Archivio per dicembre, 2011

Numero centoquindici                                                                                   Lunedì 2 gennaio 2012 

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

BUONI PROPOSITI

E dunque cari posteri…

Il 31 dicembre è andato via dall’Iraq (fortunatamente non in una cassa ricoperta da una bandiera a stelle e strisce) l’ultimo soldato americano impegnato in quella cosa che era più o meno come uno stupro in nome del mantenimento della verginità ovvero la bestemmia denominata “missione di pace”. Se un giorno, cari posteri, doveste diventare pazzi a cercare di far quadrare la faccenda è comprensibilissimo, dato che persino quelli di noi normosensati che hanno prove di prima mano ancora non se ne fanno una ragione. Comunque tanto per la cronaca il risultato della guerra in Iraq è stato Umanità 0 – Soldi e teste di cazzo 1. Ora la partita di ritorno vediamo di giocarla sul nostro terreno.

Proprio in occasione di questo evento mi pare il caso di sfruttare il consueto appuntamento con la data dei buoni propositi, che è il fine anno, per buttare giù una lista di intenti possibilmente da sobrio così che non siano troppo difficili da mantenere o facili da disconoscere con la scusa che non ero in me. Ovviamente è una cosa molto personale ma essendo io uno della “massa”, la cui azione singola forse serve a poco ma moltiplicata per milioni di unità qualche risultato riesce ad ottenerlo, chissà, forse vi potrà essere utile per capire com’erano le cose adesso, come sono cambiate o magari come ancora alla vostra epoca il problema non sia stato risolto.

E dunque, in ordine sparso, partendo proprio dalla guerra in Iraq:

continuare a desiderare di vedere George W. Bush pagare per i suoi crimini contro l’Umanità. Probabilmente non succederà ma non allentare mai la presa è consolatorio.

Chiedere sempre lo scontrino fiscale o la fattura anche a costo di passare per un rompiscatole. Spesso non bisogna neanche insistere: sanno che avete ragione.

Lavorare seriamente per far cessare le credenze, le superstizioni e gli integralismi che non sono libertà di pensiero ma roba nociva come il wasabi in un omogeneizzato.

Continuare a fare e far fare la raccolta differenziata. Anche se il dubbio che tanto, poi, buttano tutto nella stessa discarica è davvero un’ottima scusa.

Non buttare cibo e combattere strenuamente la battaglia contro l’acquisto dell’acqua in bottiglia. Non saremo intelligenti ma almeno cerchiamo di fare finta!

Limitare i rompicoglioni. Se proprio non li posso evitare, almeno vorrei non contribuire ad alimentarli. Insomma: se non ho soluzioni, vorrei provare a non essere parte del problema.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Da Miss Detective: la pace nel mondo

http://www.youtube.com/watch?v=OMhF8ZyFCh0

Numero centoquattordici                                                                               Lunedì 26 dicembre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

COUNTDOWN

 

E dunque cari posteri…

Da circa cinque giorni è iniziato il conto alla rovescia dell’ultimo anno di questa Umanità, che secondo la profezia dei Maya, il 21 dicembre 2012 dovrebbe terminare con l’arrivo degli alieni che porteranno ad Atlantide Jimi Hendrix, Elvis, Marylin e Michael Jackson i quali non erano morti ma solo nascosti in un rifugio segreto dei templari costruito sotto Disneyland.

Nel frattempo, cari posteri, godiamoci questo scampolo di futuro che ci rimane cercando di cogliere e sottolineare la cose belle della nostra esistenza come ad esempio la tanto vituperata crisi economica.

Non essendo stati capaci di dosare e gestire il benessere autonomamente, seguendo l’equazione “più ho, più butto” e (a futura memoria, cari posteri, lo ripeterò sovente) comprando acqua in bottiglia COME FOSSE UNA COSA NORMALE pur avendola quasi gratis dal rubinetto di casa (e nonostante le pubblicità della Cortellesi o della suora di Del Piero fossero davvero dei deterrenti infallibili), ecco che provvidenziale ed istruttiva è arrivata l’austerità obbligatoria.

Questo Natale, grazie alla crisi, c’è stato meno spreco di cibo, meno rifiuti, più razionalità nei regali ai bimbi, meno inquinamento, meno stress nella corsa agli acquisti e più consapevolezza nell’autenticità o meno dei rapporti affettivi sottoposti alle forche caudine della sobrietà rivelando che in molti casi il “mi ami, sì ma quanto” voleva dire “fammi vedere la consistenza dell’estratto conto”. Evviva la crisi, dunque!

