Archivio per ottobre, 2011

Numero centosei                                                                                              Lunedì 31 ottobre 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

E’ UN RAFFREDDORE

 E dunque, cari posteri…

Qualche giorno fa una mozione votata alla Camera ha cancellato definitivamente l’insano progetto del Ponte sullo stretto di Messina con la conseguenza che la Mafia ha chiesto una lettera di intenti al governo per un piano di rientro del mancato guadagno. Comunque, per qualcuno che c’è rimasto male, altri sono stati contenti come ad esempio La Russa che per festeggiare il risparmio di parecchi miliardi ha acquistato diciannove Maserati blindate per trasportare altrettanti generali. Considerato che gli Arbre Magique erano in omaggio e calcolando poi che per coprire la puzza di marcio ce ne son voluti una tonnellata, alla fine i bolidi son venuti via praticamente regalati.

E mentre la Natura s’accanisce sul nostro mondo per cui la Liguria è stata colpita da un’alluvione con grosso sgomento di tutti, ed in Turchia un terremoto ha causato centinaia di morti dove i media hanno reagito con un unanime e sentito: “Ah sì?”, all’interno del PD c’è in atto una summa di entrambe le catastrofi poiché un giovane di nome Matteo Renzi vuole svecchiare la dirigenza proponendo nomi freschi e più moderni sistemi per mandare a picco il partito in modo innovativo e fantasioso.

Ma la cosa notevole che sta per accadere a breve, cari posteri, è la perdita in contemporanea di migliaia se non milioni di posti di lavoro a causa di Silvio Berlusconi.

Ebbene sì, tra poco il patetico pene col premier intorno finirà la sua parabola trascinando con sé la folla di satirici, vignettisti, battutari, blogger, autori improvvisati o professionisti che rimarranno a spasso e purtroppo senza neanche la soddisfazione di essere stati la causa della fine di questo orribile, mortificante periodo storico.

A leggere le riviste di satira come la versione attuale del “Male”, l’inserto del “Fatto” o il neonato “Ruvido”, oppure consultando Spinoza sul web o guardando gli ultimi sprazzi di satira in TV ci si rende conto che il materiale di partenza è sempre il Cavaliere, che ahinoi non è vittima della satira ma ne è il motore immoto da vent’anni. Per carità, è giusto provarci e tenere duro, ma quando cadrà o se ne andrà lo farà da solo, perché se non è accaduto finora dopo tutto quello che ha detto e fatto vuol dire che l’Italia e gli italiani sono davvero diversi da ogni altro popolo “normale”. C’è un vecchio detto, cari posteri, per cui il raffreddore “se lo curi dura una settimana, se non lo curi dura sette giorni” ed infatti per quante ricerche la scienza abbia effettuato, non ha ancora trovato il sistema per sconfiggerlo. E questo è Berlusconi. Non, come erroneamente dicono i più strenui detrattori, una metastasi del nostro paese o una cancrena che ha attaccato la nostra cultura fino a necrotizzarne le radici, bensì un semplice raffreddore: nessuno è immune, non è grave per cui lo si prende sotto gamba, si sopravvive pur con tutti i disagi che comporta, è contagioso, odioso, imbarazzante ma soprattutto non c’è rimedio. Comunque come ogni raffreddore per fortuna passerà e ringraziando il cielo non mancano molti starnuti. Etcì! Eccolo…

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois.

