Il sabotatore

Pubblicato: 27 ottobre 2010 in "MA LA MENTE MENTE?" della Dottoressa Emanuela Fasano

Numero 3                                                                                                           Mercoledì 27 Ottobre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

IL SABOTATORE

Carissimi lettori e lettrici,

questa settimana affronteremo un tema particolarmente importante, che riguarda molto da vicino la negazione dei cinque diritti di cui abbiamo parlato la scorsa settimana. Nello specifico, stiamo per affrontare una particolare forza interiore che, da adulti, ci fa perpetuare la negazione dei nostri bisogni. La definisco forza, poiché essa è tale da impedire la profonda realizzazione di un individuo, in molti suoi aspetti (relazionale, lavorativo etc..), convincendolo che “è giusto che sia così”!

Parlerò di un particolare aspetto della personalità, una specifica voce interna a tutti noi che chiamerò il Sabotatore.

Tutti abbiamo dei desideri, delle esigenze e dei limiti reali con cui ci scontriamo quotidianamente nel tentativo di realizzarli. Ma, pensateci bene, quante volte è nata dentro di voi un’esigenza (di migliorarvi, di migliorare le vostre condizioni di vita, di volervi sentire liberi da un rapporto che non volete più, di seguire un’idea grandiosa o un’intuizione apparentemente irrealizzabile, di iniziare una nuova attività), e non avete nemmeno tentato di soddisfarla?

Ecco, il Sabotatore è la nostra forza negativa. Quella forza che tenta continuamente di boicottare il nostro sentirci pienamente e la nostra libera espressione.

Ma, da dove viene? E come agisce per l’esattezza?

Il Sabotatore agisce su tutte quelle parti della nostra vita che abbiamo sentito\sentiamo importanti e che non abbiamo mai tentato di realizzare veramente (per paura, insicurezza, vergogna o semplicemente perché abbiamo pensato “beh, si ma alla fine non è poi così importante”, nonostante importante per noi lo fosse eccome); ed agisce su queste parti (di solito le più libere e vitali), facendoci negare che esse siano vere e sminuendone l’importanza che in realtà hanno sul loro nascere. Questo meccanismo sottilissimo ed inconscio, nasce dall’ambiente in cui cresciamo. Ai bambini, le famiglie trasmettono sia messaggi verbali che messaggi non verbali. E il Sabotatore è un messaggio non-verbale che ci viene trasmesso e che va a formare un “modello operativo interno”: un vero e proprio modello di riferimento, una griglia di comprensione che ci guida tramite uno schema interiore. Alle volte, ci può essere una madre che spinge il bambino fortemente all’autonomia ma che, nel non-verbale, chiede al bambino (attraverso dei segnali corporei ed espressivi) di non lasciarla mai; oppure può esserci un padre che vuole che il figlio sia il migliore di tutti ma che poi, implicitamente, è in competizione con lui perché non vuole “essere superato”. A quel punto, di fronte a tali (e ce ne sono moltissimi altri) e tanti messaggi contraddittori, il bambino per essere amato corrisponderà il bisogno del genitore e, rispetto al suo, ne negherà l’esistenza; magari non sentendolo neanche oppure non ritenendolo vero. Questo, genera nel bambino (e poi anche nell’adulto) una voce interiore che gli dice continuamente che quello che sente e che desidera non è vero! In realtà, gli è stato “non-detto” che ciò che sentiva e desiderava non andava bene per gli adulti che lo circondavano.

Il Sabotatore agisce creando confusione nella persona. Ci si può chiedere, ad esempio: “Perché mi sento così, nonostante tutti mi amano e non ho di che lamentarmi?”

Ma perché chiedersi il perché di un sentimento, quando la risposta è nel sentimento stesso? Tanto, lo sappiamo da dove viene. E’ nostro. E invece, ciò che fa il nostro personale Sabotatore è proprio negare questa appartenenza dei sentimenti e delle emozioni, creando confusione (“perché provo questo? Non corrisponde alla realtà quindi non è vero fino in fondo quello che provo..”) e generando vergogna e senso di colpa per ciò che si è e per ciò che realmente si desidera.

E’ responsabilità (costruttiva) di ogni adulto “ascoltare” tutti gli schemi interiorizzati e comprendere come questi agiscano profondamente nella sua vita. A volte, basta davvero poco. Basta dirsi la verità. Altre volte, è davvero ben più difficile. Ma vale sempre la pena tentare…

Un augurio di buona settimana a Tutti i Lettori e Lettrici

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

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commenti
  1. alessandra ha detto:

    Dottoressa, leggo i suoi articoli sulla pagina fb di Mago Mancini, e li trovo interessantissimi. La prego, continui se può ad approfondire la tematica dei 5 diritti, sono argomenti davvero affascinanti.
    Grazie e un cordiale saluto
    Alessandra

    • Dott.ssa Emanuela Fasano ha detto:

      Salve Alessandra,
      anzitutto un grazie sentito, di cuore, per partecipare con così tanto interesse a questa rubrica.
      L’argomento dei cinque diritti negati e delle corrispondenti tipologie corporee ad essi associate, è uno dei fondamenti teorici e pratici dell’analisi bioenergetica, e proprio per questo un punto focale di grande interesse per ognuno di noi.
      Avvicinarsi a questo argomento, che è storia di ognuno e storia di tutti, è sempre un po’ difficile (anche se bellissimo ) a causa della sua vasta portata.
      La informo comunque che il giorno venerdì 5 novembre, alle ore 19 presso il mio studio, effettuerò la presentazione di un gruppo di sette incontri sui cinque diritti negati, e tratterò proprio questo argomento.
      La presentazione sarà gratuita e, previa prenotazione telefonica, è aperta a chiunque voglia saperne di più.
      I miei contatti sono sul sito http://www.emanuelafasano.com
      Tenterò comunque di trattare l’argomento nello specifico, all’interno di questa rubrica.
      Un Caro Saluto
      Dott.ssa Emanuela Fasano

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