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Numero centotredici                                                                                       Lunedì 19 dicembre 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

UN PENSIERO PER NATALE 

E dunque cari posteri…

Ecco che come da molti anni a questa parte si avvicina Natale. S’ode infatti nell’aria la musica dello Squalo.

A voi che nella vostra epoca avrete sicuramente perso la tradizione, ricordo che si tratta di quell’evento miracoloso per cui una donna, investita dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre, già il 25 dello stesso mese, cioè solo 17 giorni dopo (oppure un anno e 17 giorni, comunque sempre prodigio è) partoriva un bel maschietto in una mangiatoia, segno che il salvatore dell’Umanità ha scelto di nascere tra gli ultimi. Ed è proprio per ciò che in occasione di questa ricorrenza è uso che i nostri pensieri vadano a chi sta peggio di noi sennonché il problema quest’anno è trovarlo!

Attualmente la cerchia di chi sta peggio s’è parecchio allargata, pertanto quelli che l’anno passato il pensiero lo dedicavano, oggi purtroppo fanno la fila insieme ai destinatari “seniores” e così il lavoro di coloro che di quella cerchia (ancora) non fanno parte è almeno triplicato. Bene (anzi malissimo ma tant’è) mettiamoci subito all’opera.

Pervaso da un moto di umana compassione e contemporaneamente soffocando un’istintiva, cinica spinta dovuta ad un personalissimo senso di giustizia che mi porterebbe a fare un salto scomposto stappando una bottiglia, vorrei dedicare, cari posteri, un pensiero ad alcuni miei consimili caduti in disgrazia.

Un pensiero ai dirigenti di Rai e Mediaset i quali non volendo credere che circa tre anni fa la tv generalista fosse morta l’hanno mummificata come Norman Bates con la madre ma alla fine l’acre odore di putrefazione sprigionato dal flop di Kalispera e Colorado, la sacrosanta chiusura di Baìla, Me lo dicono tutti, Domenica 5 e (auspico vivamente) presto anche il Grande fratello, li ha costretti a prendere atto del decesso forzatamente.

Un pensiero ai produttori e realizzatori dei film di De Sica, Pieraccioni, Greggio e simili i quali, poverini, tanto erano là a concentrarsi a fare sempre lo stesso (brutto) film ad impatto zero sul cervello che non si sono accorti che il pubblico ed il mondo invece non erano più gli stessi e mo’ la vacanza se la faranno a casa.

Un pensiero ad una minoranza, quelli della Lega, che la crudeltà animale dell’essere umano porta a deridere in quanto “scemi del villaggio globale” mentre invece sono solo vittime di un crudele scherzo del destino che li ha fatti nascere nell’epoca sbagliata: quella dell’homo sapiens.

Un pensiero alla Chiesa Cattolica, che dopo un paio di millenni è nella condizione di chi ha il magazzino pieno di vinili da smerciare ad una popolazione con l’iPod.

Ed infine un pensiero a quanti dicono “ai miei tempi”, fissando così la loro esistenza in un più o meno ristrettissimo spazio-tempo, comunque un attimo nell’eternità, ahiloro passato per sempre. Come disse Steve Jobs, “stay hungry, stay foolish”, siate affamati, siate folli ed io aggiungerei “don’t break testicles”, che spesso basta da solo, se non per essere felici almeno per essere sereni. Buon Natale.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Il capolavoro di Maccio Capatonda (Marcello Macchia)

http://www.youtube.com/watch?v=pjMltCTv_Hg

Numero centodue                                                                                              Lunedì 3 ottobre 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

IL MALE DEL SECOLO

E dunque, cari posteri…

Questo settembre che si appena concluso è stato giudicato dagli esperti il più caldo degli ultimi 150 anni, e se la cosa ha sorpreso la maggior parte di noi non ha certo trovato impreparata la RAI la quale già da tempo si è dotata esclusivamente di programmi leggerissimi, praticamente un refolo di vento, tanto che ormai i canali della TV generalista si possono cambiare indifferentemente anche con il telecomando del condizionatore.

Ma se l’informazione in TV è ormai solo poco più che una vaga rappresentazione allegorica con uso di pupazzi tipo presepe animato (utilizzare l’attributo “vivente” per gente come Mariastella Gelmini è quanto meno un’entusiastica sopravvalutazione dei risultati della robotica) dall’altra parte, sui giornali e soprattutto su Internet ce n’è troppa.

