Archivio per novembre, 2010

Numero sessantaquettro                                                                               Lunedì 29 Novembre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

NOI CONTRO DI LORO

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che in tutta Italia è in atto una protesta contro la riforma universitaria per cui nutriti gruppi di studenti hanno occupato i maggiori monumenti nelle varie città del Paese. Allibiti il Ministro dell’Istruzione Gelmini e quello dei Beni Culturali Bondi nello scoprire che l’Italia ha così tanti capolavori storici ed architettonici!

Si, cari posteri, sfatando il detto popolare che l’erba cattiva non muore mai, pare che stia finendo un‘epoca… ma ve ne darò conto solo quando sarà successo davvero.

Il punto è che al momento è certamente in atto una vera rivoluzione e lo dimostrano la rabbia degli studenti, i dieci milioni di spettatori per un programma Tv giudicato (e di fatto) “anti” o perlomeno “non” governativo, gli ascolti del TG1 in picchiata, Emilio Fede picchiato, il governo allo sfascio (con la Carfagna che ha provato ad uscire dal tunnel della politica e tornare a sculettare in TV ma non ce l’ha fatta), Berlusconi sempre più terrorizzato di perdere il potere a tal punto che pare abbia già prenotato casa ad Hammamet, i ricercatori del Cern che hanno ricreato le condizioni degli istanti immediatamente dopo il Big Bang, la conferma che esiste una diagnosi precoce del cancro al polmone che ne abbatte del 90% la mortalità, il sito WikiLeaks che rivela le merdate fatte dai vari governi mondiali (Stati Uniti in testa), la fuga di cervelli dall’Italia, insomma un sacco di cose che contraddicono l’idea che la “gente” sia idiota.

La spaccatura è evidente e questo ci può consolare del fatto che non siamo affatto tutti omologati (nel mio piccolissimo sono testimone diretto di come a RAIUNO, TV di Stato, in questo momento lavorino per sopire lo spirito critico del loro pubblico) e fortunatamente, visto che la “sinistra” non rappresenta nessuno (l’unica influenza forse è quella che può venire a Bersani prendendo freddo su un tetto), non si parla più neanche di militanza o fideismo ma di amor proprio e dignità, ossia valori universali.

Insomma cari posteri, al netto della massa di persone poco informate, pigre, non in possesso degli strumenti culturali adatti, indifferenti o con altri problemi contingenti, pare che sia in atto una vera battaglia finale tra due fazioni: “noi” e “loro”.

“Giusti” o “sbagliati” ovviamente dipende dal punto di vista da cui si guarda la faccenda e il mio, tutt’altro che super partes, è il seguente: da una parte ci sono individui in malafede, degni solo del più grande disprezzo, la cui esistenza non è dominata da alcun tipo di ideologia quali i signori Verdini, Scajola, Dell’Utri e compagnia brutta ovvero imprenditori, impiegati statali italioti, faccendieri e mafiosi nell’anima vari. Dall’altra quelli che pensano che la frase “la cultura non si mangia” pronunciata dal Ministro dell’Economia Tremonti sia una bestemmia, che senza Berlusconi si può e si DEVE, che a Bossi dovrebbe essere precluso non solo fare il ministro ma pure il ristoratore perché di sicuro le condizioni igieniche in cucina sarebbero tragiche. Insomma io credo che le parti siano molto evidenti, resta solo da scegliere, per chi può e vuole, da che parte stare e darsi da fare come possibile. Vedremo come va a finire. Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Nanni Moretti in “Sogni d’oro” (1981) scena del dibattito TV.

http://www.youtube.com/watch?v=e1WaTUcmukU

http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/supposte-di-presente/13628740?productTrackingContext=search_results/search_shelf/center/1

 

Numero 7                                                                                                             Mercoledì 24 Novembre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

LA BASE DELL’IDENTITA’: IL DIRITTO DI ESSERE RISPETTATI E SOSTENUTI

Carissimi lettori e lettrici,

questa settimana parleremo del terzo, importantissimo diritto: quello di essere rispettati, sostenuti ed incoraggiati.

Messa in questi termini, potrebbe sembrare quasi una pretesa, ma non è così!

Il diritto ad essere rispettati, ha un significato profondo legato alla libertà di riconoscersi nel proprio sentire e di andare nella propria vita seguendo i propri desideri sulla base delle proprie capacità.

A molti di noi, sarà successo almeno qualche volta di sentirci confusi rispetto ad una decisione più o meno importante, pur sapendo già quale strada seguire nel nostro profondo. A quel punto, avremo sicuramente scelto la strada “più logica” ed apparentemente funzionale, a scapito della nostra verità interiore. Può accadere. In qualche caso però, questo accade perchè si ha difficoltà a seguire la strada in cui ci si riconosce di più (personalmente, intendo), per andare verso quella che la coscienza sociale (o semplicemente atre persone) ci dice essere la più “giusta”, ben vista e gratificante. Questo però implica un’assunzione di responsabilità, in cui il controllo deve restare sempre alto per evitare il “fallimento” della strada intrapresa. Qui non c’è spazio per il dubbio, per il conflitto o per la semplice stanchezza. Bisogna fare,controllare, ad ogni costo. Attenzione: in questo preciso spazio d’azione, siamo ben lontani dalla costruttività e dalla determinazione. Qui l’azione è finalizzata al solo raggiungimento di uno status materiale, di un ruolo sociale a totale scapito dell’ascolto interiore della propria unicità e dell’aspetto relazionale. E cosa c’entra questo con il diritto ad essere rispettati?

