Archivio per la categoria ‘ECCO I COMICI SERI!’

Succede solo al Makkekomiko

(di Mago Mancini)

Osservare mi è sempre piaciuto, e mi ha sempre fatto compagnia, perchè osservo ogni cosa, ogni persona, ogni situazione. Nel mio mestiere osservare è importante, serve a tante cose, ma essendo di mestiere un mago non posso svelarvi a cosa mi serve. A volte però non ce ne accorgiamo ma prendiamo delle strane abitudini. Ad esempio fare la stessa strada ogni mattina per andare in ufficio, prendere il caffè nello stesso bar, oppure ascoltare la stessa radio in macchina anche se c’è troppa pubblicità. Certo se ci pensiamo bene sono abitudini che non nuociono a nessuno, direi abitudini innocenti, ma a volte invece si prendono cattive abitudini, come ad esempio frequentare amicizie sbagliate, fumare troppe sigarette, giocare ai videopoker. Decisamente brutte abitudini!

Quando mi accorgo che una delle mie innocenti abitudini è diventata persistente, mi sforzo per esempio di cambiare strada per andare in teatro, o mi faccio il caffè prima di uscire, oppure anzichè ascoltare la radio, metto un bel cd dei Metallica, e allora si che rimpiango le vecchie abitudini. Se invece una delle mie cattive abitudini diventa persistente… Ah, ma io non ho cattive abitudini!

Faccio questa noiosa premessa sulle mie abitudini perchè ultimamente ho osservato che al Makkekomiko ( www.makkekomiko.it), il laboratorio creativo, che si fa il martedì all’Accento Teatro, dove un cumulo di comici si esibisce da sei anni ininterrottamente portando in scena ogni martedì uno spettacolo diverso, il pubblico ha preso delle curiose abitudini.

Per esempio da qualche tempo alcuni affezionati spettatori, ci portano a far conoscere i loro genitori, come se volessero simpaticamente far vedere alle loro famiglie che il martedì non vanno in un posto di perdizione, ma al contrario vanno a divertirsi insieme a brava gente come loro.

Alcuni spettatori sapendo che c’è sempre un piccolo buffet aperitivo, portano del buon vino da condividere con altri spettatori prima dell’inizio dello spettacolo. Altri invece portano qualcosa da mangiare preparato a casa per la maggior parte delle volte dolci. Insomma come potete notare sane e simpatiche abitudini. Un giorno Romina, una cara e affezionata spettatrice che ci segue credo ormai da tre anni, ci ha gentilmente deliziato con dei suoi biscottini fatti con i corn flakes. Tanto erano deliziosi e tanto sono stati graditi che qualcuno ha insistito che Romina ci regalasse la ricetta. Senza nulla voler togliere alla bravissima Alessandra Buonasorte che cura la nostra rubrica “MAKKE Bon Bon” con appuntamento quindicinale ogni venerdì, Romina ha deciso di rendere pubblica la ricetta. Questo ci diverte e sappiamo che succede solo al Makkekomiko…!

Biscotti con Corn Flakes

Ingredienti:

burro 180gr

zucchero 150gr

uova 2

fecola di patate 50 gr

farina 200gr

vanillina 1 bustina

lievito 1 bustina

pinoli 100gr

uvetta 100gr

corn flakes q.b.

Preparazione:

Mettere in una ciotola tutti gli ingredienti (esclusi i corn flakes), impastare fino ad ottenere una pasta molto appiccicosa.

Riempire una ciotola con dell’acqua servirà per bagnare le mani nella preparazione dei biscotti.

quindi… prendere un’altra ciotola e mettere i corn flakes, bagnarsi le mani e prendere un pò di impasto e fare una pallina di circa 2/3 cm di diametro e versarla nei corn flakes, adagiare poi sulla teglia ricoperta di carta da forno, e così via fino ad esaurimento dell’impasto.

mettere i biscotti ben distanziati l’uno dall’altro perchè durante la cottura tenderanno ad “appiattirsi”.

Cuocere a 180 gradi per 20 minuti.

Quando i biscotti saranno freddi spolverare con zucchero a velo.

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Sbaglio?

Pubblicato: 26 gennaio 2011 in ECCO I COMICI SERI!

SBAGLIO?

