Numero ottantasette                                                                     Lunedì 4 luglio 2011

 

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

INVIDIA

Cari posteri ‘o fatto è chist’, statemi a sentire…

Gli ultimi aggiornamenti relativi al caso Dominique Strauss Kahn, ex presidente del Fondo Monetario Internazionale accusato di aver stuprato una cameriera d’albergo, riportano che l’uomo è stato al momento rilasciato perché forse il fatto non sussiste. E questo, cari posteri, noi contemporanei non glielo possiamo perdonare.

Tutt’altro che distaccati dalle umane emozioni e lungi dall’essere passati spiritualmente di livello rispetto ai nostri avi, noi del nostro tempo siamo ancora animati da spinte primitive e senza dubbio l’invidia è uno dei sentimenti più forti (e meno confessati) che albergano i nostri cuori a tal punto che spesso la felicità non è tanto nel possedere qualcosa quanto il sapere che il tuo vicino non ce l’ha.

La notizia che Strauss Kahn, da colpevole che era all’inizio, forse adesso sia diventato addirittura la vittima dà a quella infinitesima parte garantista dentro di noi una certa letizia ma alla restante parte invidiosa suscita più o meno l’istinto omicida che pervade la seconda classificata a Miss Italia quando dicono il numero dell’altra.

Le immagini che ritraggono in manette uno degli uomini più potenti della Terra (per di più con la faccia da vecchio satiro), è stato un evento capace di accomunare genti tra le più disparate e distanti per ceto, età e nazionalità il cui cuore ad un certo punto ha battuto all’unisono colmo di soddisfazione che neanche nello spot della Coca-Cola degli anni ’70. In Italia, poi, la notizia che era andato in galera un anziano miliardario per scandalo sessuale ha fatto risvegliare dal coma in parecchi salvo poi scoprire che non era quell’anziano miliardario.

Sicuramente anche Strauss Kahn (per sentirsi ancora un “maschio alfa”) ha agito in preda all’invidia e in questo caso, da maschio eterosessuale della specie, non del pene secondo la (discutibile) teoria freudiana ma, all’opposto, invidia del soggetto de “l’origine du monde” di Gustave Courbet che le donne hanno in dotazione col modello base. Ciò non toglie però, che i punti di contatto tra lui e noi comuni mortali alle prese con la quotidiana fatica per la pagnotta si limitino a questo pertanto non è carino da parte di Strauss Kahn essere ricco, potente, famoso ed anche innocente.

Staremo a vedere come finirà, sperando naturalmente non tanto che giustizia trionfi ma che il signor Kahn si metta una mano sulla coscienza, confessi anche il falso e vada dentro per lenire un po’ l’insoddisfazione di noi che passiamo la vita ad affannarci per la sopravvivenza e che aneliamo tutti i giorni di vedere un ricco piangere.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois


Link consigliato: Giorgio Gaber “Il pelo”.

http://www.youtube.com/watch?v=YbmnaHeC6pM&feature=related

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