Vediamo come questo carattere, che Lowen definisce il carattere psicopatico, si forma. Attorno ai due anni, il bambino inizia ad esplorare il mondo e gli oggetti circostanti. In questa fase, egli ha bisogno di sostegno e di messaggi genitoriali chiari: il primo gli permette di esplorare con serenità, i secondi lo aiutano a fidarsi delle sue sensazioni potendo continuamente riconoscere i sentimenti che la mamma gli trasmette. In assenza di questi due presupposti, il bambino vive una forte confusione! Una mamma che promette amore, con vezzeggiamenti, sguardi “seduttivi” ed atteggiamenti amorevoli e che, per motivi suoi, cambia spesso umore (arrivando anche all’uso della violenza), trasmette al bambino un forte disorientamento che lo porta a non potersi più affidare al sostegno e all’amore materno: egli, inizierà ad affidarsi, invece, alla negazione dei sentimenti ed esprimerà lui stesso atteggiamenti dimostrativi (facciate) piuttosto che comportamenti legati a ciò che prova interiormente, poiché la propria interiorità ha avuto una risposta genitoriale disorientante.

Il diritto ad essere rispettati, sostenuti ed incoraggiati dipende proprio da quanto e come siamo stati riconosciuti, visti e sostenuti nel nostro modo di essere! Voglio ricordare,che la capacità di identificarci con chi siamo, nasce e si forma nel momento in cui iniziamo a sperimentarci nell’esplorazione del mondo circostante, staccandoci dalla simbiosi che fino ad allora abbiamo avuto con mamma. La risposta che lei da ai nostri primi movimenti autonomi, come ci guarda, la sicurezza che ci trasmette, sono le basi con cui impariamo a sentirci in diritto di  essere ciò che siamo: autonomi, vivi, sentimentali, bisognosi di indipendenza e di relazione al tempo stesso. Se per qualche motivo l’ambiente circostante non riconosce tutti questi bisogni, pur non dicendocelo direttamente, noi impareremo un “modo alternativo” di andare nella vita!

Essere rispettati vuol dire essere riconosciuti. E questo presuppone che le persone che ci hanno sostenuti ed amati ci abbiano lasciati liberi nonostante il loro bisogno di tenerci con loro e nonostante le loro difficoltà  a comprendere e superare i propri conflitti interiori. Trovare un sostegno contraddittorio, “ti amo ma non voglio che tu vada”, nelle prime esperienze di autonomia, porta inevitabilmente a tagliare fuori i sentimenti e ad affidarsi ad un atteggiamento “seduttivo” e di facciata, per potr avere il controllo su chi ci sta intorno. Ci si guadagna il rispetto, non permettendo a nessuno di metterci “sotto”, in un gioco di forza più che in un confronto tra “mio e tuo bisogno”. E’ importante, essere rispettati nel diritto di essere noi stessi (indipendenti, autonomi, fragili e bisognosi di relazione). Ma questo, da adulti, dobbiamo accettarlo noi per primi!

Un Carissimo Saluto a Tutti

Dott.ssa Emanuela Fasano

Unplugging

Pubblicato: 22 novembre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero sessantatre                                                                                                Lunedì 22 Novembre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

UNPLUGGING

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che sono un po’ spaventato dai miei simili e forse anche da me stesso perché solo ora mi sono reso conto di quanto realmente siamo labili e le nostre menti siano facili prede della più completa manipolazione.

Mi hanno finalmente aperto gli occhi alcuni cattolici e le loro reazioni scomposte dopo che in un programma TV un paio di persone hanno parlato a favore dell’eutanasia.

Io non avevo mai capito nulla ma adesso so che già soltanto il fatto di mandare in onda un’opinione contraria al pensiero comune può causare danni irreversibili. Ascoltare ad esempio una puntata di “Vieni via con me” può far cambiare di colpo idea a chi è contrario ma persino il solo eco della voce, un piccolo rivolo trapelato in un TG o un accenno su una rivista che cita tra le righe la vicenda sono sufficienti a cambiare il nostro cervello. Capite quindi che terribile potenza hanno i media e quale pericolo siamo per noi stessi?

Non parliamo poi se in Italia, per una malaugurata sventura, venisse resa legale la “dolce morte”! Probabilmente, avendo la possibilità di scegliere, tutti noi al primo raffreddore decideremmo di farla finita.

Insomma io, sciocco, me ne andavo in giro tranquillo mentre invece tutti noi del nostro tempo siamo come bambini con un’arma in mano per cui se uno in TV dice che è bello martellarsi le rotule, l’indomani assaltiamo i ferramenta. Devo dire che un sospetto m’era venuto quando si parlava della possibilità di ufficializzare le coppie di fatto, anche omosessuali, (e pure allora questi signori ci avevano messo sull’avviso ma al tempo non gli avevo dato peso) perché in effetti io, da etero, un po’ di voglia di mollare mia moglie e contrarre con un altro uomo un PACS un DICO o quel che era, un po’ l’avevo avuta…

Ma la cosa peggiore, cari posteri, è che credo che sia ormai troppo tardi. Persino il Papa ha dichiarato che in alcuni casi il preservativo è lecito. Forse intendeva “quando si ha l’intenzione di procreare altri laici” ma non sono ottimista: ho paura che a forza di scagliarsi contro il relativismo anche lui sia stato contagiato ed ora l’assolutismo gli comincia a stare stretto.

