Posts contrassegnato dai tag ‘Claudio Fois’

Numero centododici                                                                                         Lunedì 12 dicembre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SALVA ITALIA

E dunque cari posteri…

In questi giorni non si parla altro che dei sacrifici chiesti dal governo Monti agli italiani con ovvia, coerente esclusione del Vaticano in quanto facendo Stato a sé è naturale che ne rimanga fuori (inoltre Dio non si è espresso in alcun modo al riguardo pertanto i vertici ecclesiastici restano scrupolosamente in attesa di un Segno).

Per ciò che riguarda i cosiddetti “ricchi”, anche qui si tratta di rispettare l’indole della categoria che, si sa, non ama far quello che fa la massa e poi, se possibile, tende ad evitare noie burocratiche quali presentare la dichiarazione dei redditi o girare troppo col macchinone per trovare un parcheggio lecito. Perciò il prof. Monti ha saggiamente individuato nei ceti basso e medio i soggetti ideali a cui chiedere sacrifici ed io ho una prova tangibile di come in effetti questa sia la scelta giusta e forse l’unica possibile.

Ieri, a Milano, in un invernale sabato qualunque, facendo una passeggiata in centro, zona Duomo, mi sono imbattuto in una lunghissima, impressionante fila di persone di quelle che si vedono soltanto quando c’è l’uscita di un prodotto “cult” o davanti alla camera da letto di Sabina Began, tutte in attesa di entrare in un piccolo negozio per ottenere l’agognato prodotto di rosticceria “i panzerotti di Luini”.

Ora io mi chiedo, che cosa diavolo c’è dentro questi panzerotti che giustifichi la perdita di tempo di un’ora o poco meno? Te li servono incartati nel foglio con la soluzione del Terzo segreto di Fatima? Sono ripieni di un I-Phone 5 con la rubrica contenente i numeri di telefono di Scarlett Johansson o Johnny Depp e la parola magica per farli capitolare? C’è forse nell’impasto l’elisir di lunga vita, indispensabile per campare un paio di secoli e poter godere così della pensione per almeno un decennio?

Lo stesso fenomeno l’ho riscontrato a Roma alla gelateria S.Crispino dove prendere un gelato è più difficile e lungo che fare una tac al policlinico neanche arrivati al banco ci fosse la Santanchè in persona a disposizione per giocare a “tre palle un soldo”.

Posto che sicuramente anche in altre città italiane si verificherà questo fenomeno, ecco che salta subito all’occhio come a certe categorie di persone (non i ricchi e non la Chiesa bensì il Terzo e il Quarto stato) non importi veramente il rapporto costi/benefici ma amino proprio il sacrificio in sé. Altrimenti non si spiegherebbe perché una persona di media intelligenza dovrebbe far diventare una specie di lavoro o di conquista iniziatica ciò che dovrebbe essere poco più che uno sfizio.

Quindi, cari posteri, è chiaro e lampante che il famoso decreto “Salva Italia” da poco varato dal nuovo governo non contiene alcune norme che in un colpo potrebbero dimezzare il debito pubblico appositamente per favorire la naturale predisposizione ed attitudine di alcune classi sociali a soffrire ed è così che l’Italia sarà prossimamente fuori dal rischio default. Resta solo da capire chi la salverà dagli italiani.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Da “I mostri”, (Dino Risi 1963) episodio: il sacrificato

http://www.youtube.com/watch?v=YUXZ7cr3LH8

Brano da “Nell’anno del Signore” (Luigi Magni 1969)

http://www.youtube.com/watch?v=gK3c4tNv3lk

Numero centoundici                                                                                        Lunedì 5 dicembre 2011

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SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

AVANTI IMPOPOLO

E dunque cari posteri…

Il presidente del consiglio Mario Monti sta perdendo gran parte del suo odore di santità e gli italiani, che sono un popolo notoriamente devoto sempre in cerca di nuovi santi in Paradiso o comunque che si rivolgono spesso alle alte sfere celesti soprattutto quando girano vorticosamente quelle basse terrene, sono rimasti spiazzati.

