Burqa miseria

Pubblicato: 10 maggio 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero trentatre                                                                                                               Lunedì 10 Maggio 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

BURQA MISERIA

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che alcuni giorni fa, a Novara, una donna è stata multata poiché, indossando un burqa in un ufficio postale, ha contravvenuto alla legge che impone il volto scoperto negli uffici pubblici. Per la cronaca, nell’ufficio postale la cosa non ha minimamente turbato il normale svolgersi del quotidiano disservizio!

Il marito della donna ha commentato che siccome il Corano vieta alla sposa di essere vista da altri uomini ma essendo lui rispettoso anche della legge italiana, semplicemente non farà più uscire di casa la moglie.

Questo episodio fa affiorare un evidente problema di integrazione in quanto affermare di voler rispettare la legge, in Italia, significa non avere ancora assorbito appieno gli usi e i costumi del nostro Paese! Urgono ripetizioni presso esponenti del nostro governo e della Protezione Civile!

Volendo invece soffermarci su un dettaglio marginale, (che ai più può essere sfuggito) è utile farvi notare, cari posteri, come sia possibile ai nostri tempi che un maschio della specie possa essere di fatto “proprietario” di una femmina in conseguenza di un precetto religioso. Di solito col matrimonio accade esattamente il contrario!

Io sono sicuro che se non il figlio di questo individuo, sicuramente il nipote già avrà perso questa usanza indifendibile. E prima o poi anche gli ebrei, dopo migliaia di anni che tagliano prepuzi, si renderanno conto che è quantomeno strano che un frammento di pene avvicini a Dio. Il punto è che i rituali (spesso spacciati per “cultura” mentre per paradosso sono figli proprio dell’ignoranza) servono a chi comanda per esercitare il potere e a chi viene sottomesso per sentirsi più tranquillo. L’unico che non se ne cale è proprio Dio, chiunque sia, dovunque sia e comunque sia fatto!

Quindi, cari posteri, non stupitevi se un giorno troverete un I-Pad vicino ad un crocefisso o un gonzon buddista in una casa con pannelli solari sul tetto… e non impazzite a capire come possano appartenere alla stesa epoca. L’evoluzione è lenta e noi della nostra epoca siamo ancora così, ancora con indosso questo immenso, assurdo, burqa culturale che sono le religioni. In attesa di liberarcene (ce la faremo con tanto tempo e con un bel po’ di cultura vera) sarebbe già tanto se riuscissimo a far funzionare come si deve gli uffici postali… ma temo che sia una sfida troppo impegnativa per riuscire a farlo prima che l’Umanità si estingua!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: un classico: Jerry Lewis in “the invisible typewriter”

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commenti
  1. RitaDL ha detto:

    Ciao Claudio,
    la polemista che c’è in me torna a commentare i tuoi post… Perchè mi piacciono, e quindi certe cose mi disturbano come il parmigiano sul tonno. O come il maiale nel Kebab, diciamo meglio, visto che la prima cosa che mi lascia perplessa è il gioco di parole del titolo – “burqa” puo’ somigliare a “porca”, pronunciato da un Italiano, ma l’accostamento mi pare azzardato per vari motivi. I Musulmani non mangiano maiale perchè si tratta di un animale impuro ai loro occhi, il che non è in fondo molto diverso al nostro rifiuto occidentale di mangiare insetti, per esempio. Ma fare un gioco di parole, che ne so, come “Crocifaggio” e unire “crocifisso” et “scarafaggio” sarebbe un po’ fuori luogo per denunciare lo strapotere cattolico, no?
    In più, l’Islam è probabilmente una delle religioni meno capite, soprattutto da chi la guarda dal di fuori, anche perchè il libro su cui si fonda non è scritto in forma prosaica ma poetica, il che rende indispensabili e pericolose al tempo stesso varie interpretazioni contrastanti e successive.
    Tutto questo per dire che la religione non è ignoranza o stupidità, violenza o ottusità, ma che (come l’amore, per esempio, che non si sceglie di sentire ma si puo’ scegliere di seguire e coltivare in conformità con i propri valori) si tratta di un sentimento prezioso che non tutti hanno, ma che è in sé l’occasione di mettersi alla prova. Soprattutto perchè le tre religioni “del libro” (ebrea, cattolica, musulmana) hanno in comune ideali come universalità, amore, solidarietà, coraggio, felicità di TUTTI gli uomini.
    Purtroppo (come per l’amore, appunto), ognuno fa di quello che tocca oro o… ehm… escrementi, e gli ignoranti, stupidi, violenti e ottusi troveranno nella loro stessa incomprensione della loro religione le scuse per continuare ad essere come sono. Un criminale troverà nell’amore l’occasione e la scusa per uccidere l’essere amato in un attacco di gelosia, un persona un po’ debole ci troverà la scusa e l’occasione per appoggiare l’essere amato in qualcosa di folle o ingiusto o atroce.
    Capisci che voglio dire?
    Il problema non è la religione, che fa parte della cultura cosi’ come ne fanno parte rituali, abitudini, costumi. Il problema è quando si prende la loro bellezza per farne un’arma – ma guarda la Lega: senza religione, ha trovato nel “patriottismo regionale” le armi sue, e sta ditruggendo il nostro Paese.
    Insomma, il problema non è decidere se la circoncisione avvicina a Dio o se è un atto d’igiene e di prevenzione in Paesi caldi in cui puo’ essere una salvezza (senza contare che riduce il rischio di malattie sessualmente transmissibili), ma decidere che, circoncisi o no, siamo esseri umani e dobbiamo avvicinarci alla nostra stessa umanità.
    E che l’uomo non possiede la donna, né in Islam, né in Sicilia, né altrove.