La tecnologia dà la possibilità a tutti di esprimersi e purtroppo il punto, cari posteri, è che lo fanno! Da un po’ di anni a questa parte, grazie alla Rete si è cominciato a dibattere, dibattere sul dibattito ed aprire simposi sul dibattito del dibattito; a confrontarsi e scontrarsi sul tutto, sul niente e tutto quello che c’è in mezzo; a partecipare attivamente alla diffusione delle cazzate, a modificare quelle esistenti e a crearne di nuove; si è preso a leggere, scrivere, sottoscrivere, far girare, postare, commentare, far venire a sapere “quello che LORO non ci vogliono dire”, insomma, tutti sanno tutto di tutti ed è per questo, cari posteri, che ben presto questa generazione di umani è destinata ad essere decimata dal male del secolo: la nausea.

Le malefatte di Berlusconi, il dito medio di Bossi, le leccate di Emilio Fede, la simpatia di Fiorello, la pochezza della RAI, la volgarità di Mediaset, la prevedibilità della Chiesa e la malasanità e le catene di Sant’Antonio, tutto il calcio secondo per secondo 24 ore su 24 tutta la settimana, le dichiarazioni dei politici, le polemiche che seguono le dichiarazioni, le battute di Spinoza, la pubblicità shock, i reality… Se i Maya avevano ragione, nel 2012 il nostro mondo subirà una catastrofe: all’ennesima volta che sentiremo Bersani dire: “Berlusconi si deve dimettere”, per empatia con l’ultima parola saremo noi a rimettere, quindi tutti insieme vomiteremo sulle tastiere dei computer e i touch screen degli I-pad ed è allora che il mondo cambierà perché saremo costretti a ricominciare mangiando informazione nella giusta misura, pena sentirci male di nuovo.

Sono passati due anni, dalla nascita di questo modesto contenitore e da allora cari posteri, Berlusconi è ancora là, Bossi pure, Mirigliani è morto e Miss Italia lo è da svariati anni. C’è la crisi, sì, ma insomma, nonostante tutto è bello stare a questo mondo (del resto altri non ce ne sono) ed bello raccontarvelo per cui continuerò a farlo, se mi è possibile, sperando come al solito di esservi utile.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Una canzone che mette sempre entusiasmo ed allegria.

http://www.youtube.com/watch?v=xdCrZfTkG1c

Numero ottantatre                                                                                           Lunedì 20 giugno 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

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MAMMA RAI 

Cari posteri ‘o fatto è chist’, statemi a sentire…

“… Io come mamma amo i miei bambini ed amo vederli sorridere. Quando loro sono felici, sono felice anch’io e so che la cosa che più li rende felici è mangiare cioccolata. Per questo ai miei bambini do cioccolata ogni volta che me la chiedono, tanta e di tutti i tipi, perché vedo che più ne hanno e più sprizzano gioia da ogni molecola dei loro cento chili abbondanti. A parte colazione, pranzo, merenda e cena, porto loro cioccolata anche nel tempo libero, quello che ci lasciano i ricoveri all’ospedale, perché purtroppo qualche piccola controindicazione questa loro passione ce l’ha, ma cosa importa: basta che loro siano felici.”

Ecco, cari posteri, questo è un brano tratto dal diario di Mamma Rai, la quale anni fa ha deciso di avviare programmi (mi si passi il temine tecnico) di merda come l’Isola dei Famosi o fare la guerra a cavalli di razza come Santoro, Saviano, Milena Gabanelli e tutti gli altri come loro.

Purtroppo la signora Rai, ha scelto di mettersi con alcuni dirigenti che hanno un legame politico ma soprattutto un prezzo (tranne nel caso dell’ex direttore generale Mauro Masi, che era un prodotto in cartapesta costruito dagli abili artigiani dei carri di Viareggio) i quali hanno reso la Tv di Stato una matrigna che invece di educare gli spettatori, pur con decisioni e scelte impopolari, con l’intento di farli crescere, ha deciso di compiacere la loro parte più pigra, morbosa e guardona permettendo che si intossicassero con centinaia di ore di diretta su Avetrana e Brembate dell’ “Italia sul 2”, “Porta a Porta” e “La vita in diretta”. Confesso, cari posteri, che vedere Mara che parlava di Sarah e di Yara mi ha fatto venire un po’ voglia che esistesse un killer seriale fissato con nomi che finivano in “ara”.

