Numero centododici                                                                                         Lunedì 12 dicembre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SALVA ITALIA

E dunque cari posteri…

In questi giorni non si parla altro che dei sacrifici chiesti dal governo Monti agli italiani con ovvia, coerente esclusione del Vaticano in quanto facendo Stato a sé è naturale che ne rimanga fuori (inoltre Dio non si è espresso in alcun modo al riguardo pertanto i vertici ecclesiastici restano scrupolosamente in attesa di un Segno).

Per ciò che riguarda i cosiddetti “ricchi”, anche qui si tratta di rispettare l’indole della categoria che, si sa, non ama far quello che fa la massa e poi, se possibile, tende ad evitare noie burocratiche quali presentare la dichiarazione dei redditi o girare troppo col macchinone per trovare un parcheggio lecito. Perciò il prof. Monti ha saggiamente individuato nei ceti basso e medio i soggetti ideali a cui chiedere sacrifici ed io ho una prova tangibile di come in effetti questa sia la scelta giusta e forse l’unica possibile.

Ieri, a Milano, in un invernale sabato qualunque, facendo una passeggiata in centro, zona Duomo, mi sono imbattuto in una lunghissima, impressionante fila di persone di quelle che si vedono soltanto quando c’è l’uscita di un prodotto “cult” o davanti alla camera da letto di Sabina Began, tutte in attesa di entrare in un piccolo negozio per ottenere l’agognato prodotto di rosticceria “i panzerotti di Luini”.

Ora io mi chiedo, che cosa diavolo c’è dentro questi panzerotti che giustifichi la perdita di tempo di un’ora o poco meno? Te li servono incartati nel foglio con la soluzione del Terzo segreto di Fatima? Sono ripieni di un I-Phone 5 con la rubrica contenente i numeri di telefono di Scarlett Johansson o Johnny Depp e la parola magica per farli capitolare? C’è forse nell’impasto l’elisir di lunga vita, indispensabile per campare un paio di secoli e poter godere così della pensione per almeno un decennio?

Lo stesso fenomeno l’ho riscontrato a Roma alla gelateria S.Crispino dove prendere un gelato è più difficile e lungo che fare una tac al policlinico neanche arrivati al banco ci fosse la Santanchè in persona a disposizione per giocare a “tre palle un soldo”.

Posto che sicuramente anche in altre città italiane si verificherà questo fenomeno, ecco che salta subito all’occhio come a certe categorie di persone (non i ricchi e non la Chiesa bensì il Terzo e il Quarto stato) non importi veramente il rapporto costi/benefici ma amino proprio il sacrificio in sé. Altrimenti non si spiegherebbe perché una persona di media intelligenza dovrebbe far diventare una specie di lavoro o di conquista iniziatica ciò che dovrebbe essere poco più che uno sfizio.

Quindi, cari posteri, è chiaro e lampante che il famoso decreto “Salva Italia” da poco varato dal nuovo governo non contiene alcune norme che in un colpo potrebbero dimezzare il debito pubblico appositamente per favorire la naturale predisposizione ed attitudine di alcune classi sociali a soffrire ed è così che l’Italia sarà prossimamente fuori dal rischio default. Resta solo da capire chi la salverà dagli italiani.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Da “I mostri”, (Dino Risi 1963) episodio: il sacrificato

http://www.youtube.com/watch?v=YUXZ7cr3LH8

Brano da “Nell’anno del Signore” (Luigi Magni 1969)

http://www.youtube.com/watch?v=gK3c4tNv3lk

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commenti
  1. matteo ha detto:

    la risposta è ovvia: solo in pochi in italia riescono a creare cose buone. l’italiano che sa distinguere le cose buone ” da magnà” si sacrifica……. altro esempio da lasciare ai posters è a roma la famosa grattachecca della sora Maria. solo ghiaccio e sciroppi ma…..da anni devi fare la fila per gustarla. l’unico dubbio che ho è questo: la fila la facciamo anche alle poste ma ” da magnà” non c’è nulla……….

  2. Claudio Fois ha detto:

    Ciao! Grazie anzitutto per il commento. Mi resta sempre il dubbio se una cosa è buona tanto da fare una fila di un’ora oppure è buona perché dopo che hai fatto la fila di un’ora te la fai piace’! In caso, figuriamoci massima libertà ma a me una cosa da mangiare (o anche altro), se diventa un lavoro ottenerla mollo. Ciao!
    Claudio

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