Archivio per febbraio, 2011

Malleolo

Pubblicato: 28 febbraio 2011 in "SUPPOSTE DI PRESENTE" di Claudio Fois

Numero settantasette Lunedì 28 febbraio 2011

 

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

MALLEOLO

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che lo shuttle Discovery è partito per il suo ultimo viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale, dopodiché verrà messo in pensione. Da ora in poi, per andare in orbita, agli astronauti sarà richiesta la perfetta conoscenza di Supercalifragilistiche-

spiralidoso!

Ma dall’immensità del cosmo, cari posteri, vi prego ora di seguirmi verso la Terra, ecco, prego entrate pure nell’atmosfera… Ora da questa parte, andiamo verso il suolo, prego, sì, seguite ora la mia testa, ci siamo quasi, mancano circa centottanta centimetri… alt! Grazie per la pazienza, siamo arrivati a destinazione, per la precisione al mio malleolo destro, un piccolo osso di un ancor più piccolo individuo (un peto di mosca nell’universo) che ha avuto un piccolo problema, ma se nel nostro tempo succedono tante cose “grandi”, da segnalarvi, è pure vero che ne accadono altrettante minute non per questo però meno interessanti su cui riflettere. Una è la seguente.

A meno di 48 ore dal mio trasferimento a Milano mi son fratturato il terminale del pèrone, il che mi ha fatto subito pensare ad un sintomo di rigetto da parte della città!

La causa della rottura, cari posteri, è stata banale, per cui onde evitare che (nel caso mi doveste ritrovare e studiarmi come novello Oetzi dell’attuale millennio) vi rompiate, voi, la testa nel fare congetture tipo: “Snowboard estremo” “Fuga da marito geloso” o (un mio sogno) “Calcio in bocca a Fabrizio Corona”, vi rivelo subito che si è trattato di un assai meno avventuroso scivolone su quattro gradini.

Ma ecco la parte interessante. Fin dal momento in cui sono andato al pronto soccorso e poi negli oltre trenta giorni successivi, mi sono reso conto di trovarmi in una rete di solidarietà diffusa, circondato da persone disponibili e gentili che su mia richiesta o spontaneamente mi hanno dato una mano, e molto di più.

Dal canto mio, cari posteri, ho cercato (e di fatto ci sono riuscito) di essere quanto più possibile autonomo nonostante l’impedimento del gesso e delle stampelle, però senza l’aiuto di tutti la questione sarebbe stata ben diversa.

Ecco, cari posteri, questo è tutto. Perdonatemi se dalla Stazione Spaziale Internazionale vi ho portato fin qui ma questa piccolissima storia da lassù era impossibile vederla e spesso, distratti ed avvelenati come siamo nel cambiare questo mondo che non va, rischiamo di non accorgerci di cose così anche stando ad un centimetro di distanza.

Grazie a tutti coloro che mi hanno dimostrato (e quotidianamente dimostrano) che la “gente” non è fatta solo di pessimi soggetti o governanti squilibrati: quelli sono e resteranno sempre la minoranza.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Scena da “2001 odissea nello spazio” (The blue Danube)

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Numero settantasei                                                                                        Lunedì 21 febbraio 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

ZALONE FOR PRESIDENT

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… una buona novella. Prima però è necessario premettere che in Italia la Sinistra (o meglio il PD o ancora meglio l’Opposizione), in questo momento è come Dio, cioè in molti ci credono ma della sua esistenza non ce n’è la prova certa! E come Dio, lascia fare molto al libero arbitrio senza condizionare alcuno. E come Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo, quindi in sostanza è dispersa e frammentata in pulviscolo!

