Archivio per ottobre, 2010

Numero 1                                                                                                              Mercoledì 13 Ottobre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

IL CORPO NON MENTE

Carissimi lettori e lettrici,

sono molto emozionata e felice di potervi finalmente salutare e di poterlo fare all’interno di questa rubrica.

Dunque, anzitutto, benvenuti a tutti noi in questo nuovo spazio del Makkekomiko Blog.

Inizia qui la nostra avventura alla riscoperta della straordinaria bellezza della natura umana, della sua potenza e della sua fragilità. Parlo di riscoperta, perché all’interno delle nostre memorie corporee è tutto già scritto e conosciuto! Il “problema” è che esse parlano un linguaggio diverso da quello verbale e non rispondono alle rigide leggi della logica.

Immaginiamo allora di dover creare una nuova lingua, e di chiamarla sensazione. Eccoci dunque di fronte ad un nuovo (ma già profondamente conosciuto), modo di ascoltare ed interpretare la realtà: il linguaggio dei sensi.

Pensiamo per un momento di chiudere gli occhi e di immergerci completamente in una vasca piena di acqua tiepida; quello che riusciremo a sentire sarà il rumore del nostro cuore, la temperatura dell’acqua più o meno gradevole, il nostro corpo in contatto con il liquido (altra cosa che non ci è affatto sconosciuta, visti i nostri primi nove mesi di vita..), qualche rumore esterno con effetto “rimbombo” poiché filtrato dall’acqua e, non ultima, l’emozione (fastidio, piacere, panico, rilassamento?) che ci crea lo stare in quella condizione.

Quando saremo usciti dalla vasca, dopo aver preso un bel respiro profondo, ci renderemo conto che un’importantissima parte della nostra natura appartiene proprio a quella dimensione: un livello non verbale, in cui la percezione si fonde col pensiero e l’attenzione si concentra su cosa sentiamo fisicamente (piacere, dispiacere, sollievo, insofferenza) e sul bisogno che abbiamo di respirare. Questo è il nostro modo istintivo e primordiale di percepire noi stessi e le cose che ci circondano: abbandonare la testa (e quindi l’illusione del controllo), a favore della pienezza dell’essere in ascolto di ciò che accade. Punto.

Voglio fare un’importante precisazione: la testa, intesa come logica e razionalità, è un’immensa e straordinaria risorsa se connessa con le nostre emozioni! Essa ci permette di strutturare e dare vita alla creatività, al movimento, all’azione, alla realizzazione di un progetto. Il disagio nasce quando intelligenza e pensiero si staccano dalla ricchezza del nostro “corpo emotivo”, rendendoci meccanici, super-difesi, depressi, sofferenti e contorti. E come accade questo? Perché rinunciamo alla nostra profonda ed irripetibile unicità?

La risposta è che in una condizione di dolore, in genere, i sensi si spengono e l’individuo, quando questo dolore persiste, è costretto (per sopravvivere) ad innalzare una difesa che lo protegga dalla situazione spiacevole. Ma, quando questa difesa permane nella sua vita (anche quando la situazione spiacevole è terminata), egli ha sicuramente perso una parte di sé stesso e probabilmente senza accorgersene. Quella che viene messa al riparo dal dispiacere, magari è la sua parte più sensibile e vitale. Questo accade soprattutto quando si è bambini e si ha ben poca scelta per potersi proteggere: è una questione di sopravvivenza, a quell’età; o ci si difende, magari da qualcosa che nemmeno si comprende, o si ha la sensazione di perdere tutto, di morire. Da piccoli abbiamo bisogno di certezze e siamo disposti a tutto pur di mantenerle intatte. Ecco perché l’istinto ci porta a sacrificare una parte di noi pur di salvaguardare il nostro sentirci al sicuro!

Accade sempre che il dolore del bambino sia di natura anzitutto emotiva. Le emozioni nascono e vivono nel corpo. Il bambino si “scollega” dal corpo per non impazzire. L’adulto vive nella testa perché è l’unico modo “buono” che ha conosciuto di stare al mondo.

Nessuno ha colpa di essere ciò che è, nel bene e nel male. Ognuno ha la sua storia, la sua gioia ed il suo dolore. Ma ciò che mi preme sottolineare, in questo nostro primo incontro, è che l’adulto è responsabile dei suoi doveri tanto quanto lo è del suo benessere!

E di questo parleremo ogni mercoledì. Vi invito a fare domande, a riflettere, proporre, dubitare, a sentirvi liberi di esprimervi, e di prendere tutto ciò che ritenete “buono” per voi.

