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Numero 31                                                                                                           27 Aprile 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit 

Sai che c’è di nuovo? Tutto!

(Alessandra Buonasorte)

Quando si ascolta una canzone in una lingua sconosciuta le parole diventano musica.

Musica pura, suonata da strumenti diversi: pianoforte, chitarra, basso, batteria, parole.

In questi giorni per me la pasticceria è musica, musica allo stato puro, originario.

Suono pulito, dolce, armonico, rassicurante, fantasioso, colorato, melodioso, promettente, amico:

pasta frolla

crema pasticcera

cioccolato

frusta

mattarello

teglia

forno

Suono rigoroso, pungente, aspro, veloce, spaventoso, gracchiante, assordante, sconosciuto:

calibratura

bassina

bracci tuffanti

toque

zangola

calaza

disaccaride

Inaspettatamente e curiosamente ho scoperto che la foglia, uno delle tre classiche fruste in dotazione con i robot professionali, si chiama anche arpa.

Musica e pasticceria.

Pasticceria e musica.

Sto imparando la mia melodia……….

P.S.: amici che mi seguite e mi leggete, che avete assaggiato le mie creazioni e che le assaggerete nuovamente quando sarò una professionista, questa pubblicazione è senza ricetta. Volutamente. Questo meraviglioso corso sta distruggendo tutte le mie certezze, per ricostruirle dalle fondamenta. Con qualità e professionalità. Non me la sento adesso di darvi nessuna nuova ricetta. Per la prossima pubblicazione vi prometto qualcosa di molto più sfizioso: consigli preziosi che provengono dall’alto per una produzione professionale anche a casa!

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

Alessandra Buonetorte

 Bon Bon appètit

 

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Numero 28                                                                                                         Venerdì 16 Marzo 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

La mamma della pasticcera

(scritto da Alba-Rosa, la mamma di Alessandra Buonasorte!)

Alessandra ha maturato da moltissimo tempo la voglia di fare dolci.

Tanti anni fa, i miei ricordi risalgono al periodo durante il quale frequentava il liceo classico, fece un dolce per il compleanno di una sua amica. La torta era una torta normale, tipo pan di spagna, ma sopra al dolce aveva disegnato con cioccolato nero, cioccolato bianco e varie altre cose, la testa di un leone. L’effetto era bellissimo. (Vd articolo numero 24)

Da allora ha cominciato a fare dolci per i suoi amici, per i compleanni, per le feste, sempre con ottimi risultati.

A lei piace tanto impastare, creare, sporcarsi le mani con la farina, lo zucchero, il cioccolato, le uova.

A luglio l’azienda per la quale lavorava da cinque anni ha chiuso la sua sede romana e questo le è sembrato un segno del destino.

Quando un suo amico, direttore di un grande albergo, consapevole della sua passione e delle sue capacità, le ha offerto di lavorare per due mesi come pasticcera dell’albergo, è stato come un sogno che si è avverato.

Finalmente uno spazio tutto suo dove imparare prima di tutto, poi inventare, creare dolci di tutti i tipi.

E così giorno dopo giorno lavorando dieci, anche dodici ore consecutive al giorno, si è fatta in lei la convinzione che quello è ciò che vuole fare veramente nella vita e poiché vuole diventare una professionista, si è iscritta alla scuola internazionale di alta pasticceria “Alma” con sede a Colorno.

Da aprile cominceranno i corsi e Ale, ancora una volta, con cocciutaggine, testardaggine e passione, inizierà una nuova avventura con il sorriso e con la gioia che le traspare dagli occhi.

P.S.: Ho dato voce a mia mamma, perché volevo vedermi con occhi esterni e obbiettivi…..certo la mamma è sempre la mamma, ma mia madre non è di quelle che difendono i figli sempre e comunque. Quando ho sbagliato, me lo ha sempre detto, nella vita abbiamo avuto molti scontri per opinioni divergenti, anche se poi siamo state sempre in grado di prendere insieme le decisioni più

importanti…..quindi lasciarle dare un giudizio sui miei “colpi di testa” non mi metteva necessariamente al riparo da critiche. Sono invece rimasta contenta e commossa dalla sua descrizione della mia vita da “pasticciona”!

Grazie mamy!