Ebbene, proprio per queste ragioni, fino ad ora la sinistra non ha un leader vero (ed anche i sostenitori iniziano a scarseggiare!) ovvero una persona carismatica e convincente che nelle prossime elezioni possa essere candidato premier e portare lo schieramento alla vittoria. Scartata l’ipotesi di Bersani (attuale segretario di partito) che con la sua dichiarazione: “La Lega non è razzista” ha dimostrato il buon senso ed il realismo di uno che consigliato da Madoff e Calisto Tanzi fa bungee jumping senza elasticone; scartata l’ipotesi di chiunque altro all’interno del PD per manifesti difetti congeniti (ad esempio Rosy Bindi per dimostrare la sua apertura all’eutanasia la eserciterebbe sulla laicità dello Stato. E poi mai più.); scartata anche l’ipotesi del presidente dell’Associazione Masochisti che ha fatto sapere che c’è un limite a tutto!.. Premesso tutto ciò ecco la buona novella di cui parlavo, ossia far sapere al PD che il loro calvario sta per cessare poiché il nome giusto c’è: il condottiero ideale per portare alla vittoria la sinistra alle prossime elezioni (sempre che non vengano definitivamente soppresse prima) altri non può essere che Checco Zalone. Non Luca Medici, il comico che lo interpreta, ma proprio Checco Zalone, il personaggio.

“Che bella giornata”, di cui è protagonista, è un film piuttosto divertente ma il fatto di essere inspiegabilmente diventato il film italiano campione d’incassi di tutti i tempi dimostra ben altro. Proviamo brevemente ad analizzare.

Nel film Checco è colui che si può permettere di sbeffeggiare dal terrorismo internazionale alla Lega ai poteri quali Chiesa e Forze dell’Ordine non solo senza subire conseguenze ma anzi, alla fine, venendo pure premiato con l’Amore.

Nella sua ingenuità scombina l’ordine costituito e nonostante la sua totale assenza di cultura “vince” laddove gli altri falliscono, insomma ci vendica dei soprusi dell’ “Autorità”, e ci riscatta tutti. Per di più facendoci sentire superiori poiché, ignorante irriducibile, è peggiore di noi quindi non ci fa sentire inadeguati. E’ pulito di sentimenti e di cuore e se ogni tanto va fuori dai binari dell’illegalità è solo per la simpatica italica arte di arrangiarsi insita nel suo/nostro DNA. Ben oltre 40 milioni di euro di incasso. E di tutto questo bacino di elettori potenziali, non è il caso di approfittarne?

Insomma cari posteri, io alla sinistra la “dritta” l’ho data: Zalone for president e gli avversari, una risata li seppellirà!

 

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Checco Zalone in ”La taranta del centrodestra”.

http://www.youtube.com/watch?v=9_eeF5I0Dz4

 

L’arcobaleno dentro casa

Pubblicato: 18 febbraio 2011 in MAKKE Bon Bon, MAKKE Kuisine

Numero 04                                                                                                          Venerdì 18 Febbraio 2011

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

L’arcobaleno dentro casa

(Alessandra Buonasorte)

Adoro avere la casa piena di amici, mi piace che a casa mia si sentano liberi di fare quello che vogliono, aprire il frigo, preparare da mangiare, occupare il mio divano leggendo i miei fumetti, restare fino a tarda notte, presentarsi con gli ingredienti per un dolce che vogliono io prepari per loro. A me tutto ciò piace molto, e, a giudicare dalla frequenza con cui ciò accade, piace molto anche a loro !

Il 1 novembre 2010 è uno di quei giorni in cui difficilmente riesco a capire quante persone passano per casa: è un viavai di gente, chi arriva e chi va, chi passa nel pomeriggio, chi arriva per cena, chi più tardi; qualcuno si prepara una cioccolata calda, qualcuno inizia a pensare alla cena, qualcuno apparecchia, qualcuno stappa una bottiglia di vino : oggi è il compleanno di Pietro, il mio amico siciliano, un compleanno importante, sono 40. E  allora dobbiamo festeggiare con qualcosa di speciale, di diverso dal solito, che colpisca il gusto e la vista.

Io fin dal primo pomeriggio sono ai fornelli, oggi mi dedico ai cupcakes, quei piccoli dolcetti a forma di muffin decorati con la glassa colorata, ogni muffin diverso dall’altro.

Una volta preparati i muffin (secondo la ricetta precedentemente pubblicata : le 4M ! ) è necessario creare la glassa con cui dovranno poi essere decorati : impresa non da poco, dato che la glassa, formata da zucchero a velo e albumi, assume consistenze diverse a seconda della quantità di zucchero a velo utilizzata.

