Numero settantatre                                                                                       Lunedì 31 gennaio 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

Il canone rai

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che oggi, 31 gennaio, scade il termine per il pagamento del canone RAI. Probabilmente sia l’affermazione che la tassa in sé, per voi della vostra epoca non avranno alcun senso e ciò ci rende più vicini in quanto anche per noi del nostro tempo, in cui il balzello è ancora attivo, esso risulta assurdo e fuori da ogni comprensione.

Con i soldi di questa tassa obbligatoria, che l’utente deve pagare in quanto possessore di un apparecchio TV, la RAI produce alcune delle trasmissioni più volgari e turpi mai concepite da mente umana come la “Vita in diretta” e l’ “Isola dei famosi” che è un po’ come rompere il salvadanaio del proprio figliolo bisognoso di medicine ed usare i soldi per comprare droga tagliata male da barattare con una prestazione sessuale in un portone con una prostituta chiamata “Colosseo” sia per l’età sia per i visitatori avuti!

Ma a parte ciò, cari posteri, il canone diventa realmente immorale quando, a causa dello stato di salute della RAI, esso si può configurare senza dubbio come “accanimento terapeutico” poiché, com’è ignoto solo a chi la dirige, da alcuni anni la TV di Stato versa in condizioni tali che anche i vermi della sua carcassa hanno i vermi!

La cosiddetta “TV generalista” è morta da tempo e grazie al satellite, al Digitale Terrestre (benché sia una truffa) e ad Internet i fruitori creano il palinsesto che meglio credono ovvero chi ha figli ha il televisore inchiodato sui canali dei cartoni e ai genitori è consentito vedere un TG o uno spezzone di film alle tre di notte come i carbonari! Quindi classificare il pubblico come “di RAI 1” o “di Canale 5”, oltre che un errore strategico è un errore di valutazione e di mancanza di rispetto.

La gente cambia, ed ognuno è figlio della propria generazione e spesso i cosiddetti “valori” dei padri si rivelano solo comode convenzioni il più delle volte imposte da una moralità di facciata. In Tunisia, in Egitto e in altri paesi del Mediterraneo la gente si sta ribellando a regimi trentennali che ai padri e ai nonni andavano più o meno bene. Da noi, cari posteri, forse non succederà perché siamo un po’ più accomodanti e perché la Chiesa Cattolica ce l’abbiamo avuta proprio dentro casa ma nulla è per sempre quindi presto o tardi pure questo triste periodo politico si concluderà anche se lo sapremo in ritardo perché, tra le altre porcherie, il canone serve anche per pagare il finto TG di Minzolini!

 

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Renato Zero in “Viva la RAI”, sigla di un’edizione di Fantastico, RAI 1. Ascoltare bene il testo: o all’epoca i dirigenti RAI erano più avanti, autoironici e sicuri del loro potere… oppure non se ne sono accorti!

 

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