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MAKKETIRIDI

 Festival Nazionale di Cabaret del Makkekomiko
1^ ed. 2016

Dal 2 al 5 giugno 2016 si è tenuto a Roma, presso l’Accento Teatro il 1° Festival Nazionale del Cabaret del Makkekomiko, il MAKKETIRIDI. 
Trentatré sono stati i comici che da tutta Italia hanno partecipato al Festival, undici a semifinale, sedici sono i comici passati alla finale e quattro i premi assegnati.

In scena Giovanni Celani

In scena Giovanni Celani

L’organizzatore e l’ideatore del Festival, Alessandro (Mago) Mancini, nonché papà e fondatore del Makkekomiko, ha avuto sempre chiaro l’obiettivo e la finalità del Festival del Cabaret, ricercare tra i partecipanti la creatività, l’originalità, il rigore che sono alla base della professione del comico.
Le selezioni sono iniziate a novembre 2015 e nella sede del Makkekomiko sono arrivati tantissimi video da tutta Italia e chi poteva si è esibito durante gli spettacoli del martedì dei comici professionisti del Makkekomiko presso l’Accento Teatro che da undici anni non manca un appuntamento. La particolarità del festival è stata che partecipare come concorrente, valeva partecipare ad un casting di provini per la trasmissione Italia’s Got Talent in onda su Sky Uno e in contemporanea su TV8. A votare i comici ogni sera oltre il pubblico, c’era una giuria tecnica ogni volta diversa, come l’attrice comica Annalisa Aglioti ( la moglie modello di Colorado Cafè), Gianluca Bomprezzi (Sceneggiatore cinematografico: “Matrimonio al Sud”, “Baciato dalla fortuna”, “A Natale mi sposo”) Pietro Sparacino (Satiriasi, Le Iene), Filippo Giardina (fondatore di Satiriasi, Nemico Pubblico), presidente di giuria Marco Terenzi (Autore: Ottovolante, Radio 2, Dario Cassini, Virginia Raffaele, Dado).

La giuria della Finale: Da sinistra, Pietro Sparacino, Filippo Giardina, io e Claudio Fois

La giuria della Finale: Da sinistra, Pietro Sparacino, Filippo Giardina, io e Claudio Fois

Ogni sera prima dello spoglio a divertire il pubblico la comicità di Angela De Prisco, comica di Salerno trapiantata a Roma da più di venti anni. A vincere la finale e ritirare i premi sono stati: Valerio Magini 4° premio “Miglior Testo” assegnato dalla giuria tecnica. Giorgia Ciotola parimerito con Fabrizio Mazzeo 3° premio “Giovane promessa” assegnato dalla giuria tecnica.

Vincitore 4° premio, beccato a festeggiare per le vie di Roma, Valerio Magini.

Vincitore 4° premio, beccato a festeggiare per le vie di Roma, Valerio Magini.

I vincitori del 2° premio: da Sinistra Mastroianni Pierpaolo e Giorgia Ciotola, io.

I vincitori del 2° premio: da Sinistra Mastroianni Pierpaolo e Giorgia Ciotola, io.

2° premio “Premio del pubblico” assegnato dal pubblico a Pierpaolo Mastroianni a parimerito ancora con Giorgia Ciotola, 1° premio “Giuria tecnica” assegnato appunto dalla giuria tecnica a Claudio Sciara.

I vincitori con il presidente di Giuria Marco Terenzi.

I vincitori con il presidente di Giuria Marco Terenzi.

 

I vincitori: da sinistra Fabrizio Mazzeo, Giorgia Ciotola, io, Claudio Sciara

I vincitori: da sinistra Fabrizio Mazzeo, Giorgia Ciotola, io, Claudio Sciara

 

 

 