Link consigliati: Un classico di Totò (da “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”)

http://www.youtube.com/watch?v=JLjaVD5OV3g

“La morte dell’impiegato” di Anton Cechov

http://digilander.libero.it/dlpasquale/cechov.pdf

Numero 18                                                                                                          Venerdì 28 Ottobre 2011

MAKKE Bon Bon 

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

♫“Basta un poco di zucchero, e la pillola va giù, la pillola va giù, tutto brillerà di più” ♫

(Alessandra Buonasorte)

Nella memoria del telefonino ho salvato varie foto che conservo gelosamente: l’altare della patria illuminato per natale, il dolce fatto a libro del mio pasticcere, Marco e Francesca con il volto dipinto da una finta ferita da arma da taglio. Ho anche la suoneria della colonna sonora del film “ il tempo delle mele”, che io e mia sorella abbiamo impostato per le chiamate in entrata di mamma. E poi un messaggio importante, anzi due. Soprattutto, ho i numeri di telefono di persone conosciute da poco, con cui ho lavorato negli ultimi due mesi, e poi del dentista e della dottoressa, e anche della mia amica Giulia, che non usa internet e quindi non è altrimenti rintracciabile. Tutto questo l’ho salvato nel mio telefonino, al sicuro. Nel telefonino, non nella sim. Pensa se mi cade il telefono per terra e si apre in due e non si riaccende più.

Annunciazione, annunciazione: sono tornata adolescente. E’ una bella sensazione. Mi hanno messo l’apparecchio fisso ai denti, devo portarlo tre mesi. Ogni due settimane ho il controllo. Sono stata proprio due giorni fa. Tutto bene per fortuna, il lavoro procede e siamo nei tempi. Ieri sera, mentre ero in macchina e mi godevo la mia Polo (la caramella non la macchina), un piccolo attacchino del mio bellissimo apparecchio si è staccato. Pensa se io vivessi a Roma e la mia dentista fosse a Pisa.

Sono due anni che non mi compro un profumo. Per molto tempo ho usato il profumo di Givenchy, a cui peraltro sono ancora molto legata, ma non mi ci riconosco più. Così ho provato, nel tempo, vari campioncini di profumo per trovare il mio, la mia nuova essenza. Cerca cerca, aspetta aspetta, l’ho trovato. Calvin Klein, tanto buono quanto caro. Infatti da quando ho capito che era il mio profumo, ho vissuto con qualche campioncino recuperato nelle profumerie. Poi alla fine mi sono decisa e l’ho comprato. La boccetta grande, perché se uno fa trenta tanto vale fare trentuno. E quanto mi piace. Non esco mai di casa senza. Pensa se alle cinque e mezzo del mattino per distrazione e sonno la boccetta cade per terra e si rompe.

A lavoro mi diverto molto, imparo, ascolto consigli e insegnamenti, scrivo, fotografo, metto le mani in pasta. Il mio capo è simpatico, accomodante, mi segue passo passo, non mi stressa ma mi mette in riga. Imparo il mestiere e pratico l’umiltà, che non ho ricevuto in dotazione alla nascita. Sono proprio contenta. Pensa se un giorno bruciassi due chili di cioccolato fondente nel microonde.

Pensa se questi quattro giorni fossero uno solo. Uno solo, ma intenso. 

Siamo tutti un po’ prigionieri di piccole sfortune quotidiane.

A volte particolarmente.

Ci vorrebbe proprio qualcosa di dolce.

Chissà se da qualche parte posso trovare una sacher, o un millefoglie, o un bignè al cioccolato.

Dovrebbero inventare un posto dove poter andare, scegliere, e portare a casa.

Questo posto si potrebbe chiamare Pasticceria.

Che dite, suona bene?

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

  Alessandra Buonetorte

  

Ricetta della Torta Prigioniera 

****** INGREDIENTI ******

Ingredienti per 1 kg di pasta sfoglia:

Farina 110g + 265g

Burro 375g

Sale un pizzico

Acqua 165g

Crema pasticcera:

130g farina

300g zucchero

1 litro latte

4 tuorli

****** PREPARAZIONE ******

La preparazione della pasta sfoglia è semplice, ma un po’ lunga, perché durante le varie fasi di lavorazione l’impasto deve riposare in frigorifero a più riprese.