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

Alessandra Buonasorte,

per passione Buonetorte

Ricetta della torta Fabiola

****** INGREDIENTI ******

Pan di Spagna (per 10 persone):

10 uova

250g zucchero

300g farina

Bagna per pan di spagna

Acqua

Zucchero

Crema chantilly

Crema pasticcera: vedere articolo numero 5

Panna montata

Scaglie di cioccolato gianduia

Fragole e kiwi

Zucchero a velo

****** PREPARAZIONE ******

Pan di Spagna:

In un robot da cucina lavorare a lungo le uova con lo zucchero; aggiungere la farina setacciata. Si dovrà ottenere un composto molto spumoso.

Cuocere immediatamente a 180°.

Bagna per pan di spagna

Mettere i vari ingredienti a cuocere a fuoco vivace fino a ispessimento (non troppo)

Crema chantilly (per il ripieno della torta)

Montare la panna montata (circa il doppio del peso della crema pasticcera) e aggiungere alla crema pasticcera, ottenendo così la crema chantilly.

Comporre la torta come segue (dal basso):

pan di spagna bagnato

crema chantilly

cioccolato gianduia in scaglie

pan di spagna bagnato

****** DECORAZIONE ******

Stuccare i bordi e la superficie della torta con la crema chantilly.

Sul bordo della torta mettere del pan di spagna sbriciolato.

Sulla superficie con la tasca da pasticceria con bocchetta liscia creare la decorazione della foto, intervallando con i pezzi di frutta bagnati da gelatina.

Cospargere il tutto con scaglie di cioccolato gianduia e zucchero a velo.

Bon Bon appètit

Numero 27                                                                                 Venerdì 2 Marzo 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Cose per cui vale la pena vivere

(Alessandra Buonasorte)

Ispirata dalla lista compilata da Roberto Saviano sulle 10 cose per cui vale la pena vivere, ho pensato di fare il mio modesto e personalissimo elenco. Per essere del tutto onesta, il mio pensiero questa mattina è stato: “avrei proprio voglia di mangiare un ventaglio di pasta sfoglia tuffato nel latte caldo; come sarebbe triste la vita senza i ventagli di pasta sfoglia”. Da qui a chiedersi quante cose esistano al mondo per cui valga veramente la pena vivere, il passo è breve.

  • Ventaglio di pasta sfoglia
  • La risata di mia sorella
  • L’improvvisazione teatrale
  • Il sorriso di un bambino
  • Un sogno da realizzare
  • La musica dei R.E.M.
  • I baci (quelli veri, non di cioccolato)
  • Essere mamma
  • Il mare a luglio alle sette di sera
  • Viaggiare

Adesso vi chiedo: qual è la vostra lista? Sarei davvero curiosa di saperlo……

Vi lascio con la ricetta di questo dolce, senza il quale si può certamente vivere, ma perché farne a meno?

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

Alessandra Buonetorte

 

Profiterole

****** INGREDIENTI ******

Bignè

  • 400g acqua
  • 160g strutto
  • Poco sale
  • 260g farina
  • 8 uova

Crema chantilly

Vedere articolo numero 21

Ganache 

Vedere articolo numero 11

Panna montata

***** PREPARAZIONE ******

Bignè

Mettere sul fuoco l’acqua con il sale e lo strutto.

Quando sta per bollire aggiungere la farina senza togliere dal fuoco e mescolare vigorosamente con un cucchiaio di legno.

Togliere dal fuoco, mettere nel robot elettrico con la frusta a foglia e aggiungere le uova.

A questo punto utilizzare una tasca da pasticceria per formare i bignè su carta da forno.

Cuocere in forno ventilato a 180° per 20 minuti.

Profiterole

La composizione del profiterole è la seguente:

  • riempire i bignè di chantilly e metterli uno sopra l’altro a formare una piramide
  • ricoprire il tutto con la ganache
  • fare i ciuffi di panna montata tutto intorno
  • conservare in freezer e togliere qualche ora prima di consumare

Bon Bon appètit

Numero 26                                                                                                          Venerdì 17 Febbraio 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Se di un nuovo paese apri la porta, troverai una nuova torta

(Alessandra Buonasorte)

“Moglie e buoi dei paesi tuoi”. E’ un proverbio risaputo.

“Paese che vai usanza che trovi”. Non c’è dubbio.

“Tutto il mondo è paese”. In un certo senso è proprio così.

“In tutto il mondo sorge il sole”. Meno male.

