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Numero 29                                                                                                       Lunedì 2 Aprile 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare… Bon Bon appètit

La città dell’utopia

(Alessandra Buonasorte)

La città dell’utopia è un piccolo casale diroccato nel cuore di Roma. La città dell’utopia organizza eventi con persone provenienti da tutto il mondo.

La città dell’utopia è arte, cultura, accoglienza, calore, sorrisi.

La città dell’utopia è educazione alla raccolta differenziata. La città dell’utopia è corsi di ballo, scrittura creativa, autoproduzione.

La città dell’utopia è servizio civile internazionale.

La città dell’utopia è il Festival internazionale della zuppa che avrà luogo il 15 Aprile 2012.

La città dell’utopia è molto altro ancora……..

Qualche settimana fa la mia amica Lucia, coordinatrice della città dell’utopia, mi ha invitata a partecipare ad un evento molto interessante: INTERPOETANDO: IL CIBO DELL’ANIMA. Lo scenario è il seguente: una ragazza proveniente dalla Russia canta una bellissima canzone in lingua madre, una giovane romana di Tor Pignattara declama una fantastica poesia sul cibo, un gruppo di adolescenti africani intrattiene il pubblico con una danza a ritmo di bongos, un giovane talentuoso cuoco turco legge struggenti poesie di Hikmet, due simpatici giapponesi provano a spiegarci una poesia nella loro lingua madre, la carismatica Tanny Giser legge una poesia di Neruda. Negli occhi di ognuno si legge la nostalgia di casa, la fatica e la bellezza del viaggio, la curiosità per il nuovo, l’emozione per la canzone, la poesia, la ricetta. E’ in questo contesto che, quasi alla fine, intervengo io leggendo due articoli di questo blog, precisamente il numero 1 e il numero 6. E lo faccio in toscano (un grazie speciale a Guidetta). L’emozione che ho provato va al di là della mia capacità descrittiva.

Il video lo farà per me.

CLICCA QUI per vedere il video 

P.S.: per chi volesse informazioni sulla città dell’utopia vi segnalo il sito: www.lacittadellutopia.it via Valeriano 3f metro San Paolo

P.S.2.: venite al festival della zuppa il 15 Aprile, io ci sarò! Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

Torta Mousse al Cioccolato

****** INGREDIENTI ******

Pan di Spagna al cioccolato: 5 uova 125g zucchero 100g farina 50g cacao in polvere

Bagna: 250g acqua 325g zucchero

Mousse al cioccolato 2 tuorli 1litro panna 2 cucchiai zucchero 160g cioccolato fondente

***** PREPARAZIONE ******

Pan di Spagna al cioccolato:  sbattere le uova e lo zucchero con le fruste elettriche, aggiungere la farina e il cacao e mescolare fino a quando l’impasto non risulterà spumoso. Versare in una teglia rotonda e cuocere a forno ventilato a 180° per almeno 30 minuti. Quando il dolce si sarà raffreddato tagliarlo orizzontalmente in tre strati.

Bagna: mescolare insieme i due ingredienti a fuoco medio; fare bollire per 3-4 minuti e poi far raffreddare.

Mousse al cioccolatoSciogliere il cioccolato a bagnomaria ( o nel microonde). Mescolare a parte i tuorli con lo zucchero con le fruste elettriche e montare bene, almeno per qualche minuto. Unire il cioccolato precedentemente sciolto e continuare a mescolare con le fruste, fino a quando il composto comincia ad indurirsi. A questo punto aggiungere la panna montata (con poco zucchero), stemperando delicatamente. A questo punto procedere alla composizione degli strati della torta, che, partendo dal basso, sono i seguenti:

  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Mousse
  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Mousse
  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Stuccare i bordi e la superficie della torta con la mousse e attaccare ai bordi della torta un po’ di granella di pan di spagna al cioccolato
  • Decorare la superficie della torta con la mousse al cioccolato come da foto

***** ABBINAMENTO VINO ******

Ferrari Spumante Brut, dal gusto frizzante con tratti amari e decisi, in perfetta contrapposizione con la dolcezza del cioccolato.