Ora però le cose stanno un po’ cambiando ma per farvi capire meglio, cari posteri, non c’è niente di meglio che lasciar parlare Mamma Rai, attraverso l’ultimo brano del suo diario.

“Quella stronza! E’ arrivata e se li è portati via. Tutta colpa sua ovviamente, i miei bambini non c’entrano nulla. Hai voglia io e la zia Mediaset ad ammazzarci a fargli un menù tutta cioccolata, torte e gelato… macché… ad un certo punto hanno cominciato a preferire le verdure cotte di quella… di quella là… Ma che mi rappresenta poi questa La7? Cosa vuole dai miei bambini? Sì, lo so che non sono più bambini ma per una mamma i figli sono sempre piccoli e sono sicura che è solo una sbandata… Per la prossima stagione ho già preparato una bella dose di cioccolata doppia. Loro lo sanno che se non tornano la mamma muore… Sono così stanca… Ma torneranno… Ora chiudo gli occhi e quando li riapro saranno tornati…”.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: sfogo di Santoro che finalmente la Rai è riuscita a perdere.

http://www.youtube.com/watch?v=ZuoQRHOX3wM

 

Numero settantatre                                                                                       Lunedì 31 gennaio 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

Il canone rai

Cari posteri vengo a Voi con questa mia addirvi…

… che oggi, 31 gennaio, scade il termine per il pagamento del canone RAI. Probabilmente sia l’affermazione che la tassa in sé, per voi della vostra epoca non avranno alcun senso e ciò ci rende più vicini in quanto anche per noi del nostro tempo, in cui il balzello è ancora attivo, esso risulta assurdo e fuori da ogni comprensione.

Con i soldi di questa tassa obbligatoria, che l’utente deve pagare in quanto possessore di un apparecchio TV, la RAI produce alcune delle trasmissioni più volgari e turpi mai concepite da mente umana come la “Vita in diretta” e l’ “Isola dei famosi” che è un po’ come rompere il salvadanaio del proprio figliolo bisognoso di medicine ed usare i soldi per comprare droga tagliata male da barattare con una prestazione sessuale in un portone con una prostituta chiamata “Colosseo” sia per l’età sia per i visitatori avuti!

Ma a parte ciò, cari posteri, il canone diventa realmente immorale quando, a causa dello stato di salute della RAI, esso si può configurare senza dubbio come “accanimento terapeutico” poiché, com’è ignoto solo a chi la dirige, da alcuni anni la TV di Stato versa in condizioni tali che anche i vermi della sua carcassa hanno i vermi!

La cosiddetta “TV generalista” è morta da tempo e grazie al satellite, al Digitale Terrestre (benché sia una truffa) e ad Internet i fruitori creano il palinsesto che meglio credono ovvero chi ha figli ha il televisore inchiodato sui canali dei cartoni e ai genitori è consentito vedere un TG o uno spezzone di film alle tre di notte come i carbonari! Quindi classificare il pubblico come “di RAI 1” o “di Canale 5”, oltre che un errore strategico è un errore di valutazione e di mancanza di rispetto.

La gente cambia, ed ognuno è figlio della propria generazione e spesso i cosiddetti “valori” dei padri si rivelano solo comode convenzioni il più delle volte imposte da una moralità di facciata. In Tunisia, in Egitto e in altri paesi del Mediterraneo la gente si sta ribellando a regimi trentennali che ai padri e ai nonni andavano più o meno bene. Da noi, cari posteri, forse non succederà perché siamo un po’ più accomodanti e perché la Chiesa Cattolica ce l’abbiamo avuta proprio dentro casa ma nulla è per sempre quindi presto o tardi pure questo triste periodo politico si concluderà anche se lo sapremo in ritardo perché, tra le altre porcherie, il canone serve anche per pagare il finto TG di Minzolini!

 

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Renato Zero in “Viva la RAI”, sigla di un’edizione di Fantastico, RAI 1. Ascoltare bene il testo: o all’epoca i dirigenti RAI erano più avanti, autoironici e sicuri del loro potere… oppure non se ne sono accorti!