Comicifici

Pubblicato: 24 ottobre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero cinquantanove                                                                                           Lunedì 25 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

COMICIFICI

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… una nota a margine del nostro tempo che riguarda il mio campo specifico di azione: l’umorismo.

Nella storia dell’Umanità ogni mestiere ha avuto prima o poi la sua fortuna per cui in epoche diverse è stato prestigioso fare l’insegnante, il medico, il pompiere, l’operaio, il contadino, il meccanico, l’artigiano, il bancario e via via tutti i lavori possibili fino ad arrivare ad oggi dove anche fare la prostituta ha la sua bella rilevanza nella Società, a patto che si dica ”escort”. Ogni ruolo presto o tardi è stato ambìto perché conveniente, romantico, remunerativo, sicuro o quant’altro. Tutti tranne il “comico”.

A parte non essere mai stato considerato un lavoro vero (ed in parte c’è un fondo di verità), di sicuro “voglio fare il comico” è stata una frase che ha causato la dipartita per infarto di più di un genitore… inclusi quelli che il “comico” lo facevano già!

Mai stato l’emblema del successo, mai archetipo di posizione solida, tutt’altro che un vantaggio per fare sesso il comico non è mai stato un mestiere con un percorso definito e preordinato: chi voleva farlo era perché se lo sentiva e non certo per diventare ricco e potente.

Questo, cari posteri, fino a qualche anno fa (una decina più o meno) perché adesso le cose stanno diversamente.

Fin dal suo esordio in Italia nel 1954 la Tv ha attinto dal mondo del teatro e del cinema prendendo i “campioni” che in quei settori più spiccavano per personalità, formazione ed esperienza per fargli fare le stesse cose ma con un mezzo nuovo. Emblematiche sono trasmissioni quali “Non Stop”, “Drive In” e “Zelig” in cui i comici venivano presi dalla “realtà” ed erano compiuti e maturi grazie alla selezione naturale delle serate che essi avevano fatto a centinaia in qualche anno di lavoro quotidiano sul campo. Oggi le cose sono cambiate e per una crescente, bulimica lievitazione della domanda si è verificata una perfetta inversione dei poli. Oggi i comici, praticamente dal niente, vengono formati apposta per la Tv e la mira di un cabarettista è quella di andare in TV non come conseguenza di ciò che fa da anni ma come punto di partenza. Ed ecco che da qualche anno sono nate fabbriche di comici che sperimentano piccole idee alla ricerca di qualcosa che è un po’ come una cellula rispetto al corpo: magari da sola non può vivere più di tanto ma inserita in un organismo ha la sua ragion d’essere e per un po’ sopravvive. Non a caso questi luoghi, sparsi in tutta Italia, si chiamano “laboratori” dove in prevalenza vengono create artificialmente delle creature e dei prodotti “in vitro” che non nascendo e non sviluppandosi in condizioni “autentiche” si rivelano poi non atti a condurre una vita autonoma.

Questa, cari posteri, era giusto una piccola testimonianza in un campo che mi è caro, certamente meno importante di cose più urgenti e gravi per il nostro mondo ma tant’è che mi andava di segnalarvela e così ho fatto.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Sigla di “Non Stop” (’77-‘79) – vedere inoltre video correlati

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