Comincio con le dosi minime necessarie : 400g di zucchero a velo e 2 albumi. Mescolo a mano con la frusta e provo a decorare il primo muffin : la glassa scivola giù che sembra acqua fresca di fonte ! Non demordo, aggiungo ancora zucchero a velo, e ancora e ancora, fino a raggiungere una consistenza simile a quella del pongo. Et voilà ! La glassa, versata con una tasca da pasticceria, prende la forma che io di volta in volta gli faccio assumere. Evviva, ce l’ho fatta !

A questo punto viene la parte più divertente, quella che tutti, ahimè, stanno aspettando : la colorazione della glassa !

Ognuno, povera me, vuole dire la sua : quello fallo rosso, chiede l’amica passionale! Io ne voglio uno verde che sembri un albero di natale, arriva dall’altra stanza la voce del mio amico romano! Oggi è il mio compleanno (dice Pietro), ne voglio uno rosso con un cuoricino di cioccolata ! Io invece ne voglio uno psichedelico (dice l’amica alternativa) ; io uno bianco con i cuoricini di zucchero, esclama Benedetta !

E io accontento tutti………e anche se ho le mani verdi come gli alieni, la faccia blu come puffetta, il piano di lavoro di tutti i colori, sono felice. Che bel compleanno Pietro !

Questa volta mi sono lasciata prendere un po’ dall’entusiasmo, e ho voluto mettere più foto, spero sia cosa gradita !

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

Alessandra Buonasorte,

per passione Buonetorte

Ricetta dei cupcakes

****** INGREDIENTI ******

Muffin (secondo la ricetta del primo articolo pubblicato)

Zucchero a velo 400g (dose minima)

Albumi 2

Succo di limone

Per aumentare la consistenza aggiungere soltanto zucchero a velo, non altri albumi.

****** PREPARAZIONE ******

Sbattere lo zucchero a velo con gli albumi e un goccio di succo di limone, lavorando a lungo l’impasto con la frusta manuale. Una volta raggiunta la consistenza desiderata, versare poche gocce di colorante alimentare e mescolare fino a ottenimento del colore desiderato. Alla fine versare il tutto sui muffin utilizzando una tasca da pasticceria. Mettere in frigo a solidificare.

****** DECORAZIONE ******

Le possibilità di creazione dei cupcakes sono più o meno, all’incirca, se ho fatto bene i conti, approssimativamente, arrotondando per difetto, INFINITE! Quindi il suggerimento che mi sento di darvi è: usate la vostra fantasia, mescolate i colori tra loro, siate pazzi, divertitevi, osate! E che la festa cominci!

****** ABBINAMENTO VINO ******

Per questi cupcakes consiglio un Eleusi di Roccamonfina di Villa Matilde, che bene si abbina con l’estrema “dolcezza” di questi dolcetti.

Bon Bon appètit

Numero 19                                                                                                          Mercoledì 15 Febbraio  2011

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

L’AMBIVALENZA

Carissimi lettori e lettrici,

quest’oggi parleremo di un sentimento “tabù” particolarmente controverso: l’ambivalenza.

In realtà è riduttivo definire l’ambivalenza come “un” sentimento, poiché questa è proprio l’unione di due sentimenti che, in conflitto tra loro, si esprimono assieme!

Ambivalente è una persona che prova ed esprime due sentimenti contemporaneamente e questo avviene, molto spesso, attraverso il linguaggio non verbale (di cui già abbiamo parlato negli articooli precedenti). Il fatto che essa venga “allo scoperto” non dichiaratamente, ma tramite espressioni, atteggiamenti, movimenti più o meno sottili, avviene perchè in questa opposizione tra sentimenti non c’è spazio per l’elaborazione (magari perchè riguarda sentimenti inammissibili) e, in generale, dove non c’è elaborazione l’energia di un sentimento o di una emozione viene fuori (si scarica, viene espressa) tramite l’azione.

Ad esempio, una madre che ama totalmente il figlio, può provare per lui anche rifiuto a causa della fatica e dell’impegno che l’accudimento del figlio, in quel periodo, le richiede. Per questa madre (non sempre e non per tutte), può risultare difficile ammettere a sé stessa il sentimento di rifiuto verso l’amato figlio. E questo per moltissimi motivi che non staremo qui ad elencare né a giudicare. Fatto resta, che anche solo nello sguardo e nelle modalità di acudimento del figlio, la mamma esprimerà (inevitabilmente) questo doppio sentimento. Questo esempio, può essere riportato a qualunque situazione relazionale e, pensandoci un po’, credo che tutti ne abbiamo fatto esperienza in varie misure.

