L’importanza del contatto come nutrimento emotivo!

Pubblicato: 5 gennaio 2011 in "MA LA MENTE MENTE?" della Dottoressa Emanuela Fasano
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Numero 13                                                                                                          Mercoledì 5 Gennaio  2011

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

L’IMPORTANZA DEL CONTATTO COME NUTRIMENTO EMOTIVO…

Carissimi lettori e lettrici,

in questi freddissimi giorni di inizio 2011, capita spesso di cogliere noi stessi e chi ci sta intorno nell’atto di sfregarsi le braccia, le gambe, le mani per riscaldare il corpo. In quel semplice gesto che ci diamo e che vediamo agire così frequentemente, c’è tutto un mondo di accudimento del nostro corpo e di ricerca di calore!  E questo accudimento avviene tramite il contatto (dagli albori della nostra vita, alle relazioni in età adulta, ai momenti in cui sentiamo di dovercelo dare da soli). Ed oggi, parlerò proprio di questo meraviglioso bisogno fondamentale di contatto dell’essere umano.

Il contatto, è una primaria stimolazione fisica ma anche un fondamentale canale di nutrimento emotivo. Ed è quindi un importante raccordo tra la mente e il corpo nonchè un ponte nella relazione tra persone. Un corpo vivo è un corpo caldo, e generare calore tramite il contatto vuol dire riportare la vita ad un livello di piacere e di scioglimento. Ecco un altro dono, che facciamo a noi stessi e a chi amiamo (amici, partners, persone significative), a volte attraverso dei semplicissimi e quasi impercettibili gesti..

Sebbene il tatto non sia di per sé un fatto emotivo, i suoi elementi sensoriali inducono quei cambiamenti neurali, ghiandolari, muscolari e mentali, che chiamiamo complessivamente sentimento. L’identità psico-fisica di una persona si stabilisce attraverso il coinvolgimento e l’identificazione fra la madre e il bambino, principalmente attraverso il contatto. Una carenza tattile nell’infanzia porta spesso ad alienazione, non coinvolgimento, mancanza di identità, distacco, superficialità emotiva e indifferenza. Al contrario, conoscere e padroneggiare i propri sentimenti fornisce all’individuo uno stato di vibrazione e di armonia e ciò è possibile solo quando egli è in grado di contattare se stesso attraverso il sentire corporeo. La relazione ed il contatto con l’altro sono parte integrante di questo processo e si immettono in una dialettica circolare in cui, fin dagli albori della vita, nutrimento e consapevolezza (in età adulta) divengono basi fondamentali per il benessere dell’essere umano.

Essere toccati significa essere visti, riconosciuti ed essere contattati si traduce allora nella possibilità di assumere connotati più reali, che ci permettono di entrare in relazione con noi stessi in modo più diretto, di “incarnare” il nostro sé. E’ dunque evidente che stare con sé e con l’altro sono due processi egualmente fondamentali nella circolarità della vita e del processo energetico dell’individuo, che permettono la co-esistenza del mondo interiore della persona con quella di un mondo esteriore che allora può essere vissuto ed esplorato, con la consapevolezza di un Sé e quindi di una connessione tra emozione e realtà.

A volte, un contatto può essere fastidioso, violento, non sintonizzato con il nostro bisogno. Ed allora ci irrigidiamo, proviamo fastidio e protestiamo (verbalmente, oppure chiudendoci in noi stessi). Questo perchè l’essere toccati signfica anzitutto essere affidati. E se la persona che ci tocca non rispetta il nostro confine, o il nostro bisogno del momento, sta forse pensando più al suo di bisogno… e ciò ci infastidisce, ripeto.

Il contatto può essere: nutrimento (quando è buono per noi), intrusione (quando non veniamo visti né rispettati), privazione (quando questo è assente). Quando possiamo, stiamo attenti ai segnali che mandiamo (quelli gestuali, corporei e verbali) e, se ne vale la pena, facciamo sempre un tentativo di comunicare all’altro (lì dove vediamo che non è in sintonia con noi) di cosa abbiamo bisogno in quel momento… a volte, le persone, non riescono magicamente ad intuire ciò che ci piace o quello di cui necessitiamo. Il mio invito, è quello di mandare dei segnali (di piacere, di protesta e quant’altro) quando sentiamo che quel “tocco” va bene o meno per noi. E concediamoci anche di entrare noi stessi in contatto con il nostro corpo; sentendolo, toccandolo, massaggiandolo. Sono sicura che ognuno di voi lo fa centinaia di volte al giorno senza nemmeno accorgersene. Ed allora, magari, la prossima volta potreste divertirvi a prestare maggiore attenzione a questi piccoli momenti di “auto-contatto”, chiedendovi ad esempio: “cosa fa la mia mano che carezza il mio braccio mentre parlo con tizio?” Scoprirete un mondo. Il mondo della vostra straordinaria capacità di autoregolazione, di darvi amore e calore magari in un momento di ansia, oppure mentre parlate di un argomento doloroso… scoprirete il potentissimo linguaggio del vostro corpo e le risorse (spesso sottili, impercettibili oppure ignorate, ma importantissime) che siete in grado di tirar fuori nel momento del bisogno. Quando siamo confusi su cosa sentiamo o su cosa necessitiamo, mettiamoci in ascolto del linguaggio del nostro corpo: delicato, chiaro e che sempre tende a riportarci verso uno stato di benessere.

Buon Inizio Anno a Tutti Voi Lettori

Dott.ssa Emanuela Fasano

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commenti
  1. lordbad ha detto:

    Siamo ancora capaci di emozionarci?

    Bel blog, come abbiamo già avuto modo di notare! Spero potrai ricambiare la visita nel nostro

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/01/06/emozione/

    • mago mancini ha detto:

      Ciao caro Lord…
      Credo che emozione possa essere sinonimo di capacità… Lo so può sembrare una forzatura, ma la capacità di fare qualcosa implica tante altre emozioni a catena e quindi siamo capaci, il difficile è sentirlo e quindi rendersene conto… arrivo a visitare il tuo blog… fare visita agli amici mi EMOZIONA!
      A presto Mago Mancini

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