Archivio per ottobre, 2011

Numero 16                                                                                                           Venerdì 30 Settembre 2011

MAKKE Bon Bon

 Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit. 

                                       Un giorno ti svegli e non sei più tu. Per fortuna. 

(Alessandra Buonasorte) 

Venerdì 29 luglio 2011. Mi sveglio nella mia casetta sulla via Cassia a Roma, devo andare a lavorare nel mio ufficio in zona Prati. Lavoro in amministrazione presso un’azienda che si occupa di progettazione e realizzazione spazi, in ufficio siamo una decina di persone, tra architetti e ingegneri. Lavoro dalle 8.30 alle 12.30, nelle due ore di pausa pranzo spesso vado in piscina al Foro Italico, poi alle 14.30 rientro in ufficio fino alle 18.30. La sera sono sempre in giro con amici, l’estate romana che affascinante fa sentire il suo richiamo mi trascina fuori di casa nelle mie infradito colorate.

Il giorno dopo mi sveglio ed io non sono più io.

Tutto è cambiato, improvvisamente.

La città, la casa, il lavoro, le persone, il paesaggio, i profumi, i suoni.

Lunedì 1 agosto 2011. Mi sveglio a casa mia, a Pisa, nella casa di mamma e papà dove io e mia sorella siamo cresciute. Mi faccio una doccia, infilo nella borsa grembiule e cappello, prendo il mio prezioso Moleskine e mi metto in macchina. Da oggi e per due mesi lavoro come pasticcera in un grande albergo a 5 stelle a Pisa. Un nuovo lavoro, nuovi colleghi, nuove responsabilità. Ma soprattutto un grande interrogativo: sarò all’altezza?

Passano i giorni, lavoro in continuazione, 8, 9, 10, a volte 11 ore al giorno, le ore di sonno diminuiscono drasticamente, il mondo alberghiero è un vortice assurdo che mi risucchia, faccio fatica a restare in piedi, ci sono troppe regole, troppe persone che mi dicono quello che devo fare, nessuno mai che mi dice brava o grazie, è tutto troppo veloce, io corro disperata, ma non ho esperienza, sono troppo ingenua, troppo istintiva, troppo passionale per essere razionale, faccio troppi errori.

Ma resisto con le unghie e con i denti, piango le mie lacrime nel mio angolino dei dolci ma non mollo, ho deciso che voglio farcela e ce la farò. Le mie mani creano cose mai fatte prima, le lacrime scendendo incontrano finalmente un sorriso, e capisco che sì, sono nel posto giusto, sto facendo la cosa giusta.

Strudel di mele, profiterole, seada, babà, mele caramellate, crostata di frutta, plumcake, ciambellone al cacao, meringhe, torte nuziali, parfait al cappuccino, bavaresi ai frutti di bosco, cialde, biscotti, muffin, torta ai pinoli, tortino al cioccolato.

E capisco di aver trovato finalmente me stessa.

Adesso ho una consapevolezza: io sono una pasticcera, agli esordi, ma pur sempre una pasticcera.

E non vi potete immaginare quanto sia fantastico ed appagante poterlo dire.  

Oggi, 30 Settembre 2011, è il mio ultimo giorno di lavoro.

Le possibilità a questo punto sono due: che mi rinnovino il contratto per altri tre mesi, nel qual caso resterei qui a Pisa fino alla fine dell’anno, o che non me lo rinnovino, e in questo caso mi iscriverei ad un corso professionale di pasticceria, cercando uno dei migliori in Italia, presumibilmente al nord.

Tutto sta per cambiare.

Di nuovo.

Per fortuna.

Alessandra Buonetorte

 

 

 

P.S.: questi due mesi senza scrivere nessun articolo e nessuna ricetta sono stati tristi ovviamente per me che non riesco a staccarmi pur non avendo molto tempo da dedicarci, ma la cosa che mi ha tanto stupito e rallegrato è che in moltissimi mi avete chiesto di non smettere, ho scoperto che mi seguono famiglie intere. Quindi innanzitutto chiedo scusa per la sparizione improvvisa e non preannunciata, e poi mi riprometto di fare del mio meglio per scrivere ancora, non appena saprò che ne sarà di me! E poi grazie di cuore, ad Ale, che ha una pazienza ed una comprensione fuori dal comune per le vicissitudini umane, e a Te che stai leggendo, per esserci.                                                           

Ale 

 

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