Ora la questione è: perchè il conflitto a volte ci risulta inammissibile? Perchè non possiamo esprimerlo a nessuno e nemmeno a noi stessi?

Entrare in contatto con un conflitto, vuol dire dover “uscire allo scoperto”. E questo non è sempre possibile. Ma è sempre possibile poter dosare il modo in cui lo si tira fuori. Già il poter ammettere con sé stessi che una data persona o situazione creano sentimenti opposti tra loro, è un passo enorme verso il superamento del conflitto stesso. La possibilità di integrare amore e odio, gioia e dolore, è un movimento che ci porta ad accettare la vita nella sua drammatica e bellissima contraddittorietà.

L’ambivelenza gioca il suo ruolo proprio nell’impossibilità di accettare che in noi possano convivere sentimenti opposti. Come se dovessimo sempre scegliere una strada piuttosto che un’altra, senza darci nemmeno il tempo di sentire quali sensazioni questa strada genera in noi.

Gli opposti possono essere integrati accettando il fatto che essi sono parte della nostra natura. Una natura, quella umana, fatta di fasi discontinue e sorprendenti, di oscillazioni inaspettate ma proprio per questo dolorose, gioiose ed arricchenti.

Siamo movimento, e quando pretendiamo troppa coerenza e continuità vuol dire che ci stiamo fermando. Vuol dire che stiamo dando “ragione” alle nostre paure. Insegnamo alle nostre paure che è quando stiamo troppo “fermi” che dobbiamo avere paura e che il movimento e la contraddizione sono parte della nostra apertura al cambiamento.

Dunque l’ambivalenza è forse anche frutto di una non accettazione (perchè forse è davvero doloroso accettarlo..) delle nostre contraddizioni interne.

Il mio invito, è quello di dare più credito a sé stessi senza giudicarsi troppo severamente.

Buona settimana a Tutti Voi

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

 

 

Numero settantacinque                                                                                 Lunedì 14 febbraio 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SE NON ORA, QUANDO?

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che alla fine, in Egitto, benché il dittatore Mubarak avesse fermamente dichiarato che sarebbe rimasto al suo posto, la popolazione in rivolta l’ha costretto a dimettersi. Chissà se il popolo egiziano fa servizio anche presso altrui nazioni!..

Sarà l’aria del Mediterraneo ma anche in Italia il malcontento serpeggia e nell’appena trascorso week-end si sono svolte ben due manifestazioni contro Berlusconi, di cui una del Popolo Viola, con pentole e coperchi per “fare rumore”, ed un’altra come crociata in nome della calpestata dignità femminile da parte del Premier dal titolo: “Se non ora quando?”. In effetti non c’era occasione migliore poiché non avendo più pentole a casa per via dell’iniziativa del Popolo Viola le donne non potevano stare al loro posto a cucinare!

Questa battutaccia maschilista, cari posteri, è un po’ provocatoriamente il contraltare dello spirito della manifestazione, poiché quando si parla di “generi” (maschile -femminile) si rischia sempre di andare un po’ fuori strada.

La domanda è: perché le donne dovrebbero manifestare contro Berlusconi in quanto donne? Non è meglio sottolineare quanto quest’uomo sia bugiardo a tal punto da giurare sulla testa dei suoi figli di non aver mai pagato una donna per fare sesso?

E non è forse meglio manifestare “unisex” contro quest’uomo che come difesa per l’accusa di concussione pone l’argomento di aver creduto che una fosse la nipote di Mubarak solo perché gliel’ha detto lei stessa? Diciamo che basterebbe questo per non affidare all’attempato brianzolo non solo il nostro Paese ma neanche la nostra auto! Se tanto mi da’ tanto, sarebbe capace di mollarla alla Banda Bassotti, completi di mascherina e grimaldelli alla cintola, solo perché gli dicono che devono andare a fare una cura di sabbiature a Cortina!