Ebbene sì, basta con le bugie: sempre più gente del nostro tempo dice, contrariamente alla Morale, che vorrebbe avere la libertà di scegliere di non vivere come un vegetale ma è ovvio che un minuto dopo il varo della legge ci sarà un suicidio di massa. Le persone non aspettano altro!

Ahimè cari posteri, tra questi ci sono anch’io, infatti l’anno scorso ho fatto il testamento biologico e mi sono anche informato su Internet se si può fare un funerale laico, non obbligatoriamente in chiesa. Si può.

Se un giorno voi non esisterete perché ci saremo staccati tutti di botto la spina, ora sapete il motivo: è perché ce l’ha detto la TV!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: De Andrè: “Preghiera in gennaio”. Testo da leggere bene.

http://www.youtube.com/watch?v=ML-DidFfLNE&feature=related

Preghiera in gennaio

Fabrizio de André

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

 

Numero 6                                                                                                                     Mercoledì 17 Novembre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

SONO AUTONOMO SE NON CHIEDO NULLA?

Carissimi lettori e lettrici,

oggi tratteremo del secondo carattere, cioè quello connesso con il diritto di avere bisogno e quindi alla sua negazione. Questo carattere, che si forma nel periodo dell’allattamento, è chiamato da Alexander Lowen “Orale”, essendo questo in stretta connessione con il bisogno di nutrimento. Il nutrimento, in questo caso, sta per nutrimento affettivo e, dunque, riguarda l’esperienza di “pieno\vuoto” di amore che, a livello corporeo, viene tradotta proprio con il senso di calore e riempimento o, al contrario, con una sensazione di vuoto e debolezza durante il periodo dell’allattamento e delle cure materne. Il carattere orale, si sviluppa proprio nel delicatissimo momento di questo contatto tra madre e bambino. Ora, voglio specificare che il carattere INIZIA a formarsi in queste fasi precoci, per poi strutturarsi lungo l’arco di tutta la vita della persona. Sia chiaro che determinate caratteristiche energetiche, caratteriali, fisiche e psicologiche provengono da esperienze molto precoci, poiché queste sono quelle esperienze in cui registriamo per le prime volte un modo di ricevere amore e proprio per questo l’impronta dei vissuti cui siamo totalmente affidati quando siamo molto piccoli è fortissima e ci accompagna sempre! Insomma, le prime esperienze sono inevitabilmente la base del nostro sviluppo. Riguardo al diritto di avere bisogno, quali avvenimenti possono interrompere il flusso naturale del nostro andare verso ciò di cui necessitiamo? Ovviamente il discorso è di un’enorme complessità. Si può dire, tuttavia, che quando un bisogno viene negato dall’esterno, il bambino tende a sopprimerlo. Quello che accade nella formazione del carattere orale, è che il nutrimento affettivo e di vicinanza materno è stato presente per un periodo per poi essere interrotto. In che modo? I motivi possono essere molti (e vi prego di non giudicarli ma di mettevi in ascolto profondo di ciò che può accadere ad una madre),come ad esempio la perdita stessa di una mamma, oppure un contatto materno intriso di narcisismo (cioè molto più volto nel “fare” piuttosto che rivolto al contatto profondo con i bisogni del bimbo) o l’arrivo di impegni e problematiche (a volte davvero inevitabili) che possono distogliere l’attenzione della mamma dal bambino in un modo abbastanza netto. A volte, sono le contingenze della vita a creare questo distacco. Altre volte, invece, ci sono delle problematiche profonde ancora annesse alla maternità. E’ ovvio che una madre che vuol essere “brava e perfetta”, baderà molto più al suo bisogno di adempiere in modo impecabile al suo ruolo piuttosto che al bisogno del bambino stesso.Ma, cosa genera questo in un bambino e poi nell’adulto? Provate ad immaginare di avere necessità di qualcosa, senza poterlo comunicare chiaramente. Potete solo attendere che questo “qualcosa” vi venga dato e dovrete essere abbastanza fortunati da avere qualcuno che sia talmente tanto sintonizzato con voi (intuito materno) da capire  che avete bisogno di quella cosa in quel momento. Mettete che, dopo aver tentato di chiedere qualche volta, non riceviate alcuna risposta alla vostra richiesta. Cosa farete per sopravvivere? Anzitutto, smetterete di chiedere e soprattutto di sentire quel bisogno che è dentro di voi. Così, vi ritroverete a “pancia vuota”, debilitati, con poche forze e con la poca fiducia di ricevere il nutrimento che tanto avete chiesto e che inspiegabilmente non è arrivato. Queste sono esattamente le caratteristiche del carattere orale: una bassa energia (al limite del “collasso”), una negazione del proprio bisogno pur essendo una persona dipendente (si dice: “io non ho bisogno di nessuno”, ma quel bisogno è rimasto in attesa di essere sodisfatto dentro di lui..) e, non ultima, una tematica depressiva molto profonda dovuta a questa privazione precocissima che gli ha creato un vuoto. Particamente quello che l’orale ha imparato è che “se non ha bisogni, non verrà abbandonato”. Ovviamente TUTTI abbiamo dei bisogni e, anche laddove non ci prendiamo il diritto di esprimerli, li comunicheremo comunque agli altri ma come richieste indirette! Magari ci mostreremo totalmente autonomi, ma dal nostro sguardo e dai nostri atteggiamenti trapelerà sempre quel bisogno d’amore che così difficilmente ci siamo riconosciuti e concessi. Il diritto ad avere bisogno è il migliore alleato per tornare a nutrirci e a prendere ciò di cui abbiamo bisogno, potendolo chiedere apertamente.