Bon Bon appètit

Numero 27                                                                                 Venerdì 2 Marzo 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Cose per cui vale la pena vivere

(Alessandra Buonasorte)

Ispirata dalla lista compilata da Roberto Saviano sulle 10 cose per cui vale la pena vivere, ho pensato di fare il mio modesto e personalissimo elenco. Per essere del tutto onesta, il mio pensiero questa mattina è stato: “avrei proprio voglia di mangiare un ventaglio di pasta sfoglia tuffato nel latte caldo; come sarebbe triste la vita senza i ventagli di pasta sfoglia”. Da qui a chiedersi quante cose esistano al mondo per cui valga veramente la pena vivere, il passo è breve.

  • Ventaglio di pasta sfoglia
  • La risata di mia sorella
  • L’improvvisazione teatrale
  • Il sorriso di un bambino
  • Un sogno da realizzare
  • La musica dei R.E.M.
  • I baci (quelli veri, non di cioccolato)
  • Essere mamma
  • Il mare a luglio alle sette di sera
  • Viaggiare

Adesso vi chiedo: qual è la vostra lista? Sarei davvero curiosa di saperlo……

Vi lascio con la ricetta di questo dolce, senza il quale si può certamente vivere, ma perché farne a meno?

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

Alessandra Buonetorte

 

Profiterole

****** INGREDIENTI ******

Bignè

  • 400g acqua
  • 160g strutto
  • Poco sale
  • 260g farina
  • 8 uova

Crema chantilly

Vedere articolo numero 21

Ganache 

Vedere articolo numero 11

Panna montata

***** PREPARAZIONE ******

Bignè

Mettere sul fuoco l’acqua con il sale e lo strutto.

Quando sta per bollire aggiungere la farina senza togliere dal fuoco e mescolare vigorosamente con un cucchiaio di legno.

Togliere dal fuoco, mettere nel robot elettrico con la frusta a foglia e aggiungere le uova.

A questo punto utilizzare una tasca da pasticceria per formare i bignè su carta da forno.

Cuocere in forno ventilato a 180° per 20 minuti.

Profiterole

La composizione del profiterole è la seguente:

  • riempire i bignè di chantilly e metterli uno sopra l’altro a formare una piramide
  • ricoprire il tutto con la ganache
  • fare i ciuffi di panna montata tutto intorno
  • conservare in freezer e togliere qualche ora prima di consumare

Bon Bon appètit

Numero 26                                                                                                          Venerdì 17 Febbraio 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Se di un nuovo paese apri la porta, troverai una nuova torta

(Alessandra Buonasorte)

“Moglie e buoi dei paesi tuoi”. E’ un proverbio risaputo.

“Paese che vai usanza che trovi”. Non c’è dubbio.

“Tutto il mondo è paese”. In un certo senso è proprio così.

“In tutto il mondo sorge il sole”. Meno male.

“Di un nuovo paese apri la porta, troverai una nuova torta”. Questo proverbio non esiste, l’ho inventato io. Perché se è vero che sono solo agli inizi del mio percorso di aspirante pasticcera, e che devo ancora approcciare tanti dolci “classici”, internazionali e universalmente riconosciuti come il Mont Blanc, la torta St. Honoré e la Zuppa inglese (la lista è molto più lunga), è altresì vero che sono fortemente attratta dai dolci tipici regionali, quelli che si producono solo in alcuni piccoli paesi, o che, pur avendo assunto una rinomanza mondiale, sono di derivazione “contadina”, o necessitano di prodotti particolari, solo grazie ai quali hanno ragion d’essere e prendono quel sapore unico.

Io provengo dalla Toscana, sono aretina di nascita ma pisana a tutti gli effetti, trapiantata a Roma ormai adulta.

La mia regione offre un’ampia varietà di produzione dolciaria, per tutti i palati.

I più famosi sono:

CASTAGNACCIO tipico dolce senese di castagne, pinoli e uva passolina.

CENCI tipici del periodo di carnevale, chiamati anche chiacchiere o frappe.

BRUTTI MA BUONI fatti di mandorle, nocciole e molte spezie toscane (coriandolo, chiodi di garofano, cannella).

BRIGIDINI di Lamporecchio, dal forte sapore di anice.

TORTA CO’BISCHERI caratterizzata dalla lunga lavorazione e cottura e dal sapore del liquore Strega.

CANTUCCINI famosi biscotti da inzuppare nel Vin Santo.

PANFORTE senese.

RICCIARELLI senesi di marzapane.

A questo punto, avrei un desiderio: sapere da voi quale dolce tipico della vostra regione ha segnato la vostra crescita, quale sapore ha accarezzato i vostri palati.