1)    Impastare 110g di farina con il burro, conferire una forma rettangolare e riporre in frigorifero per 1 ora

2)    Impastare i restanti 265g di farina con il sale e l’acqua, conferire una forma rettangolare e riporre in frigorifero per 1 ora

3)    Riprendere entrambi gli impasti, stendere con il matterello l’impasto numero 1, inserirvi al suo interno il secondo  chiudendo i due lati corti (la chiusura si chiama “girata”e stendere nuovamente con il matterello. A questo punto chiudere nuovamente il tutto a 3, stendere con il matterello, piegare a 4 e rimettere in frigo per un’altra ora.

4)    Ripetere l’operazione delle girate a 3 e poi a 4, rimettere in frigorifero per un’altra ora.

A questo punto la pasta sfoglia è pronta per qualsiasi utilizzo, sia dolce che salato.

Stendere la pasta sfoglia, darle una forma rotonda e a parte ritagliare delle striscioline, non troppo sottili.

Per la preparazione della crema pasticcera vedere l’articolo numero 5.

Per ottenere la crema pasticcera al cioccolato aggiungere all’impasto circa 120g di cioccolato fondente.

****** DECORAZIONE ******

Dato che la superficie del dolce è solo parzialmente ricoperta dalle striscioline di pasta sfoglia, io ho cosparso il tutto con dei piccoli cuoricini di zucchero. In alternativa, si può spolverizzare il dolce con dello zucchero a velo.

****** ABBINAMENTO VINO ******

Per questa ricetta suggerisco un Moscato d’Asti.

Bon Bon appètit

Numero centocinque                                                                                       Lunedì 24 ottobre 2011 

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

SUV DEMOCRACY

E dunque, cari posteri…

Non lasciatevi ingannare dalle insistenti notizie che un giorno potreste trovare sul nostro tempo secondo le quali siamo in crisi (magari sfortuna ha voluto che gli unici  reperti sopravvissuti siano solo stralci dell’ingannevole stampa di Sinistra). Effettivamente tutto lo lascerebbe presupporre ma in realtà ce la caviamo, solo che viviamo al di sopra delle nostre possibilità per cui spesso siamo in affanno. Prendiamo ad esempio la Democrazia. Noi occidentali abbiamo voluto quella più costosa, superaccessoriata, da esportazione, ma soprattutto abbiamo preso il modello a benzina: bella, sì, ma costa e consuma. Consuma più carburante di quante volgarità abbia sparato Bossi dopo che gli hanno chiuso i ministeri di Ruttolandia. Allora, cari posteri, per mantenerla, questa Democrazia, facciamo enormi sacrifici pertanto capita che sacrifichiamo l’etica, il buon senso, lo spirito umanitario, la coerenza, gli scatti di civiltà ma, oh,vuoi mettere, vale la pena: si tiran su fighe e se invece uno lo tiri sotto, alla guida di una bellezza così una parte di ragione ce l’hai comunque.

L’ultimo in ordine di tempo che è finito sotto le ruote è stato Gheddafi, dittatore sanguinario e maschilista che, proprio come Saddam Hussein, tra le altre colpe aveva quello di aver parcheggiato il suo regime due-ruote da coatto col sellino di pelliccia di cammello proprio davanti alla pompa di benzina dove noi dovevamo fermarci per fare il pieno. Be’, è andata come è andata, l’hanno finito con un colpo alla tempia e qualcuno dalle nostre parti ha detto: “Se l’è andata a cercare”. Infatti pare che le sue ultime parole siano state: “Vai, la prendo di testa!”.

Materialmente gli esecutori dell’omicidio sono stati i “ribelli” (nella fattispecie un  ragazzetto con una pistola d’oro, dono evidentemente della prima comunione) ma noi con la nostra bestia ultracompressa, otto cilindri, air force di serie, eravamo lì, per cui non solo è il caso di fare il CID, ma ci spetta ovviamente anche una bella fornitura di carburante e i bollini per prendere il borsone.

