Numero 15                                                                                                           Mercoledì 19 Gennaio  2011

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

LA DEPRESSIONE

Carissimi lettori e lettrici,

questa settimana ho deciso di riflettere su un disagio estremamente diffuso e multiforme: la depressione.

Se ne parla spesso..ci si riflette spesso..la si soffre..ma sarebbe anche utile confrontarcisi! In che senso? Nel senso di iniziare a leggerla come un segnale (che “qualcosa” non va..), piuttosto che come uno stato immutabile di fronte al quale ci sente impotenti!

Anzitutto, va detto che la depressione può esprimersi e svilupparsi a vari livelli di “gravità” e di stabilità, cioè essa può essere uno stato più o meno passeggero (dovuto a fasi di sviluppo, a lutti, separazioni, alla perdita di un lavoro etc…) oppure può diventare cronica ed associarsi ad altri disturbi psichici (ma è questo il caso di cui non tratterò nel presente articolo). Tra questi due livelli, vi è una gamma di modi  molto ampia in cui la depressione può manifestarsi.

Si definisce depressione quello stato in cui il corpo e la mente non sono più in grado di ricevere gli stimoli necessari a provare emozioni e sensazioni vitali. Nello stato depressivo, infatti, avvengono delle modificazioni fisiologiche ben precise, di cui una delle pricipali è l’abbassamento del livello di serotonina (nota come “l’ormone del buonumore”). Ora, non starò qui ad elencare i mutamenti fisiologici che avvengono nello stato depressivo, ma mi interessa comunque accennare all’importanza del corpo e delle sue reazioni anche in questo tipo di vissuto.

La depressione è uno stato in cui ci si sente tristi, maliconici, arresi. Il corpo è praticamente fermo, le espressioni del viso limitate ed esprimono immobilità, tristezza, assenza o richiesta di aiuto. Nella depressione il respiro di una persona è flebile, quasi impercettibile, come se lo spazio per un respiro pieno (di vita, di sé) fosse ridotto. Alle volte, non si riesce a nemmeno a trovare la forza per alzarsi dal letto, sollevare le serrande ed iniziare la giornata! Altri sintomi possono essere ben più gravi (idee suicidarie), altri più impercettibili, ma tutti riguardano l’impossibilità di sentire il movimento e la vitalità del corpo e della mente!

A tutti noi sarà capitato di provare queste sensazioni, magari nell’adolescenza o forse in periodi più o meno lunghi della nostra vita. Ma, come ne siamo usciti? Quale risorsa interna abbiamo utilizzato (anche inconsciamente) per tornare alla vita piena? Rilfettiamoci un attimo e cerchiamo di esplorare le spinte interiori (nostre, personali) che ci mantengono in vita “nonostante tutto”..facciamole nostre, riconosciamole, perchè quelle sono le nostre inesauribili risorse.

Nella vita proviamo dolore, gioia, pienezza, rabbia, frustrazione e quant’altro. Nella depressione tutto questo non lo si prova, ed è proprio questo il problema! Se sento poco o nulla, non trovo nessun motivo per alzarmi dal letto. Ma va anche detto che quando non si sente nulla, si è come anestetizzati ed al riparo da qualunque sensazione piacevole ma anche spiacevole..

Nella depressione è presente una forte sensazione di perdita, come di lutto. Una sensazione di perdita di sé. Essa può essere collegata alla perdita reale di una persona amata (o di una situazione importante, come perdere una casa od un lavoro), a cui era legata una parte del sé che sembra se ne vada assieme alla persona perduta. E questa perdita viene vissuta come incolmabile ed irrimediabile. Ed allora il presente diventa privo di senso, inutile e non merita di essere vissuto. Quando questi pensieri e questa sensazione di vuoto entrano nel nostro stomaco e nella nostre teste, gradualmente ma con grande determinazione dobbiamo riprenderci quella parte di noi che sentiamo perduta per sempre! In che modo? Sperimentandola in nuove “cose”, anche semplicemente cercandola (perchè c’è ed è nostra), poichè quello ci induce già ad un movimento verso noi stessi, che va a riempire quel vuoto che sentiamo. Quando l’immobilità è uno stato insormontabile, bisogna opporvi il movimento, anche piccolo e graduale. Quando le sensazioni sono ridotte e le emozioni  assenti, cominciamo a respirare profondamente: in tal modo ci daremo un importante messaggio e cioè che in noi c’è spazio per la vita e per la pienezza.

Non sempre la nostra vitalità è presente ed al nostro servizio. A volte dobbiamo alimentarla ed auitarla ad uscire. A volte la sentiamo di più, altre molto meno. Cerchiamo però, dentro di noi, le piccole grandi strategie che ci permettono di proteggerla e di ritrovarla.

Il mio più caro saluto

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

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commenti
  1. Salvio ha detto:

    E’ vero, la depressione è una malattia che ti annulla, non si provano più stimoli per andare avanti. Fortunatamente sono guarito grazie ad una psicoterapia cognitivo-comportamentale acquisendo quelle risorse (coping), delle quali si parla nell’articolo, necessarie per affrontare questa terribile nube nera!

    • Dott.saa Emanuela Fasano ha detto:

      Buongiorno Salvio,
      la voglio ringraziare per la sua testimonianza.
      A volte si ha paura di esporsi, altre invece è possibile condividere un’esperienza(come nel suo caso), che può fornire uno spunto importante di riflessione e di speranza.

      Auguri per la sua esperienza positiva e per la sua determinazione

      Dott.ssa Emanuela Fasano

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