Ancora di più: se avete la ricetta, la proverei con immenso piacere!

Da parte mia, io vi propongo la ricetta dei BISCOTTI BRUTTI MA BUONI.

P.S.: un ringraziamento speciale a mia “zia” Betty per avermi regalato, qualche anno fa, uno splendido libro che raccoglie tutte le ricette dolci della regione Toscana, libro da cui ho preso ispirazione per questo articolo e dal quale ho preso la ricetta dei biscotti.

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

Alessandra Buonetorte

Brutti ma buoni

****** INGREDIENTI ******

* Zucchero a velo 250g

* Mandorle 100g

* Nocciole 100g

* 6 albumi

* Cannella, chiodi di garofano, coriandolo

* Un pizzico di vaniglia

***** PREPARAZIONE ******

Si tratta di una lavorazione piuttosto laboriosa. E’ necessario procedere come segue:

1) Tritare finemente mandorle e nocciole

2) Montare le chiare a neve aggiungendo lo zucchero, il trito di frutta secca, le spezie e la vaniglia, il tutto molto delicatamente per non smontare le chiare.

3) Versare l’impasto ottenuto in una pentola, cuocere a fuoco basso mescolando di continuo dal basso verso l’alto, fino ad ottenere un colore dorato e una consistenza non troppo umida.

4) Una volta tolto dal fuoco, facendo attenzione a non scottarsi, formare delle piccoli porzioni informi da adagiare su una teglia da forno distanziate l’una dall’altra.

5) Cuocere in forno già caldo a 160° C per circa 40 minuti.

****** DECORAZIONE ******

Nessuna decorazione: sono brutti e tali devono restare! J

****** ABBINAMENTO VINO ******

Aleatico di Sorano o Vin Santo.

Bon Bon appètit

Numero 25                                                                                                          Venerdì 3Febbraio 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare… 

Bon Bon appètit

Buona la prima? No, meglio la seconda!

(Alessandra Buonasorte)

Non si fa altro che parlare della prima volta: il primo amore non si scorda mai, il primo bacio, la prima macchina, la prima uscita serale senza mamma e papà, la prima casa, la prima volta che si vive da soli, il primo giorno di un nuovo anno, la prima volta in cui si scopre il proprio corpo, la prima parola di un bambino.

La prima volta, qualsiasi essa sia, la si ricorda perché “prima”, non perché migliore; ci colpisce per la novità intrinseca al suo essere prima, non per la particolarità o eccezionalità della sua essenza. Parliamoci chiaro: l’esperienza, cioè il ripetersi di un evento dopo la prima volta, rendendoci padroni dell’atto stesso, lo rende non solo migliore, ma anche modificabile a nostro piacimento, e quindi, inevitabilmente, gli conferisce la possibilità di creare alternative. Di qualunque prima volta si parli.

Rivendico quindi fortemente il riscatto e la celebrazione della seconda volta: la mia seconda volta della pasta di zucchero! Una seconda volta, ça va sans dire, indimenticabile, perché rappresenta la mia prima volta della buona riuscita della pasta di zucchero. Senza essere una “prima volta” vera!

Anni fa, piena di buone speranze e buona volontà ma senza un briciolo d’idea di cosa stessi facendo, mi approcciai alla pasta di zucchero. E il risultato fu il seguente:

una borsetta di colore non ben identificato, dalle forme informi, cadente e triste:

Nonostante le istruzioni seguite passo passo, gli ingredienti giusti e gli strumenti adeguati, fu un totale fallimento.

Adesso che padroneggio l’arte del far pasticci, sicura della gustosità del ripieno, ho deciso di dedicarmi nuovamente all’estetica. Con un’aiutante d’eccezione (aiutante è dir poco), la mia amica Francesca che un giorno sarà la mia personale cake designer, abbiamo creato uno stupendo clown! Si, stupendo, me lo dico da sola!

Siamo state brave, veloci, sicure, abbiamo creato, colorato, misurato, ritagliato, modellato, stuccato, attaccato, fotografato.

Per fortuna non eravamo presenti al taglio della torta…..avremmo sofferto! ☺

Mi auguro che martedì scorso gli ospiti del Makkekomiko, assaggiando il dolce, abbiano esclamato:

MAKKEBBÒNO!