“Di un nuovo paese apri la porta, troverai una nuova torta”. Questo proverbio non esiste, l’ho inventato io. Perché se è vero che sono solo agli inizi del mio percorso di aspirante pasticcera, e che devo ancora approcciare tanti dolci “classici”, internazionali e universalmente riconosciuti come il Mont Blanc, la torta St. Honoré e la Zuppa inglese (la lista è molto più lunga), è altresì vero che sono fortemente attratta dai dolci tipici regionali, quelli che si producono solo in alcuni piccoli paesi, o che, pur avendo assunto una rinomanza mondiale, sono di derivazione “contadina”, o necessitano di prodotti particolari, solo grazie ai quali hanno ragion d’essere e prendono quel sapore unico.

Io provengo dalla Toscana, sono aretina di nascita ma pisana a tutti gli effetti, trapiantata a Roma ormai adulta.

La mia regione offre un’ampia varietà di produzione dolciaria, per tutti i palati.

I più famosi sono:

CASTAGNACCIO tipico dolce senese di castagne, pinoli e uva passolina.

CENCI tipici del periodo di carnevale, chiamati anche chiacchiere o frappe.

BRUTTI MA BUONI fatti di mandorle, nocciole e molte spezie toscane (coriandolo, chiodi di garofano, cannella).

BRIGIDINI di Lamporecchio, dal forte sapore di anice.

TORTA CO’BISCHERI caratterizzata dalla lunga lavorazione e cottura e dal sapore del liquore Strega.

CANTUCCINI famosi biscotti da inzuppare nel Vin Santo.

PANFORTE senese.

RICCIARELLI senesi di marzapane.

A questo punto, avrei un desiderio: sapere da voi quale dolce tipico della vostra regione ha segnato la vostra crescita, quale sapore ha accarezzato i vostri palati.

Ancora di più: se avete la ricetta, la proverei con immenso piacere!

Da parte mia, io vi propongo la ricetta dei BISCOTTI BRUTTI MA BUONI.

P.S.: un ringraziamento speciale a mia “zia” Betty per avermi regalato, qualche anno fa, uno splendido libro che raccoglie tutte le ricette dolci della regione Toscana, libro da cui ho preso ispirazione per questo articolo e dal quale ho preso la ricetta dei biscotti.

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

Alessandra Buonetorte

Brutti ma buoni

****** INGREDIENTI ******

* Zucchero a velo 250g

* Mandorle 100g

* Nocciole 100g

* 6 albumi

* Cannella, chiodi di garofano, coriandolo

* Un pizzico di vaniglia

***** PREPARAZIONE ******

Si tratta di una lavorazione piuttosto laboriosa. E’ necessario procedere come segue:

1) Tritare finemente mandorle e nocciole

2) Montare le chiare a neve aggiungendo lo zucchero, il trito di frutta secca, le spezie e la vaniglia, il tutto molto delicatamente per non smontare le chiare.

3) Versare l’impasto ottenuto in una pentola, cuocere a fuoco basso mescolando di continuo dal basso verso l’alto, fino ad ottenere un colore dorato e una consistenza non troppo umida.

4) Una volta tolto dal fuoco, facendo attenzione a non scottarsi, formare delle piccoli porzioni informi da adagiare su una teglia da forno distanziate l’una dall’altra.

5) Cuocere in forno già caldo a 160° C per circa 40 minuti.

****** DECORAZIONE ******

Nessuna decorazione: sono brutti e tali devono restare! J

****** ABBINAMENTO VINO ******

Aleatico di Sorano o Vin Santo.

Bon Bon appètit

Numero 25                                                                                                          Venerdì 3Febbraio 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare… 

Bon Bon appètit

Buona la prima? No, meglio la seconda!

(Alessandra Buonasorte)

Non si fa altro che parlare della prima volta: il primo amore non si scorda mai, il primo bacio, la prima macchina, la prima uscita serale senza mamma e papà, la prima casa, la prima volta che si vive da soli, il primo giorno di un nuovo anno, la prima volta in cui si scopre il proprio corpo, la prima parola di un bambino.