Un Caro Saluto a Tutti

Dott.ssa Emanuela Fasano

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Numero 0                                                                                                              Martedì 12 Ottobre 2010

Ma la mente, mente?

Rubrica di psicologia

Premessa del gestore del blog (Mago Mancini)

Ad un anno dall’apertura del nostro blog, i bilanci sono veramente soddisfacenti. Non vogliamo rifilarvi una lista di numeri, ma le vostre visite, i vostri commenti ed i vostri incoraggiamenti ci hanno fatto capire che dobbiamo andare avanti e scoprire nuovi orizzonti. Le rubriche che abbiamo proposto, “ Supposte di presente” di Claudio Fois, “ Makke kusine” dello Chef Paolo e gli articoli selezionati avevano sempre un obiettivo chiaro, determinato anche dall’argomento, ma la novità di questa nuova rubrica, “ Ma la mente, mente?” non è la mancanza di chiarezza dell’obiettivo, al contrario, la novità è a chi si rivolge l’obiettivo, la nostra mente! Ora sia chiaro, non mi permetterò di giudicare le vostre menti, ad ognuno la sua, ma credetemi la mia, forse perché negli anni ha dovuto sviluppare un gran senso del segreto, visto che mi occupo di magia e mistero, riesce a non farmi mai capire cosa vuole. E in questo momento storico, economico, culturale, di progresso, di cambiamento, forse più semplicemente di evoluzione, ho avuto l’esigenza ed il bisogno di fare chiarezza, ed allora ho chiesto alla dottoressa Emanuela Fasano.

La rubrica, puntuale uscirà ogni mercoledì e siamo certi che soddisferà le vostre domande e vi stimolerà a farne di nuove, per cui non esitate a scrivere commenti e fare domande direttamete alla dottoressa Emanuela Fasano, sarà ben lieta di rispondervi.

Premessa della dottoressa Emanuela Fasano

L’obiettivo di questa rubrica è quello di fornire piccoli ma importanti spunti per riflettere sulle possibilità negate e molto spesso sconosciute, di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, quindi stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente, il proprio corpo e con la realtà circostante.  Quanto, per difenderci, sacrifichiamo le nostre sensazioni irrigidendo corpo e testa per non sentirle? In che misura facciamo questo per dare più spazio alla ragione? La mente, molto spesso, mente e raggira le emozioni a favore di una razionalità apparentemente “sicura”, ma che quasi mai è in sintonia con la vitalità del corpo e con l’energia delle emozioni.

Conosciamo la dottoressa

A curare questa nuova rubrica del Makkekomiko Blog sarà la dottoressa Emanuela Fasano, che dopo essersi laureata in Psicologia ad indirizzo Clinico e di Comunità nel 2005, l’anno successivo ha intrapreso il percorso di specializzazione in Analisi Bioenergetica (psicoterapia ad indirizzo corporeo) presso la S.I.A.B. (Società Italiana di Analisi Bioenergetica). Ha lavorato in diversi ambiti di disagio psicologico e sociale ed ha collaborato ad un importante progetto sugli attacchi di panico, con il direttore dell’ U.I.A.P. (Unità Italiana Attacchi di Panico). Secondo la sua formazione, nel processo terapeutico l’attenzione è sia sul corpo che sulla mente; rievocare memorie corporee ed elaborarle per sciogliere blocchi e tensioni emotive, è uno degli scopi dell’Analisi Bioenergetica. In questo tipo di approccio, la relazione è più importante della  classica interpretazione. Il concetto di energia è centrale tanto quanto lo è la parte analitica.

 

Brave persone

Pubblicato: 10 ottobre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero cinquantasei                                                                                                        Lunedì 11 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

BRAVE PERSONE

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che qualche giorno fa un delitto ha spiazzato ancora una volta il bisogno degli italiani di dividere il mondo in “bianco o nero”, “liscia o gassata”, “buoni o comunisti”! Uno zio ha ucciso la nipote e questo ha sgomentato tutti, in particolare il Vaticano che dopo Olindo e Rosa, Erika e Omar, Cogne e tanti altri, anche qui ha visto andare in vacca tutte le pappine della Chiesa sulla “famiglia tradizionale”! (Con, pare, bestemmia di monsignor Fisichella autoassoltosi perché contestualizzata!).

