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                                                                                                                            Roma 22 Dicembre 2012

POESIA DI NATALE

Di Veronica Sadeg Said

Tempo fa dissi: “Amica mia, me sento ‘n po’  depressa.”

“Embè, vieni ar Makkekomiko!” rispose Vanessa.

“Macche che? Vabbè poi te farò sapé, magari co ‘n messaggio”

“Dai, nun ‘fa la sòla: prenoto pure ‘pe te così me dai ‘n passaggio!”

E così, dopo un’oretta ‘pe cercà parcheggio

sotto a la piramide trovammo ‘na specie de  posteggio.

“È ‘n teatro!” m’aveva detto lei, e perciò me ‘so agghindata,

ma che ne sapevo io che toccava fa ‘na scarpinata?

Con quer freddo e i tacchi incastrati in mezzo a li sampietrini,

dentro de me pensavo: “ Ma varrà la pena de spenne ‘sti quatrini?”

nun ve nego che ‘n po’ me rodeva ‘r chiccherone

… ma poi a ‘n tratto, eccoce ‘n mezzo a ‘na marea de persone.

Tutte felici e contente, soridenti e belle,

manco eravamo entrate che già ridevano a crepapelle.

Poi tutt’a ‘n tratto s’apre ‘r cancello

e scennemo qua, dentro a ‘sto gioiello.

È piccoletto, è vero, ma c’è un Mago ch’ è un portento:

‘ndò c’entrano 10 persone, lui, ce ne mette 100!

Però adesso tutti assede che comincia! Le luci sò abbassate.

Preparateve a batte le mani e a favve ‘n sacco de risate.

Su ‘sto palco, che è largo un metro o poco più,

te senti coinvolto e protagonista pure tu!

Perché c’è un’aria che ‘n se respira da nessun’antra parte:

qui vedi veri professionisti fa della risata un’arte.

È tutta ‘na maggìa quella che succede qua!

Recitano, te fanno sbellicà e poi pure insieme ce vai a magnà!

Perciò dopo la prima vorta che vieni qui,

Nun poi fà a meno de tornacce tutti i martedì.

Mo quindi concludo e ve dico la morale:

er Makkekomiko dà ‘na dipendenza che nun fa male!

Fosse pe’ me, st’artra settimana, verei uguale,

però nun se po’ fa, perché è Natale.

Mo adesso basta davero, sinnò … me commovo.

Tanti auguri a tutti, se vedemo l’anno

Novo!

 Auguri di Natale Makke 2012 New copia

Numero centoquattordici                                                                               Lunedì 26 dicembre 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

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E dunque cari posteri…

Da circa cinque giorni è iniziato il conto alla rovescia dell’ultimo anno di questa Umanità, che secondo la profezia dei Maya, il 21 dicembre 2012 dovrebbe terminare con l’arrivo degli alieni che porteranno ad Atlantide Jimi Hendrix, Elvis, Marylin e Michael Jackson i quali non erano morti ma solo nascosti in un rifugio segreto dei templari costruito sotto Disneyland.

Nel frattempo, cari posteri, godiamoci questo scampolo di futuro che ci rimane cercando di cogliere e sottolineare la cose belle della nostra esistenza come ad esempio la tanto vituperata crisi economica.

Non essendo stati capaci di dosare e gestire il benessere autonomamente, seguendo l’equazione “più ho, più butto” e (a futura memoria, cari posteri, lo ripeterò sovente) comprando acqua in bottiglia COME FOSSE UNA COSA NORMALE pur avendola quasi gratis dal rubinetto di casa (e nonostante le pubblicità della Cortellesi o della suora di Del Piero fossero davvero dei deterrenti infallibili), ecco che provvidenziale ed istruttiva è arrivata l’austerità obbligatoria.

Questo Natale, grazie alla crisi, c’è stato meno spreco di cibo, meno rifiuti, più razionalità nei regali ai bimbi, meno inquinamento, meno stress nella corsa agli acquisti e più consapevolezza nell’autenticità o meno dei rapporti affettivi sottoposti alle forche caudine della sobrietà rivelando che in molti casi il “mi ami, sì ma quanto” voleva dire “fammi vedere la consistenza dell’estratto conto”. Evviva la crisi, dunque!

