Archivio per ottobre, 2010

Numero: Allegato                                                                                             Giovedì 28 Ottobre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

PROGRAMMA DEI LABORATORI

La dott.ssa Emanuela Fasano presenta:

SABATO 30 OTTOBRE:

IL LABORATORIO DEL SUONO

L’energia trattenuta nel suono inespresso della voce o quella dispersa in un suono eccessivo della stessa, sono entrambe causa di un forte squilibrio nella creatività di ognuno.

In altre teorie la voce è associata al Quinto Chakra (Visuddha, che significa “purificazione”), che si trova all’altezza della gola ed è la base per la formazione dell’Identità Creativa.

Lo scopo dell’incontro è quello di recuperare il proprio suono interno e di portarlo all’esterno attraverso il meraviglioso ponte e veicolo che è la voce.  Attraverso la tecnica Bioenergetica, i lavori corporei saranno seguiti dall’elaborazione emotiva dei contenuti, allo scopo di integrare l’esperienza.

L’autoespressività è auto-affermazione: del proprio spazio, del proprio pensiero, del proprio stato. Orientarsi all’autoespressione significa anche entrare in contatto profondo con l’altro, saper ascoltare, saper stare in silenzio e saper dire la propria. Quando si trova il proprio suono interno, esso diventa un’ancora cui far riferimento quando i molteplici stimoli esterni ci spostano dal nostro “centro”.

Orario: il laboratorio si terrà dalle ore 10 alle ore 14

SABATO 6 E DOMENICA 7 NOVEMBRE :

GUARIRE I CHAKRA ATTRAVERSO LA BIOENERGETICA

Un percorso strutturato in due giorni, per contattare e riattivare l’energia dei sette chakra attraverso le tecniche psico-corporee dell’analisi bioenergetica. L’incontro si rivolge a tutti coloro che sentono il bisogno di tornare in contatto col proprio corpo e di alleviare lo stress psico-fisico tramite il movimento, il respiro e l’espressività spontanea.

Lo scopo è quello di liberare l’energia vitale bloccata nei punti focali del nostro corpo per poterla sentire, padroneggiare ed imparare a mantenerla, modificando così le memorie corporee ad essa annesse.

Orario:  gli incontri si terranno dalle ore 10,00 alle ore 18,30

Venerdì 5 novembre ci sarà la presentazione gratuita del gruppo tematico sui 5 diritti negati!

DA MARTEDI’ 9 NOVEMBRE:

I CINQUE DIRITTI NEGATI

Un percorso tematico di 7 incontri a cadenza settimanale, per esplorare in gruppo i blocchi e le energie sottostanti che corrispondono ad ognuno dei cinque diritti–bisogni, sui quali si fonda l’esistenza e la piena identità di ogni individuo.

Ogni incontro si svolgerà attorno alla tematica di un diritto (il diritto ad esistere, il diritto ad avere bisogno,  il diritto ad essere sostenuti ed incoraggiati nella propria autonomia e identità, il diritto ad essere autonomi e a poter dire di no, il diritto ad amare ed essere amati sessualmente ed emotivamente), che verrà elaborata attraverso le tecniche dell’analisi bioenergetica. Il primo e l’ultimo incontro, saranno dedicati alla conoscenza e all’elaborazione delle risonanze profonde della tematica affrontata.

Orario: gli incontri si terranno tutti i martedì, dalle ore 19,00 alle ore 21,00

CONTATTI

Tel: per info e prenotazioni potete contattarmi al 334/7459832 (o al 339/8645960)

Dove: studio di psicologia e psicoterapia, Via Apuania 13 (zona P.zza Bologna)

Sito web: www.emanuelafasano.com

 

Numero 3                                                                                                           Mercoledì 27 Ottobre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

IL SABOTATORE

Carissimi lettori e lettrici,

questa settimana affronteremo un tema particolarmente importante, che riguarda molto da vicino la negazione dei cinque diritti di cui abbiamo parlato la scorsa settimana. Nello specifico, stiamo per affrontare una particolare forza interiore che, da adulti, ci fa perpetuare la negazione dei nostri bisogni. La definisco forza, poiché essa è tale da impedire la profonda realizzazione di un individuo, in molti suoi aspetti (relazionale, lavorativo etc..), convincendolo che “è giusto che sia così”!

Parlerò di un particolare aspetto della personalità, una specifica voce interna a tutti noi che chiamerò il Sabotatore.

