Archivio per giugno, 2012

Numero 3                                                                                                             Mercoledì 20 Giugno 2012

MAKKE Post

Rubrica dedicata alla terapia medica di riabilitazione che con pratici consigli permette di utilizzare in modo autonomo mezzi fisici come la ginnastica e il massaggio.

MAS: Sindrome da mouse

 ( Dott.ssa Laura Vinciguerra )

Salve a tutti,

avete mai sentito parlare della “sindrome da mouse” o “MAS” (Mouse Arm Syndrome)?

MAS è il termine generico per indicare quando una parte del corpo, ad esempio le dita, la mano, il braccio e le spalle risultano lesi a seguito di movimenti ripetitivi e carico statico. Quando si usa un tradizionale mouse per computer, si fa ripetutamente clic per periodi di tempo prolungati senza tenere conto che l′avambraccio deve essere interamente appoggiato sul piano della scrivania in modo da essere completamente scarico.
A riguardo, tale sindrome colpisce i numerosi utenti di computer che a seguito del loro lavoro prolungato davanti il pc, hanno determinati problemi e dolori che si traducono in una varietà di sintomi tra i quali:

. dolore al collo (cervicalgia o cervicobrachialgia);

. mal di testa, emicrania;

. dolore al gomito (epicondilite);

. dolore alla mano e polso (sindrome del tunnel carpale);

Io mi vorrei soffermare sulla cervicobrachialgia e sindrome del tunnel carpale.

La cervicobrachialgia è un distrurbo caratterizzato da dolore che coinvolge innanzitutto il collo, per poi diffondersi alle spalle, agli arti superiori e alle mani, causando un senso di formicolio, addormentamento (parestesia).
Essa è causata da problemi alla colonna cervicale in cui la compressione o l’infiammazione delle terminazioni nervose all’interno del plesso brachiale, ad esempio, sono causa di disturbi al collo, al rachide superiore e agli arti superiori.
Ciò non toglie che ernie discali cervicali, traumi a livello del tratto cervicale così come le malattie reumatiche, problemi ai legamenti e alle articolazioni o tumori alla colonna cervicale, possono essere fonte di cervicobrachialgia.

I sintomi si manifestano con torcicollo acuto, rigidità della regione cervicale con conseguente debolezza dei muscoli del collo, dolore cervicoscapolare, scapolare o radicolare. Il dolore, inizialmente moderato, si acuisce, fino ad estendersi alle spalle e agli arti superiori. 
La cervicobrachialgia acuta può durare, se non curata, fino a 3 mesi.
Per poter procedere con la terapia più adatta alla guarigione completa, è necessario accertare le cause che scatenano la cervicobrachialgia.

In generale, si può curare attraverso una serie di esercizi di rinforzo e di stretching atti a ripristinare il regolare funzionamento e la normale attività della massa muscolare, ma può anche risultare utile sottoporsi ad una ginnastica mirata al tratto cervicale, o a massaggi volti al rilassamento della colonna vertebrale e dei muscoli.
In caso di seri problemi muscolari sarà il medico a valutare la prescrizione di farmaci miorilassanti o anche cortisonici.
La laserterapia e gli ultrasuoni vengono in ausilio per attenuare i sintomi dolorosi, legati ad efficaci esercizi.

La sindrome del tunnel carpale è la neuropatia più comune, soprattutto nelle donne dopo i 40 anni, consistente nell’intrappolamento del nervo mediano nel canale carpale (uno spazio osteofibroso rigido e delimitato come un compartimento chiuso). I sintomi sono caratterizzati da dolore, torpore e parestesie diurne ma anche notturne nella distribuzione della faccia palmare del pollice, indice e medio.

Attività della vita quotidiana come guidare un’automobile, tenere in mano una tazza o appunto usare il mouse spesso aggravano tali sintomi. Il dolore e le parestesie di solito trovano sollievo da un massaggio o quando il paziente scuote la mano. Una fisioterapia mirata a prevenire la chirurgia di tale sindrome è sempre una valida indicazione.

Per la prevenzione di tali patologie e nella routine dell’attività lavorativa in ufficio, eseguire uno stretching da tavolo può notevolmente aiutare; basta soltanto fare una piccola pausa nell’arco di 1 ora, alzandosi dalla sedia o da seduti fare piccoli movimenti rotatori del collo, inclinazione laterale lenta del capo da una parte e dall’altra, flessione in avanti e estensione indietro (quest’ultima facendo molta attenzione), rotazione delle spalle, movimenti rotatori e flesso estensivi dei polsi.

Piccoli ma utili esercizi che potrebbero aiutare nella prevenzione.

Grazie nuovamente per la vostra lettura.

Un saluto

Dott.ssa Laura Vinciguerra

Numero 2                                                                                                             Mercoledì 06 Giugno 2012

MAKKE Post

Rubrica dedicata alla terapia medica di riabilitazione che con pratici consigli permette di utilizzare in modo autonomo mezzi fisici come la ginnastica e il massaggio.