Non so, cari posteri, se avremo imparato la lezione poiché son convinto che in Italia siamo degli inguaribili provinciali e probabilmente pretenderemo ancora e sempre di stare dentro casa a maniche corte d’inverno col riscaldamento a palla ed indossare il cappotto tenendo al guinzaglio un pinguino d’estate ma tanto, tutto sommato, chi se ne importa perché tra un anno il mondo finisce e non avremo più il problema. Ma se i Maya si fossero sbagliati.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Rodolfo De Angelis “Ma cos’è questa crisi” (1933)

La crisi c’è, le banche e la politica hanno tutte le colpe del mondo ma anche noi, nel piccolo, abbiamo parecchio da cambiare nella mentalità.

http://www.youtube.com/watch?v=A6lbIIQjIsU

Numero centotredici                                                                                       Lunedì 19 dicembre 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

UN PENSIERO PER NATALE 

E dunque cari posteri…

Ecco che come da molti anni a questa parte si avvicina Natale. S’ode infatti nell’aria la musica dello Squalo.

A voi che nella vostra epoca avrete sicuramente perso la tradizione, ricordo che si tratta di quell’evento miracoloso per cui una donna, investita dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre, già il 25 dello stesso mese, cioè solo 17 giorni dopo (oppure un anno e 17 giorni, comunque sempre prodigio è) partoriva un bel maschietto in una mangiatoia, segno che il salvatore dell’Umanità ha scelto di nascere tra gli ultimi. Ed è proprio per ciò che in occasione di questa ricorrenza è uso che i nostri pensieri vadano a chi sta peggio di noi sennonché il problema quest’anno è trovarlo!

Attualmente la cerchia di chi sta peggio s’è parecchio allargata, pertanto quelli che l’anno passato il pensiero lo dedicavano, oggi purtroppo fanno la fila insieme ai destinatari “seniores” e così il lavoro di coloro che di quella cerchia (ancora) non fanno parte è almeno triplicato. Bene (anzi malissimo ma tant’è) mettiamoci subito all’opera.

Pervaso da un moto di umana compassione e contemporaneamente soffocando un’istintiva, cinica spinta dovuta ad un personalissimo senso di giustizia che mi porterebbe a fare un salto scomposto stappando una bottiglia, vorrei dedicare, cari posteri, un pensiero ad alcuni miei consimili caduti in disgrazia.

Un pensiero ai dirigenti di Rai e Mediaset i quali non volendo credere che circa tre anni fa la tv generalista fosse morta l’hanno mummificata come Norman Bates con la madre ma alla fine l’acre odore di putrefazione sprigionato dal flop di Kalispera e Colorado, la sacrosanta chiusura di Baìla, Me lo dicono tutti, Domenica 5 e (auspico vivamente) presto anche il Grande fratello, li ha costretti a prendere atto del decesso forzatamente.

Un pensiero ai produttori e realizzatori dei film di De Sica, Pieraccioni, Greggio e simili i quali, poverini, tanto erano là a concentrarsi a fare sempre lo stesso (brutto) film ad impatto zero sul cervello che non si sono accorti che il pubblico ed il mondo invece non erano più gli stessi e mo’ la vacanza se la faranno a casa.

Un pensiero ad una minoranza, quelli della Lega, che la crudeltà animale dell’essere umano porta a deridere in quanto “scemi del villaggio globale” mentre invece sono solo vittime di un crudele scherzo del destino che li ha fatti nascere nell’epoca sbagliata: quella dell’homo sapiens.

Un pensiero alla Chiesa Cattolica, che dopo un paio di millenni è nella condizione di chi ha il magazzino pieno di vinili da smerciare ad una popolazione con l’iPod.

Ed infine un pensiero a quanti dicono “ai miei tempi”, fissando così la loro esistenza in un più o meno ristrettissimo spazio-tempo, comunque un attimo nell’eternità, ahiloro passato per sempre. Come disse Steve Jobs, “stay hungry, stay foolish”, siate affamati, siate folli ed io aggiungerei “don’t break testicles”, che spesso basta da solo, se non per essere felici almeno per essere sereni. Buon Natale.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Il capolavoro di Maccio Capatonda (Marcello Macchia)

http://www.youtube.com/watch?v=pjMltCTv_Hg