Tutti abbiamo dei desideri, delle esigenze e dei limiti reali con cui ci scontriamo quotidianamente nel tentativo di realizzarli. Ma, pensateci bene, quante volte è nata dentro di voi un’esigenza (di migliorarvi, di migliorare le vostre condizioni di vita, di volervi sentire liberi da un rapporto che non volete più, di seguire un’idea grandiosa o un’intuizione apparentemente irrealizzabile, di iniziare una nuova attività), e non avete nemmeno tentato di soddisfarla?

Ecco, il Sabotatore è la nostra forza negativa. Quella forza che tenta continuamente di boicottare il nostro sentirci pienamente e la nostra libera espressione.

Ma, da dove viene? E come agisce per l’esattezza?

Il Sabotatore agisce su tutte quelle parti della nostra vita che abbiamo sentito\sentiamo importanti e che non abbiamo mai tentato di realizzare veramente (per paura, insicurezza, vergogna o semplicemente perché abbiamo pensato “beh, si ma alla fine non è poi così importante”, nonostante importante per noi lo fosse eccome); ed agisce su queste parti (di solito le più libere e vitali), facendoci negare che esse siano vere e sminuendone l’importanza che in realtà hanno sul loro nascere. Questo meccanismo sottilissimo ed inconscio, nasce dall’ambiente in cui cresciamo. Ai bambini, le famiglie trasmettono sia messaggi verbali che messaggi non verbali. E il Sabotatore è un messaggio non-verbale che ci viene trasmesso e che va a formare un “modello operativo interno”: un vero e proprio modello di riferimento, una griglia di comprensione che ci guida tramite uno schema interiore. Alle volte, ci può essere una madre che spinge il bambino fortemente all’autonomia ma che, nel non-verbale, chiede al bambino (attraverso dei segnali corporei ed espressivi) di non lasciarla mai; oppure può esserci un padre che vuole che il figlio sia il migliore di tutti ma che poi, implicitamente, è in competizione con lui perché non vuole “essere superato”. A quel punto, di fronte a tali (e ce ne sono moltissimi altri) e tanti messaggi contraddittori, il bambino per essere amato corrisponderà il bisogno del genitore e, rispetto al suo, ne negherà l’esistenza; magari non sentendolo neanche oppure non ritenendolo vero. Questo, genera nel bambino (e poi anche nell’adulto) una voce interiore che gli dice continuamente che quello che sente e che desidera non è vero! In realtà, gli è stato “non-detto” che ciò che sentiva e desiderava non andava bene per gli adulti che lo circondavano.

Il Sabotatore agisce creando confusione nella persona. Ci si può chiedere, ad esempio: “Perché mi sento così, nonostante tutti mi amano e non ho di che lamentarmi?”

Ma perché chiedersi il perché di un sentimento, quando la risposta è nel sentimento stesso? Tanto, lo sappiamo da dove viene. E’ nostro. E invece, ciò che fa il nostro personale Sabotatore è proprio negare questa appartenenza dei sentimenti e delle emozioni, creando confusione (“perché provo questo? Non corrisponde alla realtà quindi non è vero fino in fondo quello che provo..”) e generando vergogna e senso di colpa per ciò che si è e per ciò che realmente si desidera.

E’ responsabilità (costruttiva) di ogni adulto “ascoltare” tutti gli schemi interiorizzati e comprendere come questi agiscano profondamente nella sua vita. A volte, basta davvero poco. Basta dirsi la verità. Altre volte, è davvero ben più difficile. Ma vale sempre la pena tentare…

Un augurio di buona settimana a Tutti i Lettori e Lettrici

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

Comicifici

Pubblicato: 24 ottobre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero cinquantanove                                                                                           Lunedì 25 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

COMICIFICI

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… una nota a margine del nostro tempo che riguarda il mio campo specifico di azione: l’umorismo.

Nella storia dell’Umanità ogni mestiere ha avuto prima o poi la sua fortuna per cui in epoche diverse è stato prestigioso fare l’insegnante, il medico, il pompiere, l’operaio, il contadino, il meccanico, l’artigiano, il bancario e via via tutti i lavori possibili fino ad arrivare ad oggi dove anche fare la prostituta ha la sua bella rilevanza nella Società, a patto che si dica ”escort”. Ogni ruolo presto o tardi è stato ambìto perché conveniente, romantico, remunerativo, sicuro o quant’altro. Tutti tranne il “comico”.

A parte non essere mai stato considerato un lavoro vero (ed in parte c’è un fondo di verità), di sicuro “voglio fare il comico” è stata una frase che ha causato la dipartita per infarto di più di un genitore… inclusi quelli che il “comico” lo facevano già!

Mai stato l’emblema del successo, mai archetipo di posizione solida, tutt’altro che un vantaggio per fare sesso il comico non è mai stato un mestiere con un percorso definito e preordinato: chi voleva farlo era perché se lo sentiva e non certo per diventare ricco e potente.