Non so, cari posteri, se avremo imparato la lezione poiché son convinto che in Italia siamo degli inguaribili provinciali e probabilmente pretenderemo ancora e sempre di stare dentro casa a maniche corte d’inverno col riscaldamento a palla ed indossare il cappotto tenendo al guinzaglio un pinguino d’estate ma tanto, tutto sommato, chi se ne importa perché tra un anno il mondo finisce e non avremo più il problema. Ma se i Maya si fossero sbagliati.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Rodolfo De Angelis “Ma cos’è questa crisi” (1933)

La crisi c’è, le banche e la politica hanno tutte le colpe del mondo ma anche noi, nel piccolo, abbiamo parecchio da cambiare nella mentalità.

http://www.youtube.com/watch?v=A6lbIIQjIsU

Numero 22                                                                                                           Venerdì 23 Dicembre 2011 

MAKKE Bon Bon 

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Di tutto un po’

(Alessandra Buonasorte)

A volte capita che le cose non vadano esattamente come avevi previsto, nel modo in cui tu le avevi organizzate, programmate, pianificate.

Capita allora di essere pronta per andare a lavorare e ritrovarsi invece bloccata a letto immobilizzata da un colpo della strega.

Capita di allungare lo sguardo oltre il palcoscenico in cerca di due volti familiari e di non trovarli.

Capita, forse come contrappasso, di far del male ad un’amica disattendendo un suo desiderio.

Capita di sentirsi in apnea e cercare affannosamente uno spiraglio per risalire in superficie e prendere fiato.

Ad un certo punto, istintivamente, il cuore e la mente trovano il loro sfogo naturale.

Ed ecco che ti trovi a passare ore chiusa nella tua pasticceria domestica, con il tuo robot, i tuoi attrezzi, a fare quello che vuoi, quello che hai imparato da esperti e che da mesi sogni di fare da sola.

Quindi, senza cambiarti d’abito, senza sapere per chi e per quando, senza paura di fare le due del mattino, prepari tutto quello che ti passa per la testa, in un delirio di agognata onnipotenza che, finalmente, è arrivata.

Ho fatto di tutto un po’.

Ma la notizia è un’altra.

Signori e Signore, è ben poca cosa lo so, ma io, Alessandra Buonetorte, ho fatto le meringhe.

E sono venute bene.

Come quelle vere.

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

 

Ricetta delle Meringhe

****** INGREDIENTI ****** 

  • 150g Albumi
  • 320g zucchero 

                        

          

                               

 

 

 

 

 

 

 

 

****** PREPARAZIONE ****** 

Montare gli albumi e un pizzico di sale con le fruste elettriche per qualche minuto.

Aggiungere circa 150g di zucchero e far montare per 8 minuti.

Aggiungere i restanti 170g di zucchero e far montare per altri due minuti.

Una volta pronto, mettere l’impasto nella tasca da pasticceria e dare alle meringhe la forma desiderata su della carta da forno. 

Cuocere in forno ventilato a 130° per un’ora e mezzo. 

****** DECORAZIONE ****** 

Glassare le meringhe immergendole nel cioccolato fondente fuso.  

****** ABBINAMENTO VINO ******

Verduzzo di Ramandolo.

Bon Bon appètit

Numero centotredici                                                                                       Lunedì 19 dicembre 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

UN PENSIERO PER NATALE 

E dunque cari posteri…

Ecco che come da molti anni a questa parte si avvicina Natale. S’ode infatti nell’aria la musica dello Squalo.

A voi che nella vostra epoca avrete sicuramente perso la tradizione, ricordo che si tratta di quell’evento miracoloso per cui una donna, investita dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre, già il 25 dello stesso mese, cioè solo 17 giorni dopo (oppure un anno e 17 giorni, comunque sempre prodigio è) partoriva un bel maschietto in una mangiatoia, segno che il salvatore dell’Umanità ha scelto di nascere tra gli ultimi. Ed è proprio per ciò che in occasione di questa ricorrenza è uso che i nostri pensieri vadano a chi sta peggio di noi sennonché il problema quest’anno è trovarlo!

Attualmente la cerchia di chi sta peggio s’è parecchio allargata, pertanto quelli che l’anno passato il pensiero lo dedicavano, oggi purtroppo fanno la fila insieme ai destinatari “seniores” e così il lavoro di coloro che di quella cerchia (ancora) non fanno parte è almeno triplicato. Bene (anzi malissimo ma tant’è) mettiamoci subito all’opera.