(di Marco Passiglia)

Quando 8 milioni di persone hanno visto Enzo Paolo Turchi piangere, perchè gli bruciava il culo per le emorroidi, ho pensato che se metti un gruppo di persone in condizioni estreme, può anche venire fuori qualcosa di cattivo gusto, ma la gente se ne accorge.

Voglio dire, non è che poi tutti pensano che sia giusto parlare del bruciore del proprio culo, all’Italia intera. Saranno pure cazzi tuoi!

Certo poi  si può cercare di capire il motivo per cui 8 milioni di persone guardano un programma così, e la prima cosa che mi viene in mente è che, nel prezioso e variegato elenco dei programmi serali, tra merda ed emorroidi la gente ancora preferisce le emorroidi.

Ma in questi giorni è successa una cosa davvero incredibile. Forse per il caos che pervade le nostre esistenze, forse per colpa della droga televisiva che anche se non te la inietti ce l’hai già nel plasma, milioni di persone (quelle che si incontrano nei bar e nei supermercati, che parlano di calcio e di politica) si interrogano se davvero è poi così inaccettabile che una persona anziana abbia dei rapporti con persone molto più giovani di lui. Cazzo, io dico no! Non è inaccettabile, è una speranza per tutti!

Ma anche fare solo delle cenette tranquille insieme ad una mandria di fiche, credo sia meraviglioso, a qualsiasi età!

Infatti il punto non è questo. Peccato. Il problema è che il capo di un governo, di un qualsiasi Stato o qualsiasi alto grado istituzionale, se organizza delle cenette con ragazze più o meno esperte nell’arte della gratitudine, non le organizza certo per discutere dei problemi che affliggono il paese. Lo fa per godimento suo e dei suoi fedeli.

E quelle ragazze di una cinquantina d’anni più giovani, se vanno li, ci vanno per avere in cambio dei privilegi di vario tipo, anche solo quello di avere contatti con chi ha il potere di farti dei favori in cambio di una seratina sfiziosa. Quindi è una mercificazione.

E la merce di scambio non è certo la loro elevatezza morale o intellettiva, che a quanto pare non interessa a nessuno, ma il corpo. The body!

La domande che vorrei quindi porre alla vostra attenzione, sono estremamente semplici:

1-  Il capo di un governo, dovrebbe essere impegnato a incentivare o disincentivare la prostituzione e la mercificazione della donna?

2 – Il capo di un governo, col suo comportamento, può far credere al paese intero che essere una fica “disinibita” sia un merito che può farti arrivare ovunque, anche a cena a casa del capo del governo di un paese, in cui invece una laureata fatica a trovare un lavoro dignitoso, e se dopo anni disgraziatamente rimane incinta, o perde il figlio o perde il lavoro?

A voi le risposte.

E comunquemente evviva l’Italia. Evviva la fica!

Marco Passiglia

Punti di vista

Pubblicato: 8 gennaio 2010 in ECCO I COMICI SERI!

PUNTI DI VISTA

(di Claudio Fois)

Nella vita, prima o poi, capita a tutti di trovarsi nella merda.

Io invece nella merda ci sono nato. E così mio padre e mia madre. E mio nonno e il nonno di mio nonno. Insomma se a tanti, a tutti diciamo, è capitato di avere almeno una giornata di cacca… io, al contrario, nella cacca ci ho trascorso tutte la giornate della mia vita. E questo stato di cose ancora continua (e dato che sono ancora giovane continuerà per molto tempo ancora).

A vedermi da fuori si potrebbe pensare che la mia vita sia tutt’altro che invidiabile e per certi versi è così: lavorare duramente per far sopravvivere te e la tua famiglia giorno per giorno, senza garanzie, non è affatto facile e a volte, diciamolo, rasenta l’angoscia. E quel che è peggio è che non c’è alcuna possibilità che le cose cambino.

O almeno questo è ciò che pensavamo tutti fino a ieri.

Ieri è stata una giornata diversa dalle altre… è stato uno di quei giorni che non si dimenticano mai più, una di quelle giornate che fanno di te l’essere più felice del mondo e più apprezzato ed amato da chi ti sta intorno. Ieri, andando in giro per lavoro come ogni giorno, inaspettatamente ho trovato un posto che in altri termini potrebbe definirsi “Eldorado”, terra dell’oro, se non fosse per il colore, la consistenza e l’odore, poiché era un immenso campo ricoperto di merda. Enormi escrementi di vacca a perdita d’occhio che nessuno di noi finora aveva mai scoperto. Quando ho segnalato la cosa al mio gruppo, ciò ha fatto di me un eroe ed è stato subito decretato un giorno di festa e bagordi che ancora continua.

