Posts contrassegnato dai tag ‘battute’

Numero12                                                                                                       Giovedì 07 marzo 2013

A PORTATA DI PENNA

di Pierpaolo Buzza

Logo Pierpaolo Buzza

Rubrica dedicata alla scrittura di storie o meglio di grandi storie, quelle che ognuno di noi sente il bisogno di raccontare. L’autore, Pierpaolo Buzza, attraverso 16 incontri quindicinali con cadenza il giovedì ci darà gli strumenti per imparare a scrivere una bella storia, sicuramente la storia che nasce dentro di noi.
Ricordiamo a tutti che da giovedi 7 a domenica 10 marzo Pierpaolo sarà in scena col suo gruppo di improvvisazione, Trama Libera Tutti, al Teatro Trastevere! Potrete vedere alcune di queste tecniche narrative applicate in pratica, in modo improvvisato. Tutte le info su http://tramaliberatutti.blogspot.it/

– Appunti di scrittura creativa –
12. Incipit, aforismi e battute
Nello scorso appuntamento abbiamo visto quella che abbiamo definito la teoria della rasoiata, che si può così riassumere:

un concetto espresso con 20 parole ha una certa forza.

Lo stesso concetto espresso con 10, ne ha molta di più.

Lo stesso concetto espresso con 5 parole è l’aforisma che resta nella storia.

Tante meno saranno le parole che usiamo per dire qualcosa, tanto più la lama del rasoio sarà affilata, e quello che vogliamo dire uscirà dalla pagina.
Ci sono momenti in cui la narrazione può essere un accompagnamento, altri momenti in cui può essere una descrizione, altri in cui può essere una rasoiata. L’importante è saper riconoscere questi momenti e conoscere le tecniche per realizzare l’effetto che si cerca. Di solito la narrativa come accompagnamento è abbastanza istintiva, mentre per mettere in pratica la teoria della rasoiata ci vuole un po’ di pratica in più. Perché, nonostante uno dei motti per chi scrive è che la migliore amica di uno scrittore sia la sua gomma da cancellare, questo lavoro di taglio non è sempre facile.
Uno dei momenti in cui potrebbe essere utile applicare la teoria della rasoiata è l’incipit. È ad esso che deleghiamo il compito di catturare il lettore e trascinarlo nella nostra storia, per cui dovrebbe essere qualcosa di forte e immediato. Basti pensare all’incipit di Anna Karenina: “Tutte le famiglie felici sono simili; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. Oppure all’incipit del Manifesto del Partito Comunista: “Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo”. Sono frasi molto efficaci, che attirano subito il lettore nel mondo della storia che si sta per raccontare.

Ovviamente questo non è l’unico modo di scrivere un incipit, ce ne sono altri ugualmente validi; però è UN modo di sicura presa.
Un esercizio che si può fare per affinare la tecnica è la scrittura di aforismi. Prendete un pensiero che avete sulla vita, e scrivetelo nel dettaglio. Poi domandatevi: si può togliere qualcosa? E riscrivetelo. Poi rifatevi la stessa domanda. E così via, fino a creare un aforisma di una, due, massimo tre frasi. È possibile che la versione definitiva sia solo una lontana parente della prima stesura: che contenga tutte le stesse cose, ma con una forma completamente diversa. Fare questo esercizio una volta al giorno si rivelerà di un’utilità sorprendente quando andate a scrivere.

Prima parlavo di incipit: quando l’incipit di una storia riesce ad essere una sorta di aforisma che in qualche modo tiene dentro di sé il cuore della storia, è un colpo da 100 punti.

Vale lo stesso discorso se scrivete battute umoristiche. In una battuta, la brevità è tutto. È questo il motivo per cui una battuta viene riscritta 100 volte prima che sia buona.

Vi lascio proprio con il link al un sito di satira collettiva, che ho contribuito a fondare, Acido Lattico: ogni giorno escono con battute sull’attualità. Notate quanto la posizione di ogni parola sia studiata, e non ci sia nessuna parola di troppo. Se ci fosse, si perderebbe l’effetto comico.

http://www.acidolattico.org/
Alla prossima!

P.