Questo, cari posteri, fino a qualche anno fa (una decina più o meno) perché adesso le cose stanno diversamente.

Fin dal suo esordio in Italia nel 1954 la Tv ha attinto dal mondo del teatro e del cinema prendendo i “campioni” che in quei settori più spiccavano per personalità, formazione ed esperienza per fargli fare le stesse cose ma con un mezzo nuovo. Emblematiche sono trasmissioni quali “Non Stop”, “Drive In” e “Zelig” in cui i comici venivano presi dalla “realtà” ed erano compiuti e maturi grazie alla selezione naturale delle serate che essi avevano fatto a centinaia in qualche anno di lavoro quotidiano sul campo. Oggi le cose sono cambiate e per una crescente, bulimica lievitazione della domanda si è verificata una perfetta inversione dei poli. Oggi i comici, praticamente dal niente, vengono formati apposta per la Tv e la mira di un cabarettista è quella di andare in TV non come conseguenza di ciò che fa da anni ma come punto di partenza. Ed ecco che da qualche anno sono nate fabbriche di comici che sperimentano piccole idee alla ricerca di qualcosa che è un po’ come una cellula rispetto al corpo: magari da sola non può vivere più di tanto ma inserita in un organismo ha la sua ragion d’essere e per un po’ sopravvive. Non a caso questi luoghi, sparsi in tutta Italia, si chiamano “laboratori” dove in prevalenza vengono create artificialmente delle creature e dei prodotti “in vitro” che non nascendo e non sviluppandosi in condizioni “autentiche” si rivelano poi non atti a condurre una vita autonoma.

Questa, cari posteri, era giusto una piccola testimonianza in un campo che mi è caro, certamente meno importante di cose più urgenti e gravi per il nostro mondo ma tant’è che mi andava di segnalarvela e così ho fatto.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Sigla di “Non Stop” (’77-‘79) – vedere inoltre video correlati

Numero cinquantotto                                                                                              Lunedì 25 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

NON E’ VERO NIENTE

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

…di un genio del nostro tempo di cui pochi (anzi forse solo il sottoscritto) hanno scoperto l’esistenza. Egli, celato nelle segrete stanze del settimo piano di un palazzo di viale Mazzini in Roma, è Mauro Masi, attuale Direttore Generale della RAI la cui figura è stata ufficialmente riconosciuta dall’ONU come fondamentale per le trattative in caso di arrivo di alieni ostili. Egli non solo è un genio di per sé ma lo è vieppiù per il fatto che ha oltretutto la scaltrezza di dissimulare abilmente questa sua peculiarità mostrandosi come il suo esatto opposto, ovvero un fantoccio al servizio del Regime in carica e facendo credere che faccia il gioco dell’azienda concorrente, Mediaset.

Ebbene, cari posteri, per comprendere appieno la portata del fenomeno Masi, è importante che sappiate innanzitutto che ci troviamo in una fase della nostra evoluzione che potrebbe essere chiamata dell’Homo Acquirens in cui la Società è divisa tra gente che compra e gente che vuole vendere per forza qualcosa alla prima. E inoltre che la proposta di vendita viene fatta come se essa fosse un vantaggio per chi acquista o comunque viene sempre mascherata in qualche modo.

Infine vi è necessario sapere che in un brevissimo arco di tempo alcune trasmissioni (“Parla con me”, “Annozero”, “Vieni via con me”) “scomode” per il suddetto Regime, pareva che non sarebbero andate in onda proprio ad opera dell’intervento del Masi, censore e servo del Potere. Se ne è parlato per settimane, con i conduttori e protagonisti dei programmi in oggetto divenuti martiri per i simpatizzanti e ancora più odiati da chi li avversava.

Ebbene, cari posteri, non è vero niente. Unendo tutti gli elementi poc’anzi elencati si può dedurre che quanto è accaduto e accade nei palinsesti RAI è tutta un’ingannevole impalcatura ideata e realizzata dal Direttore Generale RAI all’insaputa di tutti: pubblico, conduttori, stampa, Tv e Politica, per un totale di milioni di persone ovvero una grossa fetta della popolazione italiana. Nessuna censura, nessun attentato alla Democrazia o alla Libertà: finora tutti i programmi che pareva non si dovessero fare sono andati regolarmente in onda (“Vieni via con me” è previsto per l’8 novembre, vi saprò dire) per cui tutto il cancan che li ha preceduti era tutta una manovra pubblicitaria. Si chiama guerrilla marketing ed è un nuovo modo di recente invenzione di far parlare di sé un prodotto. Le polemiche fanno rumore e fanno vendere infatti i suddetti programmi hanno fatto ascolti record e questo, nella Società dell’Homo Acquirens è la sola cosa che conta.