Insomma, io solo perché ho un pene non mi sento affine a maschi come Calderoli, Borghezio, Sallusti, Belpietro e gentaglia di questa risma, tanto più che a ben vedere io ce l’ho nel basso ventre loro alla sommità del collo! Perciò, al contrario, nel momento in cui un Presidente del Consiglio è un puttaniere come una gran massa di uomini (tra cui sposati, padri, preti, ecc…) la protesta contro la sua considerazione delle donne è quantomeno impropria.

Tutto è sacrosanto per cacciare via quest’uomo che tanto danno ha fatto alla nazione, certo, e ben venga ogni mezzo per far sentire al povero infelice che è disprezzato da tanti, ma nelle cose ci vuole coerenza e precisione. Per cui “Se non ora, quando?”: in qualunque altro momento si può fare un Female Pride ma contro Berlusconi ci sono argomenti più forti e più puntuali che vanno portati avanti da cittadini, da “popolo” non da “uomini” o “donne” altrimenti, al contrario di come è successo per Mubarak, si rischia davvero che lui resti là e noi si dia tutti le dimissioni!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: (consentitemi l’ironia) Tognazzi e Vianello. Brano da “La donna che lavora”: la mondina e la mondana.

 

Numero 18                                                                                                          Mercoledì 9 Febbraio  2011

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

LA SPIRITUALITA’

Carissimi lettori e lettrici,

oggi parlerò di un argomento che riguarda una delle inclinazioni più antiche (e tutt’ora sopravvisute) dell’uomo: la spiritualità. Parlo di inclinazione perchè essa, nel tempo, si è manifestata in una tale molteplicità di forme, individuali e collettive, da non poter essere facilmente “definità”, ma sicuramente individuata come un processo a cui l’uomo tende da sempre.

Partendo da un concetto bioenergetico, A. Lowen parla di “spiritualità del corpo” ed associa il processo spirituale dell’uomo al corpo (spiritualità incarnata) ed alla psiche. L’autore dice che tale processo ha radici tanto nel corpo fisico quanto nelle facoltà di pensiero “superiori” e che l’incontro tra queste due dimensioni, avviene lì dove ci si può “abbandonare” al flusso della vita intesa come vitalità, piacere e connessione con l’esterno. In poche, semplici parole la bioenergetica relega la sfera spirituale all’integrazione corpo-mente-emozione.

Nel corso dei secoli, la spiritualità è sempre stata la tensione verso qualcosa che l’uomo riconosce dentro di sé e fuori di sé, difficile da circoscrivere ad un solo oggetto, luogo o entità. E’ il sentirsi parte di “qualcosa di più grande di noi”, pur sentendo dentro di noi una parte di quel “qulacosa”.

Ora, non starò qui a soffermarmi sulla storia delle religioni o delle credenze umane. Mi preme piuttosto di parlare, in linea generale, della vocazione umana alla spiritualità.

La fede nasce dalla sensazione che qualcosa che si ha dentro appartenga ad una entità esterna e si sviluppa quindi sul bisogno di ricongiungersi o comunque di connettersi a quest’ultima.

Da qualunque punto di vista vogliamo pensarla, possiamo rintracciare nel processo spirituale un elemento innegabile che è quello dell’appartenenza ad un sistema di cui l’individuo fa parte e che si “muove” anche al di fuori della sua volontà. E’ quindi l’appartenenza ad un sistema che difficilmente da soli possiamo dirigere o controllare, ma che ci riguarda nella misura in cui nasciamo già immersi in tale sistema.

La crisi spirituale dei nostri giorni, è sintomo di una grande sfiducia in tale sistema. Il bambino ha fede poiché ancora privo delle sovrastrutture dell’adulto. L’adulto, dal canto suo, può restare “intrappolato” nell’aspetto pratico della vita, a dispetto di quello spirituale, sentendosi terribilmente isolato.

Tra le funzioni positive della spiritualità, v’è anche quella di far sentire l’individuo meno solo poiché parte sempre e comunque di qualcosa. Sentirsi connessi ad un’energia, un’entità etc.. più grande di noi, ci fa sentire che il nostro movimento interiore è connesso ad un movimento esteriore che dunque diviene la nostra realtà.

