Numero 15                                                                                                      Venerdì 03 Maggio 2013

A PORTATA DI PENNA

di Pierpaolo Buzza

Logo Pierpaolo Buzza

Rubrica dedicata alla scrittura di storie o meglio di grandi storie, quelle che ognuno di noi sente il bisogno di raccontare.

L’autore, Pierpaolo Buzza, attraverso 16 incontri quindicinali con cadenza il giovedì ci darà gli strumenti per imparare a scrivere una bella storia, sicuramente la storia che nasce dentro di noi.

Se manderete i vostri racconti a http://www.pierpaolobuzza.it/inviaci-il-tuo-racconto.html, Pierpaolo pubblicherà sul suo sito i migliori!

– Appunti di scrittura creativa –
15. Cenni di scrittura autobiografica
In chiusura di questo ciclo di appuntamenti, non poteva mancare almeno un accenno alla scrittura autobiografica. Come dicevo nel nostro secondo appuntamento (https://makkekomiko.wordpress.com/2012/10/18/da-una-narrazione-non-si-puo-uscire-puliti/), sono un fervido sostenitore del fatto che tutto sia autobiografico; anche la storia più lontana dalla nostra esperienza reale parlerà indirettamente di noi, se abbiamo una forte urgenza di raccontarla. È questa mia convinzione a portarmi, fra i vari generi letterari, a prediligere quello autobiografico.
Ma cosa è l’autobiografia? Intanto stabiliamo quello che non è: l’autobiografia non è il racconto dei fatti che ci sono capitati. Per quello, e per una lunga, dettagliata e noiosa descrizione delle nostre sensazioni, c’è il diario.

La scrittura autobiografica, più che essere onesta con la realtà, deve essere onesta con l’autore. Sembra un controsenso, perché intuitivamente la realtà dovrebbe riflettere la personalità, ma non è detto che sia sempre così. Ad esempio, uno dei motti che potete tenere sempre con voi è you can male it happen: puoi farlo succedere. Puoi fare accadere una cosa che avresti tanto desiderato. O modificare qualcosa di reale. Quello che è importante è che, alla fine del pezzo (sia esso un romanzo o un racconto di quattro righe), il lettore abbia un’idea chiara di chi sei in profondità, che gli sembri di conoscerti da sempre.

Raggiungere questo scopo non è affatto semplice: bisogna avere una grande onestà davanti a sé stessi, prima ancora che davanti al lettore. Ricordate il discorso sullo sporcarsi le mani? Per farlo bisogna attingere a quei luoghi di sé in cui si preferirebbe non andare a pescare, ma del resto l’autobiografia non è per tutti. La mia opinione è che per fare arte, qualsiasi tipo di arte, bisogna avere coraggio. Se non lo si ha, tanto vale fare altro.
Come è possibile mettersi a nudo davanti a una pagina bianca? Semplicemente facendo di sé un personaggio principale. Se ricordate quello che dicevamo sui personaggi, sono principali quei personaggi di cui vediamo tutte le sfaccettature, anche le più deteriori, e questa profondità aiuta il personaggio a cambiare. Sicuramente quando facciamo autobiografia noi stessi siamo personaggi principali. Quindi non basta raccontare di episodi a cui abbiamo assistito, bisogna anche che questi episodi ci vedano come protagonisti. Né basta essere i protagonisti, bisogna che alla fine del racconto ci siamo fatti conoscere.

Un suggerimento: se scrivere è stato troppo facile, forse non avete detto tutto quello che potevate. Se è stato troppo difficile, forse non eravate ancora pronti per raccontare quella storia. La narrativa si colloca in quel delicato equilibrio che c’è fra urlare qualcosa perché ti brucia e il raccontarla con freddezza perché è passato troppo tempo.

In ogni caso, come già accennato, le ore passate davanti alla pagina bianca sono lavoro ben speso. La frustrazione fa parte del gioco, ed solo superando crisi successive che si migliora davvero. Per cui niente panico: raccontarsi non è semplice, e bisogna concedersi i tempi giusti e il lusso di sbagliare.

A questo link ho risposto ad alcune domande di Simona Giorgino sull’autobiografia:
http://simonagiorgino.blogspot.it/2013/01/corso-di-scrittura-autobiografica-roma.html
Vi lascio con uno spezzone di un film molto autobiografico (di un autore già molto autobiografico di suo), Aprile di Nanni Moretti.


Alla prossima!

P.

 

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