Questo, a grandi e generali linee, il secondo, importante diritto della nostra esistenza.

A tutti il mio grande augurio di una splendida settimana

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

Numero sessantadue                                                                                        Lunedì 15 Novembre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

INCAZZATURA A SCADENZA

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… anzi a chiedervi: ma la rabbia e l’odio sono due cose poi così negative? Forse alla vostra epoca saranno due sentimenti estinti perché vi sarete spiritualmente distaccati dalle umane emozioni oppure avendo trovato l’elisir di lunga vita avrete ancora la D’Urso, Sposini, Giletti e tutti gli altri, ormai mummie viventi, che però generazione dopo generazione vi avranno portato in un perenne stato di ebete beatitudine! Fatto sta, cari posteri, che io invece odio ed odio in maniera convinta.

Odio i politici e tutti quelli che urlano e si accavallano nei talk show.

Odio i Comuni che mandano i vigili a fare multe per fare cassa.

Odio chi si piange addosso.

Odio i servizi pubblici mal gestiti.

Odio gli inviati che chiedono “è disposta a perdonare” o “cosa ha provato”.

Odio chi vuole rimettere il nucleare.

Odio chi fa pagare l’acqua un euro mezzo litro.

Odio i commercianti che hanno approfittato del passaggio dalla lira all’euro.

Odio gli spacciatori.

Odio i superstiziosi.

Odio chi ruba credendosi scaltro.

Odio chi spreca.

Odio la pubblicità ingannevole.

Odio il mammismo all’italiana.

Odio chi sporca e distrugge il bene comune.

Odio la mancanza d’amore e di cura.

Ed odio un sacco di altre cose… quindi pur rendendomi conto che è inutile che stiri il frac per andare a ritirare il Nobel per la Pace, io esorto i miei contemporanei ad arrabbiarsi sul serio. Sì, cari posteri, perché gli italiani del nostro tempo sono diventati buonissimi, pacifici, pacati e la loro indignazione la consumano fresca, al momento, come il latte e lo yogurt, poi scade. Due ore di fila alla posta inviperiti ed una volta arrivati allo sportello, puff! si sgonfiano, abbozzano e tutto resta come prima.

La mia invece è una rabbia a “lunga conservazione” e all’odio faccio seguire un’azione, ovviamente non violenta e silenziosa: dal non guardare certe trasmissioni a mandare una lettera di protesta contro il direttore dell’ufficio postale; dal cercare di non rubare o mentire mai al pensare che un mio battito di ciglia può causare, forse, un tornado dall’altra parte del mondo; dal domiciliare tutto per non avere a che fare con gli impiegati della banca allo studiare l’inglese per accarezzare l’idea di andarmene da questo povero Paese. Se ci rassegniamo, se “lasciamo correre”, se dimentichiamo in fretta, poi non lamentiamoci se le cose non cambiano: nessuno le cambia per noi.

Io non sono perfetto, cari posteri, non sono “bravo”, non sono un modello da seguire, sono solo incazzato. Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Gaber, “La razza in estinzione”: cosa faceva incazzare lui.

 

Numero 5                                                                                                             Mercoledì 10 Novembre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

ESSERE O NON ESSERE..

Carissimi lettori e lettrici,

oggi parleremo del primo carattere (e quindi del primo diritto, cioè quello di esistere) che si forma nel periodo che va dal pre-natale (e quindi durante la gravidanza, quando siamo tutti nella pancia di mamma..) a quello della nascita e dei primi momenti in cui si viene alla luce e si interagisce col mondo: il carattere schizoide. Ora, ribadisco l’invito a non considerare questa parola nel suo classico significato! Schizoide è un termine che, in bioenergetica, va a definire un carattere che si struttura quando siamo ancora in una fase “indifferenziata”: quando, cioè, il nostro sé corporeo non conosce ancora il confine tra sé stesso e quello della madre. Partendo dal presupposto che ogni carattere prende forma da un’”intoppo” che l’ambiente circostante impone alla libera energia del bambino , il carattere schizoide nasce da un inconscio e profondo rifiuto materno nei confronti del bambino, fin dal momento del suo concepimento. Che senso ha questo rifiuto? E come avviene?