Va detto che chiunque fosse venuto al posto del predecessore, compreso Lord Voldemort nell’atto di prendere a schiaffi l’orso Yoghi, sarebbe stato accolto con giubilo tanto il vecchio primo ministro ha avuto la capacità di suscitare odio e disprezzo come non si vedeva dai tempi di Gei Ar di Dallas. Però qui la cosa sembrava proprio diversa e a Napoli già le tradizionali botteghe dove si creano pupazzetti del presepe, ogni anno con i personaggi del momento da aggiungere alla collezione, avevano già dato le sembianze del neo premier alle statuette di San Giuseppe, il Bambinello, la Madonna così che da solo potesse rappresentare la Sacra Famiglia ed era ancora poco. Se non che il capo del governo tecnico ha perso di colpo tutta la sua popolarità perché invece di dire agli italiani ciò che si aspettavano, ovvero: “Adesso risanerò il bilancio dello Stato ma voi dovete andare tutti insieme in una beauty farm, chiudere gli occhi e non riaprirli fin quando non è finito il ciclo di massaggi con oli profumati a cui, per scusarci del disagio arrecatovi, seguirà una dieta di cannoli siciliani e quando uscirete tutto sarà a posto”, egli ha preso provvedimenti impopolari andando a toccare pensioni e patrimoni.

La doccia è stata fredda, cari posteri, ma per fortuna anche quest’anno il presepio non resterà sguarnito perché all’orizzonte il santo da glorificare in vita ad un certo punto è arrivato e per di più operando un vero e proprio miracolo, di quelli di una volta: la resurrezione. Il personaggio in questione è lo showman Fiorello che totalizzando con il suo nuovo spettacolo televisivo uno share del 48%, ha fatto il miracolo di resuscitare la Rai in particolare e la Tv cosiddetta generalista nel suo insieme, le quali considerando lo stato di decomposizione del cadavere, più che a Lazzaro somigliavano a Tutankamon o peggio, a Donatella Versace. Se ci aggiungiamo poi la moltiplicazione degli spettatori (ben 12 milioni) i miracoli diventano due a questo punto, cari posteri, trattandosi di cose trascendentali si sconfina nel dogma per cui da persona non religiosa (anzi addirittura “anti”) quale sono, non posso certo io penetrare a fondo nel Mistero glorioso del successo di questo show. All’apparenza ne #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend (questo il titolo del programma) sembra che di grande abbia la scenografia e la simpatia di Fiorello ma non grandi battute e grandi idee. In pratica è noioso ma a dire questo si rischia di diventare eretici o addirittura impopolari come Monti e di restare fuori dal presepio che al momento finché il Vaticano ha il potere che  ha l’Ici sulle casette e sulla grotta per il momento non si pagano.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Il dito medio do Galileo da “Il sogno eretico” di Caparezza

http://www.youtube.com/watch?v=gzlm7NSJcJE

www.makkekomiko.it

Numero centonove                                                                                           Lunedì 21 novembre 2011

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SUPPOSTE DI PRESENTE 

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

EDUCATAMENTE

E dunque cari posteri…

Da un attendibile studio (di quelli che sovente si trovano sui trafiletti di Corriere.it, in cui i ricercatori della prestigiosa Teletubbies University rilevano la correlazione tra l’aumento di un grado dell’effetto serra e fare sesso in bicicletta) è emerso che da qualche tempo la maggioranza dei cittadini italiani sono preda di risvegli improvvisi nel cuore della notte presi dal timore che Lui sia tornato.

Almeno una volta ad ogni italiano dotato di coscienza anche semifunzionante, Euro 1, a miscela da trattore (quindi che non ha mai votato Lega) è capitato di svegliarsi madido di sudore, terrorizzato che tutto fosse come prima, salvo poi rivedere la registrazione del discorso di insediamento del nuovo premier Mario Monti e riaddormentarsi di nuovo sia per il conforto sia per il ritmo del discorso stesso.

