Metti una cena da Uliassi

Pubblicato: 5 novembre 2010 in Il nostro pubblico, dice la sua!, MAKKE Kuisine

Premessa del gestore del blog, Mago Mancini

Salve a tutti,

Il racconto che segue è stato inserito  nella rubrica MAKKE kuisine volutamente e poi nella rubrica del “Pubblico dice la sua…”

Il racconto è scorrevole e divertente, ma soprattutto ci parla di cucina, e sono certo che anche a voi verrà l’acquolina in bocca e il desiderio di provare di persona quello che hanno provato lo Chef Paolo ed Alessandra.

Buona lettura a tutti.

Metti una cena da Uliassi

Di Alessandra Calandra

Vi ricordate il caldo asfissiante di luglio? Beh quel caldo che ha reso l’inventore dei condizionatori d’aria venerabile tanto quanto Santa Chiara, la santa patrone delle comunicazioni, dopo l’invenzione del telefonino! Sto parlando del fine settimana che va dal 16 al 18 luglio 2010.

Paolo aveva un paio di giorni liberi ed abbiamo deciso di passare un pò di tempo insieme al mare. Sarà per la deformazione professionale di Paolo, sarà perché io mi deformo volentieri alla sua professione, scegliamo i posti dove andare in funzione dei ristoranti che ci piace provare, insomma una vacanza cultural gastronomica. Decidiamo per Senigallia, dove avevamo trovato un B&B che sulla carta doveva essere delizioso, a due passi dalla spiaggia, la camera aveva l’aspetto di essere accogliente ed i proprietari al telefono sembravano gentilissimi. Ok! Venerdì partiamo! Grazie al fatto che erano già tutti fuggiti dalle città, il traffico era inesistente, quindi il viaggio gradevole, ed ovviamente in auto, l’aria condizionata a manetta. Arriviamo a destinazione ed il posto corrispondeva alla descrizione… apparentemente. Notiamo subito che l’umidità era a livelli al di sopra della norma, infatti Paolo sudava sette camicie, non solo per la stanchezza accumulata nei mesi di scuola a ritmi frenetici, ma soprattutto per l’umidità. Entrati in camera cade in catalessi per un paio di ore. Io avrei voluto fare lo stesso, ma c’era un piccolo insignificante problemino, beh due piccoli insignificanti problemini: ferrovia a 50 metri dalla nostra camera e nessuna traccia di condizionatori d’aria nel raggio di 50 metri! Ho subito pensato: “ Ma ‘sta notte come faremo? ” Io che per natura sono fiduciosa, ingenua è più corretto, ho subito pensato di sicuro la sera rinfresca e i treni di notte non passano. Certo di sicuro. Ma de che! Treni merci, frecce rosse, bianche, argento, arancioni, arcobaleno ed i notturni sono sfrecciati per tutta la notte. Per farvi capire quanto eravamo vicini alla ferrovia, dalla nostra camera riuscivamo a vedere attraverso i finestrini dei treni e vedevamo chi c’aveva il biglietto e chi no. Siamo riusciti ad addormentarci solo alle 4.

Il mattino seguente c’è da dire che nel giardino era pronta un deliziosa colazione a base di dolce e marmellata fatte in case dalla gentile proprietaria, alla quale abbiamo esternato le nostre lamentele, ma la signora troppo disarmante ci ha risposto: “ Ah si sente il treno?” Ci ha spiegato che lei si è assefuatta al rumore e dice di non sentirlo più. Ma passiamo al vero motivo del nostro viaggio a Senigallia: cena da Uliassi sabato sera.

Sabato abbiamo trascorso la giornata al mare in tutto relax, ci hanno sconsigliato di muoverci per non beccare file dei vacanziere del sabato, quindi la proprietaria, forse anche per farsi perdonare del fatto che da lei i treni non fanno mai ritardo, ci presta le biciclette… Fico!

In spiaggia ricevo la telefonata del ristorante per confermare la prenotazione che io avevo fatto due settimane prima e mi danno la bellissima notizia che abbiamo un tavolo in veranda. Wow che bello, estate, mare, brezza, treni che sfrecciano, pensai subito: “ Ma come è possibile che questa serata è così speciale?” Infatti non poteva esserlo solo per noi ma anche per tutta Senigallia visto che c’era la Notte Bianca! Finalmente ci prepariamo per uscire, io metto un vestitino carino, scarpe con un pò di tacco. Hops! Non sono adatte per la bici, niente paura inforco le infradito di plastica viola, che con il vestito color sabbia stavano come un cazzotto alla bocca dello stomaco dopo aver mangiato tre bombe alla crema in una notte di pleniluvio. Metto le scarpe col tacco nel cesto della bicicletta. Nel frattempo si continuava a sudare e sudare a causa del caldo, troppo caldo, e Paolo? Come avrebbe fatto ad arrivare in uno stato accettabile al ristorante dopo aver pedalato per 6 km? La soluzione è presto trovata: ci portiamo la camicia per il cambio e un asciugamano! Arriviamo sereni ed umidi ma in perfetto orario senza stress di parcheggio e traffico dei vacanzieri. Al ristorante, con aria indifferente posiamo le biciclette in maniera da non farci vedere, io chiedo aiuto ad un signore su di una panchina, infilo le mie zeppe mentre Paolo, con aria indifferente cerca riparo per asciugarsi il sudore e cambiarsi la maglietta. Dopo qualche minuto eccolo fresco come una rosa. Pronti! Entriamo. Posto raffinato, stile marinaro, ma sobrio ed elegante. Ci accolgono una decina di camerieri che smettono qualsiasi lavoro pur di darci il benvenuto e salutarci. Ci accompagnano al tavolo, in veranda, ci sediamo, ma ad attenderci c’è il caldo, troppo caldo, forse l’aria condizionata nelle sale interne era meglio!

Avete presenti le sedie di plastica stile pop art a forma di esse? Perfetto, proprio su quelle sedie eravamo seduti, ed in quelle condizioni climatiche hanno avuto per le mie cosce un effetto bollito, certo non è elegante ma la verità è questa, mi dispiace. Il vestito mi si è incollato addosso e con una mossa da contorsionista sono riuscita ad alzarmi in maniera da scollarmi il vestito senza farmene accorgere dagli altri commensali, almeno spero.

Fortunatamente, a far dimenticare tutto questo, è stato merito di una cena fantastica. Il palato ha potuto godere di nuovi e straordinari sapori tanto da provare per la prima volta un esperienza gustativa incredibile. Con Paolo abbiamo optato per il menù degustazione “tutto crudo”. Contrasti di sapori, consistenze, dodici portate, una meglio dell’altra. Da Uliassi è tradizione che lo Chef esca dalla cucina per salutare tutti i suoi clienti e noi abbiamo subito colto l’occasione per presentarci e chiedere di visitare la sua cucina. Richiesta accordata anche se c’è da dire che non viene data a tutti la possibilità di visitare la cucina come se fosse una cabina di un aereo.

Felici della cena riprendiamo le biciclette e cerchiamo di farci largo nella moltitudine di persone che oramai si erano riversate sulle strade di Senigallia a causa della notte bianca.

Vacanza troppo breve, ma con un grado d’umidità forse troppo alto, allo stesso tempo però divertente ed intensa, direi, nonostante tutto, molto chic!

Vi consiglio di visitare il sito di Uliassi, chi lo sa che anche voi non vogliate fare una esperienza chiccosa… Magari a fine maggio però!

Alessandra

Link consigliato: www.uliassi.it

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