  2. Claudio Fois ha detto:

    Grazie infinite per l’apprezzamento esplicito e per aullo implicito che si evince dal tempo speso su questo mio piccolo stimolo al dialogo e alla riflessione.
    Per ora solo questo, al volo, poi con calma ti rispondo meglio… scusa se ti lascio con un po’ di curiosità! Ciao! Claudio

  3. stefania ha detto:

    1000 cose da dire..ma è più facile commentare il post precedente.

    Comunque la mia preoccupazione è la confusione volutamente creata dai politici per potersi mantenere una parola …continua.

    Mi aiuto con un esempio negli anni ’70 per la sinistra la russia era un esempio…ora fanno autocritica …per l’america la guerra a fianco dei talebani .. e così per altri esempi.

    Adesso lo sono tutti gli argomenti che gli permettono di navigare nel loro torbido lago, in quanto il loro valore è legato ai numeri di voto e ciò in una democrazia è il giusto percorso ma il fine di queste persone non è l’interesse e il bene dell’uomo.

    Non è la loro priorità.

  4. Claudio Fois ha detto:

    Dunque dunque… Grazie a Stafania per il commento. Ciao!
    per RitaDL completo la risposta. Il gioco di parole del titolo ha due facce che sono:
    1 – la deformazione dell’epressione “porca miseria!” adattata alla situazione intesa come “Accipicchia che enormità il malsano potere che questo tizio ha sulla moglie!”. Mizzica! Ammazza ‘o! Ciumbia! (ecc…). Quindi nulla a che vedere col maiale, è solo un caso!
    2 – Il gioco fa riferimento al burqa come obiettiva “miseria” spirituale, culturale e sociale.
    E’ un abuso, infatti per ciò che riguarda il resto del commento sono d’accordissimo con te!
    Il nocciolo del pezzo è anzitutto l’abuso che troppo spesso si fa delle religioni o delle sue espressioni. Ma io vado oltre (non essendo religioso sono inattaccabile dal punto di vista della fede perchè non dico che la “mia” è meglio delle altre) e dico che secondo me, nessun dio ha mai prescritto segni rituali o altro. L’Amore e tutti gli altri Valori sono categorie dello Spirito e nessun prete o sciamano può giudicarmi o gestirmeli. Le religioni sono una truffa nata milioni di anni fa con la paura dell’inspiegabile. Sganciamoci da queste paure e incamminiamoci verso la strada per diventare persone nuove (a cui il concetto che un uomo non “possiede” una donna, per esempio nun gl’ pass’ manc’ p’a’ capa). Ci vorranno alcune generazioni però e la Lega è solo un ramo secco dell’evoluzione di cui i posteri forse (speriamo, per evitare figuracce!) neanche troveranno traccia …
    Ciao!

  5. Gabriella ha detto:

    Posso dire la mia??? “si la dico!, anche se la mia opinione non è una riflessione ideologica delle più elevate” credo che quello che separa e allontana gli uomini è proprio la religione, questa è diventata per gli uomini un qualche cosa d’incomprensibile è successo quello che accadde a Babilonia ai tempi della erezione dell’omonima torre, gli uomini iniziarono a parlare una lingua diversa dall’altro ecc…. oggi è molto più facile comunicare…c’è chi parla addirittura con gli ufo, o con l’aldilà, ma non si riesce a superare lo scoglio della religione che deve per forza, implicitamente, far sentire l’uno superiore all’altro. bhe il discorso è troppo complicato…
    Poi per quanto riguarda l’integrazine culturali, i passi in avanti credo che debbano essere fatti da chi ospita e da chi è ospitato…o vogliamo essere anarchici?!

    Mmmm un post tanto bello quanto difficile e complicato…complimenti!

  6. Claudio Fois ha detto:

    Grazie Gabriella! Ma certo che puoi dire la tua, anzi! Questo spazio serve proprio a questo… E’ una goccia nell’oceano ma l’idea è proprio quella di contribuire ad allenare e sviluppare la comunicazione e lo scambio. Questi sono l’antitesi (o l’antidoto!) della principale caratteristica delle dittature e religioni: il dogma. “E’ così perchè lo dico io!”. E tutte le opinioni contrarie o i dubbi sono repressi. Ma il mondo per fortuna va in un’altra direzione e intergralisti e censori (come la Cina) sono destinati a sparire anche grazie a noi che diciamo la nostra in un’infinitesimale rubrica di un piccolissimo blog! Ciao e grazie ancora!
    Claudio

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