Numero 17                                                                                                           Mercoledì 2 Febbraio  2011

MA LA MENTE, MENTE?

Rubrica di psicologia con l’obiettivo di fornire spunti per riflettere sulle possibilità negate di ritrovare l’energia insita nella spontaneità e nella naturalezza di ogni essere umano, e stimolare riflessioni e curiosità sul rapporto che l’individuo ha con la propria mente e il proprio corpo.

L’INTUIZIONE

Carissimi lettori e lettrici,

in questo diciassettesimo appuntamento ho deciso di trattare una “dote” umana di cui si parla davvero poco: l’intuizione. Possiamo definire l’intuizione come un movimento interno che, al di là del ragionamento logico e cosciente, genera in noi una consapevolezza.

Molto spesso questo meraviglioso meccanismo (l’intuito) viene lasciato in disparte, come se ciò che realizziamo dentro di noi dovesse sempre avere delle basi logiche che ci permettono di comprendere in termini di causa-effetto gli avvenimenti interni ed esterni.

L’intuizione nasce da una serie di percezioni e raccoglie informazioni con una modalità completamente differente da quella “mentale”: siamo di fronte ad un meccanismo che si muove sui binari della sensibilità (insita in ognuno di noi) e che su questi binari raccoglie informazioni in un modo in cui la nostra mente non è abituata a fare! Il livello mentale e quello intuitivo non si escludono l’uno con l’altra, ma sicuramente ci appartengono entrambi. E’ che siamo, anche culturalmente, abituati ad usarne soltanto uno (quello logico-mentale) e a dare credito solo a quello. Per spiegare meglio la differenza tra i due livelli, basti pensare che in ogni momento della nostra vita siamo sottoposti a centinaia, migliaia di stimoli e che, ai fini della concentrazione (e non solo), il nostro corpo opera una selezione degli stimoli riducendoli numericamente. Seleziona il numero di stimoli cui possiamo prestare attenzione. E quelli che escludiamo, che fine fanno? In che modo ci “influenzano”? Il livello sensoriale e percettivo, è ben più aperto e capiente di quello attentivo (dell’attenzione), e registra molti più movimenti e stimoli di esso. Solo che questi ultimi non verranno registrati in una memoria cosciente ma andranno a costituire una memoria corporea.

Portiamo con noi e recepiamo una enorme quantità di informazioni (sin dall’inizio della nostra vita) che creano una sorta di “seconda mente” la quale è in grado di metterle assieme e di fornirle chiaramente alla coscienza sotto forma di quel processo che è l’intuizione. La difficoltà a dare credito a ciò che intuiamo, è anche conseguente alla pretesa che quello in cui crediamo debba essere una verità assoluta. E invece, è semplicemente la nostra verità. L’intuito è intriso di elementi della nostra personale storia, oltre che di elementi comuni alla storia dell’umanità..e a volte, dobbiamo anche fidarci un po’ più di noi stessi e permetterci di “indagare” anche ciò che sentiamo e che non sappiamo ancora spiegarci.

L’intuizione è connessa anche con la risonanaza. Noi “risuoniamo” (cioè entriamo in risonanza) con sensazioni che sono presenti dentro di noi. Ad esempio, se abbiamo avuto di recente un cambiamento positivo, risuoneremo molto di più con il cambiamento positivo delle persone che ci circondano. In poche parole, “sentiamo”e partecipiamo profondamente (più o meno coscientemente) avvenimenti esterni che sono stati parte della nostra storia. Ma di questo, parleremo più approfonditamente in un altro articolo.

L’intuizione può esprimersi a vari livelli e con vari “linguaggi”, come quello onirico oppure sotto forma di immagine mentale e in numerosi altri modi. Questo dipende da moltissimi fattori, tra cui quanto siamo “allenati” ad accogliere ciò che proviene dal nostro mondo interiore. Non dobbiamo sforzarci di seguire solo la logica razionale e culturale o soltanto le nostre intuizioni. Siamo forniti di entrambi ed abbiamo un grandissimo vantaggio: poter connettere queste due capacità. L’una senza l’altra ci fa vivere senza una parte importante del nostro modo di essere! Diamoci più “credibilità”, con la certezza che possiamo sempre fidarci di noi, anche nella possibilità di sbagliare…

Vi auguro una settimana ricca di intuizioni!

Dott.ssa Emanuela Fasano

 

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