I motivi possono essere di varia natura (anche solo la paura genitoriale di ciò che si deve affrontare con l’arrivo di un figlio), ma ciò che mi preme sottolineare è il fatto che nella nostra cultura la gravidanza è vista come un momento di sola gioia e serenità. E lo è. Ma non solo! Durante la gravidanza possono emergere paure e conflitti interiori profondissimi  nella donna. E, se questa non viene aiutata a sentirsi “autorizzata” ad esprimere la parte conflittuale della gravidanza, lei si separa da questa sua parte trasmettendola interamente al bambino. La trasmissione, delle angosce e del rifiuto materno, è diretta quando il bambino è ancora nel grembo materno! Essa viene avvertita a vari livelli: ormonale, a livello della temperatura del ventre  (paura e rifiuto rendono l’ambiente intra-uterino freddo), a livello del battito cardiaco della madre e, inoltre, quando il bambino è appena nato questi sentimenti materni gli saranno trasmessi dallo sguardo e nel tipo di contatto fisico che egli riceverà nell’accudimento. Il bambino a quel punto si sentirà minacciato nella sua stessa esistenza, ed avvertirà un pericolo senza nome e senza forma e che da adulto resterà nel corpo come una reazione di terrore (un particolare tipo di paura, questo, che si esprime nel corpo con una determinata posizione: occhi sgranati e fissi, spalle alzate e tese, gambe rigide e molto altro..).

Il diritto ad esistere si acquisisce sentendosi amati e ed accolti fin dai primissimi momenti di vita. Se questo non avviene, lo sviluppo energetico della persona viene interrotto perché quando il corpo di un bambino non viene stimolato in modo accogliente, questi avrà poi difficoltà a sentirlo e a identificarcisi. E dunque farà affidamento più sull’intelletto che sul sentire.

Il Carattere schizoide, si forma proprio a partire da questo contatto “freddo” e rifiutante. Le sue caratteristiche sono: un’energia vitale “congelata” (cioè trattenuta nel corpo) ed una difficoltà a sentire le emozioni, a favore di una piena identificazione nei processi mentali! Il patto dello schizoide è quello di vivere solo nella sua testa, e di conoscere il mondo attraverso le idee. Quanti poeti, scrittori, musicisti ed artisti presentano questo tratto caratteriale! Che, come tutti, ha delle sue belle potenzialità. Ma, per esprimerle, bisogna prima “scongelare” quell’energia fisica rimasta trattenuta per tanto tempo. Tipicamente lo schizoide ha uno sguardo vacuo, come se guardasse “oltre”, una carnagione molto chiara (gli organi periferici sono poco irrorati di sangue per via dell’energia “congelata” al centro del corpo), una fisionomia molto magra, è rigido nei movimenti e vive nel suo pensiero.

Noi siamo il nostro corpo. Se non ci identifichiamo interamente nelle sensazioni che abbiamo dentro, la nostra forza non  potrà fluire liberamente in tutto il nostro essere. Ma, parlando del tratto\carattere schizoide, prima di ritrovare la connessione con il calore delle emozioni e della vita stessa, bisogna “ri-nominare” le paure cui non sappiamo dare nome. Magari ci parlano attraverso panico, angoscia o paralizzando la nostra vita. Il diritto ad esistere è proprio il diritto ad essere pienamente nella consapevolezza di sé. E’ il diritto a sentire tutto ciò che siamo e a sostenere il nostro bambino terrorizzato. Che lui, di energia, ne ha moltissima. Aiutiamolo ad esprimerla!

Un Caro Saluto

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

Numero sessantuno                                                                                         Lunedì 8 Novembre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

LA FAMIGLIA TRADIZIONALE

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che oggi si è aperto il Congresso Nazionale sulla Famiglia. Spropositate le misure di sicurezza e pure Al Quaeda ha prontamente fatto pervenire un messaggio a tutte le cellule di stare alla larga da un posto tanto pericoloso!

Si cari posteri, perché gli ultimi due rapporti Eures-Ansa sull’omicidio volontario in Italia per gli anni 2005 e 2006, dicono che un assassinio su tre avviene in ambito familiare. Un morto ogni due giorni, oltre 1.300 vittime in sei anni superando la mafia, la criminalità organizzata straniera e quella comune. Le famigliole superstiti, invece, (non tagliatori di teste del Borneo ma gente “normale”) vanno la domenica sui luoghi dei delitti a fare le “gite dell’orrore” o dietro gli inviati a far ciao con la manina per apparire due minuti in video. Nei casi più perversi guardano Barbara D’Urso!

Contemporaneamente, cari posteri, Joseph Ratzinger in arte Papa Benedetto XVI, ieri a Barcellona ha esortato i governi affinché “L’uomo e la donna che si uniscono in matrimonio siano decisamente sostenuti dallo Stato” ma al di là delle parole sono i comportamenti che contano quindi il vero messaggio del Santo Padre è il seguente: “Governanti, aiutate le coppie che si sposano e lo dico da single dichiarato e permanente per cui in totale assenza di conflitto di interessi. Non solo, ma col mio agire dimostro che l’importante è che uno faccia ciò che desidera, senza imposizioni, infatti io non ho figli e ho scelto di non averne senza che questo abbia inficiato la mia posizione sociale, anzi! Scegliete il vostro sogno, la vostra via, senza condizionamenti per cui se volete, sposatevi ma non per far contenti mamma, papà, nonna, la Società: questo ingenera quasi sempre percorsi che portano ad abissi spaventosi che originano orribili mostri. Siate felici perché Dio è Amore, prima di tutto verso se stessi. Amen”. Insomma un vero inno alla libertà che, secondo me, includeva anche le 200 coppie di uomini e donne omosessuali che si sono baciate davanti a lui in segno di protesta.