Ecco: ora sapete la verità perché era giusto che questo portento della nostra èra venisse degnamente tramandato, ma sarebbe giusto che la sapesse anche il signor Berlusconi poiché se egli crede di avere nel dottor Masi un alleato sbaglia di grosso perché un genio non si allea con nessuno, un genio il più delle volte può stare solo con sé stesso. Come un folle.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Giorgio Gaber in “La strana famiglia”.

Codice Makkekomiko

Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l’uomo? Parlo sempre di me perchè non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l’arte che gli pare. ( Tristan Tzara, manifesto del dadaismo, 1918).
Uso il pensiero di questo poeta per sottolineare che tutto è opinabile, infatti questo insieme di regole, di passi o meglio, questo codice  è stato pensato per i nuovi comici, che entrano per la prima volta nel mondo del MAKKEKOMIKO, per indicare quindi la linea di pensiero del laboratorio.
Il codice Makkekomiko è stato pensato anche per tutelare il pubblico che viene a teatro per applaudirli.

  1. Il Makkekomiko è un luogo di scambio, creativo e umano dove si vuole scrivere la comicità per davvero. Tutti possono partecipare, ammesso che siano professionisti: attori comici e cabarettisti che fanno di questo mestiere il pane quotidiano.

  1. Il comico può presentare un monologo che non duri più di 5/6 minuti, una serie di battute non contestualizzate, purché non siano rivisitazioni di barzellette o battute di altri comici, italiani o stranieri. L’importante è che sia sempre originale.

  1. Il comico può presentare un personaggio che non duri più di 5/6 minuti, ma che non sia una copia o che ricordi un personaggio già visto in qualche film, spettacolo teatrale, trasmissione televisiva o fatto da altri comici.

  1. Il comico può ironizzare su qualsiasi argomento, gruppi o persone, purché non sia politicamente scorretto, quindi non sia razzista, omofobo, antisemita, maschilista e offensivo per categorie, gruppi e persone.

  1. Il comico può utilizzare per scrivere il suo pezzo tutte le tecniche di comicità, sia verbali che fisiche. Es: comicità di situazione, battute visive, freddure, giochi di parole (calenbour), non sense, etc…

  1. Al comico si richiede di non utilizzare nessuna forma di volgarità persistente. Il monologo può contenere sì “parolacce” purché siano giustificate e funzionali al messaggio che il testo vuole dare o che il personaggio sta interpretando, senza dover usare “mezzucci” che sminuirebbero lo stile e la qualità del Makkekomiko.

  1. Essendo il Makkekomiko un laboratorio creativo, dove si sperimentano anche nuovi linguaggi e nuove forme di comicità, si richiede al comico una totale partecipazione creativa per se e per il gruppo, affichè il lavoro possa dare immediatamente buoni risultati.

  1. Il pezzo comico può essere di qualsiasi natura: un racconto, un elenco di battute, una lettura, una poesia, una canzone. L’unico vincolo è la creatività, l’originalità e la voglia di dire qualcosa.

  1. Il Makkekomiko è anche uno spettacolo di cabaret, senza quarta parete, quindi il comico sul palco può interagire con il pubblico, ma avendo il buon senso di non offendere e denigrare nessuno.

  1. Tutti i comici sono liberi di frequentare qualsiasi laboratorio comico, a Roma e in tutta Italia.

La regola che racchiude lo spirito, il sentimento e la voglia di fare comicità del Makkekomiko è: “Il Makkekomiko restituisce tanto quanto riceve”.

Alessandro Mago Mancini

Numero 2                                                                                                             Mercoledì 20 Ottobre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

ONORIAMO LE NOSTRE DIFESE

Carissimi lettori e lettrici,

per questo secondo articolo ho sentito di voler parlare dei meccanismi di difesa. Il titolo sembra introdurre un argomento “sacro” e, in effetti, in un certo senso lo è! E mi piace l’idea di iniziare questo nostro viaggio nello splendido universo della profondità umana, potendo partire dalla possibilità di difenderci lì dove sentiremo che sarà “troppo” per noi.

La psicoterapia corporea parte dal presupposto che le difese di ogni individuo non vadano mai sradicate completamente; questo perché esse gli hanno salvato la vita e, se riconosciute, elaborate e “padroneggiate” possono essere una grande risorsa, che gli permette di non andare mai oltre il proprio limite e di proteggersi da tutte quelle interferenze che minacciano il suo equilibrio! Il problema nasce quando la difesa diventa una rigida, inconsapevole barriera. Ma, perché e quando questo avviene?