Il precedente regime politico in Italia è stato talmente volgare, becero, chiassoso e pacchiano che le urla belluine di Santanchè, Lupi, Brunetta, Sacconi, La Russa ed altri detentori di permesso di soggiorno abusivo nel regno della specie umana ancora risuonano sinistri nella notte nebbiosa riempiendo di turbamento i nostri sonni già di per sé inquieti.

Dopo aver ascoltato in questi anni tanto sproloquiare da gente che per sopperire alla carenza di concetti alzava voce e dito medio, alle prime battute del nuovo presidente del Consiglio noi persone civili abbiamo subito capito che quello di cui avevamo veramente bisogno non erano riforme di pensioni o del lavoro, lotta all’evasione fiscale o riordinamento della giustizia e tantomeno risoluzione del conflitto d’interessi bensì di semplice, antica, sana buona educazione.

Ebbene sì, cari posteri, quando il professor Monti, banchiere di matrice cattolica e la sua squadra di rispettabili tecnici anch’essi cari alla Chiesa, dopo aver rimesso a posto i conti italiani faranno una modifica alla legge sull’eutanasia convertendola di fatto in ottimo mangime per galline, sono convinto che ce lo diranno con estremo garbo e ciò non è cosa da poco.

E che delizia per il buon gusto quando davanti ad una tazza di tè sulle macerie gommose di Nicole Minetti, ci chiederanno pacatamente per favore, di dimenticare per sempre quella bestemmia che è la legge sulla fecondazione assistita, ché a nominarla si fa piangere la Binetti quindi è scortesia.

Stesso dicasi per le coppie di fatto di cui non resterà più neanche l’idea ma senza urla o arroganza, anzi avvisando tutti con una lettera vergata in punta di penna d’oca.

Non vorrei, cari posteri, sembrarvi disfattista perché nonostante la maggior parte dei parlamentari siano rimasti gli stessi, finalmente alla guida del Paese ci sono persone educate, gentili, che salutano, parlano pacatamente, aiutano le vecchiette ad attraversare la strada, salvano i gatti dagli alberi, sono iscritti agli scout… il punto è che questa è esattamente la descrizione dei vicini di casa serial killer, per cui pure oggi si prospetta un’altra nottata in bianco. Speriamo bene.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Claudio Baglioni “Ninna nanna della guera”

http://www.youtube.com/watch?v=F_bYMWcHAB0&feature=fvst

Numero centootto                                                                                            Lunedì 14 novembre 2011

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SUPPOSTE DI PRESENTE 

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

THE DAY AFTER 

E dunque, cari posteri…

Il Nano, il Ba-nano, il Caimano, il CaiNano, lo Psiconano, il Cavalier Pompetta, Piselloni, Papi, Capo Culoflaccido, il Cavaliere Maskarato, Berluska, Al Tappone, Sua Emittenza, Burlesquoni, l’Utente Finale, l’Unto, il Santo Puttaniere, insomma, in poche parole il fratello dell’ex compagno dell’ex moglie di Giorgio Mastrota, si è dimesso.

C’è qualcosa di diverso nell’aria, è più pulita, più carica d’ossigeno, lo spread da 560 a cui era arrivato è sceso a 2, la glicemia a 50, il buco nell’ozono s’è tappato, la primavera è sbocciata e sono stati definitivamente risolti sia il problema delle doppie punte che quel fastidioso senso di gonfiore della Marcuzzi. In breve c’è la perfetta atmosfera di gioia e di relax di cui godono nei film dell’orrore gli ingenui sopravvissuti al massacro pensando che tutto sia finito. Infatti, cari posteri, dopo la temporanea, dolorosa reggenza del Paese da parte di un governo tecnico, (perché si sa che quando uno chiama un tecnico sarà un salasso anche se solo l’apparecchio fa un rumorino figuriamoci qui che la macchina pare una Multipla masticata da Godzilla) già si profila all’orizzonte la comparsa del nuovo, indistruttibile, terrificante governo Romero.

