Festa della donna

Pubblicato: 8 marzo 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero ventitre                                                                                                                 Lunedì 8 Marzo 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

FESTA DELLA DONNA

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che nel nostro tempo, in data odierna (8 marzo), si celebra la “festa della donna” giorno in cui molte donne finalmente libere possono andare ad uno striptease, bere, ubriacarsi, fare sesso, insomma comportarsi da veri uomini!

Non so se nella vostra epoca esiste una giornata dedicata alla donna ma sarà interessante per voi scoprire che nel 2010 noi ce l’abbiamo ancora.

Abbiamo anche il “mese della prevenzione dentale” ed il rapporto di 1 a 30 tra donne e denti denota un’ingiusta discriminazione tra due soggetti pur pari per costi e dolori!

Forse dovremo lavorare un po’ di più tutti per evitare che questo giorno non abbia più ragione di essere (quindi che nel vostro calendario, cari posteri, non ci sia) ed è perciò che in questo giorno faccio un appello alle donne mie contemporanee. Donne, donne… è arrivato l’arrotino! Chiedo scusa, non ho resistito! Donne, dunque dicevo, per favore, usate il vostro potere in maniera più accorta. Smettetela di ragionare al maschile. Fare la escort, cioè la prostituta non è un mestiere come un altro. Berlusconi compra donne perché ci sono donne in vendita. Evitate, per favore, altrimenti non ne usciamo più.

Ovvio che diventare ricche subito anziché studiare o stressarsi facendo l’impiegata è alettante ma poi non pretendete anche il rispetto o che gli uomini decidano razionalmente di non trattare più la donna come merce. E’ impossibile: non c’è sangue sufficiente per irrorare cervello e corpi cavernosi insieme!

La Clerici che a Sanremo intervista la Cuccarini, dopo lo strepitoso numero su c’è molto da dire, alludendo per tutti i 4 minuti solo alle sue nudità, è una stronza col botto!

Le donne del Grande Fratello sono parodie di donne (così come lo sono gli uomini) e milioni di figlie vogliono seguire quei modelli. Lavorate perché questo cessi.

Ed infine, non pretendete troppo dagli uomini, non è una scusa, sono fatti così, fatevene una ragione. Cercate di capire dov’è il limite e fermatevi oppure andatevene risparmiando tempo e dolore a tutti, a voi per prime.

Insomma, il mondo è in mano vostra, lo so che è un grossissimo onere ma come avete visto, in mano agli uomini è arrivato solo fino ad un certo punto, quindi ora tocca a voi ma per cortesia, NON RAGIONATE AL MASCHILE altrimenti una giornata della donna continuerà ad esserci ora e sempre.

E per concludere, nella giornata della donna, ma anche tutti i giorni, il fondamentale www.ilcorpodelledonne.net dove (al netto di alcun picchi femministi) c’è tutto quel che serve.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: il numero della Cuccarini a Sanremo, dal “Pianeta Proibito”

http://www.youtube.com/watch?v=4UwzRxD8jFg

A seguire l’intervista vergognosa della Clerici dopo la performance

http://www.youtube.com/watch?v=JwUxxJaVzXU&feature=related

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commenti
  1. Rita ha detto:

    Premetto che vivo in Francia e che sono lontana dalla Clerici, Berlusconi, Il Grande Fratello e l’idea che le ragazze vogliano evitare di fare l’impiegata per non stressarsi visto che possono diventare ricche spogliandosi. Ebbene si’, a soli 1500 km di distanza, tutta questa cultura (?) mi appare esotica e aliena, come quando un servizio giornalistico francese ha tentato (invano) di spiegare ai francesi cosa sono le Veline, cos’è Striscia la Notizia e perchè, e il rapporto erotico-politico che intrattengono le Veline con i calciatori… E’ stato un momento davvero onirico, surreale, e che mi ha fatto improvvisamente sopportare la distanza dal mare – visto che i “pesci” sono questi.
    Detto tutto questo, e spiegando quindi che potrei non capire la portata delle cose che denunci, mi vengono due pensieri in mente: il primo è che è ormai di moda dire che la Festa della Donna “dovrebbe essere ogni giorno” ed è “solo un avvenimento commerciale” – cosi’ come lo si dice di San Valentino, Pasqua, Natale, la Festa del Papà, eccetera. Io penso invece che bisognerebbe pensare in termini politici, il che farebbe uscire l’8 marzo dalla litania delle altre festività succitate: la donna, in molti Paesi (e a questo punto direi anche in Italia) è invisibile. Proprio perchè troppo visibile come corpo, stereotipi, attese, ruolo, è diventata (o è restata) invisibile per tutto il resto: una donna brutta, senza figli, omosessuale sembra essere… un uomo agli occhi degli uomini.
    Allora io mi dico: questa giornata è nata come commemorazione di un tragico evento, dalla volontà politica di rendere visibile un’altra donna – diversa dalle Veline, o forse anche Velina, ma senza che questo contenga tutta la sua personalità. Allora, penso che ci dovrebbe essere una giornata dell’uomo poco prima o poco dopo quella della donna, per permettere a chi conosce altri modelli, altre identità possibili di dar loro la visibilità che una giornata internazionale permette.
    Secondo pensiero: una donna che si prostituisce (per scelta, ovviamente, e non perchè costretta da qualcuno o dalla miseria) non è una donna che si vende – semplicemente “offre” una parte del suo corpo, cosi’ come una balia lo faceva allattando figli non suoi, o come una baby-sitter o una “badante” si occupa del corpo e dell’anima della persona che è sua cliente, offrendo carezze, baci e presenza a un giovane o vecchio sconosciuto.
    Probabilmente il paragone è scioccante in Italia; quello che voglio dire è che un essere umano merita rispetto finchè non dimostra che non lo merita più, e che l’essere più o meno vestiti, il fare sesso per amore o soldi, il lavorare con le gambe o col cervello non incidono sulla dignità di nessuno. Forse l’ideale sarebbe che, prostitute o impiegate, profonde o frivole, giuste o sbagliate secondo la norma del momento, tutte le donne avessero la libertà di fare le proprie scelte senza che nessuna sia una perdita di femminilità.
    E che gli uomini facessero altrettanto, senza perdere virilità.
    Questo è il pensiero di un’italo-polacca residente in Francia, invitata da un Mago a dire la sua perchè tu speri in un dibattito. Lo cominciamo?

    • luxus ha detto:

      la prostituta, che affitta parte di se dietro compenso, mi può pure andare bene, viviamo e lasciamo vivere ognuno secondo coscenza.
      ritrovarmela in un consiglio regionale, al parlamento italiano o peggio in quello europeo… quello mi irrita alquanto la corteccia cerebrale.

      per il resto festeggio ogni giorno il fatto di essere stata cresciuta da una madre e un padre nella assoluta convinzione che un essere umano vale per se stesso, a prescindere da sesso, retaggio o ceto sociale.
      e non vedo niente da festeggiare quando penso che per la maggioranza delle donne non è così.

      la clerici è quella cretina che oltre all’intervita da te citata, a ranja di giordania, venuta a presentare il proprio progetto umanitario, chiede la ricetta dei biscotti. ma… due mattonate sui denti no? l’elogio della cretina!

      magari ripasso quando sono di umore meno tetro 😉
      ciao claudio, sempre sul punto, bravo!

