Il narcisismo come assenza di contatto, ossia come rapporto con la propria o l’altrui immagine

Pubblicato: 15 dicembre 2010 in "MA LA MENTE MENTE?" della Dottoressa Emanuela Fasano
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Numero 10                                                                                                           Mercoledì 15 Dicembre  2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

IL NARCISISMO COME ASSENZA DI CONTATTO, OSSIA COME RAPPORTO CON LA PROPRIA O

L’ALTRUI IMMAGINE

Carissimi lettori e lettrici,

dopo aver trattato i cinque caratteri passiamo ora in rassegna un argomento che è trasversale ad ogni singolo carattere, in analisi bioenergetica: il narcisismo.

Il narcisismo, è più un “tratto caratteriale”, che una vera e propria struttura. Si definisce “trasversale” nel senso che può appartenere ad ogni tipo di struttura psico-corporea.

Siamo abituati a parlare di persona narcisista, quando vogliamo indicare un individuo egocentrico (donna o uomo che sia), che si vanta e si nutre delle proprie qualità estetiche e capacità. Ebbene, non si tratta solo di questo. Va detto che il narcisismo nasce dal mancato riconoscimento delle qualità e delle emozioni della persona, e ciò la porta a non sapersi più riconoscere e ad identificarsi solamente con quegli aspetti che le persone esterne apprezzano. Quello del narcisista non è un “vanto programmato”, ma è un profondo bisogno di rafforzare gli unici aspetti su cui si basa la sua personalità. Immaginate di vivere poggiando la vostra sicurezza solo su ciò che gli altri possono vedere ed apprezzare. Immaginate di non conoscere altra di voi, se non la vostra facciata esterna. Immaginate di non avere la possibilità di sentire le vostre emozioni né di capire chi siete veramente. Immaginate, poi, di vivere un momento di crisi e di non avere null’altro cui aggrapparvi, se non la vostra immagine. Immaginate, non ultimo, di vivere le relazioni senza emozioni. Vi sentirete soli, persi, in un continuo rischio di non “ritrovarvi” più se solo qualcuno non vi dice come siete e non vi dice che siete i migliori. Ecco: il narcisismo, a grandi linee, è questa condizione disperata, in cui non è concesso di riconoscersi e di aggrapparsi a sé stessi. Perchè questo SE’ non è mai esistito. Non avere nulla a cui tornare, perchè tornare a sé vorrebbe dire liberare una profonda vergogna.

Essere consapevoli di sé stessi o avere un’immagine di sé non è certo indice di narcisismo, ma lo diventa se l’immagine si riveste di una qualità grandiosa: un’immagine dovrebbe essere considerata grandiosa solo in rapporto al sé reale; un’immagine è reale quando è connessa al sentimento ed alla sensazione. Quando questa connessione tra immagine di sé ed emozione è interrotta, l’immagine diventa astratta. Troppa enfasi sulla propria immagine rende ciechi alla realtà della vita del corpo. Il narcisista, dissociando l’Io dal corpo, divide in due parti la personalità:  l’Io pensante, con cui l’individuo si identifica; ed il sé corporeo, passivo, osservato ed allontanato. In tal modo il corpo diventa un oggetto da studiare e da controllare con l’unico scopo di renderlo all’altezza del proprio ideale. Al narcisista manca l’accettazione del proprio sé e, in conseguenza di ciò, non ha neanche un rapporto indiretto con esso. Ne è separato. Nel bambino che sviluppa un forte tratto narcisista, l’espressione del suo sé è sempre accompagnata da una sensazione di inadeguatezza, come se qualcosa mancasse o fosse sempre di troppo. A questo punto, l’immagine grandiosa viene costruita ed incarnata per sostituire un sé inaccettabile.

La ferita narcisistica si costituisce essenzialmente quando l’ambiente esige che l’individuo sia profondamente diverso da ciò che è.

Se l’immagine rappresenta la forza dominante della personalità narcisista, l’individuo farà di tutto per sopprimere qualsiasi sentimento che la possa contraddire. Per Lowen, un’immagine può predominare su un’intera personalità solo in assenza di sentimenti forti, che il narcisista elimina negandoli.

Ci sarebbe da dire molto altro ancora. Ma era mia intenzione fornire uno spunto per riflettere sul perchè la società continui a fornire ed a proporre un modello così pericolosamente doloroso, come quello narcisista. Accendiamo la tv, andiamo in giro a fare due passi. Osserviamo. Ed osserviamoci, anche. E riflettiamo sempre, sul confine che c’è tra il prenderci cura di noi e del nostro corpo per puro piacere, o se, dietro questo, nascondiamo una profonda vergogna e quindi non accettazione di noi. E coccoliamo anche un po’ le parti di noi che si vergognano ad uscire fuori. Ricononsciamole, almeno. E se vorremo, potremo anche proteggerle.

Vi mando un carissimo saluto

Dott.ssa Emanuela Fasano

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commenti
  1. Paolo1984 ha detto:

    tutti, chi più chi meno, ci prendiamo cura di noi stessi per piacersi e per piacere non c’è nulla di male. Ma è molto complesso e difficile per me stabilire quando un comportamento del genere è psicologicamente sano e quando no

    • makkekomiko ha detto:

      Buongiorno Paolo…Sono perfettamente d’accordo con te… Tant’è vero che se piaccio a me stesso è già un grande successo!
      Buona estate.

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