Nasciamo totalmente aperti all’ambiente circostante ma, quest’ultimo, non è mai in completa sintonia con i nostri bisogni. Quando il bisogno di un bambino viene negato, egli è costretto a bloccare il suo impulso per non sentire il vuoto e la paura. Per non rivivere questa esperienza minacciosa e dolorosa (ricordiamoci che il bambino non ha un Io strutturato con cui spiegarsi perché succedono certe cose), il piccolo blocca tre parti di sé: la zona del corpo in cui si situa il bisogno, l’emozione corrispondente a tale bisogno (quando blocchiamo il movimento sopprimiamo anche l’emozione), il diritto a sentire quel bisogno.

Questo schema è talmente precoce che da adulti ce lo ritroviamo “addosso” senza nemmeno rendercene conto. E troviamo mille modi razionali per adattarci alla nostra rinuncia. Certo, si sente il disagio di come vanno certi aspetti della propria vita, ma si da per scontato che questo sia il volere del destino o che il mondo vada in questo modo e non ci si possa fare nulla. Magari ci diciamo pure “Via, oramai è andata così, non posso più cambiare le cose”.

La prima difesa che la mente-corpo umana attua, è bloccare il respiro. Se non respiro profondamente, non sento nulla e posso andare avanti con la mia testa, controllando e decidendo ogni singolo aspetto della mia vita. Poi immobilizzo il corpo. Certo, la schiena mi fa spesso male, soffro il mal di testa, le mani e i piedi sono freddi, le spalle contratte, la mandibola serrata; ma che vuoi, è lo stress della vita quotidiana. La mattina non dedico mai neanche 10 minuti al mio respiro, a sentire come sto. Ma come faccio, non ho tempo! Non ultime, taglio fuori le emozioni: guardo la vita e gli altri con gli occhi o con il cuore? Conosco la differenza? Lascio mai scorrere un’emozione dentro di me, dandogli lo spazio di un lungo respiro? E so darle un nome?

Secondo l’Analisi Bioenergetica arriviamo a difenderci rigidamente dalle emozioni e da una relazione profonda (con noi stessi e/o con un’altra persona), perché uno o più dei seguenti cinque diritti ci è stato precocemente negato: il diritto ad esistere, il diritto ad avere bisogno, il diritto di dire no , il diritto ad essere sostenuti ed incoraggiati, il diritto ad amare sessualmente ed emotivamente. Ogni diritto corrisponde ad un bisogno fondamentale. Se non ci riprendiamo il nostro bisogno e non gli diamo nutrimento, la nostra energia vitale sarà sempre in parte tarpata. Peccato. Abbiamo TUTTI il diritto di identificarci con un corpo vitale, sessuale, spontaneo, bisognoso di nutrimento, contatto e sostegno, senza per questo provare vergogna. Abbiamo tutti il diritto di dire no a ciò che non ci piace e non vogliamo, senza per questo sentirci cattivi e in colpa verso qualcuno. Più si è in contatto con il proprio sentire, più si è spontanei e chiari (con sé stessi e con gli altri), più si viene percepiti come forti e sicuri.

Difendiamoci, ma in modo morbido e flessibile. Sicuri del fatto, che possiamo aprirci per poi tornare nella nostra difesa quando e come vogliamo. Bisogna che “stiamo comodi” in ciò che siamo, radicandoci in tutti i nostri aspetti sofferenti e gioiosi. E questo richiede grande impegno e fiducia nei riguardi di noi stessi.

Auguro a tutti una buona settimana

Dott.ssa Emanuela Fasano

Magic time

Pubblicato: 17 ottobre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero cinquantasette                                                                                                     Lunedì 18 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

MAGIC TIME

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

…che a volte la realtà del nostro tempo, soprattutto italiana, rende arduo scegliere dal mazzo la cosa più interessante da segnalarvi, benché trasmissioni purulente quali Porta a Porta, Italia sul Due, Matrix, l’Arena, Domenica 5, la Vita in Diretta e mi scuso con chi ho dimenticato, abbiano la stessa attrattiva ambigua del vuoto di un burrone!

Fenomeno inedito nella storia della comunicazione, è affascinante vedere come questi putrescenti programmi non parlino più del “caso Sarah Scazzi” bensì disquisiscano ore ed ore dell’opportunità o meno dei suddetti programmi di disquisire sul caso Sarah Scazzi! E’ un gioco di specchi su cui c’è diventare pazzi: è la mètatelevisione, è l’orrido che si autorigenera, è, nel caso di dette trasmissioni, la merda che caca sé stessa!