    • Claudio ha detto:

      Fantastico, Rita, grazie alla Rete un confronto ed una testimonianza internazionale! E grazie a te, naturalmente. Più che un dibattito, un’occasione per cercare di scardinare (o almeno scalfire) insieme certi luoghi comuni che hanno fatto davvero il loro tempo, tra questi appunto la “festa della donna”. Daccordo più o meno su tutte le tue osservazioni e non mi dispiace che l’Italia venga vista negli altri Paesi per il la nazione di serie B che è attualmente (sono per niente patriota). Quel che mi dispiace, semmai, è se per proprietà transitiva vengo considerato così anche io solo perchè sono casualmente italiano. Quindi ben vengano gli “sputtanamenti” all’estero se tolgono i paraocchi ai nostri superficiali connazionali. E a proposito di sput… la questione prostituzione è lunga e annosa ma essendo io un uomo ti posso assicurare che son le donne a dirigere il gioco. Se non ci fosse offerta i clienti s’attaccherebbero al tram! (Ripeto i maschi dal canto loro difficilmente cambieranno, non ci spererei). Ora, aldilà della scelta volontaria o meno quello che giustifico poco è intanto il concetto di “scorciatoia” (studio, lavoro=fatica / sesso=successo immediato) troppo facile e poco sano. Poi quello che non sopporto è l’idea che le donne siano “costrette” a fare cerete cose da un mondo machilista (intendo fare i provini per fare le veline o cose simili). Se tutte dicessero di no, i maschi secondo me ptrebbero fare ben poco ma questo è un mondo ideale ed un obiettivo che non si ottiene girando un interruttore ma con un lavoro culturale di decenni e generazioni. Per esempiola pratica immonda dell’infibulazione finirà quando saranno morti l’ultimo maschio-padrone e l’ultima madre-carnefice connivente depositari di questa cosiddetta “tradizione” e ciò si ottiene non con le bombe ma con la cultura.
      Grazie Rita a nome mio e dei posteri che vedranno che non siamo tutti “allineati”! Ciao! Claudio

  2. monica ha detto:

    Buongiorno…sono donna…mamma…di 3 donne….e trovo questo articolo a dir poco perfetto…rimpiango donne come mia nonna…donne che hanno lottato per i loro diritti…lavorando..crescendo i propri figli in maniera esemplare….senza doversi vendere…senza dover vendere il loro corpo…la loro immagine…ma semplicemente esprimendo la loro figura di donne in maniera essenziale…perchè la donna lo è….anche senza festeggiare questa festa…..di business….di cattivo gusto….(dover pagare un uomo per vederlo nudo mha….)…la donna viene premiata ogni giorno del suo essere donna….nella vita quotidiana…dal suo compagno….dai suoi figli….e non serve l’8 marzo per ricordarlo….ma una grande femminilità ed eleganza che ogni donna…può esprimere tutti i giorni….buona giornata 🙂

    • Claudio ha detto:

      Grazie Monica per l’apprezzamento! Con il concetto di “vendita” (o meglio “noleggio”!) dobbiamo farci i conti tutti i giorni ma il punto credo che sia il limite che ci diamo.
      Si può vendere la propria arte, la propria opera, la propria prestazione e financo il proprio corpo ma io direi che l’anima e la dignità non dovrebbero avere prezzo. Infatti purtroppo spesso le donne (ovviamente non solo) l’allegano gratis come gadget raccondandosi una bugia ed alimentando un malcostume con la scusa che “si è sempre fatto così” oppure “smetto quando voglio” o anche “se non lo faccio io tanto lo fa qualcun’altra”.
      Comunque ottimismo, come vedi dal post di Rita, la Francia già è diversa quindi ringraziando il cielo il mondo non è l’Italia e viceversa!
      Ciao! Claudio

  3. diana ha detto:

