Immortalità

Pubblicato: 6 dicembre 2010 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero sessantacinque                                                                                 Lunedì 6 dicembre 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

IMMORTALITA’

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che il grande, immenso, irriverente regista 95enne Mario Monicelli, autore tra l’altro del film “Amici miei”, suicidandosi il 29 novembre ultimo scorso ha voluto fare uno scherzo birbone ai pro-life i quali in questo momento sono talmente accaniti che pur di sostenere le loro battaglie contro l’eutanasia ammazzerebbero qualcuno!

Come se non bastasse ha lasciato disposizioni perché non venisse fatto alcun funerale e tantomeno che intervenissero le Istituzioni le quali, peraltro, hanno ravvisato nel suicidio di Monicelli esattamente la forma ideale di “tagli alla cultura” che avevano in mente!

Insomma, cari posteri, dopo aver diretto tanti capolavori cinematografici, il Maestro ha voluto essere regista anche della sua scomparsa da questo mondo ed ora è definitivamente entrato nell’immortalità.

Da credente quale sono, cioè che credo che il “peccato originale”, il Paradiso e l’Inferno, il Nirvana, la reincarnazione e quant’altro siano fantasiose invenzioni squisitamente umane al pari dell’otto per mille e della Nutella, per “immortalità” intendo l’impronta indelebile che un essere può lasciare di sé nell’ “aldiquà” dopo finito il suo ciclo biologico.

Nel nostro tempo, cari posteri, la maggior parte della gente è stata talmente condizionata a pensare che la felicità sarà “dopo” che “adesso” fa di fatto una vita di merda! Invece ci sono molte possibilità di essere felici ma soprattutto c’è la possibilità di lasciare di sé una traccia che ci renda eterni sul serio, non necessariamente creando un’opera d’arte ma magari rendendo un’opera d’arte l’esistenza stessa*.

Monicelli di opere d’arte ne ha fatte parecchie e sappiate, cari posteri, che se riuscirete ad avere un’idea chiara (per di più facendovi una risata) di molte cose del nostro tempo e della nostra società lo dovrete a questo inopportuno contemporaneo che con il suo straordinario lavoro (anche e soprattutto come sceneggiatore) ci ha privato dell’alibi che “se non siamo diventati migliori è perché non avevamo gli strumenti”!

Insomma, Monicelli l’immortalità l’ha raggiunta, mentre di molti altri, invece, dopo le spoglie materiali si perderà anche il ricordo ma la sorte più triste, ahimè, è di quel mediocre personaggio che voleva diventare immortale per aver realizzato il Ponte sullo Stretto e che invece verrà ricordato come “S.B., imprenditore brianzolo, artista mancato, ripiegò sulla politica con pessimi risultati”.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

*concetto preso dalla Antropologia Personalistica Esistenziale, di Antonio Mercurio.

Link consigliati: L’armata Brancaleone

Scena finale de “La Grande Guerra”

 

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commenti
  1. Vale ha detto:

    Onore al maestro.

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