Pervaso da un moto di umana compassione e contemporaneamente soffocando un’istintiva, cinica spinta dovuta ad un personalissimo senso di giustizia che mi porterebbe a fare un salto scomposto stappando una bottiglia, vorrei dedicare, cari posteri, un pensiero ad alcuni miei consimili caduti in disgrazia.

Un pensiero ai dirigenti di Rai e Mediaset i quali non volendo credere che circa tre anni fa la tv generalista fosse morta l’hanno mummificata come Norman Bates con la madre ma alla fine l’acre odore di putrefazione sprigionato dal flop di Kalispera e Colorado, la sacrosanta chiusura di Baìla, Me lo dicono tutti, Domenica 5 e (auspico vivamente) presto anche il Grande fratello, li ha costretti a prendere atto del decesso forzatamente.

Un pensiero ai produttori e realizzatori dei film di De Sica, Pieraccioni, Greggio e simili i quali, poverini, tanto erano là a concentrarsi a fare sempre lo stesso (brutto) film ad impatto zero sul cervello che non si sono accorti che il pubblico ed il mondo invece non erano più gli stessi e mo’ la vacanza se la faranno a casa.

Un pensiero ad una minoranza, quelli della Lega, che la crudeltà animale dell’essere umano porta a deridere in quanto “scemi del villaggio globale” mentre invece sono solo vittime di un crudele scherzo del destino che li ha fatti nascere nell’epoca sbagliata: quella dell’homo sapiens.

Un pensiero alla Chiesa Cattolica, che dopo un paio di millenni è nella condizione di chi ha il magazzino pieno di vinili da smerciare ad una popolazione con l’iPod.

Ed infine un pensiero a quanti dicono “ai miei tempi”, fissando così la loro esistenza in un più o meno ristrettissimo spazio-tempo, comunque un attimo nell’eternità, ahiloro passato per sempre. Come disse Steve Jobs, “stay hungry, stay foolish”, siate affamati, siate folli ed io aggiungerei “don’t break testicles”, che spesso basta da solo, se non per essere felici almeno per essere sereni. Buon Natale.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Il capolavoro di Maccio Capatonda (Marcello Macchia)

http://www.youtube.com/watch?v=pjMltCTv_Hg

Numero centododici                                                                                         Lunedì 12 dicembre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SALVA ITALIA

E dunque cari posteri…

In questi giorni non si parla altro che dei sacrifici chiesti dal governo Monti agli italiani con ovvia, coerente esclusione del Vaticano in quanto facendo Stato a sé è naturale che ne rimanga fuori (inoltre Dio non si è espresso in alcun modo al riguardo pertanto i vertici ecclesiastici restano scrupolosamente in attesa di un Segno).

Per ciò che riguarda i cosiddetti “ricchi”, anche qui si tratta di rispettare l’indole della categoria che, si sa, non ama far quello che fa la massa e poi, se possibile, tende ad evitare noie burocratiche quali presentare la dichiarazione dei redditi o girare troppo col macchinone per trovare un parcheggio lecito. Perciò il prof. Monti ha saggiamente individuato nei ceti basso e medio i soggetti ideali a cui chiedere sacrifici ed io ho una prova tangibile di come in effetti questa sia la scelta giusta e forse l’unica possibile.

Ieri, a Milano, in un invernale sabato qualunque, facendo una passeggiata in centro, zona Duomo, mi sono imbattuto in una lunghissima, impressionante fila di persone di quelle che si vedono soltanto quando c’è l’uscita di un prodotto “cult” o davanti alla camera da letto di Sabina Began, tutte in attesa di entrare in un piccolo negozio per ottenere l’agognato prodotto di rosticceria “i panzerotti di Luini”.

Ora io mi chiedo, che cosa diavolo c’è dentro questi panzerotti che giustifichi la perdita di tempo di un’ora o poco meno? Te li servono incartati nel foglio con la soluzione del Terzo segreto di Fatima? Sono ripieni di un I-Phone 5 con la rubrica contenente i numeri di telefono di Scarlett Johansson o Johnny Depp e la parola magica per farli capitolare? C’è forse nell’impasto l’elisir di lunga vita, indispensabile per campare un paio di secoli e poter godere così della pensione per almeno un decennio?