Al solito, i vicini intervistati hanno affermato stupiti che l’assassino era “una persona insospettabile” che “salutava sempre” e “non aveva mai dato segnali che potessero far pensare…”. Be’, non si fa così! Non è leale, ci disorienta! Una così “brava persona”… La domanda angosciosa, cari posteri, a questo punto è: ma dove son finiti tutti quegli inquietanti personaggi con un minimo di lampo malvagio, quel che di maligno negli occhi, con comportamenti da brivido (se proprio non girano con un mantello nero ed un coltellaccio, almeno non salutano! O comunque non sempre!) che se da una parte ci fan paura, dall’altra ci rassicurano perché collocabili nella giusta categoria mentale? Per fortuna la risposta è proprio sotto i nostri occhi: questi loschi individui, le “non brave persone”, fanno i giornalisti o gli inviati!

Federica Sciarelli, conduttrice di “Chi l’ha visto”, ha dato in diretta alla mamma della vittima la notizia della morte di Sarah Scazzi in un modo così brutale da scatenare un putiferio. Anzitutto Bruno Vespa s’è fatto il sangue amaro perché da anni aspettava un colpaccio simile e ha detto che farà ricorso presso le autorità competenti! Poi Simona Ventura se l’è presa a male perché si è vista scippare di colpo il titolo (conteso da molte altre signore della TV) di “Sua Oscenità Imperiale della Pornografia Televisiva”, (faticosamente conquistato quando, sempre in diretta, diede ad Albano la notizia che la moglie lo aveva lasciato)!

Ma soprattutto son rimasti male i vertici RAI i quali hanno rimproverato alla Sciarelli di non aver fatto un buon servizio pubblico poiché il comportamento giusto da tenere (secondo l’etica della moderna TV) era il seguente:

appena saputa la notizia avrebbe dovuto dire alla mamma di Sarah: “Signora, ho una notizia che riguarda sua figlia. Le dò 4 opzioni” – quindi sarebbero apparse in grafica le risposte multiple con effetto sonoro – “Stia bene attenta, si concentri. Sua figlia è A) …rientrata a casa incolume. B) …felice ai Caraibi con Gabriel Garko. C) …entrata in una setta, o peggio è stata presa ad “Amici” D) …uccisa e poi violentata (in quest’ordine) dallo zio. Ci pensi bene. La risposta dopo la pubblicità, restate con noi!”.

Il seguito, cari posteri, è che adesso son proliferati dibattiti e trasmissioni oltre che sull’omicidio anche sul fatto televisivo ma di buono c’è che gli italiani ora si trovano davanti ad una scelta netta: “bianco o nero”, “male o bene”, “mangiare questa merda o punire questa gente con la peggiore delle condanne, ovvero il cambiamento di canale”! Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: La Sciarelli dà la notizia della morte di Sarah (dal min.6.30)

 

Compleanno

Pubblicato: 4 ottobre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero cinquantacinque                                                                                                 Lunedì 4 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

COMPLEANNO

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che il 5 ottobre 2009 (data astrale trovatevela voi perché proprio non saprei) è nata questa rubrica, per cui da allora il mondo non è stato più lo stesso: è diventato peggio!

Creato come risposta ad una domanda che nessuno aveva fatto, questo spazio si è prefissato l’obiettivo di aiutarvi, cari posteri, a decifrare il nostro presente e in occasione del compimento del primo anno di vita è d’uopo celebrare e sottolineare degnamente l’indispensabilità di questa rubrica, chiudendola!

Ma solo per una riga (la precedente n.d.a.), infatti ecco che tosto riapre!

Ricordando l’anno passato non possono non tornare alla mente tutti gli eventi che hanno dato spunto alle Supposte di Presente fin qui pubblicate e quanto sia stato arduo, a tratti quasi impossibile, cercare di non infilarci sempre Berlusconi!

Io non so se queste mie sommarie informazioni vi saranno giunte e tantomeno posso sapere se, in caso, vi saranno state utili ma tant’è che non sempre si possono fare le cose per un fine garantito, anzi, il più delle volte bisogna investire a “fondo perduto”.

Può darsi che questa piccola, modesta rubrica vi abbia dato qualche dritta o qualche chiave di lettura del nostro tempo, quel che so di certo è che a me ha dato tantissimo e quest’anno, giuro, è stato davvero importante.

Ma adesso senza ulteriori indugi vorrei ringraziare quanti hanno creduto in me, tutti, sia quelli internati che non. Tra gli internati grazie ad Alessandro Mancini ideatore del blog che mi ha ospitato per la prima volta e su cui tutto è cominciato.

Grazie poi alla mia insegnante delle elementari, santa donna, ce n’è voluta ma finalmente l’anno scorso la licenza sono riuscito a prenderla.

Grazie a mio fratello, un esempio per tutti: è partito dal niente ed oggi è direttore della filiale di Al Quaeda a Matera. E a proposito di delinquenti, grazie ad Alessandro Bencivenga, che mi ha pubblicato sulla sua rivista “Così e Cosà”, che così tanti lettori ha sottratto a Hugh Hefner.