La prima volta, qualsiasi essa sia, la si ricorda perché “prima”, non perché migliore; ci colpisce per la novità intrinseca al suo essere prima, non per la particolarità o eccezionalità della sua essenza. Parliamoci chiaro: l’esperienza, cioè il ripetersi di un evento dopo la prima volta, rendendoci padroni dell’atto stesso, lo rende non solo migliore, ma anche modificabile a nostro piacimento, e quindi, inevitabilmente, gli conferisce la possibilità di creare alternative. Di qualunque prima volta si parli.

Rivendico quindi fortemente il riscatto e la celebrazione della seconda volta: la mia seconda volta della pasta di zucchero! Una seconda volta, ça va sans dire, indimenticabile, perché rappresenta la mia prima volta della buona riuscita della pasta di zucchero. Senza essere una “prima volta” vera!

Anni fa, piena di buone speranze e buona volontà ma senza un briciolo d’idea di cosa stessi facendo, mi approcciai alla pasta di zucchero. E il risultato fu il seguente:

una borsetta di colore non ben identificato, dalle forme informi, cadente e triste:

Nonostante le istruzioni seguite passo passo, gli ingredienti giusti e gli strumenti adeguati, fu un totale fallimento.

Adesso che padroneggio l’arte del far pasticci, sicura della gustosità del ripieno, ho deciso di dedicarmi nuovamente all’estetica. Con un’aiutante d’eccezione (aiutante è dir poco), la mia amica Francesca che un giorno sarà la mia personale cake designer, abbiamo creato uno stupendo clown! Si, stupendo, me lo dico da sola!

Siamo state brave, veloci, sicure, abbiamo creato, colorato, misurato, ritagliato, modellato, stuccato, attaccato, fotografato.

Per fortuna non eravamo presenti al taglio della torta…..avremmo sofferto! ☺

Mi auguro che martedì scorso gli ospiti del Makkekomiko, assaggiando il dolce, abbiano esclamato:

MAKKEBBÒNO!

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

 

Clown Torta Pagliaccio

****** INGREDIENTI ******

Pan di Spagna (per 10 persone):

10 uova

250g zucchero

300g farina

Bagna per pan di spagna

Acqua

Zucchero

sciroppo di ciliegie

Crema chantilly

Crema pasticcera: vedere articolo numero 5

Panna montata

Pasta di zucchero:

(dose per una torta di 28 cm di diametro)

500g zucchero a velo

1 albume

30ml glucosio liquido

Coloranti alimentari

***** PREPARAZIONE ******

Pan di Spagna:

In un robot da cucina lavorare a lungo le uova con lo zucchero; aggiungere la farina setacciata. Si dovrà ottenere un composto molto spumoso.

Cuocere immediatamente a 180°.

Bagna per pan di spagna

Mettere i vari ingredienti a cuocere a fuoco vivace fino a ispessimento (non troppo)

Crema chantilly (per il ripieno della torta)

Montare la panna montata (circa il doppio del peso della crema pasticcera) e aggiungere alla crema pasticcera, ottenendo così la crema chantilly.

Comporre la torta come segue (dal basso):

pan di spagna bagnato

crema chantilly

pan di spagna bagnato

Mettere in freezer fino al momento di ricoprirla con la pasta di zucchero.

Pasta di zucchero:

In un robot da cucina mescolare lo zucchero a velo setacciato con l’albume e il glucosio. L’impasto che ne risulterà dovrà essere malleabile, tipo il das che usano i bambini. Se l’impasto dovesse essere troppo duro, aggiungere un po’ d’acqua. La pasta di zucchero, una volta preparata, può essere conservata anche per varie settimane, avvolta da pellicola trasparente o all’interno di un contenitore da cucina con tappo.

Al momento del suo utilizzo, la pasta di zucchero può essere colorata con del colorante per alimenti, e stesa con un comune mattarello, sopra ad una superficie cosparsa di zucchero a velo per evitare che si attacchi.

Perché la pasta di zucchero aderisca al dolce di pan di spagna, è necessario ricoprire il dolce con della gelatina calda e fluida.

Per la realizzazione di questo pagliaccio, lo confesso, ho preso spunto da una foto trovata in rete; per realizzarlo, basterà colorare la pasta di zucchero bianca con i vari colori e dare alla pasta stessa le forme via via necessarie: il volto, i capelli, il cappello, la bocca, gli occhi, il naso, le palline colorate.

Se vi cimentate in questa impresa e avete bisogno di me, sono qua!

