Numero novantaquattro                                                                                Lunedì 15 agosto 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

 STACCARE LA SPINA 

E dunque, cari posteri…

Questo che vi accingete a leggere è solo un frammento perché l’estate è in genere un momento dell’anno in cui si coglie l’occasione per staccare un po’ la spina. Infatti tramite la manovra finanziaria approvata qualche giorno fa, il governo italiano probabilmente la staccherà all’Accademia della Crusca ed i maligni dicono che sia perché la tutela della lingua italiana costituisce un’offesa a Renzo ed Umberto Bossi i quali, com’è noto, hanno l’elettroencefalogramma come la pianura Padana a loro tanto

cara: piatto. E’ successo raramente che in estate il Parlamento non abbia goduto delle meritate ferie prendendo un po’ di tempo per sé dopo un faticosissimo anno passato ad occuparsi dell’estinguendo Presidente del Consiglio (o, com’è noto nell’ambiente internazionale dei suoi pari, “dead premier walking”) ma stavolta la crisi economica è grave davvero e per risolverla hanno invitato i cittadini a stringere la cinghia. Possono star sicuri che tutti noi faremo volentieri questo sforzo, ci basterà immaginare il suddetto accessorio di pelletteria intorno al collo di lor signori.

Comunque, cari posteri, anche quest’anno siamo arrivati a Ferragosto, che per i più fortunati è il giro di boa delle vacanze (iniziate il 14 e che termineranno il 16 del mese) mentre per i meno agiati è stata un po’ più dura infatti per prendere il sole si sono dovuti accontentare di un app sull’I-Phone.

Io dal canto mio, se vi può interessare, per staccare la spina ho scelto il silenzio, un elemento di cui se ne trova sempre meno in giro, tanto che ho dovuto rivolgermi a qualche spacciatore.

Ebbene sì, cari posteri, non vi sorprenda sapere che nel nostro tempo dove la comunicazione è un po’ come una Ferrari lanciatissima a 300 chilometri orari, senza però sapere dove cazzo andare, il silenzio già sostanza poco gradita e tollerata, diventi presto definitivamente proibita. Evitare di tanto in tanto di rispondere al cellulare, leggere un libro, non accendere la TV, né farsi penetrare dal rombo dell’automobile è un piacere sottile, che permette di fermarsi un attimo col cervello, quanto basta per elencare qualche buon proposito per la stagione a venire e ricaricarsi perché, non crediate, il lavoro da fare è ancora tanto e per non fare proprio del tutto una brutta figura con voi discendenti dobbiamo essere in forma.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Simon e Garfunkle “The sound of silence”

http://www.youtube.com/watch?v=4zLfCnGVeL4&feature=fvst

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commenti
  1. Claudio Fois ha detto:

    Ciao. Grazie anzitutto della replica e del cauto ottimismo!
    Direi che in effetti siamo più artigianali degli Stati Uniti (esemplificativo è il film sullo scandalo Enron, titolo in italiano omonimo, del 2005) che fa capire bene come gli “ammerecani” gestivano(scono) i soldi che esistono solo come numeri.
    Sul belli o brutti diciamo che siamo “un tipo” perchè il nostro difetto maggiore è la furbizia che da una parte ci porta ad essere evasori, truffaldini, sottobanchisti, ecc., dall’altra questo ci permette di avere un gruzzoletto nascosto che per un po’ ci consente di non rinunciare a ristorante e macchinone. In sostanza restiamo però sempre gente che alla fine ha Bossi e Calderoli al comando, quindi siamo un popolo destinato ad essere comprato dai Cinesi che, come dici tu, al momento hanno in mano spina, presa, interruttore e tutto l’impianto elettrico!
    Ciao!
    Claudio

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