Immagino che al Congresso della Famiglia, còlto il messaggio, si decida che è giunto il momento di introdurre il reato di “Apologia della Famiglia Tradizionale” (analogo a quello del Fascismo) in quanto nessun grado di parentela si salva: mamme (Cogne), figli (Novi Ligure), zii e cugine (Avetrana), ecc… per tacere di stupri, suicidi, droga, madri divoranti, padri puttanieri, fratelli coltelli… Se in futuro, cari posteri, cercherete reperti relativi alla famiglia “normale” o “felice” datemi retta: non perdete tempo, c’è solo quella dipinta dalla pubblicità o dai dirigenti TV che pensano che un papà, mamma, prole e nonno guardino davvero l’intero palinsesto in fascia protetta (Carlo Conti, La Vita in Diretta, L’Italia sul Due, Ti lascio una canzone, Io canto, La prova del cuoco, Amici, C’è Posta per te, ecc…). Se così fosse dopo una stagione sarebbero pronti per entrare d’ufficio in una setta satanica cannibale o in Scientology!

Attendiamo quindi con fiducia i risultati di questo proficuo congresso e nel frattempo accettiamo caramelle dagli sconosciuti perché pare che siano le più sicure!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Sigla “The Addams Family” (alla fine i più “normali” di tutti)

http://www.youtube.com/watch?v=En_2svJ_HGs

 

Premessa del gestore del blog, Mago Mancini

Salve a tutti,

Il racconto che segue è stato inserito  nella rubrica MAKKE kuisine volutamente e poi nella rubrica del “Pubblico dice la sua…”

Il racconto è scorrevole e divertente, ma soprattutto ci parla di cucina, e sono certo che anche a voi verrà l’acquolina in bocca e il desiderio di provare di persona quello che hanno provato lo Chef Paolo ed Alessandra.

Buona lettura a tutti.

Metti una cena da Uliassi

Di Alessandra Calandra

Vi ricordate il caldo asfissiante di luglio? Beh quel caldo che ha reso l’inventore dei condizionatori d’aria venerabile tanto quanto Santa Chiara, la santa patrone delle comunicazioni, dopo l’invenzione del telefonino! Sto parlando del fine settimana che va dal 16 al 18 luglio 2010.

Paolo aveva un paio di giorni liberi ed abbiamo deciso di passare un pò di tempo insieme al mare. Sarà per la deformazione professionale di Paolo, sarà perché io mi deformo volentieri alla sua professione, scegliamo i posti dove andare in funzione dei ristoranti che ci piace provare, insomma una vacanza cultural gastronomica. Decidiamo per Senigallia, dove avevamo trovato un B&B che sulla carta doveva essere delizioso, a due passi dalla spiaggia, la camera aveva l’aspetto di essere accogliente ed i proprietari al telefono sembravano gentilissimi. Ok! Venerdì partiamo! Grazie al fatto che erano già tutti fuggiti dalle città, il traffico era inesistente, quindi il viaggio gradevole, ed ovviamente in auto, l’aria condizionata a manetta. Arriviamo a destinazione ed il posto corrispondeva alla descrizione… apparentemente. Notiamo subito che l’umidità era a livelli al di sopra della norma, infatti Paolo sudava sette camicie, non solo per la stanchezza accumulata nei mesi di scuola a ritmi frenetici, ma soprattutto per l’umidità. Entrati in camera cade in catalessi per un paio di ore. Io avrei voluto fare lo stesso, ma c’era un piccolo insignificante problemino, beh due piccoli insignificanti problemini: ferrovia a 50 metri dalla nostra camera e nessuna traccia di condizionatori d’aria nel raggio di 50 metri! Ho subito pensato: “ Ma ‘sta notte come faremo? ” Io che per natura sono fiduciosa, ingenua è più corretto, ho subito pensato di sicuro la sera rinfresca e i treni di notte non passano. Certo di sicuro. Ma de che! Treni merci, frecce rosse, bianche, argento, arancioni, arcobaleno ed i notturni sono sfrecciati per tutta la notte. Per farvi capire quanto eravamo vicini alla ferrovia, dalla nostra camera riuscivamo a vedere attraverso i finestrini dei treni e vedevamo chi c’aveva il biglietto e chi no. Siamo riusciti ad addormentarci solo alle 4.

Il mattino seguente c’è da dire che nel giardino era pronta un deliziosa colazione a base di dolce e marmellata fatte in case dalla gentile proprietaria, alla quale abbiamo esternato le nostre lamentele, ma la signora troppo disarmante ci ha risposto: “ Ah si sente il treno?” Ci ha spiegato che lei si è assefuatta al rumore e dice di non sentirlo più. Ma passiamo al vero motivo del nostro viaggio a Senigallia: cena da Uliassi sabato sera.

Sabato abbiamo trascorso la giornata al mare in tutto relax, ci hanno sconsigliato di muoverci per non beccare file dei vacanziere del sabato, quindi la proprietaria, forse anche per farsi perdonare del fatto che da lei i treni non fanno mai ritardo, ci presta le biciclette… Fico!