Un rigraziamento speciale va a tutti i comici che hanno dato al Makkekomiko fiducia e stima: Balzano Michele, Barone Michela, Bernardini Marco, Blumetti Ginaluca, Caccamo Salvatore, Calia Mariangela, Celani Giovanni, Ciotola Giorgia, D’Onofrio Angela, Di Francesco Alessandro, Febbo Marco, Germinario Giuseppe, Giannini Marco, Macaro Manuela, Maccioni Gustavo, Magini Valerio, Mastroianni Pierpaolo, Mazzeo Fabrizio, Melis Federico, Muscetta Umberto, Nardi Graziano, Nardozi Lele, Paolacci Damiano, Paris Enrico, Peretto Ivan, Proietti Luca, Schillirò Andrea, Sciara Claudio, Serboli Daniele, Sparacino Paolo, Tortorella Francesco, Vespa Luisanna, Vincis Marco. Grazie a chi ha dato una mano dietro le quinte, ricordiamo anche il pubblico meraviglioso che numeroso ha deciso di trascorrere con noi serate piene di risate. L’appuntamento è per giugno dell’anno prossimo e la promessa che facciamo e che sicuramente manterremo è quella di fare meglio, ma dal 4 ottobre 2016 riprenderanno i nostri spettacoli dal vivo se verrete a trovarci vi facciamo ridere.

Alessandro Mago Mancini

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Codice Makkekomiko

Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l’uomo? Parlo sempre di me perchè non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l’arte che gli pare. ( Tristan Tzara, manifesto del dadaismo, 1918).
Uso il pensiero di questo poeta per sottolineare che tutto è opinabile, infatti questo insieme di regole, di passi o meglio, questo codice  è stato pensato per i nuovi comici, che entrano per la prima volta nel mondo del MAKKEKOMIKO, per indicare quindi la linea di pensiero del laboratorio.
Il codice Makkekomiko è stato pensato anche per tutelare il pubblico che viene a teatro per applaudirli.

  1. Il Makkekomiko è un luogo di scambio, creativo e umano dove si vuole scrivere la comicità per davvero. Tutti possono partecipare, ammesso che siano professionisti: attori comici e cabarettisti che fanno di questo mestiere il pane quotidiano.

  1. Il comico può presentare un monologo che non duri più di 5/6 minuti, una serie di battute non contestualizzate, purché non siano rivisitazioni di barzellette o battute di altri comici, italiani o stranieri. L’importante è che sia sempre originale.

  1. Il comico può presentare un personaggio che non duri più di 5/6 minuti, ma che non sia una copia o che ricordi un personaggio già visto in qualche film, spettacolo teatrale, trasmissione televisiva o fatto da altri comici.

  1. Il comico può ironizzare su qualsiasi argomento, gruppi o persone, purché non sia politicamente scorretto, quindi non sia razzista, omofobo, antisemita, maschilista e offensivo per categorie, gruppi e persone.

  1. Il comico può utilizzare per scrivere il suo pezzo tutte le tecniche di comicità, sia verbali che fisiche. Es: comicità di situazione, battute visive, freddure, giochi di parole (calenbour), non sense, etc…

  1. Al comico si richiede di non utilizzare nessuna forma di volgarità persistente. Il monologo può contenere sì “parolacce” purché siano giustificate e funzionali al messaggio che il testo vuole dare o che il personaggio sta interpretando, senza dover usare “mezzucci” che sminuirebbero lo stile e la qualità del Makkekomiko.

  1. Essendo il Makkekomiko un laboratorio creativo, dove si sperimentano anche nuovi linguaggi e nuove forme di comicità, si richiede al comico una totale partecipazione creativa per se e per il gruppo, affichè il lavoro possa dare immediatamente buoni risultati.

  1. Il pezzo comico può essere di qualsiasi natura: un racconto, un elenco di battute, una lettura, una poesia, una canzone. L’unico vincolo è la creatività, l’originalità e la voglia di dire qualcosa.

  1. Il Makkekomiko è anche uno spettacolo di cabaret, senza quarta parete, quindi il comico sul palco può interagire con il pubblico, ma avendo il buon senso di non offendere e denigrare nessuno.

  1. Tutti i comici sono liberi di frequentare qualsiasi laboratorio comico, a Roma e in tutta Italia.

La regola che racchiude lo spirito, il sentimento e la voglia di fare comicità del Makkekomiko è: “Il Makkekomiko restituisce tanto quanto riceve”.

Alessandro Mago Mancini