Si stava peggio, quando si stava meglio

Pubblicato: 1 marzo 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero ventidue                                                                                                                Lunedì 1 Marzo 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SI STAVA PEGGIO, QUANDO SI STAVA MEGLIO

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che la Corte dei Conti ha reso noti i dati secondo cui nel 2009 in Italia c’è stato un aumento del 229 % di denunce per corruzione rispetto all’anno precedente.

La cosa brutta è che la Corte per diffondere i dati ha voluto una mazzetta sottobanco!

In realtà la notizia è estremamente positiva perché se da un lato rivela che la corruzione nel Belpaese è più diffusa dell’immagine di Belen (non impazzite cari posteri a capire chi è: alla vostra epoca di lei non c’è traccia! Comunque non del viso!) dall’altra vediamo che tante persone hanno scardinato una delle più amate italiche abitudini: l’omertà.

Quindi se da una parte per cose di questo genere (tra cui lo scandalo degli appalti in Abruzzo e alla Maddalena) è giusto incazzarci di brutto ed andare subito dal nostro fornitore di fiducia di bambolette voodoo, dall’altra dobbiamo anche constatare con gioia che le cose si vengono a sapere nonostante il TG1 anziché parlare dei fatti mandi in onda un succoso speciale sulle ultime tendenze moda in materia di unghie dei piedi tra le dive di Hollywood!

Insomma la mia tesi è che anche se parrebbe l’opposto, rispetto ad oggi i “bei tempi andati” non erano così “bei” e meno male che se ne sono andati!

Per esempio oggi l’Italia è un Paese di merda ma c’è molta più possibilità per tutti di salvarsi fuggendo via!

Una volta… in TV c’erano gli sceneggiati e non c’era Pino Insegno! D’accordo, ma Tognazzi e Vianello vennero cacciati via senza “se” e senza “ma” per una battuta.

Una volta… al Governo non c’era il povero venditore arrapato di Arcore. Giustissimo, ma la Democrazia Cristiana e il Vaticano (si, insomma la multinazionale che come testimonial per i suoi prodotti usa nientemeno che Dio!) in quanto a mentalità potevano essere criticati da Ahmadinejad!

Una volta… c’era meno violenza. No: solo si nascondeva di più e le donne, per dirne solo una, non avevano diritto di voto.

Una volta… non c’era lo stress. Ma si moriva facilmente per un’appendicite.

Una volta… a Sanremo c’era Modugno, oggi c’è Emanuele Filiberto. Vero, ma il Festival ha avuto di media 6 milioni di spettatori, quindi 54 milioni di italiani non l’hanno visto!

Una volta… c’erano più rapporti umani. Si ma a ceti distinti: il portinaio era un vero inferiore così come la “serva”.

Di esempi così se ne potrebbero fare tanti altri e questo è un esercizio che propongo ai miei contemporanei, così, tanto per renderci conto che tutto sommato questo nostro tempo non è così brutto… lo sono solo molte persone, che vanno denunciate.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato (Murale animato. Be’… semplicemente un capolavoro.)

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commenti
  1. luxus ha detto:

    bel post. spero che serva ai vari nostalgici per aprire gli occhi.
    ma a far cadere qualche fetta di salame sugli occhi anche sulla realtà attuale.
    ciao
    p.s. …alla vostra epoca di lei non c’è traccia! Comunque non del viso!)…
    LOL!!!!

  2. claudio ha detto:

    Grazie! Io sono convinto che bisognerebbe apparecchiarsi l’esistenza in modo da non dire mai “Ah… ai miei tempi…” perchè si gode ciò che di buono c’è nel tempo in cui si vive.
    P.S. Di molte resterà il silicone, quindi suggerirei di metterci il nome prima dell’impianto!

  3. Mattia ha detto:

    io non credo di poter portare chissà che testimonianza dei non bei tempi andati, perchè non li ho vissuti. sono però convinto che i bei tempi andati ci servano per cercare di comprendere meglio quello che succede oggi, e non come paralume pretesto per convincerci che oggi, si, forse oggi sta meglio. Il presente non esiste se non si fanno i conti con il passato che lo ha costruito. Ogni persona, gesto, cosa, evento si porta dietro la sua storia perchè tutto si muove in fuzione alla creazione del futuro. Se perdiamo il contatto col passato non avremo un futuro. Spero solo, Claudio, che con questa tua riflessione (che non dimentichiamo, è rivolta ai posteri e quindi al futuro) serva per farci capire come “i bei tempi” in realtà non esistano, ma che ci insegnano a fare i conti con l’oggi, poichè forse io tra 30 anni rimpiangerò il vecchio silvio, che da giovane mi fece capire quanto in basso poteva l’italia farsi trascinare. Altrimenti non condividerei la tua espressione “meno male che se ne sono andati”…
    ciao, grazie per la tua nuova testimonianza!

    • claudio ha detto:

      Grazie per l’intervento Mattia! Io pure alcuni “bei tempi” non li ho vissuti ma basta studiare bene la storia per capire ad esempio che se oggi più meno la vita e la dignità di una persona povera valgono poco, nel Medioevo o nell’Antico Egitto non valevano proprio niente.
      E comunque si: il passato è FONDAMENTALE così come conoscerlo e ricordarlo. Il mio “meno male che se ne sono andati” è un po’ provocatorio in reazione alla nostalgia che fa stare ancorati ad un ideale che non c’è: tutti i tempi hanno avuto il bello e il brutto.
      Il segreto è non fermarsi a guardare solo un lato delle cose.
      Solo sul fatto di rimpiangere Silvio in qualunque modo ho dei dubbi!.. CIAO! Claudio

      • Mattia ha detto:

        Allora mi trovo d’accordo con te. Anche il mio rimpiangere Silvio era una provocazione, volevo solo far capire che è necessario fare i conti col passato, bello e brutto, per riuscire a sviluppare una consapevolezza ed una presa di coscienza oggi, che ci permetta di non commettere errori, magari gli stessi domani. Riconoscere che un avvenimento c’è stato è il primo passo per costruire un domani migliore. Disconoscerlo non può che danneggiarci, cosa che oggi si fa continuamente. Non voglio iniziare un discorso politico, non è il caso. Concludo dicendo che la tua testimonianza diventa necessaria quando dici “non miticizziamo il passato”, ma trova la sua vera forza se ci aiuta a riconoscere in esso il bene e soprattutto il male, per crearci un futuro oggi (Bergosòn si starà rivoltando nella tomba :P). Ciao!

  4. gunther ha detto:

    mi piace molto questo post, condivido al 100% i contenuti

  5. anna maria ha detto:

    Come non essere d’accordo con te? Ti ho scoperto da poco e sento già i primi sintomi di dipendenza! Grazie ancora. Buona giornata e buon we.

  6. claudio ha detto:

    Grazie Anna Maria! Finora test clinici sulle Supposte non avevano riscontrato effetti di questo tipo, lo metterò sul bugiardino e comunque se il sintomo persiste ci son dei cerotti efficacissimi: si mettono sulla tastiera del computer! Ciao!

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