In spiaggia ricevo la telefonata del ristorante per confermare la prenotazione che io avevo fatto due settimane prima e mi danno la bellissima notizia che abbiamo un tavolo in veranda. Wow che bello, estate, mare, brezza, treni che sfrecciano, pensai subito: “ Ma come è possibile che questa serata è così speciale?” Infatti non poteva esserlo solo per noi ma anche per tutta Senigallia visto che c’era la Notte Bianca! Finalmente ci prepariamo per uscire, io metto un vestitino carino, scarpe con un pò di tacco. Hops! Non sono adatte per la bici, niente paura inforco le infradito di plastica viola, che con il vestito color sabbia stavano come un cazzotto alla bocca dello stomaco dopo aver mangiato tre bombe alla crema in una notte di pleniluvio. Metto le scarpe col tacco nel cesto della bicicletta. Nel frattempo si continuava a sudare e sudare a causa del caldo, troppo caldo, e Paolo? Come avrebbe fatto ad arrivare in uno stato accettabile al ristorante dopo aver pedalato per 6 km? La soluzione è presto trovata: ci portiamo la camicia per il cambio e un asciugamano! Arriviamo sereni ed umidi ma in perfetto orario senza stress di parcheggio e traffico dei vacanzieri. Al ristorante, con aria indifferente posiamo le biciclette in maniera da non farci vedere, io chiedo aiuto ad un signore su di una panchina, infilo le mie zeppe mentre Paolo, con aria indifferente cerca riparo per asciugarsi il sudore e cambiarsi la maglietta. Dopo qualche minuto eccolo fresco come una rosa. Pronti! Entriamo. Posto raffinato, stile marinaro, ma sobrio ed elegante. Ci accolgono una decina di camerieri che smettono qualsiasi lavoro pur di darci il benvenuto e salutarci. Ci accompagnano al tavolo, in veranda, ci sediamo, ma ad attenderci c’è il caldo, troppo caldo, forse l’aria condizionata nelle sale interne era meglio!

Avete presenti le sedie di plastica stile pop art a forma di esse? Perfetto, proprio su quelle sedie eravamo seduti, ed in quelle condizioni climatiche hanno avuto per le mie cosce un effetto bollito, certo non è elegante ma la verità è questa, mi dispiace. Il vestito mi si è incollato addosso e con una mossa da contorsionista sono riuscita ad alzarmi in maniera da scollarmi il vestito senza farmene accorgere dagli altri commensali, almeno spero.

Fortunatamente, a far dimenticare tutto questo, è stato merito di una cena fantastica. Il palato ha potuto godere di nuovi e straordinari sapori tanto da provare per la prima volta un esperienza gustativa incredibile. Con Paolo abbiamo optato per il menù degustazione “tutto crudo”. Contrasti di sapori, consistenze, dodici portate, una meglio dell’altra. Da Uliassi è tradizione che lo Chef esca dalla cucina per salutare tutti i suoi clienti e noi abbiamo subito colto l’occasione per presentarci e chiedere di visitare la sua cucina. Richiesta accordata anche se c’è da dire che non viene data a tutti la possibilità di visitare la cucina come se fosse una cabina di un aereo.

Felici della cena riprendiamo le biciclette e cerchiamo di farci largo nella moltitudine di persone che oramai si erano riversate sulle strade di Senigallia a causa della notte bianca.

Vacanza troppo breve, ma con un grado d’umidità forse troppo alto, allo stesso tempo però divertente ed intensa, direi, nonostante tutto, molto chic!

Vi consiglio di visitare il sito di Uliassi, chi lo sa che anche voi non vogliate fare una esperienza chiccosa… Magari a fine maggio però!

Alessandra

Link consigliato: www.uliassi.it

Numero 4                                                                                                             Mercoledì 3 Novembre 2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

FORMAZIONE DEL CARATTERE

Carissimi lettori e lettrici,

ci ritroviamo questa settimana, come da voi richiesto, ad approfondire l’argomento  della formazione del Carattere sulla base dei diritti negati nell’infanzia. E lo faccio ben volentieri. Sarà dunque questo, l’argomento dei prossimi articoli: le 5 strutture caratteriali (che si generano dai diritti che ci vengono negati) ed il narcisismo, che è un tratto “trasversale” ad ognuno dei Caratteri. Oggi li introdurrò, per comprendere meglio il significato di ogni futuro approfondimento.

Entrando in un’argomentazione teorica (anche se in analisi bioenergetica la teoria e la pratica sono strettamente connesse), ci tengo a puntualizzare che la teorizzazione è e deve essere generale per avere delle categorie di riferimento ma che nella pratica psicoterapeutica la teoria è soltanto una “cornice” di riferimento che non deve mai oscurare l’unicità di ogni individuo! Ogni persona è unica ed irripetibile. Non mi stancherò mai di ribadirlo. Ecco perché, in tal senso, la psicologia non può essere una scienza esatta: perché sarebbe ottuso “incasellare” le persone in definizioni generali da manuale.

Nella terapia corporea, la persona viene vista tanto nel corpo quanto nella sua mente. La parte corporea della terapia, parte proprio dal “Carattere” predominante che si trova nella fisionomia dell’individuo. Questo perché ognuno di noi struttura determinate caratteristiche fisiche ed energetiche sulla base di ciò che ha dovuto bloccare o iper-sviluppare nella sua personale storia.

Alexander Lowen, fondatore della psicoterapia bioenergetica, ha determinato l’esistenza di cinque Caratteri:

il Carattere Schizoide, il Carattere Orale, il Carattere Psicopatico, il carattere Masochista ed il Carattere Rigido (non spaventarti per questi nomi, sono associati a caratteristiche normalissime!).