Insomma, cari posteri, è bella la nostra Democrazia, e quando è lavata, lucidata e ripulita dal sangue che ogni tanto sporca il paraurti, è anche un bel mezzo con cui muoversi, il punto è riuscire presto ad avere un modello elettrico o meglio ancora ad energia eolica e allora, poi la scommessa, sarà riuscire a metterci alla guida sobri!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Giorgio Gaber “La democrazia”

http://www.youtube.com/watch?v=3iccz42Yfxs&feature=related

Numero centoquattro                                                                                      Lunedì 17 ottobre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SEQUESTRO DI NAZIONE

E dunque, cari posteri…

Se un giorno dallo spazio remoto, come succede per la luce di stelle ormai estinte da ere, insieme al rumore di fondo del cosmo doveste captare l’eco flebile di una richiesta d’aiuto, non lambiccatevi: è quello di circa una sessantina di milioni di italiani sequestrati e molti, per di più, vittime della sindrome di Stoccolma. Aiuto!

E’ stato tutto chiaro sabato scorso quando Silvio Berlusconi ha incassato la fiducia e i deputati (che il premier può detrarre come spese sanitarie nell’accezione “elementi d’arredo bagno”) hanno regolarmente incassato l’assegno: da questo incubo non se ne esce. Anche perché fuori, minacciosa, c’è la Democrazia Cristiana incombente, che è un po’ come scappare da Hannibal Lecter per finire tra le braccia di Jason. La Sinistra qualcosa sta tentando, infatti l’Opposizione il giorno prima della fiducia, durante il discorso del Cavaliere, ha protestato uscendo dall’aula ma è ancora incerto se si sia trattato di un principio di reazione o di un naturale spasmo nervoso post mortem. Per la cronaca, durante il discorso Bossi ha sbadigliato tutto il tempo, segno di stanchezza che merita un lungo riposo. Donaglielo, o Signore.

Ma non tutti, cari posteri, accettano passivamente di stare legati ed imbavagliati in attesa che i banditi si addormentino o arrivi qualcuno a liberarci, perché mentre in Parlamento se la cantano e se la suonano, per strada IN TUTTO IL MONDO la gente s’indigna, manifesta e di conseguenza, purtroppo, non rimane a casa a guardare dei programmi come “Me lo dicono tutti”, “Star Academy” e “Baìla” che per questa incresciosa coincidenza vengono chiusi anticipatamente. Il fatto, poi, che provocassero dissenterie imbattibili anche con dosi massicce di Imodium è solo un caso.

La manifestazione degli indignati a Roma, (e SOLO a Roma, guarda un po’) è stata rovinata dai Black Bloc apparsi “misteriosamente” con tutta probabilità dalle fogne, loro habitat naturale, riuscendo a distogliere l’attenzione (in prestidigitazione si chiama “misdirection”) e per fortuna non c’è scappato il morto, segno che le prossime volte si possono evitare spargimenti di sangue tanto l’effetto lo si ottiene lo stesso.

La giornalista di Raitre, Bianca Berlinguer, nello speciale sull’evento, avrà ripetuto un centinaio di volte che le “prime vittime degli scontri sono stati i manifestanti che non hanno potuto portare a termine il corteo”, ma noi non perdiamo la calma, cari posteri, le ragioni della manifestazione (crisi nera, ripugnanza della classe politica, saturazione della tolleranza verso il vero cuore del problema ossia le banche) restano e noi piano piano stiamo tagliando i legacci che ci serrano i polsi mentre, come nei film, il rapitore imbecille guarda la TV o se la spassa pensando di essere al sicuro.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

P.S. Per chi non se ne fosse reso conto stiamo vivendo un’epoca pari alla Rivoluzione francese o al ’68. Il mondo sta cambiando sul serio, non aspettate di leggerlo sui libri, vivetelo!