Io non capisco chi parla male della cacca, chi la disprezza, chi la usa come immagine negativa… sarà che sono uno scarabeo stercoraro e per me la cacca è tutto, è la vita… questione di punti di vista… comunque io sono felice, lo stesso spero di voi… Have a beautiful day!

Claudio Fois

La vita è un casinò

Pubblicato: 10 dicembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

LA VITA E’ UN CASINO’

(di Claudio Fois)

La vita è una sola.

Dio ci dà una dotazione di fiches di vario taglio, anni, giorni, minuti. I secondi sono monetine, poi ci sbatte dentro questo grande casinò che è l’esistenza e ci dice: “Tiè, gioca fino a quando non ti finiscono le fiches!”

E noi: “Ehe!.. Che fico!… Alè!… Guarda quante fiches!…”

Un anno te lo perdi in cambi di pannolini, pappe, urla, pianti… Non sai come giocare e nel tempo che ci vuole per imparare un po’, TAC, 6 anni: un tredicesimo circa della dotazione te la sei giocata…  così, a cazzo: slot-machine a gogò!

Poi hai imparato a giocare, ma un’altra fetta te la giochi perché, da vero idiota, sei convinto che non puoi perdere!… Arrivi a 20 anni che ti sei sparato UN QUARTO della dotazione di fiches!..

Allora cominci a percepire che più o meno devi decidere dove è che vuoi giocare, non hai molte possibilità… Non è che puoi dire: “Adesso provo a baccarat, poi vedo… se perdo tutto, tanto rivado all’ingresso a cambiare…”. No. Non funziona così.

Il problema è che di questo non ti avverte nessuno. Si forse i genitori, tuo padre ma… per qualche disegno imperscrutabile, il Padreterno ha messo dei fondamentali consigli saggi, preziosi e veritieri sulle regole e le fregature del casinò, proprio in bocca ad uno che per definizione, per partito preso, per DNA, è destinato a non essere creduto.

E allora… e allora, vedendo che la fiches sono diventate poche, giocando un po’ a baccarat e un pochino a chemin de fer, ad un certo punto PENSI, CREDI FORSE di avere trovato la cosa che più ti si confà e pensi anche di aver messo a punto pure un sistemino per non perdere più di tanto… Te ne stai lì alla roulette che ti guardi in mano: ti sono rimaste solo poco più che un terzo delle fiches… e ti guardi intorno e ci stanno un sacco di altri giochi, nuovi, apparentemente divertenti, comunque da provare… invece niente: il Tempo tiene il Banco e il Banco non perde mai…

Claudio Fois

Il male minore

Pubblicato: 5 novembre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

IL MALE MINORE

(di Claudio Fois)

C’era una volta uno splendido Paese di nome Ipazia, talmente bello che possedeva nientemeno che il 50 percento di tutto il patrimonio artistico mondiale. Ed erano belli anche i suoi abitanti i quali erano così modesti e discreti che si comportavano come se questi tesori non esistessero nemmeno! Ma la storia che voglio raccontare è un’altra…

Un giorno, in Ipazia, precisamente il 6 Aprile 2009, successe che, con grande sgomento di tutti gli abitanti, un terremoto sconvolse l’Agruzzo, (regione situata a circa metà Ipazia) causando morti, distruzione e gravi conseguenze quali ad esempio la processione che seguì, di politici (Sultano Reggente in testa), religiosi (fra cui Sua Santità Sciamano Supremo o S.S.-S.S.), giornalisti, turisti, delfini curiosi e quant’altri.

Non molto tempo dopo, il 1° ottobre dello stesso anno, la città di Mezzina, in Ficinia, fu colpita da una grande alluvione ed anche in questo caso ci furono molte vittime però meno risonanza e meno processione di VIP. Si sa: un gioco è bello quando dura poco!..

In entrambi i casi i giornali titolarono gli eventi come erano usi fare da molti anni: “Terremoto killer!”, “Alluvione killer!”… E fu a quel punto che la Natura si ribellò.