Ogni carattere nasce da un periodo dello sviluppo ben preciso, a partire dalla vita intra-uterina (gravidanza) ai 4 anni di vita circa (li tratteremo uno ad uno, nei prossimi articoli..), periodo in cui il bambino viene sostenuto e/o inibito in determinate sue parti vitali e spontanee.

Nella struttura fisica di una persona,  c’è tutta la sua storia. Inoltre, il linguaggio del nostro corpo (respiro, movimento, voce, gestualità, sguardo etc…) parla molto più chiaramente delle parole che possiamo dire e non dire.

Ogni Carattere, ha una sua struttura ed un proprio equilibrio di forze . In uno troveremo un  livello energetico basso (con caratteristiche molto peculiari che poi vedremo), nell’altro tale livello sarà più  “compresso” (in particolare nel Carattere Masochista), in un altro ancora troveremo un sistema energetico “congelato”(che solitamente si forma nella vita intra-uterina).

La caratteristica energetica di ogni Carattere è in stretta relazione con il “nutrimento” affettivo che tutti noi, da bambini, abbiamo ricevuto. Quasi sempre accade che questo nutrimento contenga “sostanze emotive” per noi indigeribili e che mamma e papà non sappiano nemmeno di metterle nell’amore che ci trasmettono. Ma da piccoli sentiamo TUTTO. Ma proprio tutto. Tanto più che non abbiamo barriere, perché siamo completamente dipendenti (se ci pensiamo, per moltissimi anni) dalle cure genitoriali. E’ quindi, a mio parere, inevitabile che il nostro sistema mente-corpo reagisca a tutte le interferenze che sopraggiungono nel corso dello sviluppo. Quindi, in quest’ottica, i Caratteri non sono nulla di strano né di patologico, ma normali reazioni difensive che riorganizzano la persona sulla base dell’ambiente che la circonda!

Riconoscersi in un Carattere, non significa che si è quel Carattere. Ci appartengono molte caratteristiche di tutti i Caratteri, alcune più evidenti in alcune fasi della vita, altre più visibili in altre. Anche nel corso di una terapia, succede che una persona modifichi ed elabori una sua caratteristica e che la corrispondente parte del corpo risponda con dei cambiamenti, a volte molto visibili e, di base, ben percepiti dal paziente.

Cominciamo allora ad entrare più profondamente nel vasto universo dell’uomo visto nella sua interezza: psiche e corpo come storia di ognuno di noi. Una storia che cambia in continuazione.

Un Caro Saluto e Buona Settimana a Tutti Voi!

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

Barzellette

Pubblicato: 1 novembre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero sessanta                                                                    Lunedì 1 Novembre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

BARZELLETTE

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… anzitutto che domani, 2 Novembre, ricorrono i morti quindi è doveroso mandare un pensiero ed una prece alla dirigenza della Sinistra italiana. E poi che, purtroppo, è davvero difficile se non impossibile evitare di parlare dell’omuncolo di Arcore. L’attenuante per giustificare l’occuparci di una figura tanto esigua e di così immensa povertà interiore è che al Presidente del Consiglio italiano è successa una cosa che rientra a pieno titolo nella catarsi mistica (o nel paranormale, per chi non “crede”).

Come sapete, cari posteri, il Cavaliere è una persona apparentemente felice ma in realtà nella vita (per scarsità di talento ma è la dura selezione del palco) non è riuscito a diventare l’uomo di spettacolo che voleva perciò, preda di una spasmodica dipendenza, è spinto a mettersi continuamente in evidenza cantando, facendo scherzi e soprattutto raccontando compulsivamente storielle in quella che si può definire senza meno una “fame da occhio di bue” (dal nome del riflettore teatrale n.d.a.).

Ebbene, talmente questa cosa gli ha preso la mano che senza accorgersene e sotto gli occhi di tutti l’uomo si è sublimato diventando egli stesso una barzelletta!

Il compimento della trasformazione si è avuto in questi giorni in cui è esploso il “Rubygate” ovvero il caso di una minorenne che Berlusconi ha detto di aver preso a cuore per un affidamento, per l’esattezza la ragazza nelle foto sotto.(Fonte dalla Rete)

 



 

 

 

Ok, sono prevenuto ma credo nella mia tesi: la vita del premier è diventata una barzelletta. Purtroppo, però, è una di quelle che non fanno ridere, dozzinali, scontate, prevedibili, ma la gente non ha molta memoria e spesso neanche più sufficiente spirito critico da distinguere le buone dalle pessime quindi ride lo stesso come per quelle del gorilla del Crodino dove ci dev’essere dietro un preciso progetto perché una scelta così puntuale delle più vecchie e ritrite che esistano non può essere frutto del caso.

Insomma, cari posteri, io penso che questo nuovo “scandalo” non farà cadere il governo (anche se da cittadino lo spero) però, sinceramente, un popolo che ormai è totalmente degradato nella dignità e nell’amor proprio, se non ce l’ha per sé stesso abbia un po’ di rispetto almeno per le barzellette… sembra niente ma può essere la strada per ripartire! Questo, cari posteri, per oggi è tutto.

Con affetto il vostro antenato Claudio Fois


Link consigliato: Moni Ovadia – barzelletta yiddish. (cultura, non volgarità)

http://www.youtube.com/watch?v=DMhaGgMrFcM