Leggerezza o illusione del controllo?

Pubblicato: 29 dicembre 2010 in "MA LA MENTE MENTE?" della Dottoressa Emanuela Fasano
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Numero 12                                                                                                     Mercoledì 28 Dicembre  2010

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

LEGGEREZZA O ILLUSIONE DEL CONTROLLO?

Carissimi lettori e lettrici,

in questo periodo sento il piacere di parlare di ciò che può aiutare tutti noi a sentire la bellezza di ciò che si desidera e di come ci si pone di fronte al proprio volere. Inteso, quest’ultimo, come tensione verso il benessere…

Ora, sarebbe assurdo e alquanto irrealistico parlare di ciò che può “far bene” a tutti, perchè in ognuno di noi è nascosto qualcosa di magico e meraviglioso, che è unico e di cui forse neanche noi conosciamo la chiave d’accesso, ma questo “qualcosa” si fa sentire in alcuni momenti della nostra vita, quindi perchè non aiutarlo ad uscire più spesso?

Ciò che sicuramente accomuna tutti, sono le forze che possono tenere a freno la forza vitale e la sua più piena espressione. Sentiamo l’odore del nostro vero benessere (vero nel senso di totale), in momenti in cui siamo particolarmente energici e raggianti, o nel preciso istante in cui il nostro corpo riesce a rilassarsi profondamente. Cosa accade in quei momenti? Perchè non possiamo mantenere questo stato psico-fisico nel tempo? Quanto le tensioni impediscono il libero fluire del piacere nel nostro corpo? Quanto la mente impedisce al corpo di rilassarsi?

Sicuramente i ritmi di vita della nostra società, ci impediscono di essere sintonizzati con il ritmo della nostra piena vitalità: è come se una continua interferenza forzasse il corpo ad essere “altro” da ciò che è: perennemente efficiente, pronto, instancabile, carico di tensioni. Questo è ciò che ci viene chiesto.

Ma anche vero, è il fatto che spesso non si è disposti a dedicare uno spazio per ritrovare la propria naturalezza, come se culturalmente questa fosse considerata una parte trascurabile. Ma non lo è affatto.

Va bene essere in sintonia con il “motore esterno” dell’ambiente in cui si vive, ma altrettanto necessario è esserlo con il proprio!

Il problema, è tutto nel controllo che pretendiamo di avere sulla nostra mente, sul nostro corpo e, più in generale, sulla nostra vita. Il controllo (che non è una pianificazione adeguata, ma una rigida disciplina che prescinde da tutto e da tutti), mette in moto una serie di meccanismi psico-fisici che tendono a focalizzare su eventi esterni e ad annullare la percezione del corpo e del proprio limite. Ed è un approccio alla vita, non una necessità. L’ansia ci porta a mettere sotto sforzo ogni molecola del nostro corpo e tutti i nostri spazi mentali, perchè ci dice che se così non faremo il nostro mondo crollerà! Sarebbe bene entrare in dialogo con questa ansia, e dirle di non allarmarsi troppo, visto che il controllo è un’illusione della mente e che bisgona accettare che le cose vanno anche un po’ (un bel po’) da sole. Diciamo alla nostra ansia che il nostro 50% possiamo metterlo e bene, anche, in ciò che programmiamo! Ma che l’altro 50% non dipende assolutamente da noi..

Nel titolo di questo articolo, parlo di leggerezza. Questo, per come lo intendo, è uno stato che ci permette di mettere in gioco la nostra forza nella consapevolezza, però, del nostro limite. “Posso arrivare fin qui”.

Mentre nel controllo entrano in gioco moltissime parti ansiose di noi (paura, resistenze, pessimismo, pesantezza etc..), nella leggerezza possiamo muoverci sulla base di ciò che per noi è possibile “fare”, senza spingerci oltre le nostre forze, consapevoli che una forza dosata nel rispetto di sé stessi è una forza che genera comunque i suoi effetti nella realtà. Una forza invece “mal dosata”, incontra puntualmente difficoltà e resistenze.

Quello che voglio dire, è che a volte basta spostarsi leggermente e la prospettiva della nostra vita può  radicalmente cambiare. E non perchè facciamo cambiare magicamente le cose esterne, ma perchè riprendendoci il rispetto per noi, riappropiandoci del nostro limite e dunque della nostra forza, saremo tanto più efficaci quanto più rilassati, nel senso che potremo finalmente dirci (e magari anche dire): “Io posso arrivare fin qui. Da qui in poi, non può più dipendere da me”.

Allora, quale dei modi ci prendiamo la responsabilità di scegliere? La leggerezza consapevole o l’illusione del controllo? Vale la pena rifletterci. Perlomeno, credo che tutti ci dobbiamo una riflessione rispetto a ciò… per il nostro bene che possiamo costruire e porteggere solo partendo dal rispetto di noi stessi.

Approfitto per augurarvi un meraviglioso 2011!

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

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