemeno che il 50 percento di tutto il patrimonio artistico mondiale. Ed erano belli anche i suoi abitanti i quali erano così modesti e discreti che si comportavano come se questi tesori non esistessero nemmeno! Ma la storia che voglio raccontare è un’altra…

Un giorno, in Ipazia, precisamente il 6 Aprile 2009, successe che, con grande sgomento di tutti gli abitanti, un terremoto sconvolse l’Agruzzo, (regione situata a circa metà Ipazia) causando morti, distruzione e gravi conseguenze quali ad esempio la processione che seguì, di politici (Sultano Reggente in testa), religiosi (fra cui Sua Santità Sciamano Supremo o S.S.-S.S.), giornalisti, turisti, delfini curiosi e quant’altri.

Non molto tempo dopo, il 1° ottobre dello stesso anno, la città di Mezzina, in Ficinia, fu colpita da una grande alluvione ed anche in questo caso ci furono molte vittime però meno risonanza e meno processione di VIP. Si sa: un gioco è bello quando dura poco!..

In entrambi i casi i giornali titolarono gli eventi come erano usi fare da molti anni: “Terremoto killer!”, “Alluvione killer!”… E fu a quel punto che la Natura si ribellò.

Ma non come potreste pensare o nel modo che dicevano sempre gli ecologisti, ossia distruggendo l’Umanità, niente affatto. Si ribellò proprio formalmente.

Un giorno un Tifone, un Sisma, una Valanga e uno Tsunami, in qualità di rappresentanti degli Elementi della Natura, pretesero un confronto pubblico e diretto con la stampa di Ipazia. E in quell’occasione gli Elementi tirarono fuori tutto il loro risentimento per le ingiurie infamanti che da sempre li vedevano vittime dei giornali, delle tv e dei mezzi di comunicazione tutti. “La colpa è vostra!” – rombò la Valanga – “Per ogni morto c’è, si, una responsabilità oggettiva ma dell’Uomo. Perché la Natura è onesta, sono gli uomini che sono traditori. Se fate le case abusive alle pendici dell’Etna e Lava le brucia, se l’amministrazione locale in Agruzzo finirà in galera per la mancata messa in sicurezza degli edifici, se a Mezzina le case sono fatiscenti e l’edilizia è appaltata alla Mafia (c’è come da noi e si chiama allo stesso modo N.d.A.) e così via per tutte le catastrofi successe nel corso degli anni in Ipazia: tragedia del Vallont, terremoto in Erpinia, ecc. ecc. ma cosa andate cercando da noi? Per cui: assassini e killer ditelo a vostra sorella!”.

E fu così che gli Ipaziani rifletterono (non erano abituati quindi ci volle un po’) e si accorsero che Incendi, Alluvioni, Tornadi, Uragani e Slavine effettivamente erano molto più onesti di tutti gli assessori che avevano governato fino ad allora. Le Catastrofi promettevano quel che mantenevano; le Catastrofi non erano razziste, si comportavano allo stesso modo con tutti, di qualunque credo, religione e orientamento sessuale; le Catastrofi erano incorruttibili, non andavano a puttane, non facevano gaffe, né accordi con chicchessia; le Catastrofi non litigavano fra loro né con altri e costringevano alla correttezza senza possibilità di errore: costruivi su terreno franoso? Potevi stare certo che prima o poi la casa veniva giù. Altro che condono!

Insomma, le Catastrofi facevano certamente dei danni, ma a conti fatti erano il male minore e, in ogni caso, alla disgrazia non aggiungevano anche la presa per il culo!

E fu così che gli Ipaziani fecero piazza pulita del Sultano, dello Sciamano, dell’Opponente e di tutta la politica marcia fino al midollo che avevano foraggiato fino a quel momento e alle elezioni successive elessero le Catastrofi alla guida del Paese con il cento per cento di consensi, vivendo per tutta la vita non proprio felici e contenti… ma almeno un po’ meglio di prima!

Claudio Fois

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