Scusandomi per il turpiloquio, cari posteri, (ma la rabbia è tanta), senza soffermarci oltre su questa mondezza, direi che possiamo passare ad altro.

Attualmente l’Italia è impegnata in una guerra in Afghanistan con l’obiettivo (raggiunto) di sconfiggere l’articolo 11 della Costituzione che recita testualmente: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Sono stati uccisi altri quattro sodati italiani in un’imboscata a terra ed il Ministro La Russa ha proposto di mettere sui caccia italiani delle bombe. A parte che i talebani hanno fatto sapere che pure loro avevano avuto la stessa idea ma ci sono troppi controlli, resta geniale la trovata del ministro che è un po’ come fare la chemio per un osso rotto! Ma la cosa più affascinante è la magica abilità di trasformare parole e concetti di questi personaggi come La Russa che vuole armare i caccia per la sicurezza e per agevolare la missione di pace.

Ecco, cari posteri, questo è un aspetto interessante della nostra epoca, uno dei numeri più riusciti cioè la grande metamorfosi delle parole, dove una pletora di disgraziate che per vivere fanno l’oggetto sessuale davanti ad una telecamera (ma dicono che gli piace tanto tanto così noi maschietti crediamo che per proprietà transitiva siano così tutte le donne e in più sono a nostra disposizione) diventano magicamente pornostar.

Uno che ammazza una volta per raptus ha prodigiosamente un avanzamento di grado e diventa serial killer. La critica si trasmuta in campagna d’odio. Una convocazione dei magistrati: accanimento giudiziario. Il più sordido voyerismo: voglia di capire. Una denuncia per un palese reato: complotto. Leggi razziste: provvedimenti per la sicurezza. Censura in RAI: normalizzazione. Dei condannati: onorevoli!

Insomma, cari posteri, c’è in giro una gran quantità di prestigiatori e purtroppo tanta gente che non s’avvede del trucco, anzi, pensa davvero che l’acqua si tramuti in vino e quel che è peggio la beve e per suggestione si ubriaca perdendo il ben dell’intelletto.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Uno dei più grandi maghi (veri) del nostro tempo: Mr. Forest

 

Numero 1                                                                                                              Mercoledì 13 Ottobre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

IL CORPO NON MENTE

Carissimi lettori e lettrici,

sono molto emozionata e felice di potervi finalmente salutare e di poterlo fare all’interno di questa rubrica.

Dunque, anzitutto, benvenuti a tutti noi in questo nuovo spazio del Makkekomiko Blog.

Inizia qui la nostra avventura alla riscoperta della straordinaria bellezza della natura umana, della sua potenza e della sua fragilità. Parlo di riscoperta, perché all’interno delle nostre memorie corporee è tutto già scritto e conosciuto! Il “problema” è che esse parlano un linguaggio diverso da quello verbale e non rispondono alle rigide leggi della logica.

Immaginiamo allora di dover creare una nuova lingua, e di chiamarla sensazione. Eccoci dunque di fronte ad un nuovo (ma già profondamente conosciuto), modo di ascoltare ed interpretare la realtà: il linguaggio dei sensi.

Pensiamo per un momento di chiudere gli occhi e di immergerci completamente in una vasca piena di acqua tiepida; quello che riusciremo a sentire sarà il rumore del nostro cuore, la temperatura dell’acqua più o meno gradevole, il nostro corpo in contatto con il liquido (altra cosa che non ci è affatto sconosciuta, visti i nostri primi nove mesi di vita..), qualche rumore esterno con effetto “rimbombo” poiché filtrato dall’acqua e, non ultima, l’emozione (fastidio, piacere, panico, rilassamento?) che ci crea lo stare in quella condizione.

Quando saremo usciti dalla vasca, dopo aver preso un bel respiro profondo, ci renderemo conto che un’importantissima parte della nostra natura appartiene proprio a quella dimensione: un livello non verbale, in cui la percezione si fonde col pensiero e l’attenzione si concentra su cosa sentiamo fisicamente (piacere, dispiacere, sollievo, insofferenza) e sul bisogno che abbiamo di respirare. Questo è il nostro modo istintivo e primordiale di percepire noi stessi e le cose che ci circondano: abbandonare la testa (e quindi l’illusione del controllo), a favore della pienezza dell’essere in ascolto di ciò che accade. Punto.