LE CORRETTE POSTURE

( Dott.ssa Laura Vinciguerra )

 Salve amici,

in questo mio secondo “post” continuerò a parlare di postura e delle corrette posizioni del corpo da assumere, “le posture corrette”, nella vita quotidiana.

Durante la giornata si alternano fondamentalmente lo stare sdraiati (postura supina), lo stare seduti (postura seduta) e la stazione eretta statica e dinamica (cioè in movimento). Vi siete mai chiesti come dormite, se assumete una corretta posizione da seduti e quale dovrebbe essere la giusta posizione del nostro corpo in piedi (stazione eretta statica)?

Ebbene è importante che il nostro sonno sia tranquillo, profondo (di almeno 6 ore), ininterrotto (essendo il sonno formato da 4 fasi che si alternano e in quella REM ci sono anche i sogni!) e che tutti i muscoli siano distesi. A tal proposito sarebbe necessario:

•            Dormire su un materasso di consistenza media cioè non troppo rigido ma neanche morbido (di quelli che ci si affonda!);

•            Evitare coperte pesanti e/o materiali sintetici;

•            Avere un buon cuscino che riesca a rispettare la conformità della lordosi cervicale: NO a cuscini troppo alti – NO a cuscini troppo bassi – ASSOLUTAMENTE NO dormire senza cuscino.

Passando alla posizione da seduti, la sedia dovrebbe avere una giusta altezza (ad esempio rispetto alla scrivania), in modo da formare un angolo retto tra coscia e gamba permettendo ai piedi di appoggiarsi perfettamente al pavimento. A tal proposito, possedere o acquistare una sedia ergonomica potrebbe aiutare a non assumere atteggiamenti errati nel corso di una giornata lavorativa, davanti un pc o una scrivania. E’ importante sedersi posizionando la zona lombare quanto più possibile allo schienale e non assumere un atteggiamento curvo sulla scrivania. Gli arti superiori dovrebbero essere ben appoggiati a partire dal gomito che deve essere a 90°, avambracci paralleli alla scrivania e polsi appoggiati ad un supporto.

ASSOLUTAMENTE NON USARE la sedia girevole per ruotare o inclinare il tronco ad esempio per aprire un cassetto posto sotto la scrivania o posizionare il pc in un angolo della scrivania – PC POSTO FRONTALMENTE O MEGLIO DAVANTI A NOI.

Una posizione seduta con dorso curvo protratta nel lavoro e nel tempo può causare la regressione a una cifosi totale.

Nella stazione eretta è fondamentale che siano rispettate le curve fisiologiche della colonna vertebrale ossia che tutte le strutture ossee siano ben allineate; l’aumento o la  diminuzione di una delle curve viene compensata dalla variazione delle altre due. Tutto ciò parte dai piedi che devono essere tenuti saldi sul pavimento e paralleli tra loro. sendo il bacino che sostiene tutta la colonna, questa è una zona che scatena svariati problemi alla colonna; nella maggior parte dei casi, si parla di dismetria di un arto inferiore (un arto con lunghezza maggiore rispetto all’altro) ma si dovrebbe verificare se questo accorciamento, è reale o funzionale per cui il bacino, ad un attento esame obiettivo posturale, risulta inclinato dallo stesso lato dell’accorciamento, come pure la zona lombare, mentre il cingolo scapolare si inclina dalla parte opposta.

Osservando il profilo di una persona, immaginiamo un filo che cade a piombo e che partendo dall’orecchio, passi per la spalla, per il gomito, per la cresta iliaca lateralmente per scendere, attraverso il ginocchio ed anteriormente al malleolo del piede. Questa è la stazione eretta statica che ognuno di noi dovrebbe avere.

Camminare in modo corretto non è facile ed ognuno di noi ha una sua peculiarità nel cammino. Ma la deambulazione corretta, presuppone che il tallone esegua un movimento di rullata sul terreno, che dal tallone arrivi fino alla pianta del piede e sino all’alluce che è l’ultimo dito a doversi staccare dal suolo (tacco e punta dico nella mia riabilitazione del passo!). Camminare avendo una posizione eretta ma non rigida, stabile e con il baricentro che cade tra i due piedi. Gli arti superiori dovrebbe assecondare il cammino in modo che il braccio destro va in avanti quando si fa un passo in avanti con l’arto inferiore sinisto e viceversa.

Concludo con un piccolo post su come prendere e sollevare pesi. Sarebbe un argomento da sviluppare ampiamente e se vorrete lo farò!

Ricordatevi di non sollevare oggetti pesanti con movimenti o scatti bruschi e sempre a busto flesso. Piegare SEMPRE le ginocchia mantenendo il busto eretto con eventuale contrazione dei muscoli addominali durante il sollevamento di un peso. In questo modo, tuteliamo la nostra schiena e riduciamo la pressione sul tratto lombare e l’insorgenza di altri gravi e dolorosi problemi.

Grazie per la vostra attenzione.

Un saluto

Dott.ssa Laura Vinciguerra