Ma non come potreste pensare o nel modo che dicevano sempre gli ecologisti, ossia distruggendo l’Umanità, niente affatto. Si ribellò proprio formalmente.

Un giorno un Tifone, un Sisma, una Valanga e uno Tsunami, in qualità di rappresentanti degli Elementi della Natura, pretesero un confronto pubblico e diretto con la stampa di Ipazia. E in quell’occasione gli Elementi tirarono fuori tutto il loro risentimento per le ingiurie infamanti che da sempre li vedevano vittime dei giornali, delle tv e dei mezzi di comunicazione tutti. “La colpa è vostra!” – rombò la Valanga – “Per ogni morto c’è, si, una responsabilità oggettiva ma dell’Uomo. Perché la Natura è onesta, sono gli uomini che sono traditori. Se fate le case abusive alle pendici dell’Etna e Lava le brucia, se l’amministrazione locale in Agruzzo finirà in galera per la mancata messa in sicurezza degli edifici, se a Mezzina le case sono fatiscenti e l’edilizia è appaltata alla Mafia (c’è come da noi e si chiama allo stesso modo N.d.A.) e così via per tutte le catastrofi successe nel corso degli anni in Ipazia: tragedia del Vallont, terremoto in Erpinia, ecc. ecc. ma cosa andate cercando da noi? Per cui: assassini e killer ditelo a vostra sorella!”.

E fu così che gli Ipaziani rifletterono (non erano abituati quindi ci volle un po’) e si accorsero che Incendi, Alluvioni, Tornadi, Uragani e Slavine effettivamente erano molto più onesti di tutti gli assessori che avevano governato fino ad allora. Le Catastrofi promettevano quel che mantenevano; le Catastrofi non erano razziste, si comportavano allo stesso modo con tutti, di qualunque credo, religione e orientamento sessuale; le Catastrofi erano incorruttibili, non andavano a puttane, non facevano gaffe, né accordi con chicchessia; le Catastrofi non litigavano fra loro né con altri e costringevano alla correttezza senza possibilità di errore: costruivi su terreno franoso? Potevi stare certo che prima o poi la casa veniva giù. Altro che condono!

Insomma, le Catastrofi facevano certamente dei danni, ma a conti fatti erano il male minore e, in ogni caso, alla disgrazia non aggiungevano anche la presa per il culo!

E fu così che gli Ipaziani fecero piazza pulita del Sultano, dello Sciamano, dell’Opponente e di tutta la politica marcia fino al midollo che avevano foraggiato fino a quel momento e alle elezioni successive elessero le Catastrofi alla guida del Paese con il cento per cento di consensi, vivendo per tutta la vita non proprio felici e contenti… ma almeno un po’ meglio di prima!

Claudio Fois

Scusa.

Pubblicato: 21 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

SCUSA

(di Claudio Fois)

C’era una volta un Paese di nome Ipazia attaccato all’Europa e dalla curiosa forma di Stivale. Questo Paese era governato da un Sultano, eletto dal popolo, che pian piano nel giro di una ventina d’anni, lo fece diventare lo zimbello e l’ultima ruota del carro del resto del mondo. Ma il popolo era tutt’altro che scontento, anzi, poiché se l’avevano eletto era perché lui era come loro ed erano felici che lui facesse certe cose perché intimamente erano le cose che avrebbero voluto fare loro: feste, soldi, bella vita, sesso, potere incontrastato…

Un giorno accadde che un giudice emise una sentenza contro il Sultano per cui il giorno seguente il giornalista Claudio Bachino per ritorsione fece al giudice una carognata vile e vergognosa (vedi link: http://www.youtube.com/watch?v=tYg9JEVSMCA).

Fu una cosa molto grave ed in qualunque altro paese del mondo il giornalista sarebbe stato immediatamente licenziato, ma non in Ipazia. Forse in passato sarebbe successo anche lì ma non in quel momento storico, tant’è che il suddetto giornalista, il giorno dopo la carognata, chiese semplicemente “scusa”.

E qui successe la cosa che cambiò completamente il destino del Paese.