Bon Bon appètit

Numero 24                                                                                                           Venerdì 20 Gennaio 2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Un leone per amico…….quando gli amici speciali sono due

(Alessandra Buonasorte)

29 MAGGIO 1995

1 Prendi Giulia

2 Prendi Alessandra

3 Poi prendi Francesca, e i suoi 18 anni.

Una ragazza alta, bella, impegnata nel sociale, da sempre fidanzata con Michele.

Una ragazza solare, animatrice per bambini, con la passione per i dolci.

Una piccola donna prossima a diventare adulta, la sua festa di 18 anni, gli amici, una sorpresa di compleanno.

Tre amiche di scuola, tre compagne di banco per cinque anni, un evento da festeggiare degnamente, una torta regalo lontana 16 anni di cui ancora oggi a volte parliamo.

Il giorno della festa Alessandra e Giulia si danno appuntamento per il primo pomeriggio a casa di quest’ultima e si mettono all’opera: cioccolato al latte, cioccolato fondente, cioccolato bianco da colorare di giallo e di rosa, formine per biscotti di varie forme, fantasia, inventiva e amore.

Lavorano circa sei ore, le cose da fare sono tante: creare la base della torta, preparare con i diversi tipi di cioccolato le varie parti del volto del leone, il naso, i baffi, le orecchie, la criniera, le guanciotte, senza contare la difficoltà nell’attribuzione di un aspetto di gioia e felicità al volto del leone…..

Il risultato fu, allora, un dolce bellissimo, una festeggiata incredula e una foto ricordo che, oggi, mostra in modo sfuocato due fanciulle vestite fuori moda ma fiere del loro incredibile leone.

19 NOVEMBRE 2009

14 anni dopo, Giulia ha tre figli, Francesca insegna alle scuole superiori, Alessandra si è trasferita a Roma, dove scrive e vive di storie e di dolci.

Questa volta l’evento è il compleanno di un amico, partner di un debutto sul palcoscenico, guida severa ma attenta nel mondo della scrittura.

La seconda volta del leone, si potrebbe pensare, è più facile della prima.

Magari.

Stesse ore di lavoro, stessa immensa quantità di cose da fare, stesso numero di partecipanti alla realizzazione: 2.

Tuttavia, questa volta ho dalla mia parte un po’ di esperienza in più nell’arte del “pasticcio”, e il risultato è, se possibile, migliore del primo.  Giudicate voi stessi dalla foto che, per fortuna, stavolta è ben chiara e nitida!

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

Lion’s cake

****** INGREDIENTI ******

  • Cioccolato fondente
  • Cioccolato al latte
  • Cioccolato bianco
  • Colorante giallo
  • Colorante rosso
  • Cacao in polvere

***** PREPARAZIONE ******

La base del leone può variare a seconda dei gusti, basta che sia una torta “secca”, che cioè non abbia la superficie di crema o panna. Va quindi bene un dolce come la caprese, il ciambellone (senza buco!), una torta allo yogurt, un dolce di pan di spagna.

La lavorazione del cioccolato per la faccia del leone non è semplice. Procediamo per ordine un punto alla volta:

VOLTO E ORECCHIE: sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria; aggiungere del colorante giallo e mescolare fino ad assorbimento. Stenderlo sopra ad una superficie piana, lasciandolo raffreddare il tanto che basta per potervi incidere un cerchio. Questo sarà il volto del leone. Per le orecchie è necessario usare una formina tonda per biscotti e incavarlo un po’ al centro.

BOCCA, INTERNO ORECCHIE, INTERNO OCCHI: sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria; aggiungere del colorante rosso e mescolare fino ad ottenere un colore rosa. Per l’interno occhi e orecchie usare due stampini per biscotti a forma di cerchio di due misure diverse. Per la bocca serve una formina a forma di cuore.

OCCHI: sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria, stenderlo, farlo raffreddare appena e ritagliare due cuori. Il cioccolato fondente servirà anche per realizzare la pupilla facendone cadere una piccola goccia nel centro del piccolo cerchio rosa precedentemente preparato.

CRINIERIA: utilizzando un pelapatate, ricavare dei riccioli dai tre tipi di cioccolato, e rivestire la superficie del dolce intorno al volto del leone, creando una bella criniera folta!