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

 

Clown Torta Pagliaccio

****** INGREDIENTI ******

Pan di Spagna (per 10 persone):

10 uova

250g zucchero

300g farina

Bagna per pan di spagna

Acqua

Zucchero

sciroppo di ciliegie

Crema chantilly

Crema pasticcera: vedere articolo numero 5

Panna montata

Pasta di zucchero:

(dose per una torta di 28 cm di diametro)

500g zucchero a velo

1 albume

30ml glucosio liquido

Coloranti alimentari

***** PREPARAZIONE ******

Pan di Spagna:

In un robot da cucina lavorare a lungo le uova con lo zucchero; aggiungere la farina setacciata. Si dovrà ottenere un composto molto spumoso.

Cuocere immediatamente a 180°.

Bagna per pan di spagna

Mettere i vari ingredienti a cuocere a fuoco vivace fino a ispessimento (non troppo)

Crema chantilly (per il ripieno della torta)

Montare la panna montata (circa il doppio del peso della crema pasticcera) e aggiungere alla crema pasticcera, ottenendo così la crema chantilly.

Comporre la torta come segue (dal basso):

pan di spagna bagnato

crema chantilly

pan di spagna bagnato

Mettere in freezer fino al momento di ricoprirla con la pasta di zucchero.

Pasta di zucchero:

In un robot da cucina mescolare lo zucchero a velo setacciato con l’albume e il glucosio. L’impasto che ne risulterà dovrà essere malleabile, tipo il das che usano i bambini. Se l’impasto dovesse essere troppo duro, aggiungere un po’ d’acqua. La pasta di zucchero, una volta preparata, può essere conservata anche per varie settimane, avvolta da pellicola trasparente o all’interno di un contenitore da cucina con tappo.

Al momento del suo utilizzo, la pasta di zucchero può essere colorata con del colorante per alimenti, e stesa con un comune mattarello, sopra ad una superficie cosparsa di zucchero a velo per evitare che si attacchi.

Perché la pasta di zucchero aderisca al dolce di pan di spagna, è necessario ricoprire il dolce con della gelatina calda e fluida.

Per la realizzazione di questo pagliaccio, lo confesso, ho preso spunto da una foto trovata in rete; per realizzarlo, basterà colorare la pasta di zucchero bianca con i vari colori e dare alla pasta stessa le forme via via necessarie: il volto, i capelli, il cappello, la bocca, gli occhi, il naso, le palline colorate.

Se vi cimentate in questa impresa e avete bisogno di me, sono qua!

Bon Bon appètit

Numero 22                                                                                                           Venerdì 23 Dicembre 2011 

MAKKE Bon Bon 

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Di tutto un po’

(Alessandra Buonasorte)

A volte capita che le cose non vadano esattamente come avevi previsto, nel modo in cui tu le avevi organizzate, programmate, pianificate.

Capita allora di essere pronta per andare a lavorare e ritrovarsi invece bloccata a letto immobilizzata da un colpo della strega.

Capita di allungare lo sguardo oltre il palcoscenico in cerca di due volti familiari e di non trovarli.

Capita, forse come contrappasso, di far del male ad un’amica disattendendo un suo desiderio.

Capita di sentirsi in apnea e cercare affannosamente uno spiraglio per risalire in superficie e prendere fiato.

Ad un certo punto, istintivamente, il cuore e la mente trovano il loro sfogo naturale.

Ed ecco che ti trovi a passare ore chiusa nella tua pasticceria domestica, con il tuo robot, i tuoi attrezzi, a fare quello che vuoi, quello che hai imparato da esperti e che da mesi sogni di fare da sola.

Quindi, senza cambiarti d’abito, senza sapere per chi e per quando, senza paura di fare le due del mattino, prepari tutto quello che ti passa per la testa, in un delirio di agognata onnipotenza che, finalmente, è arrivata.

Ho fatto di tutto un po’.

Ma la notizia è un’altra.

Signori e Signore, è ben poca cosa lo so, ma io, Alessandra Buonetorte, ho fatto le meringhe.

E sono venute bene.

Come quelle vere.

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

 

Ricetta delle Meringhe

****** INGREDIENTI ****** 

  • 150g Albumi
  • 320g zucchero 

                        

          

                               

 

 

 

 

 

 

 

 

****** PREPARAZIONE ****** 

Montare gli albumi e un pizzico di sale con le fruste elettriche per qualche minuto.