    Allora…quante cose da dire…che schifo…
    Da ragazzina la festa delle donne era l’ottima scusa per ritrovarmi con le mie amichette in pizzeria o altrove, per una serata, solitamente infrasettimanale…a noi non era permesso uscire in inverno..eravamo come la fava…a maggio ci si rivedeva in giro!
    Ma ora, da adulte…che senso ha? il GENERE femminile ha della bellezza infinita, del potenziale assurdo, vedere che qualche nostro “esemplare” reprima tutto l’anno la propria solarità, la propria vitalità per esprimerle nella maniera più squallida in un’unica rata (oggi, per l’appunto), mi viene una tristezza….donne ben oltre la fanciullezza, la pubertà e le crisi adolescenziali che esultano con fastidiosi gridolini davanti ad un poveretto tutto unto, con un perizoma di paillettes (che fastidio!!!), che più che un uomo sembra il palo della cuccagna che si pianta al centro della piazza durante la sagra paesana a luglio…peccato per queste donne che cercano invano di arrampicarsi su per esso…in cima non troveranno mai prosciutto e salami da portarsi a casa…è tutto vuoto!!!!
    La mia festa della donna? tutti i santi giorni!!! il mio palo della cuccagna? la mia voglia di essere sempre come sono…

  4. Daniela ha detto:

    L’articolo è ironico e divertente, parte dal presupposto che gli uomini siano trogloditi e che quindi debbano essere le donne a non usare il loro potere seduttivo. anche se fa sorridere, è un concetto maschilista, purtroppo.

  5. verita ha detto:

    chi è quel mongolo che ha inventato sta festa

  6. claudio ha detto:

    Grazie Daniela per l’intervento, graditissimo e acuto anche se sei solo una donna! Ahahah!..
    Dunque sveliamo l’arcano: ovviamente non dovremmo più parlare di uomini e donne come categorie (e la trasmissione della De Filippi dovrebbe essere deferita alla Corte Europea!) ma divenare tutti “persone”. Attualemente però delle differenze ci sono forse più culturali che antrpologiche e da maschietto che frequenta e conosce maschietti mi son fatto l’idea che quasi non c’è speranza che il cambiamento parta da “noi” uomini. Cioè di persone “serie” ce ne sono tantissime soprattutto nel mondo (l’Italia è patologica) ma il fascino o la “droga” del sesso femminile (non uso intenzionalmente la parolaccia) fa veramente perdere la testa alla maggior parte dei maschi. E’ che il maschio si sente potente, attrattivo e “vincente” quasi solo se ha più rapporti sessuali anche a pagamento. Vedi il povero Berlusconi, appunto, che si illude di essere amato ma è un ometto che si racconta bugie noleggiando escort, mettendosi al centro dell’attenzione come un bambino. Quindi, concludendo: non è che il lavoro di cambiamento della scoietà lo deve fare solo la donna ma per esempio se gli uomini, anche un padre o un nonno sono così bestie da violentare (e non cambiano di certo), la donna dovrebbe avere il coraggio di denunciare sempre (e questo, si, può cambiare le cose). Oppure non alimentare la cultura maschilista che si bea della gnocca promettente sesso che “balla” in uno show: non è arte, è svilimento della persona. Io sono etero praticante ma ‘ste cose mi fanno rabbia anche per la loro banalità.
    Ciao!

  7. claudio ha detto:

    Ciao Verita! La giornata è nata come commemorazione di un tragico evento successo nel 1911: un gruppo di operaie sono morte in un incendio nella fabbrica in cui il titolare le aveva rinchiuse come reazione ad una loro protesta in atto (dettagli su Wikipedia).
    Poi si è deformata diventando “festa” ma soprattutto diventando l’unico giorno in cui la donna è libera, però poi, oh, a cuccia fino al prossimo anno!
    Tante (troppe) donne hanno contribuito ad alimentare ed avallare questa modalità di “gioco”, per cui io per esempio proprio l’otto marzo farei andare deserti gli strip maschili per (moralismi a parte) andarci apposta un qualunque giorno successivo così da uscire dal pensiero omologato che ci vuole tutti più buoni a Natale e bastardissimi per il resto dell’anno! Ciao!

  8. jane brookfieldful ha detto:

    Incredible italian video on Youtube about 8 march women’s day . http://www.youtube.com/watch?v=fiEWoQ9vYlc

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