Dopo la Notte del Vecchio Gaudente, già si stagliano all’alba le figure inquietanti e cariche di terrorizzanti presupposti di zombi Democristiani che defunti solo in apparenza (ma per un partito che ha nella denominazione un riferimento a Cristo è il minimo) ora si risvegliano per dare all’Italia il fatale Morso Conservatore e renderla come loro stessi una creatura bloccata per sempre in un’esistenza di immortale, serafica non-vita.

Vi ho intristito? Ma no, cari posteri, sorridete perché esattamente come negli horror, quando tutto sembra perduto per i poveri protagonisti (che comunque, proprio come i cittadini italiani, spesso se la vanno a cercare dicendo cose del tipo: “dividiamoci” oppure in una notte senza Luna “andiamo a cercare nel bosco”) ecco che dall’estero arriva il colpo di scena, la soluzione scaccia guai. E’ una notiziola che ancora non occupa le prime pagine dei giornali ma quando lo farà potrebbe non trovare proprio più i giornali poiché si tratta dell’Iran che sembrerebbe stia lavorando alla bomba atomica. E pare che per renderla più letale la testata non contenga plutonio ma colletti usati di giacche di Ahmadinejad. Israele già si è messa sulla difensiva ed ha chiesto alla comunità internazionale di usare la forza che, va bene tutto, ma ‘sta partita di ritorno della Seconda Guerra Mondiale, non è che i figli di Abramo la devono giocare per forza.

Al momento la questione sembra in stallo, l’Aiea sta facendo accertamenti, l’Onu prende tempo, il nuovo ministro della Difesa italiano sta nascondendosi dietro il banco come quando la professoressa dice: “Venga… venga…” (e comunque quando sarà il momento è certo che la sa, perché è facile: “Siamo in missione di pace”), insomma anche senza Berlusconi non ci si annoia di certo e… a proposito: qualcuno avverta Bersani di non dire più che il presidente del consiglio deve dimettersi!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Michael Jackson “Thriller”

http://www.youtube.com/watch?v=sOnqjkJTMaA&ob=av3n

Numero centosette                                                                                           Lunedì 7 novembre 2011

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SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

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ETERE O NON ETERE

E dunque, cari posteri…

Pensavamo che il luogo comune “piove, governo ladro” fosse solo una metafora, invece forse è giunto il momento di ricrederci giacché è impossibile che la connessione tra quanto perpetrato da questa maggioranza parlamentare e ciò che sta accadendo al Paese a livello di condizioni meteo sia solo una coincidenza. Ad onor del vero c’è da dire che con personaggi come Sacconi, Stracquadanio, Brunetta, Verdini ed altri figuri della stessa risma ci è andata pure bene che quella che vien giù ad allagare le nostre città sia solo acqua!

Tre giorni or sono la pioggia torrenziale che ha “messo in ginocchio” Genova (espressione, questa, usata in numero pari alle gocce che hanno formato l’alluvione) ha gettato nello sgomento oltre ai liguri anche tutti gli altri connazionali che grazie all’infausto evento hanno scoperto che in Italia qualcuno ha costruito dove non poteva. Per tacere poi della sorpresa dipinta sui volti di chi ha cementificato per anni senza ritegno, sconcertati che nonostante fossero in regola con la vagonata di condoni concessi negli anni, la piena abbia sommerso pure i loro redditizi manufatti.