NASO E BAFFI: per fare il naso occorre un biscotto di forma simil-triangolare da cospargere di cacao in polvere; per i baffi invece occorre un impasto morbido da poter bucherellare per inserirvi i baffi (ovvero delle sottili strisce di cioccolato): direi che potrebbe andare bene del pan di spagna leggermente bagnato.

Spero di non aver dimenticato niente, è un lavoro lungo e complesso, spero di aver dato tutte le spiegazioni necessarie!

Bon Bon appètit

Numero 23                                                                                                           Venerdì 6 Gennaio  2012

MAKKE Bon Bon

Rubrica di cucina dedicata alla creazione e realizzazione di dolci, biscotti, crostate, torte, mousse, ma soprattutto alla preparazione di tutto quello che la vostra fantasia riesca ad immaginare…

Bon Bon appètit

Atto secondo

(Alessandra Buonasorte)

Anno 2012.

Nuovo anno, nuovi propositi.

Nuova vita, nuove avventure.

Questo sarà l’anno decisivo.

A fine aprile finalmente inizierò il Corso Superiore di Pasticceria presso ALMA, la scuola di alta cucina che si trova a Colorno, in provincia di Parma.

Non aspetto altro, vivo in attesa di quel momento.

Nel frattempo mi tengo in allenamento costante, e piano piano faccio piccoli progressi.

Dopo aver imparato a fare le meringhe, è venuto il momento di usare le meringhe stesse per fare una torta, che sia non solo buona, ma anche esteticamente accattivante.

Il procedimento per la realizzazione della torta meringata offre molti vantaggi: innanzitutto è possibile preparare le meringhe con molti giorni di anticipo, perché si conservano fragranti nel tempo (senza esagerare, non un mese!); secondariamente, la meringata è un dolce che si mantiene in freezer fino al momento della consumazione, quindi anche questo permette una preparazione preventiva; in ultimo, è un dolce che va bene in qualsiasi stagione, dal momento che si utilizzano le fragoline di bosco surgelate reperibili facilmente nei supermercati.

Detto questo, procediamo con la realizzazione!

Provate provate provate, fate modifiche, mettete in moto la fantasia e rendetemi partecipe dei vostri risultati! J

Sperimentate, assaggiate, gustate e condividete!

 Alessandra Buonetorte

 

 

 

Torta Meringata

****** INGREDIENTI ******

  • 150g Albumi
  • 320g zucchero
  • Fragoline di bosco
  • Zucchero a velo
  • Crema chantilly (vedere articolo numero 21)

****** PREPARAZIONE ******

Montare gli albumi e un pizzico di sale con le fruste elettriche per qualche minuto.

Aggiungere circa 150g di zucchero e far montare per 8 minuti.

Aggiungere i restanti 170g di zucchero e far montare per altri due minuti.

Una volta pronto, mettere l’impasto nella tasca da pasticceria e dare alle meringhe la forma desiderata su della carta da forno.

Per la realizzazione della torta, è necessario formare due dischi, uno per la base e uno per la copertura. Io ho imparato a fare così: disegno un cerchio sulla carta da forno seguendo con la matita la circonferenza di un piatto, dopodiché lo riempio di meringa restando all’interno del bordo.

Con l’impasto che sicuramente vi avanzerà fate delle piccole meringhe che serviranno per la decorazione finale.

Cuocere in forno ventilato a 130° per un’ora e mezzo.

Mi raccomando: la meringa è quanto di più fragile esista, fate attenzione a non rompere i dischi una volta cotti ( a me è successo!); per sicurezza, fatene alcuni in più.

Per quanto riguarda la crema chantilly, è necessario che sia abbastanza densa e non liquida: vi consiglio quindi di montare la panna molto bene, fino ad ottenere una consistenza ben ferma.

Composizione degli strati della torta dal basso:

Disco di meringa

Crema chantilly

Fragoline di bosco

Disco di meringa (rovesciato)

Un pizzico di crema chantilly

Fragoline di bosco

Zucchero a velo

I bordi della torta, stuccati con la crema, vanno ricoperti di meringhe sbriciolate.

****** DECORAZIONE ******

La bellezza di questa torta è il contrasto tra il bianco della meringa e il rosso acceso delle fragoline.

****** ABBINAMENTO VINO ******

Brachetto d’Acqui, indicato per dolci e macedonie, fragrante e aromatico. Da servire ad una temperatura di 6-8° C in un calice lungo.

Bon Bon appètit