Voglio fare un’importante precisazione: la testa, intesa come logica e razionalità, è un’immensa e straordinaria risorsa se connessa con le nostre emozioni! Essa ci permette di strutturare e dare vita alla creatività, al movimento, all’azione, alla realizzazione di un progetto. Il disagio nasce quando intelligenza e pensiero si staccano dalla ricchezza del nostro “corpo emotivo”, rendendoci meccanici, super-difesi, depressi, sofferenti e contorti. E come accade questo? Perché rinunciamo alla nostra profonda ed irripetibile unicità?

La risposta è che in una condizione di dolore, in genere, i sensi si spengono e l’individuo, quando questo dolore persiste, è costretto (per sopravvivere) ad innalzare una difesa che lo protegga dalla situazione spiacevole. Ma, quando questa difesa permane nella sua vita (anche quando la situazione spiacevole è terminata), egli ha sicuramente perso una parte di sé stesso e probabilmente senza accorgersene. Quella che viene messa al riparo dal dispiacere, magari è la sua parte più sensibile e vitale. Questo accade soprattutto quando si è bambini e si ha ben poca scelta per potersi proteggere: è una questione di sopravvivenza, a quell’età; o ci si difende, magari da qualcosa che nemmeno si comprende, o si ha la sensazione di perdere tutto, di morire. Da piccoli abbiamo bisogno di certezze e siamo disposti a tutto pur di mantenerle intatte. Ecco perché l’istinto ci porta a sacrificare una parte di noi pur di salvaguardare il nostro sentirci al sicuro!

Accade sempre che il dolore del bambino sia di natura anzitutto emotiva. Le emozioni nascono e vivono nel corpo. Il bambino si “scollega” dal corpo per non impazzire. L’adulto vive nella testa perché è l’unico modo “buono” che ha conosciuto di stare al mondo.

Nessuno ha colpa di essere ciò che è, nel bene e nel male. Ognuno ha la sua storia, la sua gioia ed il suo dolore. Ma ciò che mi preme sottolineare, in questo nostro primo incontro, è che l’adulto è responsabile dei suoi doveri tanto quanto lo è del suo benessere!

E di questo parleremo ogni mercoledì. Vi invito a fare domande, a riflettere, proporre, dubitare, a sentirvi liberi di esprimervi, e di prendere tutto ciò che ritenete “buono” per voi.

Un Caro Saluto a Tutti

Dott.ssa Emanuela Fasano

Numero 0                                                                                                              Martedì 12 Ottobre 2010

Ma la mente, mente?

Rubrica di psicologia

Premessa del gestore del blog (Mago Mancini)

Ad un anno dall’apertura del nostro blog, i bilanci sono veramente soddisfacenti. Non vogliamo rifilarvi una lista di numeri, ma le vostre visite, i vostri commenti ed i vostri incoraggiamenti ci hanno fatto capire che dobbiamo andare avanti e scoprire nuovi orizzonti. Le rubriche che abbiamo proposto, “ Supposte di presente” di Claudio Fois, “ Makke kusine” dello Chef Paolo e gli articoli selezionati avevano sempre un obiettivo chiaro, determinato anche dall’argomento, ma la novità di questa nuova rubrica, “ Ma la mente, mente?” non è la mancanza di chiarezza dell’obiettivo, al contrario, la novità è a chi si rivolge l’obiettivo, la nostra mente! Ora sia chiaro, non mi permetterò di giudicare le vostre menti, ad ognuno la sua, ma credetemi la mia, forse perché negli anni ha dovuto sviluppare un gran senso del segreto, visto che mi occupo di magia e mistero, riesce a non farmi mai capire cosa vuole. E in questo momento storico, economico, culturale, di progresso, di cambiamento, forse più semplicemente di evoluzione, ho avuto l’esigenza ed il bisogno di fare chiarezza, ed allora ho chiesto alla dottoressa Emanuela Fasano.

La rubrica, puntuale uscirà ogni mercoledì e siamo certi che soddisferà le vostre domande e vi stimolerà a farne di nuove, per cui non esitate a scrivere commenti e fare domande direttamete alla dottoressa Emanuela Fasano, sarà ben lieta di rispondervi.

Premessa della dottoressa Emanuela Fasano

L’obiettivo di questa rubrica è quello di fornire piccoli ma importanti spunti per riflettere sulle possibilità negate e molto spesso sconosciute, di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, quindi stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente, il proprio corpo e con la realtà circostante.  Quanto, per difenderci, sacrifichiamo le nostre sensazioni irrigidendo corpo e testa per non sentirle? In che misura facciamo questo per dare più spazio alla ragione? La mente, molto spesso, mente e raggira le emozioni a favore di una razionalità apparentemente “sicura”, ma che quasi mai è in sintonia con la vitalità del corpo e con l’energia delle emozioni.