Ma una riflessione a latere di tutta la faccenda, cari posteri, è relativa ad una conseguenza sulla quale mi interrogo senza peraltro trovare una risposta univoca. Il giorno della catastrofe, il comico genovese Maurizio Crozza ha deciso di non trasmettere la puntata in diretta del suo show televisivo, in segno di vicinanza ai suoi concittadini. La decisione di non andare in scena da parte di un comico è perfettamente condivisibile perché è lui, come si dice in gergo, che “ci mette la faccia” ed è a lui che spetta la scelta di fare o meno il suo spettacolo. Nel contempo il programma Colorado (registrato) ha invece avuto regolarmente corso. Trasmettere o non trasmettere? Questo è il problema. A Genova sono morte sette persone ma non esiste una hit parade dei caduti per cui prima che un omicidio plurimo si possa chiamare “strage” deve dare la tesi però, magari, se conosce qualcuno in un quotidiano può diventare direttamente “ecatombe”. Qui l’entità del danno l’ha data il fatto che moltissime persone hanno perso tutto, e questo è successo anche qualche giorno prima anche in una vasta zona delle Cinque Terre, ma ha fatto meno effetto.

Secondo me non esiste una regola fissa ed immutabile perché e quando la comicità si debba fermare. Teoricamente sempre perché ogni giorno c’è un’occasione vicina o lontana, grande o piccola, che rende poco opportuno il “divertirsi”. D’altro canto, mentre succedono le cose brutte, la vita va avanti, Berlusconi continua ad essere la malattia e gli italiani spesso la cura sbagliata, e certi prodotti sono il frutto del lavoro di molti, come appunto trasmissioni comiche che forse devono andare avanti. Insomma, cari posteri, come dicevo, non c’è una risposta giusta, o forse non c’è affatto. Sarebbe bello comunque che, Natura a parte, tutti facessero con coscienza il proprio lavoro perché poi i comici non debbano essere costretti a fermare il loro.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Paolo Rossi “La preghiera del comico”.

http://www.youtube.com/watch?v=ugWx3UukLCs

Numero centosei                                                                                              Lunedì 31 ottobre 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

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E’ UN RAFFREDDORE

 E dunque, cari posteri…

Qualche giorno fa una mozione votata alla Camera ha cancellato definitivamente l’insano progetto del Ponte sullo stretto di Messina con la conseguenza che la Mafia ha chiesto una lettera di intenti al governo per un piano di rientro del mancato guadagno. Comunque, per qualcuno che c’è rimasto male, altri sono stati contenti come ad esempio La Russa che per festeggiare il risparmio di parecchi miliardi ha acquistato diciannove Maserati blindate per trasportare altrettanti generali. Considerato che gli Arbre Magique erano in omaggio e calcolando poi che per coprire la puzza di marcio ce ne son voluti una tonnellata, alla fine i bolidi son venuti via praticamente regalati.

E mentre la Natura s’accanisce sul nostro mondo per cui la Liguria è stata colpita da un’alluvione con grosso sgomento di tutti, ed in Turchia un terremoto ha causato centinaia di morti dove i media hanno reagito con un unanime e sentito: “Ah sì?”, all’interno del PD c’è in atto una summa di entrambe le catastrofi poiché un giovane di nome Matteo Renzi vuole svecchiare la dirigenza proponendo nomi freschi e più moderni sistemi per mandare a picco il partito in modo innovativo e fantasioso.

Ma la cosa notevole che sta per accadere a breve, cari posteri, è la perdita in contemporanea di migliaia se non milioni di posti di lavoro a causa di Silvio Berlusconi.

Ebbene sì, tra poco il patetico pene col premier intorno finirà la sua parabola trascinando con sé la folla di satirici, vignettisti, battutari, blogger, autori improvvisati o professionisti che rimarranno a spasso e purtroppo senza neanche la soddisfazione di essere stati la causa della fine di questo orribile, mortificante periodo storico.