E grazie a due amici che sono sempre con me mattina e sera: grazie Jack, grazie Daniels, ma saluto anche Chivas e Regal, non meno importanti e non meno presenti.

E grazie a tutte le donne che mi sono state accanto, sia quelle più fugaci sia quelle con cui la storia è durata più tempo perché il ribaltabile aveva difficoltà ad andare giù.

Grazie a tutti quei contemporanei di cui ho notizia certa che hanno apprezzato (ma anche a quelli di cui non ho notizia e anche quelli che non hanno apprezzato) senza i quali non sarei dove sono oggi ovvero in cura per delirio di onnipotenza.

Grazie a Facebook e soprattutto grazie a Claudia, la prima lettrice di tutti i pezzi nonché mia compagna in questo tratto di vita (e si spera per tutto il prosieguo!). Auguri SdP! Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: “Happy Birthday Indian style” e un divertente cartoon

http://www.youtube.com/watch?v=FWbRuUE5E9M

Treni Rosa

Pubblicato: 3 ottobre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero cinquantaquattro                                                                                              Lunedì 4 Ottobre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

TRENI ROSA

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che andando a fare un biglietto di II classe per il treno Roma-Milano ho pensato ad un certo punto che la tariffa proposta fosse la caparra per l’acquisto dell’intero convoglio, ma poi ho capito che Trenitalia aveva semplicemente portato di punto in bianco il prezzo da 79 ad 89 euro per sola andata o ritorno!

L’azienda dice (anche se è difficile capirli attraverso il passamontagna) che però per risparmiare ci sono parecchie promozioni tra cui, ad esempio, la tariffa selfdrive, cioè: il treno lo guidi tu e paghi la metà; oppure l’offerta ticket for cleaning, che consiste in un baratto, ossia un biglietto in cambio della pulizia dei cessi di tutto il treno; oppure (e questa è vera!) per tutto il mese di ottobre c’è l’iniziativa “treni rosa” in cui ci sono agevolazioni riservate (udite udite!) alle donne!

Va detto che le agevolazioni hanno tali restrizioni per cui il cambio di sesso che ho fatto per l’occasione si è rivelato un’inutile perdita di tempo (ok, colpa mia, sono stato precipitoso!), ma ciò che può interessarvi, cari posteri, è sapere che nel nostro tempo le donne sono spesso oggetto di provvedimenti, iniziative ed usanze che provengono da una concezione maschile del mondo, cioè in pratica, di idee del cazzo!

Tra queste la più pazzesca di tutte è la mutilazione genitale femminile che si pratica a scopo di “purificazione” in nome di una presunta “cultura” che in realtà è a solo uso e consumo della prevaricazione maschile che nega alla donna il piacere nel e del sesso.

Si, cari posteri, nell’era del primo turismo spaziale e dello scudetto all’Inter ancora viene praticata un’usanza tanto criminale quanto inutile e in un interessante articolo di Adriano Sofri si diceva che ogni anno nel mondo ne sono oggetto tre milioni di bambine e (udite udite!) DECINE DI MIGLIAIA IN ITALIA!

Ma la cosa peggiore è che l’usanza è perpetuata, (riudite riudite!) dalle donne stesse.

Certe madri e nonne purtroppo condizionate dalla “tradizione” (mi verrebbe da dire, anche stronze e lo dico!) anziché evitare alle figlie e nipoti ciò che pure loro hanno subìto, contribuiscono a mantenere viva una mentalità, come si diceva, “del cazzo”.

Ecco perché, cari posteri, nel nostro tempo ancora sopravvive l’idea che le donne siano tutt’altro che “pari” e che quindi vadano protette e agevolate con i “treni rosa” (solo però se accompagnate! – autentico! Nd.A.), con le “quote rosa” e già che ci siamo perché no, anche con l’abbattimento delle barriere architettoniche!

Il punto è che pensare per categorie di questo tipo è razzista a prescindere, sia nel bene che nel male e le Ferrovie dello Stato dovrebbero anzitutto smetterla di approfittare del loro monopolio quindi mettere questo fottutissimo biglietto ad un prezzo base equo per tutti ed eventualmente agevolare i meno abbienti. Nell’attesa speriamo almeno che un treno rosa o di altro colore metta sotto qualche imbecille che direttamente o indirettamente ha sulla coscienza una barbarie come quella suddetta!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Perez Prado in Cerezo Rosa e “The Pink Panther” theme

http://www.youtube.com/watch?v=EgfFyQIPhlI