Lo stesso fenomeno l’ho riscontrato a Roma alla gelateria S.Crispino dove prendere un gelato è più difficile e lungo che fare una tac al policlinico neanche arrivati al banco ci fosse la Santanchè in persona a disposizione per giocare a “tre palle un soldo”.

Posto che sicuramente anche in altre città italiane si verificherà questo fenomeno, ecco che salta subito all’occhio come a certe categorie di persone (non i ricchi e non la Chiesa bensì il Terzo e il Quarto stato) non importi veramente il rapporto costi/benefici ma amino proprio il sacrificio in sé. Altrimenti non si spiegherebbe perché una persona di media intelligenza dovrebbe far diventare una specie di lavoro o di conquista iniziatica ciò che dovrebbe essere poco più che uno sfizio.

Quindi, cari posteri, è chiaro e lampante che il famoso decreto “Salva Italia” da poco varato dal nuovo governo non contiene alcune norme che in un colpo potrebbero dimezzare il debito pubblico appositamente per favorire la naturale predisposizione ed attitudine di alcune classi sociali a soffrire ed è così che l’Italia sarà prossimamente fuori dal rischio default. Resta solo da capire chi la salverà dagli italiani.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Da “I mostri”, (Dino Risi 1963) episodio: il sacrificato

http://www.youtube.com/watch?v=YUXZ7cr3LH8

Brano da “Nell’anno del Signore” (Luigi Magni 1969)

http://www.youtube.com/watch?v=gK3c4tNv3lk

Numero 21                                                                                                           Venerdì 9 Dicembre 2011

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

A mente vuota (e pancia piena)

(Alessandra Buonasorte)

Questo mese voglio vivere a mente vuota. Non a pancia vuota, come forse sarebbe meglio e come tutti già consigliano di fare: dieta pre-natalizia, dieta durante le feste, dieta post-abbuffi natalizi. No, proprio a mente vuota. Non voglio fare nessuna corsa ai regali, nessun programma natalizio, non voglio prendere nessuna decisione sul veglione del 31. Non voglio dover cercare i negozi che fanno già i saldi, fare la lista dei regali che devo fare, comprare qualche regalo in più da tenere pronto per chi mi fa un regalo inaspettato. Non voglio dover fare il giro di amici e parenti improbabili, che vedi solo in queste occasioni, portando chili di pandoro e panettoni e regali inutili. Non voglio passare pomeriggi intasata nel traffico, in fila al supermercato, a camminare a due all’ora per le vie cittadine soffocata da gente più alta di me che si riversa nei negozi a tutte le ore del giorno.

Quello che voglio è avere la mente vuota, libera dal dovere e dedita solo al piacere. Voglio fare un albero di natale piccolo piccolo, mettere qualche lucetta in casa, comprare un solo pandoro (il panettone non mi piace), portarlo a casa dei miei amici e mangiarlo insieme a loro sorseggiando un buon thè. Voglio prendermi due ore, fare una passeggiata in una strada poco battuta, dove ci sono negozietti etnici, di nicchia, qualche piccola libreria e scegliere i regali che mi fanno venire in mente qualcuno in particolare, senza prendere quello che capita solo perché devo fare un regalo a qualcuno. Voglio arrivare al giorno di natale serena, senza stress, vedere i volti familiari che non vedo mai e mangiare quello che mi va, senza pensare alla dieta o senza dovermi abbuffare per forza perché a natale si fa così. Voglio avere il tempo di fare questa torta, e poi voglio avere il tempo di mangiarla, seduta sul divano senza orari.

Voglio un contro-natale, dove natale è sinonimo di ansia, corse, stress, centinaia di euro spesi senza capire come e perché.

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

Ricetta della Torta Foresta Nera

****** INGREDIENTI ******

Pan di spagna al cioccolato

225g zucchero

150g farina

10 uova

75g fecola di patate

60g cacao amaro in polvere

Bagna per pan di spagna

Acqua

Zucchero

sciroppo di ciliegie

Crema chantilly

Crema pasticcera: vedere articolo numero 5

Panna montata

Ciliegie allo sciroppo

 

****** PREPARAZIONE ******

Pan di spagna al cioccolato

Montare nel robot elettrico le uova e lo zucchero. Il composto deve essere montato per un bel po’ fino a risultare spumoso.

Pesare gli altri ingredienti insieme e mescolarli.

Aggiungere a mano molto delicatamente.

Cuocere in forno ventilato a 180° per circa 20 minuti, in una teglia rotonda dai bordi alti.