La perdita della spiritualità implica, in tal senso, un sentimento di isolamento e di autodeterminazione che, molto spesso, può diventare molto pesante e responsabilizzante; se penso che determino la mia vita al cento per cento, me ne sentirò schiacciata. Se invece penso che a determinare la mia vita, ci sia io (con tutta la mia volontà, i miei progetti, la mia determinazione etc…) assieme agli avvenimenti esterni, mi predispongo ad accettare anche che le cose possano non andare esattamente come le ho pensate, senza per questo farmene una colpa e sentendomene interamente responsabile. Ovviamente la spiritualità non è “pensiero magico”, ma connessione. Connessione tra moti interiori ed estriori, tra bisogni individuali e collettivi, è connessione tra ciò che sappiamo e ciò che non conosciamo: in tal senso, è anche apertura all’ignoto, a ciò che non conosciamo ma che sentiamo ci può arricchire. Aprirci allo “sconosciuto” sentendo che qualcosa ci accomuna ad esso, è un passo importante verso la nostra apertura. Non temiamo ciò che non conosciamo, ma diamoci la possibilità di esplorarlo nella misura in cui questo ci è possibile, per arricchire il nostro bagaglio interiore.

Vi auguro una splendida settimana

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

Numero settantaquattro                                                                               Lunedì 7 febbraio 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

 

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

MASTURBAZIONE

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… di un deputato del PdL, tale Simeone Di Cagno Abbrescia, che durante la votazione per la fiducia al ministro Bondi esplorava con il proprio I-Pad un sito di escort. Evidentemente cercava una sostituzione degna nel caso Bondi fosse stato sfiduciato!

A guardare da fuori il nostro Paese (e gli osservatori stranieri lo fanno spesso con i loro figli minacciandoli che se non mangiano tutta la pappa diventano cittadini italiani) sembrerebbe che la tradizionale italica focosità in questo periodo sia ancor più accesa tanto che se qualcuno inventasse un dispositivo per convertire il movimento dei lombi in energia, il Kuwait chiuderebbe. Invece, per dovere di cronaca nei vostri confronti, cari posteri, dobbiamo assolutamente rettificare poiché la pratica che in questo momento va per la maggiore in Italia non è il rapporto sessuale completo ma le pippe.

Ebbene si, cari posteri, premesso che l’onanismo è una delle più belle invenzioni che sia mai stata concepita dalla multinazionale degli orologi da polso con la ricarica a movimento, il fatto è che la masturbazione è seducente a tal punto che si rischia poi di accontentarsi solo di quella ed attualmente a livello di scontro di ideologie in Italia pare che siamo messi così.

Da un po’ di anni a questa parte, soprattutto da quando Facebook è diventato più indispensabile di un bagno a meno di dieci metri per Cristina Chiabotto, gli italiani si sono sostanzialmente bloccati in due fazioni e chiunque esprima un’opinione si trova immancabilmente a parlare a chi e con chi è già d’accordo (più di un cacciatore che ha osato affacciarsi in un gruppo anticaccia su Facebook, già al secondo post era stato impalato con erbe officinali e poi infuso in una tisana calmante).

Quando il Presidente del Consiglio interviene telefonicamente in una trasmissione televisiva per insultare il conduttore, ovviamente non pensa di convincere chi gli è contro ma parla ai “suoi” che già sono convinti e che anche se lo vedessero in ceppi remare nella pancia di un galeone direbbero che è una vittima. Insomma proprio come nella masturbazione non si cerca uno scambio con l’ “altro”, anzi lo si rifugge proprio.

E’ bellissimo ascoltare Saviano che arringa la folla e ringraziare il cielo che esista (sia la folla che Saviano) ed è bellissimo vedere Michael Moore che dice la verità sull’11 settembre o Sabina Guzzanti che rivela lo squallore e le magagne della ricostruzione dell’Aquila però poi la sensazione è che tutto resti come prima, che nulla si muova…

Ecco, cari posteri, questo è quanto vi dovevo perché in voi non si creasse un’errata percezione in merito alla pratica sessuale degli italiani in questo periodo anche se è sempre meglio il sesso solitario che niente del tutto e non è detto che tra un po’ non si esca dal bagno e si faccia riposare la mano!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

P.S. ad onor del vero il Popolo Viola propone azioni ed iniziative pratiche che se non sono proprio “sesso” hanno almeno l’aspetto di “petting intenso”!

Link consigliati: scena da “Anything else” e “Io e Annie”– di Woody Allen.