Link consigliato: Woody Allen sequestrato in “Broadway Danny rose” – 1984.

http://www.youtube.com/watch?v=jHs90FzHjP4&feature=BFa&list=PLCD861466C9356552&lf=results_main

Numero 17                                                                                                          Venerdì 14 Ottobre 2011

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

 Una matita in mano e una sfida 

(Alessandra Buonasorte)

Sono giorni che vado in giro con una matita nella mano destra e il mio nuovo Moleskine azzurro nella mano sinistra. Scrivo ovunque io mi trovi, nell’istante stesso in cui l’ispirazione trova me: in attesa del mio turno dall’estetista, in fila alla cassa al supermercato, a letto prima di dormire, perfino in macchina mentre guido, mi fermo scrivo e riparto. E’ bello, mi piace, mi sento un pò giornalista, un pò scrittrice, un pò artista, un pò anche psicanalista di me stessa. Scrivo quello che mi viene in mente, annoto pensieri, riporto frasi che sento e che mi colpiscono, pezzi di canzoni che mi parlano. Steve Jobs ha detto: “do not settle”, non accontentatevi, ed io me lo sono scritto, e lo riscrivo di nuovo qui. Non ho assolutamente intenzione di farlo, punto al top, voglio il massimo. Coraggio e incoscienza allo stato puro convivono. Ho lasciato il lavoro a Pisa, torno a Roma a fare la pasticcera, sto per iscrivermi ad uno dei migliori e, ahimè, più costosi, corsi di pasticceria professionale in Italia.

E sfido voi, che leggete i miei deliri di onnipotenza, a provare questo dolce, che, a dirla tutta, non è affatto semplice. Me lo hanno insegnato ad un mini corso di due ore frequentato a Pisa due settimane fa e capitanato da un Pasticcere di una grande scuola. Io l’ho provato e sono fiera di dirvi che è stato un successo! Chi se la sente di raccogliere la sfida? Io l’ho fatto, non mi sono accontentata!

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 A.B.

 

Biscotto all’olio d’oliva con crema di ricotta, sablè ai pinoli e salsa al caramello

Il dolce è formato da 4 strati che, a partire dalla base, sono i seguenti:

1 biscotto all’olio di oliva

2 crema di ricotta

3 sablè ai pinoli

4 salsa al caramello

****** INGREDIENTI ******

Biscotto all’olio di oliva

Uova n°1

Zucchero 110g

Latte 75g

Farina 00 100g

Farina di mandorle 25g

Lievito in polvere ½ bustina

Olio di oliva 60g

Crema di ricotta

Ricotta di pecora 500g

Zucchero 200g

Sablè ai pinoli

Farina 00 250g

Farina di pinoli 250g

Zucchero a velo 200g

Burro 300g

Tuorli n°5

Sale 1g

Salsa al caramello

Latte intero 250g

Tuorli n°5

Panna 250g

Zucchero semolato 250g

Fecola di patate 50g

****** PREPARAZIONE ******

Biscotto all’olio di oliva

(Utilizzare un robot elettrico) Montare le uova con lo zucchero, aggiungere il latte poco a poco. Setacciare insieme le due farine e il lievito. Mescolare insieme i due composti ottenuti. Aggiungere l’olio a filo. Versare il tutto in una teglia rivestita di carta da forno e cuocere in forno ventilato a 200° per 10 minuti. Non appena il biscotto sarà freddo, ritagliare dei piccoli cerchi.

Crema di ricotta 

Incorporare con delicatezza lo zucchero alla ricotta, passare al setaccio e mettere in frigorifero a riposare.

Sablè ai pinoli

(Utilizzare un robot elettrico) Lavorare le due farine con il burro, aggiungere lo zucchero a velo, i tuorli ed il sale lavorando tutto velocemente. Mettere l’impasto in frigorifero per almeno due ore. Al momento di tirarlo fuori dal frigo, lavorarlo un po’ con le mani, stenderlo con il mattarello e ricavare dei piccoli cerchi. Cuocere su carta da forno per 10 minuti a 185°.