Una volta cotto e raffreddato, tagliare orizzontalmente in tre strati.

Bagna per pan di spagna

Mettere i vari ingredienti a cuocere a fuoco vivace fino a ispessimento (non troppo)

Crema chantilly

Montare la panna montata (circa il doppio del peso della crema pasticcera) e aggiungere alla crema pasticcera, ottenendo così la crema chantilly.

A questo punto procedere alla composizione degli strati della torta, che, partendo dal basso, sono i seguenti:

  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Crema chantilly
  • Ciliegie tagliate a metà
  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Crema chantilly
  • Ciliegie tagliate a metà
  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Stuccare i bordi e la superficie della torta con la crema chantilly e attaccare ai bordi della torta un po’ di granella di pan di spagna al cioccolato

****** DECORAZIONE ******

La superficie della torta io ho imparato a decorarla come mostra la foto: ciuffi di crema chantilly su cui posare alternativamente mezza ciliegia, e scaglie di cioccolato fondente al centro.

****** ABBINAMENTO VINO ******

Per questa torta consiglio un Moscato di Saracena.

Bon Bon appètit

Numero centoundici                                                                                        Lunedì 5 dicembre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

AVANTI IMPOPOLO

E dunque cari posteri…

Il presidente del consiglio Mario Monti sta perdendo gran parte del suo odore di santità e gli italiani, che sono un popolo notoriamente devoto sempre in cerca di nuovi santi in Paradiso o comunque che si rivolgono spesso alle alte sfere celesti soprattutto quando girano vorticosamente quelle basse terrene, sono rimasti spiazzati.

Va detto che chiunque fosse venuto al posto del predecessore, compreso Lord Voldemort nell’atto di prendere a schiaffi l’orso Yoghi, sarebbe stato accolto con giubilo tanto il vecchio primo ministro ha avuto la capacità di suscitare odio e disprezzo come non si vedeva dai tempi di Gei Ar di Dallas. Però qui la cosa sembrava proprio diversa e a Napoli già le tradizionali botteghe dove si creano pupazzetti del presepe, ogni anno con i personaggi del momento da aggiungere alla collezione, avevano già dato le sembianze del neo premier alle statuette di San Giuseppe, il Bambinello, la Madonna così che da solo potesse rappresentare la Sacra Famiglia ed era ancora poco. Se non che il capo del governo tecnico ha perso di colpo tutta la sua popolarità perché invece di dire agli italiani ciò che si aspettavano, ovvero: “Adesso risanerò il bilancio dello Stato ma voi dovete andare tutti insieme in una beauty farm, chiudere gli occhi e non riaprirli fin quando non è finito il ciclo di massaggi con oli profumati a cui, per scusarci del disagio arrecatovi, seguirà una dieta di cannoli siciliani e quando uscirete tutto sarà a posto”, egli ha preso provvedimenti impopolari andando a toccare pensioni e patrimoni.

La doccia è stata fredda, cari posteri, ma per fortuna anche quest’anno il presepio non resterà sguarnito perché all’orizzonte il santo da glorificare in vita ad un certo punto è arrivato e per di più operando un vero e proprio miracolo, di quelli di una volta: la resurrezione. Il personaggio in questione è lo showman Fiorello che totalizzando con il suo nuovo spettacolo televisivo uno share del 48%, ha fatto il miracolo di resuscitare la Rai in particolare e la Tv cosiddetta generalista nel suo insieme, le quali considerando lo stato di decomposizione del cadavere, più che a Lazzaro somigliavano a Tutankamon o peggio, a Donatella Versace. Se ci aggiungiamo poi la moltiplicazione degli spettatori (ben 12 milioni) i miracoli diventano due a questo punto, cari posteri, trattandosi di cose trascendentali si sconfina nel dogma per cui da persona non religiosa (anzi addirittura “anti”) quale sono, non posso certo io penetrare a fondo nel Mistero glorioso del successo di questo show. All’apparenza ne #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend (questo il titolo del programma) sembra che di grande abbia la scenografia e la simpatia di Fiorello ma non grandi battute e grandi idee. In pratica è noioso ma a dire questo si rischia di diventare eretici o addirittura impopolari come Monti e di restare fuori dal presepio che al momento finché il Vaticano ha il potere che  ha l’Ici sulle casette e sulla grotta per il momento non si pagano.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Il dito medio do Galileo da “Il sogno eretico” di Caparezza

http://www.youtube.com/watch?v=gzlm7NSJcJE