A leggere le riviste di satira come la versione attuale del “Male”, l’inserto del “Fatto” o il neonato “Ruvido”, oppure consultando Spinoza sul web o guardando gli ultimi sprazzi di satira in TV ci si rende conto che il materiale di partenza è sempre il Cavaliere, che ahinoi non è vittima della satira ma ne è il motore immoto da vent’anni. Per carità, è giusto provarci e tenere duro, ma quando cadrà o se ne andrà lo farà da solo, perché se non è accaduto finora dopo tutto quello che ha detto e fatto vuol dire che l’Italia e gli italiani sono davvero diversi da ogni altro popolo “normale”. C’è un vecchio detto, cari posteri, per cui il raffreddore “se lo curi dura una settimana, se non lo curi dura sette giorni” ed infatti per quante ricerche la scienza abbia effettuato, non ha ancora trovato il sistema per sconfiggerlo. E questo è Berlusconi. Non, come erroneamente dicono i più strenui detrattori, una metastasi del nostro paese o una cancrena che ha attaccato la nostra cultura fino a necrotizzarne le radici, bensì un semplice raffreddore: nessuno è immune, non è grave per cui lo si prende sotto gamba, si sopravvive pur con tutti i disagi che comporta, è contagioso, odioso, imbarazzante ma soprattutto non c’è rimedio. Comunque come ogni raffreddore per fortuna passerà e ringraziando il cielo non mancano molti starnuti. Etcì! Eccolo…

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois.

Link consigliati: Un classico di Totò (da “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”)

http://www.youtube.com/watch?v=JLjaVD5OV3g

“La morte dell’impiegato” di Anton Cechov

http://digilander.libero.it/dlpasquale/cechov.pdf

Numero centocinque                                                                                       Lunedì 24 ottobre 2011 

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

SUV DEMOCRACY

E dunque, cari posteri…

Non lasciatevi ingannare dalle insistenti notizie che un giorno potreste trovare sul nostro tempo secondo le quali siamo in crisi (magari sfortuna ha voluto che gli unici  reperti sopravvissuti siano solo stralci dell’ingannevole stampa di Sinistra). Effettivamente tutto lo lascerebbe presupporre ma in realtà ce la caviamo, solo che viviamo al di sopra delle nostre possibilità per cui spesso siamo in affanno. Prendiamo ad esempio la Democrazia. Noi occidentali abbiamo voluto quella più costosa, superaccessoriata, da esportazione, ma soprattutto abbiamo preso il modello a benzina: bella, sì, ma costa e consuma. Consuma più carburante di quante volgarità abbia sparato Bossi dopo che gli hanno chiuso i ministeri di Ruttolandia. Allora, cari posteri, per mantenerla, questa Democrazia, facciamo enormi sacrifici pertanto capita che sacrifichiamo l’etica, il buon senso, lo spirito umanitario, la coerenza, gli scatti di civiltà ma, oh,vuoi mettere, vale la pena: si tiran su fighe e se invece uno lo tiri sotto, alla guida di una bellezza così una parte di ragione ce l’hai comunque.

L’ultimo in ordine di tempo che è finito sotto le ruote è stato Gheddafi, dittatore sanguinario e maschilista che, proprio come Saddam Hussein, tra le altre colpe aveva quello di aver parcheggiato il suo regime due-ruote da coatto col sellino di pelliccia di cammello proprio davanti alla pompa di benzina dove noi dovevamo fermarci per fare il pieno. Be’, è andata come è andata, l’hanno finito con un colpo alla tempia e qualcuno dalle nostre parti ha detto: “Se l’è andata a cercare”. Infatti pare che le sue ultime parole siano state: “Vai, la prendo di testa!”.

Materialmente gli esecutori dell’omicidio sono stati i “ribelli” (nella fattispecie un  ragazzetto con una pistola d’oro, dono evidentemente della prima comunione) ma noi con la nostra bestia ultracompressa, otto cilindri, air force di serie, eravamo lì, per cui non solo è il caso di fare il CID, ma ci spetta ovviamente anche una bella fornitura di carburante e i bollini per prendere il borsone.

Insomma, cari posteri, è bella la nostra Democrazia, e quando è lavata, lucidata e ripulita dal sangue che ogni tanto sporca il paraurti, è anche un bel mezzo con cui muoversi, il punto è riuscire presto ad avere un modello elettrico o meglio ancora ad energia eolica e allora, poi la scommessa, sarà riuscire a metterci alla guida sobri!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Giorgio Gaber “La democrazia”

http://www.youtube.com/watch?v=3iccz42Yfxs&feature=related