Salsa al caramello 

Scaldare lo zucchero in un pentolino, fino a completo scioglimento. Aggiungere la panna tiepida e continuare la cottura per qualche minuto. Unire il latte, i tuorli e la fecola, mescolando il tutto sempre sul fuoco. Far bollire per qualche minuto fino ad addensamento. Far raffreddare e poi riporre in frigorifero fino al momento di utilizzarla. Sarà necessaria una tasca da pasticceria per ricoprire di salsa di caramello la sommità del dolcetto.

Comporre i 4 strati.

****** DECORAZIONE ******

Decorare con topping al cioccolato e/o pinoli.

****** ABBINAMENTO VINO ******

Il sommelier, questa volta, dal momento che il dolce non è tra i più leggeri, consiglia “Morsi di luce”, di Cantine Florio, un moscato di Alessandra.

Bon Bon appètit

Numero centotre                                                                                              Lunedì 10 ottobre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

I-RONING (STIRO) 

E dunque, cari posteri…

Vi sarà sicuramente giunta notizia e copiosa documentazione (e finanche le sue invenzioni che di certo userete ancora nel vostro tempo) della morte di Steve Jobs, il fondatore della Apple, la società che ha rivoluzionato l’informatica e contribuito a far fare all’Umanità un clamoroso salto nel mondo della spocchia (“Io ho un Mac, tu no?”).

Viceversa è ovvio che non sappiate nulla dell’uomo a cui porto a stirare le camicie, un cinese che praticamente non parla italiano e che sta lì, nel suo negozietto insieme alla moglie, a lavorare duro dalla mattina alla sera con il ferro in mano cercando di dare un’esistenza migliore alla famiglia e permettendo a me di non andare in giro come se uscissi dal bagagliaio di un’auto dopo la demolizione.

La scomparsa di Jobs ha molto emozionato tutta quella parte di pianeta che fatica un po’ meno a procacciarsi il cibo, e per vari giorni su Internet e su tutti i media si sono susseguiti messaggi di ringraziamento per questo indiscutibile genio del nostro tempo che morendo ha rivelato a molti che oltre il computer esiste anche una vita reale.

E allora, cari posteri, in occasione di questa dipartita non voglio perdere l’opportunità di fare un ringraziamento anch’io perché pur seguendo le novità tecnologiche piuttosto blandamente (il mio PC come sistema antivirus ha ancora il salasso) posseggo da poco un I-Phone e come chiunque usi uno di questi avanzati telefoni cellulari ho imparato a conoscerne bene sia i vantaggi che i principali difetti (forse gli unici) ovvero la totale incompatibilità della tecnologia touch con gli scampi e la scarsa durata della batteria. Il fatto che anche la vita del fondatore della Apple sia finita così presto dimostra come questo problema sia stata la vera iattura della sua esistenza.

Quindi il ringraziamento che voglio fare non è tardivo al defunto Jobs ma è attuale al vivente uomo o donna che assembla il caricabatterie senza il quale dopo un’oretta di utilizzo avrei per le mani una mezza mattonella nera dall’aspetto del monolite di “2001 odissea nello spazio” ma dalla funzionalità di Mauro Repetto quand’era negli 883.

Verosimilmente il caricabatterie dell’I-Phone verrà realizzato da una macchina e allora ringrazio colui o colei che preme il pulsante per avviarla, così come ringrazio chi ha realizzato la presa dove inserisco la spina e chi ha eretto la parete. E ringrazio tutti quelli che stanno scendendo in piazza in tutto il mondo per ribellarsi alle “caste” (che il mondo lo hanno cambiato in peggio) e l’edicolante che mi vende il giornale su cui leggo la notizia delle masse che si stanno muovendo. Ed ovviamente ringrazio lo stiratore cinese, insomma, cari posteri, voglio ringraziare tutte queste persone oggi poiché della loro scomparsa non avrete mai notizia, e se Steve Jobs ha indubbiamente cambiato il mondo c’è qualcun altro che lo ha costruito e verniciato in quanto dietro una medaglia c’è sempre chi quella medaglia la disegna, la forgia e la lucida, perché sì, insomma, fantastici l’I-Phone e l’I-Pad ma non per tutto c’è un’app!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato:”L’uscita dalla fabbrica” (Lumiére 1895) uno dei primi film della storia del cinema. Non attori o divi ma la gente “vera”.

