Un pezzo di Gaza

Pubblicato: 7 giugno 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero trentasette                                                                                                           Lunedì 7 Giugno 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

UN PEZZO DI GAZA

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che qualche giorno fa alcuni soldati dell’esercito Israeliano hanno attaccato una nave di pacifisti diretta a Gaza per impedirle di raggiungere l’obiettivo causando alcuni morti. A detta dei militari, a bordo della nave c’erano delle armi ed il fatto è stato confermato anche dai poliziotti che fecero irruzione nella Diaz a Genova!

Il punto, cari posteri, è che da alcune decine di anni criticare Israele, anche quando ha torto, è diventato estremamente difficile perché ci sono di mezzo un Credo ed un sentimento religioso alquanto potenti cioè quelli che fanno capo al Dio denaro!

Luoghi comuni a parte, certo è che la comunità ebraica è una tale potenza a livello economico che i missili nucleari di cui è dotato lo Stato di Israele hanno più o meno la stessa utilità che ha un arbre magique in una Ferrari nella vittoria di un Gran Premio!

E poi c’è la nefasta faccenda dell’Olocausto. Una cosa così atroce da creare uno strascico tale per cui se oggi non sei a favore degli ebrei, senza “se” e senza “ma”, vuol dire che sei contro, quindi antisemita.

Criticare un’azione di un ebreo o di Israele non significa certo dare ragione ad Ahmadinejad, non fosse altro per evitare il rischio di trovarselo in casa pronto ad abbracciarti!

Insomma, cari posteri, l’episodio della nave di pacifisti è sicuramente “solo” uno dei tanti che nella confusa situazione del conflitto israelo-palestinese si verificheranno ancora senza risolvere nulla e così, per conquistare un pezzo di Gaza, si avranno di sicuro altri morti per molto tempo ancora.

Io spero che nella vostra epoca la situazione si sarà risolta, e lo auspico sinceramente senza parteggiare per nessuno se non per il buon senso perché, come al solito, sono sempre le ideologie e le etichette che creano un sacco di guai e generalizzare è sempre sbagliato.

Concludendo, secondo me stavolta Israele ha esagerato e non essendo io antisemita, né filopalestinese e tantomeno iscritto al club di Topolino, pur con il limite delle informazioni a mia disposizione vi ho detto la mia come libero cittadino pensante. Quel che posso aggiungere, cari posteri, è che spero che ai vostri tempi ci siano più “persone” che “categorie”, liberamente criticabili e se Gaza sarà diventata Gazaland con parecchi McDonald’s e un casinò, pazienza: non sarà certamente bello ma sarà comunque sempre meglio del luogo di guerra di dolore che è adesso.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: parodia satirica di “We are the world” da Israele contro la nave dei pacifisti. (Ovviamente consideratelo come volete)

http://www.youtube.com/watch?v=2KUcv452KbU

Nota: il video è molto curato. Dal punto di vista israeliano è legittimo fare satira e magari le nazioni si limitassero a questo, poiché sono la mancanza di cultura, ironia ed umorismo (tipica dei fascismi ed integralismi) ad essere il male peggiore che genera morte e violenza. Il governo Israeliano si è dissociato e scusato per questo video.

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commenti
  1. Rita ha detto:

    Anche io spero che un giorno ci siano più “persone” che “categorie”, e che si smetta di fare equazioni ingiustificate fra una religione (cattolica, musulmana, ebraica) e un governo (sia pure ispirato – più o meno onestamente – ad una di queste religioni)…
    Perchè non si è “a favore” o “contro” gli Ebrei, a meno di essere antisemiti, come non si è “a favore” o “contro” un’altra religione – ma gli atti di un governo devono essere sempre criticabili indipendentemente dalla fede della popolazione che l’ha (se l’ha) votato.
    Ehi, per una volta siamo d’accordo? 🙂

    • Claudio Fois ha detto:

      Mi sfugge la consuetudine che ci vede in disaccordo ma stavolta siamo sulla stessa linea al 100%! Quand’anche fossimo discordi, il punto è proprio quello: libertà di critica (nessuno è intoccabile) e soprattutto non essere mossi da fede cieca altrimenti non si discute più. Grazie! Ciao!
      Claudio

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