Fiat voluntas tua

Pubblicato: 17 gennaio 2011 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois
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Numero settantuno                                                                                         Lunedì 17 gennaio 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

FIAT VOLUNTAS TUA

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

…ma si può ignorare Silvio Berlusconi il quale, poverino, a quanto sembra dalle testimonianze sull’ennesima inchiesta in corso, pagherebbe delle prostitute per sentirlo cantare e per ridere alle sue barzellette? Sì, si può eccome! Anzi si deve perché anzitutto a parlare dell’argomento mi si stringe il cuore pensando che il povero Bondi la stessa cosa la farebbe gratis e invece ai festini ad Arcore non è neanche invitato; in secundis, più importanti delle squallide prodezze del “presidente operaio” ci sono le vicende degli operai veri, specificatamente quelli della FIAT.

Qualche giorno fa, cari posteri, l’amministratore delegato della FIAT, Sergio Marchionne, rimettendosi democraticamente alla volontà dei lavoratori ha posto agli operai la questione della sopravvivenza dello stabilimento Mirafiori in questi termini: “O accettate di lavorare alla catena di montaggio 24 ore al giorno, seduti su un water per evitare la pausa pipì, mangiando grazie ad un funzionale dispenser (ma a scelta via flebo o per chi ha paura dell’ago, tramite clistere) che eroga anche antibiotici e tachipirina per prevenire le malattie (poiché se vi viene la febbre è meglio che sia mortale altrimenti vi arrivano i Nocs a casa), il tutto per un integrazione economica pari al prezzo di un funerale di seconda classe il cui importo per ottimizzare viene versato direttamente sul conto dell’impresa funebre a voi più vicina. Oppure, come alternativa a quanto sopra, io prendo e sposto la fabbrica in Uganda e ci metto a lavorare i sorci di Cenerentola, che mi fanno il doppio del lavoro per un pezzo di formaggio per di più cantando. Decidete voi.”

Hanno vinto i “sì”. La fabbrica resterà in Italia. E per la cronaca, cari posteri, anticipando futuri sviluppi gli operai hanno anche iniziato a prendere lezioni di canto!

I “sì” hanno vinto di pochissimo grazie soprattutto al voto di impiegati e funzionari i quali amando il vintage, che va tanto di moda, hanno pensato che avere regolamenti di lavoro dei primi del Novecento darà alla fabbrica quel tanto di elegante e signorile che fa chic e non impegna.

A questo punto, cari posteri, in attesa che esca il nuovo modello celebrativo dell’evento, cioè la nuova Fiat Cappio (con catene di serie non alle ruote bensì al conducente), viene il dubbio che ad altre aziende possa venire la voglia di adottare lo stesso sistema per cui presto l’industria e l’imprenditoria italiana entreranno nell’era del “O me la dai o scendi”.

Staremo a vedere ma l’importante è essere ottimisti infatti, per fortuna, finché in ogni famiglia di operai ci sarà una donna giovane, e finché avremo un premier disposto a pagare diecimila euro solo per sentirlo cantare o al massimo fare due chiacchiere notturne con Putin quando è in visita nel nostro Paese, gli italiani non avranno nulla da temere.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Chaplin in “Tempi Moderni”: the eating machine.

http://www.youtube.com/watch?v=pZlJ0vtUu4w&feature=related

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