Al Sultano e agli Ipaziani tutti venne un’idea che trovò condivisioni anche da tutte le parti politiche: da quel momento in poi, per qualunque cosa, sarebbe bastato chiedere scusa. Che salto di civiltà, quanta educazione! Senza malanimo, accuse, cause, perdite di tempo, litigate e travasi di bile.

Si iniziò dal falso in bilancio (reato per cui, ad esempio in America, si va in galera) che già era un passo avanti poiché era già stato depenalizzato tempo prima. La pena venne addolcita ancora di più per cui da quel momento in poi bastò chiedere scusa.

Lo scudo fiscale? Era già a posto così: chiunque avesse capitali portati all’estero illegalmente senza pagare le tasse, li poteva riportare senza neanche pagare il 5% previsto dal provvedimento… bastava chiedere scusa.

Costruzioni abusive che in Ipazia venivano condonate? Via anche il condono. L’ecomostro poteva rimanere in piedi ma si doveva chiedere scusa.

Gaffe internazionali del Sultano ed insulti alle istituzioni? Scusa.

Battutacce offensive nei confronti della dignità femminile? Scusa.

Frequentazione di minorenni? Scusa.

E così pian piano, per tutto il resto:

il malato in coma irreversibile da 17 anni senza diritto di morire. Eh lo so, scusa.

Povertà crescente. Social card flop. Scusa.

Cervelli in fuga. Scusa.

Tagli alla scuola, alla sanità, alla ricerca, allo spettacolo. Scusa.

Centrali nucleari inutili con sperpero di denaro e danni ambientali. Scusa.

Divieto di manifestazione del dissenso. Scusa.

E poi a seguire: reati legati all’omofobia e al razzismo. Scusa.

Violenza privata e di gruppo. Scusa.

Abbandono di cani e maltrattamenti di animali in genere. Scusa

Ipazia trasformato uno Stato confessionale come l’Iran. Scusa.   

Furti, rapine, scippi. Scusa.

Insomma alla fine l’Ipazia fu ufficialmente riconosciuta come la nazione più educata del mondo… e fu segata via dall’Europa. E venne praticato un foro proprio al centro, tra l’Ombria e la Tuscalia. E mentre l’acqua fluiva inondando lo Stivale e la ex penisola colava a picco, trascinando con sé le due isole maggiori, Ficinia e Carpegna, legate ad essa per mezzo dei due ponti faraonici che il Sultano aveva fatto costruire a sua imperitura memoria, gli abitanti poterono sentire dal mondo quella parola che finalmente aveva spazzato via le altre che da sempre etichettavano Ipazia quali “Sole”, “Spaghetti”, “Mandolino”, “Mafia”, “Berlusconi”. La parola, naturalmente era “scusa”! 

Claudio Fois

Rumore tossico…

Pubblicato: 20 ottobre 2009 in ECCO I COMICI SERI!

Rumore tossico…

(di Marco Passiglia)

 

La nostra vita è pervasa da una specie di sussurro di fondo, fatto di ventole che girano e di corrente che passa in apparecchi che funzionano, che noi consideriamo silenziosi ma che silenziosi non sono.

Questo eterno rumore di fondo, chiamato dagli Americani “bazing” (perchè ricorda il suono di uno sciame di api) ormai è parte di noi e ci accompagna nella vita.

Pensate negli uffici quanti cavi passano sotto il pavimento e dentro i controsoffitti.

E poi il rumore senza fine di motori accesi, di gomma che rotola sull’asfalto, di sirene, di telefoni, citofoni, segnali orario, clacson, antifurti, radio, televisioni, musica che passa, tacchi di scarpe, i secondi dell’orologio, la Ventura che strilla, porte che sbattono, treni che passano, cancelli che si aprono, aerei che sorvolano, vigili che fischiano, manifestanti che protestano, elicotteri che controllano, pupazzi che cantano, pupazzi che piangono, pupazzi che ridono, pupazzi che ci fanno la morale, applausi finti, bombe, uomini bomba, autobombe, ambulanze, messaggi, connessioni a internet, il mio computer che si spegne, la portiera della mia auto che si apre, poi si chiude, io che parto, io che arrivo in campagna, I passi sulla ghiaia, un respiro profondo e poi…. silenzio.

Finalmente silenzio.

Il giusto silenzio.

Però, sento ancora qualcosa.

Cos’è?

Cazzo, mi fischiano le orecchie!!!

Marco Passiglia