La roba

Pubblicato: 23 agosto 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero quarantotto                                                                                                          Lunedì 23 Agosto 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

LA ROBA

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che ci sono momenti in cui una persona deve prendere le proprie responsabilità e smetterla di sfuggire caparbiamente all’ineluttabile destino. E’ quel che è successo a me: dopo anni di spasmodica fuga dall’improcrastinabile, quest’estate, insieme a mia moglie, ho finalmente messo ordine in ben due cantine!  Sono felice, con questa azione, di aver sia definitivamente pagato il fio delle malefatte di un’esistenza passata (a giudicare dal peso del contrappasso, dovrei essere stato come minimo Erode), sia aver avuto l’opportunità di fare alcune riflessioni.

La prima è su come l’abito faccia davvero il monaco poiché un oggetto che in un cassonetto definiremmo pattume, per il solo fatto di essere sul fondo di un polveroso scaffale lo chiamiamo invece “ricordo”.

Ho trovato roba, cari posteri, a cui mancava solo la tesi per diventare a tutti gli effetti mondezza e che nel tempo ha perso (se mai ne ha avuto) tutto il valore che in passato gli avevamo attribuito. La seconda riflessione è quanto a volte diventi prepotente la mancanza di cose di cui neanche sapevamo l’esistenza! Cioè, fino a ieri, e per anni, siamo riusciti a vivere benissimo senza il bollitore per la fonduta, ma oggi vedendolo, sentiamo che non ce ne possiamo separare perché “potrebbe servire”, salvo poi lasciarlo di nuovo lì per altri anni come monumento dell’accumulo inutile o per usarlo qualora scoprissimo di avere un ricco zio svizzero il quale ci nomina eredi universali solo in cambio di un piatto tipico delle sue parti! E questa, cari posteri, è la terza e più importante riflessione: il bisogno che abbiamo di accumulare “roba” e la difficoltà da separarci da essa.

Circa una ventina di giorni fa è successo che una tremenda alluvione ha colpito il Pakistan coinvolgendo circa 20 milioni di persone ma purtroppo, in Italia, il fatto ha avuto meno rilevanza della notizia che io ho pulito la cantina. La colpa però è della catastrofe che peccando di scarso senso del marketing ha agito durante il periodo di ferie ovvero in periodo di minima visibilità per cui anche se ci stiamo risparmiando la volgarissima ed indecente faccia di circostanza di Barbara d’Urso (e questo varrebbe il prezzo del biglietto) è pur vero che non ci sono mobilitazioni, Telethon o altre iniziative come fu per Haiti o la Thailandia.

E in tutto ciò, cari posteri, io ho (avevo) in cantina un sacco di robaccia, che già lo era nel momento in cui è stata acquistata e già poteva a buon diritto andare direttamente in discarica (per la cronaca, tutto il materiale inutilizzabile l’ho buttato presso una “isola ecologica” o data via in beneficienza. Funzionerà? Mah… Intanto, però, perché non provarci).

Da oggi in poi cercherò di accumulare meno, tenendo solo quelle cose che davvero servono e resistono nel tempo sia come oggetto sia come ricordo, dandomi un’emozione forte e se i vostri archeologi, cari posteri, avranno meno oggetti da studiare, non se ne abbiano a male: lo prendano anzi come un segno di civiltà.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Un saluto a Tiberio “Ferrybotte” Murgia. Grazie anche a lui.

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commenti
  1. Stefano G ha detto:

    Verissimo… io fatico così tanto a disfarmi del vecchiume che il mio box auto è attualmente adibito a magazzino sul genere di Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta.
    Ho biciclette vecchissime senza ruote (e anche trovandole, adesso sarebbero troppo piccole per me!), un trapano che bisogna aggiustare da una vita, DUE ferri da stiro malfunzionanti, dodici sedie “che è un peccato buttarle via”, un WC (ebbene sì), libri di testo delle scuole medie (così vecchie che sul libro di scienze probabilmente si parla anche della teoria di un certo Galileo secondo il quale sarebbe la Terra, a ruotare)… e poi come posso buttar via quei cavalletti e quelle tavole di compensato, proprio ora che stiamo tornando al nucleare? L’evenienza di un disastro postatomico aumenta di probabilità, e se le città fossero rase al suolo e dovessi dovessi costruirmi una casa sull’albero?

    E in tutto questo ciarpame … la macchina devo tenerla fuori, perché nel box auto non c’è più posto.

  2. Claudio Fois ha detto:

    Fantastico! Per le “tesi” non c’è niente di più vero e confortante che le testimonianze reali. Grazie! Un trucco è far sgombrare il posto da qualcun “occhio non vede, cuore non duole”… Comunque quando prendi il via è un vero piacere. P.s. a Roma l’isola ecologica dove sono andato è a Cinecittà due ed è stato catartico, tra l’altro, buttare ben tre vecchi televisori rotti e un monitor Hercules (a cristalli liquidi VERDI)!

  3. Rita ha detto:

    non solo di roba dobbiamo liberarci…io ci metterei anche un paio di persone….che per buona educazione si tollerano e in cambio il tarlo del malcontento ci rode…

    • Claudio Fois ha detto:

      Esatto! Infatti il concetto di “fare pulizia” (a parte il fatto di cercare di non circondarci di roba inutile anche per non dare schiaffi alla miseria) dovrebbe riguardare pure le persone e le frequentazioni “ingombranti”, non meno spazzatura di vecchie bici arrugginite o TV rotti. Ciao! Claudio

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