Aggiungere circa 150g di zucchero e far montare per 8 minuti.

Aggiungere i restanti 170g di zucchero e far montare per altri due minuti.

Una volta pronto, mettere l’impasto nella tasca da pasticceria e dare alle meringhe la forma desiderata su della carta da forno. 

Cuocere in forno ventilato a 130° per un’ora e mezzo. 

****** DECORAZIONE ****** 

Glassare le meringhe immergendole nel cioccolato fondente fuso.  

****** ABBINAMENTO VINO ******

Verduzzo di Ramandolo.

Bon Bon appètit

Numero 21                                                                                                           Venerdì 9 Dicembre 2011

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

A mente vuota (e pancia piena)

(Alessandra Buonasorte)

Questo mese voglio vivere a mente vuota. Non a pancia vuota, come forse sarebbe meglio e come tutti già consigliano di fare: dieta pre-natalizia, dieta durante le feste, dieta post-abbuffi natalizi. No, proprio a mente vuota. Non voglio fare nessuna corsa ai regali, nessun programma natalizio, non voglio prendere nessuna decisione sul veglione del 31. Non voglio dover cercare i negozi che fanno già i saldi, fare la lista dei regali che devo fare, comprare qualche regalo in più da tenere pronto per chi mi fa un regalo inaspettato. Non voglio dover fare il giro di amici e parenti improbabili, che vedi solo in queste occasioni, portando chili di pandoro e panettoni e regali inutili. Non voglio passare pomeriggi intasata nel traffico, in fila al supermercato, a camminare a due all’ora per le vie cittadine soffocata da gente più alta di me che si riversa nei negozi a tutte le ore del giorno.

Quello che voglio è avere la mente vuota, libera dal dovere e dedita solo al piacere. Voglio fare un albero di natale piccolo piccolo, mettere qualche lucetta in casa, comprare un solo pandoro (il panettone non mi piace), portarlo a casa dei miei amici e mangiarlo insieme a loro sorseggiando un buon thè. Voglio prendermi due ore, fare una passeggiata in una strada poco battuta, dove ci sono negozietti etnici, di nicchia, qualche piccola libreria e scegliere i regali che mi fanno venire in mente qualcuno in particolare, senza prendere quello che capita solo perché devo fare un regalo a qualcuno. Voglio arrivare al giorno di natale serena, senza stress, vedere i volti familiari che non vedo mai e mangiare quello che mi va, senza pensare alla dieta o senza dovermi abbuffare per forza perché a natale si fa così. Voglio avere il tempo di fare questa torta, e poi voglio avere il tempo di mangiarla, seduta sul divano senza orari.

Voglio un contro-natale, dove natale è sinonimo di ansia, corse, stress, centinaia di euro spesi senza capire come e perché.

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

Ricetta della Torta Foresta Nera

****** INGREDIENTI ******

Pan di spagna al cioccolato

225g zucchero

150g farina

10 uova

75g fecola di patate

60g cacao amaro in polvere

Bagna per pan di spagna

Acqua

Zucchero

sciroppo di ciliegie

Crema chantilly

Crema pasticcera: vedere articolo numero 5

Panna montata

Ciliegie allo sciroppo

 

****** PREPARAZIONE ******

Pan di spagna al cioccolato

Montare nel robot elettrico le uova e lo zucchero. Il composto deve essere montato per un bel po’ fino a risultare spumoso.

Pesare gli altri ingredienti insieme e mescolarli.

Aggiungere a mano molto delicatamente.

Cuocere in forno ventilato a 180° per circa 20 minuti, in una teglia rotonda dai bordi alti.

Una volta cotto e raffreddato, tagliare orizzontalmente in tre strati.

Bagna per pan di spagna

Mettere i vari ingredienti a cuocere a fuoco vivace fino a ispessimento (non troppo)

Crema chantilly

Montare la panna montata (circa il doppio del peso della crema pasticcera) e aggiungere alla crema pasticcera, ottenendo così la crema chantilly.

A questo punto procedere alla composizione degli strati della torta, che, partendo dal basso, sono i seguenti:

  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Crema chantilly
  • Ciliegie tagliate a metà
  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Crema chantilly
  • Ciliegie tagliate a metà
  • Pan di spagna al cioccolato
  • Bagna versata a poco a poco sul pan di spagna
  • Stuccare i bordi e la superficie della torta con la crema chantilly e attaccare ai bordi della torta un po’ di granella di pan di spagna al cioccolato

****** DECORAZIONE ******

La superficie della torta io ho imparato a decorarla come mostra la foto: ciuffi di crema chantilly su cui posare alternativamente mezza ciliegia, e scaglie di cioccolato fondente al centro.