http://www.youtube.com/watch?v=H440nV021xk

Numero centodue                                                                                              Lunedì 3 ottobre 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

IL MALE DEL SECOLO

E dunque, cari posteri…

Questo settembre che si appena concluso è stato giudicato dagli esperti il più caldo degli ultimi 150 anni, e se la cosa ha sorpreso la maggior parte di noi non ha certo trovato impreparata la RAI la quale già da tempo si è dotata esclusivamente di programmi leggerissimi, praticamente un refolo di vento, tanto che ormai i canali della TV generalista si possono cambiare indifferentemente anche con il telecomando del condizionatore.

Ma se l’informazione in TV è ormai solo poco più che una vaga rappresentazione allegorica con uso di pupazzi tipo presepe animato (utilizzare l’attributo “vivente” per gente come Mariastella Gelmini è quanto meno un’entusiastica sopravvalutazione dei risultati della robotica) dall’altra parte, sui giornali e soprattutto su Internet ce n’è troppa.

La tecnologia dà la possibilità a tutti di esprimersi e purtroppo il punto, cari posteri, è che lo fanno! Da un po’ di anni a questa parte, grazie alla Rete si è cominciato a dibattere, dibattere sul dibattito ed aprire simposi sul dibattito del dibattito; a confrontarsi e scontrarsi sul tutto, sul niente e tutto quello che c’è in mezzo; a partecipare attivamente alla diffusione delle cazzate, a modificare quelle esistenti e a crearne di nuove; si è preso a leggere, scrivere, sottoscrivere, far girare, postare, commentare, far venire a sapere “quello che LORO non ci vogliono dire”, insomma, tutti sanno tutto di tutti ed è per questo, cari posteri, che ben presto questa generazione di umani è destinata ad essere decimata dal male del secolo: la nausea.

Le malefatte di Berlusconi, il dito medio di Bossi, le leccate di Emilio Fede, la simpatia di Fiorello, la pochezza della RAI, la volgarità di Mediaset, la prevedibilità della Chiesa e la malasanità e le catene di Sant’Antonio, tutto il calcio secondo per secondo 24 ore su 24 tutta la settimana, le dichiarazioni dei politici, le polemiche che seguono le dichiarazioni, le battute di Spinoza, la pubblicità shock, i reality… Se i Maya avevano ragione, nel 2012 il nostro mondo subirà una catastrofe: all’ennesima volta che sentiremo Bersani dire: “Berlusconi si deve dimettere”, per empatia con l’ultima parola saremo noi a rimettere, quindi tutti insieme vomiteremo sulle tastiere dei computer e i touch screen degli I-pad ed è allora che il mondo cambierà perché saremo costretti a ricominciare mangiando informazione nella giusta misura, pena sentirci male di nuovo.

Sono passati due anni, dalla nascita di questo modesto contenitore e da allora cari posteri, Berlusconi è ancora là, Bossi pure, Mirigliani è morto e Miss Italia lo è da svariati anni. C’è la crisi, sì, ma insomma, nonostante tutto è bello stare a questo mondo (del resto altri non ce ne sono) ed bello raccontarvelo per cui continuerò a farlo, se mi è possibile, sperando come al solito di esservi utile.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Una canzone che mette sempre entusiasmo ed allegria.

http://www.youtube.com/watch?v=xdCrZfTkG1c