Incazzatura a scadenza

Pubblicato: 15 novembre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero sessantadue                                                                                        Lunedì 15 Novembre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

INCAZZATURA A SCADENZA

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… anzi a chiedervi: ma la rabbia e l’odio sono due cose poi così negative? Forse alla vostra epoca saranno due sentimenti estinti perché vi sarete spiritualmente distaccati dalle umane emozioni oppure avendo trovato l’elisir di lunga vita avrete ancora la D’Urso, Sposini, Giletti e tutti gli altri, ormai mummie viventi, che però generazione dopo generazione vi avranno portato in un perenne stato di ebete beatitudine! Fatto sta, cari posteri, che io invece odio ed odio in maniera convinta.

Odio i politici e tutti quelli che urlano e si accavallano nei talk show.

Odio i Comuni che mandano i vigili a fare multe per fare cassa.

Odio chi si piange addosso.

Odio i servizi pubblici mal gestiti.

Odio gli inviati che chiedono “è disposta a perdonare” o “cosa ha provato”.

Odio chi vuole rimettere il nucleare.

Odio chi fa pagare l’acqua un euro mezzo litro.

Odio i commercianti che hanno approfittato del passaggio dalla lira all’euro.

Odio gli spacciatori.

Odio i superstiziosi.

Odio chi ruba credendosi scaltro.

Odio chi spreca.

Odio la pubblicità ingannevole.

Odio il mammismo all’italiana.

Odio chi sporca e distrugge il bene comune.

Odio la mancanza d’amore e di cura.

Ed odio un sacco di altre cose… quindi pur rendendomi conto che è inutile che stiri il frac per andare a ritirare il Nobel per la Pace, io esorto i miei contemporanei ad arrabbiarsi sul serio. Sì, cari posteri, perché gli italiani del nostro tempo sono diventati buonissimi, pacifici, pacati e la loro indignazione la consumano fresca, al momento, come il latte e lo yogurt, poi scade. Due ore di fila alla posta inviperiti ed una volta arrivati allo sportello, puff! si sgonfiano, abbozzano e tutto resta come prima.

La mia invece è una rabbia a “lunga conservazione” e all’odio faccio seguire un’azione, ovviamente non violenta e silenziosa: dal non guardare certe trasmissioni a mandare una lettera di protesta contro il direttore dell’ufficio postale; dal cercare di non rubare o mentire mai al pensare che un mio battito di ciglia può causare, forse, un tornado dall’altra parte del mondo; dal domiciliare tutto per non avere a che fare con gli impiegati della banca allo studiare l’inglese per accarezzare l’idea di andarmene da questo povero Paese. Se ci rassegniamo, se “lasciamo correre”, se dimentichiamo in fretta, poi non lamentiamoci se le cose non cambiano: nessuno le cambia per noi.

Io non sono perfetto, cari posteri, non sono “bravo”, non sono un modello da seguire, sono solo incazzato. Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Gaber, “La razza in estinzione”: cosa faceva incazzare lui.

 

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commenti
  1. antonio ciaffone ha detto:

    incazzatura a scadenza, ma a lunga conservazione

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