****** ABBINAMENTO VINO ******

Per questa torta consiglio un Moscato di Saracena.

Bon Bon appètit

Numero 11                                                                                                           Venerdì 27 Maggio 2011

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Ancora oggi

(Alessandra Buonasorte)

Questa è la storia di Annamaria.

Annamaria ha circa 40 anni, cerca lavoro come donna delle pulizie e babysitter. Un dottore molto conosciuto in città ha appena avuto un bambino, e ha bisogno di un aiuto per sua moglie. Tramite una conoscenza comune, i due entrano in contatto, e Annamaria va a conoscere la famiglia. Il piccolo le piace molto, la famiglia vive in una bella casa in centro città, lo stipendio è buono. Annamaria vorrebbe accettare subito, ma ha preso un altro appuntamento per il pomeriggio presso un’altra famiglia, e quindi dice che chiamerà per dare la risposta definitiva.

Alle 16.00 dello stesso giorno suona il campanello dell’abitazione della signora Alba-Rosa, che da poco ha avuto una bambina, e che vorrebbe rientrare al lavoro lasciando la piccolina in mani fidate. Il portone si apre, Annamaria comincia a fare le scale per arrivare al terzo piano. Arrivata quasi in cima alza lo sguardo e vede una bambina bionda bionda in braccio a suo nonno. Istantaneamente, si dimentica di tutto: dell’incontro con l’altra famiglia e dello stipendio promessole.

Entra in quella nuova casa e dice sì.

Un si lungo 12 anni.

Ancora oggi Annamaria racconta di come quel giorno si innamorò di quella bambina.

Ancora oggi Annamaria racconta di quella volta in cui la piccolina, stanca di prendere il biberon, infilò le sue piccole dita nei rigatoni al sugo e cominciò a mangiare felice e contenta.

Ancora oggi racconta di quando alle recite scolastiche la bambina diceva a tutti che lei era la sua tata, ma anche la sua nonna.

E che paura e che risate quella volta che, di ritorno a casa in motorino, una cornacchia la inseguì volandole sopra la testa!

Ancora oggi Annamaria racconta di quando, appena pulita casa, non voleva che si “incignasse” il lavandino, per farlo trovare pulito ad Alba-Rosa al suo ritorno.

Ancora oggi la bambina si ricorda di quando a casa della sua tata mangiava i biscotti al cioccolato, o gli ovetti di cioccolato con la sorpresa dentro, o i cioccolatini scelti dalla scatola che ne conteneva infinite varietà, o il gelato che nel frigo non mancava mai.

E poi Athos, Walter, Daniela, Elisabetta e Vicky.

Annamaria non c’è più, ma io ancora oggi la sento raccontare.

Tata, questa sacher è per te.

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

          A.B.

Ricetta Sacher

****** INGREDIENTI ******

Sacher:

1 vasetto marmellata di albicocche

5 uova intere

150g zucchero

100g farina

40g cacao amaro in polvere

10g lievito

50g mandorle

25g burro

Ganache:

150g cioccolato fondente

100g panna

****** PREPARAZIONE ******

Sacher:

Mescolare le uova intere con lo zucchero. A parte mescolare la farina, il lievito, il cacao e le mandorle tritate. Unire i due impasti e aggiungere il burro fuso (freddo). Cuocere a 180° per 30 minuti.

Ganache:

Mettere la panna liquida sul fuoco portandola quasi ad ebollizione. Aggiungere il cioccolato a fuoco spento e mescolare.

Sfornare il dolce, farlo raffreddare, dividerlo in due e farcirlo con la marmellata, sia all’interno che all’esterno. Ricoprire con la ganache e conservare in frigorifero.

****** DECORAZIONE ******

Volete essere classici? Scrivete Sacher e fate qualche ghirigoro .

Volete essere moderni? Usate il cioccolato bianco per decorare la glassa scura e lucente.

****** ABBINAMENTO VINO ******

Per la “sacher torte” consiglio un Aleatico di Gradoli, che si abbina perfettamente al gusto del cioccolato.

Bon Bon appètit