Numero cento                                                                                                    Lunedì 19 settembre 2011 

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

 

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

PERMETTE UNA PAROLA

E dunque, cari posteri…

Ascoltando le repliche degli onorevoli Santanché e Giovanardi ad un’affermazione della cantante Madonna, i più disattenti e sbrigativi sono stati presi dal desiderio di farli prendere a calci da Pistorius o, soffocando la ripugnanza di toccarle con le mani, incartarli con le pagine di Libero. E’ giusto, è naturale, e pure voi, cari posteri, guardando le cronache e qualche filmato di supporto dei due individui in questione potreste facilmente pensare che si tratti di due maschere allegoriche inventate dalla nostra civiltà per farci sentire tutti più intelligenti, più sensati, più perbene, insomma migliori. E mi rendo anche conto che pur sembrando in tutto e per tutto due pupazzi (di cui l’esemplare femminile, tra l’altro, rabberciato alla peggio con dovizia di colla a caldo) vi risulterà difficile credere che Giovanardi e Santanché siano invece due personaggi che nel nostro Paese hanno cariche pubbliche con tutto quel che ne consegue. Certo, la loro la presenza basterebbe per giustificare la spinta all’autodistruzione del genere umano, (per cui se l’avessimo fatto, cari posteri, e vi trovaste oggi a vivere nel sottosuolo con la superficie preda di ratti, blatte e operatori di call center, ora capite che avevamo un’attenuante) ma il fatto che persino loro possano esprimersi è un bellissimo segno di libertà e democrazia.

E questo è il punto, cari posteri: a differenza di quanto la ragione sarebbe portata a concludere, avere concittadini quali i due figuri in oggetto o Bossi o Castelli o Capezzone è per noi italiani un grande privilegio poiché soffocando il moto naturale di scaraventarli nell’umido non appena aprono bocca anche solo per sbadigliare noi abbiamo la possibilità di fare una scelta diversa, cioè ignorarli.

Perché ci accaloriamo tanto contro affermazioni senza senso anziché minimizzarle, deriderle e di conseguenza causarne la scomparsa dal mercato senza repressione, ma in modo naturale, così, come è successo per le ghette? Stesso dicasi per film come l’ultimo capolavoro di Ezio Greggio, “Box Office 3D” (che è stato proiettato nientemeno che alla Mostra del Cinema di Venezia a causa di un piccolo disguido poiché l’accordo era che l’opera fosse presente, sì, al Festival ma fuori, sulle bancarelle nei DVD pirata): per far cessare l’offerta, basta non fare la domanda.

Insomma, cari posteri, chi sente il dovere civico di cambiare le cose sa cosa può fare, ossia lavorare sodo per cambiare il gusto e l’intelligenza medi dei nostri connazionali così che una Santanché o un Giovanardi non abbiano più ragion d’essere e perché la libertà di parola sia preservata e ben conservata per sempre ma soprattutto abbia una delle più belle sale nel museo degli ex diritti umani dopo che la Cina avrà acquistato l’Italia.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois


Link consigliato: Mai dire Banzai, ovvero quando i cinesi ci facevan ridere.

Oh, amici orientali, io sono sempre stato “anti”, eh!..

http://www.youtube.com/watch?v=m-BO6SU3h_8

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