Conosciamo la dottoressa

A curare questa nuova rubrica del Makkekomiko Blog sarà la dottoressa Emanuela Fasano, che dopo essersi laureata in Psicologia ad indirizzo Clinico e di Comunità nel 2005, l’anno successivo ha intrapreso il percorso di specializzazione in Analisi Bioenergetica (psicoterapia ad indirizzo corporeo) presso la S.I.A.B. (Società Italiana di Analisi Bioenergetica). Ha lavorato in diversi ambiti di disagio psicologico e sociale ed ha collaborato ad un importante progetto sugli attacchi di panico, con il direttore dell’ U.I.A.P. (Unità Italiana Attacchi di Panico). Secondo la sua formazione, nel processo terapeutico l’attenzione è sia sul corpo che sulla mente; rievocare memorie corporee ed elaborarle per sciogliere blocchi e tensioni emotive, è uno degli scopi dell’Analisi Bioenergetica. In questo tipo di approccio, la relazione è più importante della  classica interpretazione. Il concetto di energia è centrale tanto quanto lo è la parte analitica.

 

Brave persone

Pubblicato: 10 ottobre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero cinquantasei                                                                                                        Lunedì 11 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

BRAVE PERSONE

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che qualche giorno fa un delitto ha spiazzato ancora una volta il bisogno degli italiani di dividere il mondo in “bianco o nero”, “liscia o gassata”, “buoni o comunisti”! Uno zio ha ucciso la nipote e questo ha sgomentato tutti, in particolare il Vaticano che dopo Olindo e Rosa, Erika e Omar, Cogne e tanti altri, anche qui ha visto andare in vacca tutte le pappine della Chiesa sulla “famiglia tradizionale”! (Con, pare, bestemmia di monsignor Fisichella autoassoltosi perché contestualizzata!).

Al solito, i vicini intervistati hanno affermato stupiti che l’assassino era “una persona insospettabile” che “salutava sempre” e “non aveva mai dato segnali che potessero far pensare…”. Be’, non si fa così! Non è leale, ci disorienta! Una così “brava persona”… La domanda angosciosa, cari posteri, a questo punto è: ma dove son finiti tutti quegli inquietanti personaggi con un minimo di lampo malvagio, quel che di maligno negli occhi, con comportamenti da brivido (se proprio non girano con un mantello nero ed un coltellaccio, almeno non salutano! O comunque non sempre!) che se da una parte ci fan paura, dall’altra ci rassicurano perché collocabili nella giusta categoria mentale? Per fortuna la risposta è proprio sotto i nostri occhi: questi loschi individui, le “non brave persone”, fanno i giornalisti o gli inviati!

Federica Sciarelli, conduttrice di “Chi l’ha visto”, ha dato in diretta alla mamma della vittima la notizia della morte di Sarah Scazzi in un modo così brutale da scatenare un putiferio. Anzitutto Bruno Vespa s’è fatto il sangue amaro perché da anni aspettava un colpaccio simile e ha detto che farà ricorso presso le autorità competenti! Poi Simona Ventura se l’è presa a male perché si è vista scippare di colpo il titolo (conteso da molte altre signore della TV) di “Sua Oscenità Imperiale della Pornografia Televisiva”, (faticosamente conquistato quando, sempre in diretta, diede ad Albano la notizia che la moglie lo aveva lasciato)!

Ma soprattutto son rimasti male i vertici RAI i quali hanno rimproverato alla Sciarelli di non aver fatto un buon servizio pubblico poiché il comportamento giusto da tenere (secondo l’etica della moderna TV) era il seguente:

appena saputa la notizia avrebbe dovuto dire alla mamma di Sarah: “Signora, ho una notizia che riguarda sua figlia. Le dò 4 opzioni” – quindi sarebbero apparse in grafica le risposte multiple con effetto sonoro – “Stia bene attenta, si concentri. Sua figlia è A) …rientrata a casa incolume. B) …felice ai Caraibi con Gabriel Garko. C) …entrata in una setta, o peggio è stata presa ad “Amici” D) …uccisa e poi violentata (in quest’ordine) dallo zio. Ci pensi bene. La risposta dopo la pubblicità, restate con noi!”.

Il seguito, cari posteri, è che adesso son proliferati dibattiti e trasmissioni oltre che sull’omicidio anche sul fatto televisivo ma di buono c’è che gli italiani ora si trovano davanti ad una scelta netta: “bianco o nero”, “male o bene”, “mangiare questa merda o punire questa gente con la peggiore delle condanne, ovvero il cambiamento di canale”! Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: La Sciarelli dà la notizia della morte di Sarah (dal min.6.30)