Numero centoquattordici                                                                               Lunedì 26 dicembre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

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E dunque cari posteri…

Da circa cinque giorni è iniziato il conto alla rovescia dell’ultimo anno di questa Umanità, che secondo la profezia dei Maya, il 21 dicembre 2012 dovrebbe terminare con l’arrivo degli alieni che porteranno ad Atlantide Jimi Hendrix, Elvis, Marylin e Michael Jackson i quali non erano morti ma solo nascosti in un rifugio segreto dei templari costruito sotto Disneyland.

Nel frattempo, cari posteri, godiamoci questo scampolo di futuro che ci rimane cercando di cogliere e sottolineare la cose belle della nostra esistenza come ad esempio la tanto vituperata crisi economica.

Non essendo stati capaci di dosare e gestire il benessere autonomamente, seguendo l’equazione “più ho, più butto” e (a futura memoria, cari posteri, lo ripeterò sovente) comprando acqua in bottiglia COME FOSSE UNA COSA NORMALE pur avendola quasi gratis dal rubinetto di casa (e nonostante le pubblicità della Cortellesi o della suora di Del Piero fossero davvero dei deterrenti infallibili), ecco che provvidenziale ed istruttiva è arrivata l’austerità obbligatoria.

Questo Natale, grazie alla crisi, c’è stato meno spreco di cibo, meno rifiuti, più razionalità nei regali ai bimbi, meno inquinamento, meno stress nella corsa agli acquisti e più consapevolezza nell’autenticità o meno dei rapporti affettivi sottoposti alle forche caudine della sobrietà rivelando che in molti casi il “mi ami, sì ma quanto” voleva dire “fammi vedere la consistenza dell’estratto conto”. Evviva la crisi, dunque!

Non so, cari posteri, se avremo imparato la lezione poiché son convinto che in Italia siamo degli inguaribili provinciali e probabilmente pretenderemo ancora e sempre di stare dentro casa a maniche corte d’inverno col riscaldamento a palla ed indossare il cappotto tenendo al guinzaglio un pinguino d’estate ma tanto, tutto sommato, chi se ne importa perché tra un anno il mondo finisce e non avremo più il problema. Ma se i Maya si fossero sbagliati.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Rodolfo De Angelis “Ma cos’è questa crisi” (1933)

La crisi c’è, le banche e la politica hanno tutte le colpe del mondo ma anche noi, nel piccolo, abbiamo parecchio da cambiare nella mentalità.

http://www.youtube.com/watch?v=A6lbIIQjIsU

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