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                                                                                                                                Lunedì 30 gennaio 2012

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

AVVISO 2

 

 

Cari posteri, care postere, a causa dell’intensificarsi della mia attività di donatore d’organi, questa cronaca settimanale che con gioia da tempo contribuisce a riempire i cestini dei vostri desktop dovrà subire una momentanea sospensione.

Naturalmente non è escluso che di quando in quando una “Supposta” volante possa riapparire perché gli stimoli sono tanti, la voglia di comunicare è prepotente unitamente alla necessità di far sapere ai posteri che proprio cretini totali non eravamo. Cioè, che quello che non andava lo sapevamo e che, magari, un po’ a cambiarlo ci abbiamo provato. A presto, dunque, e grazie sempre per l’attenzione. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Intervallo RAI

http://www.youtube.com/watch?v=_ACoU8fRyEw&feature=related

 

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Numero centodiciassette                                                                               Lunedì 16 gennaio 2012

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SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

QUALCOSA È CAMBIATO

 E dunque cari posteri…

Tanto per fare il punto della situazione su come vanno le cose all’inizio del 2012, vi do notizia che all’inizio del terzo millennio siamo tutti diventati così mediamente maturi che la stampa ed i media in genere (con speciale menzione del Tg2) possono permettersi tranquillamente di dare note ed informazioni imbecilli senza timore di alimentare sottocolture quali la superstizione o il razzismo. Evviva.

Per essere più chiaro, partiamo dall’incidente avvenuto qualche giorno fa ad una nave da crociera Costa per cui sono morte alcune persone gettando nello sgomento gran parte dell’opinione pubblica che all’ennesimo paragone con il Titanic da parte di chiunque ha cominciato a dare in escandescenze scendendo in strada con evidenti segni di squilibrio quali urlare: “Stimo la Santanchè!”.

Il disastro è avvenuto a causa della sconsideratezza del comandante Francesco Schettino (che tra l’altro ha pure abbandonato la nave prima della fine delle operazioni di soccorso il che lo rende degno di restare in marina ma col grado di àncora) però sui quotidiani ed in Tv i giornalisti hanno potuto dire con serenità che al varo della nave, la tradizionale bottiglia di spumante non si ruppe e che il giorno dell’accaduto era venerdì 13, oltre al fatto che l’affondamento del Titanic è avvenuto cento anni fa, nel 1912 con uno scarto di appena tre mesi e un paio di giorni.

Se ancora oggi ci fossero persone suggestionabili, questo alimentare esoteriche dietrologie idiote sarebbe da parte dei pragmatici mezzi di informazione una colpa gravissima, ma per fortuna oggi tutti hanno preso coscienza che questi sono retaggi di un passato ignorante ed ottuso.

Stesso dicasi per l’omicidio avvenuto da parte di un criminale il quale ha intenzionalmente investito col Suv un vigile che lo aveva fermato. Figuriamoci se la stampa avrebbe mai sparato subito a zero sull’etnia del responsabile titolando poche ore dopo l’accaduto “Sospetti su due rom” se non fosse stata più che sicura, oggi come oggi, della capacità di discernimento dei lettori e del civilissimo popolo italiano. Infatti così è avvenuto.

Non vi ho convinto? Be’, in effetti c’è ancora molto da fare però qualcosa sta cambiando davvero perché grazie alla Rete c’è nell’aria un profumo di mutazione per cui gli ascolti della tv sono tutti mediamente più bassi (i programmi sono gli stessi ma è il pubblico ad essere cambiato), i brutti film non incassano più, i commercianti stanno iniziando a dare gli scontrini spontaneamente. Insomma pure se l’Italia è sempre il fanalino di coda dell’Europa, non può più tornare indietro e il futuro è adesso, aspettateci cari posteri, stiamo arrivando.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: da “Totòtruffa ‘62” classica, mitica scena della fontana di Trevi.

http://www.youtube.com/watch?v=ghu-E6PUUDk

Numero centosedici                                                                                         Lunedì 9 gennaio 2012

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SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

CORTINA DI BRONZO

E dunque cari posteri…

Chiariamo immediatamente un equivoco altrimenti Voi, alla vostra epoca, con i ricordi frammentari, gli indizi sbiaditi e le inevitabili alterazioni del tempo e della memoria potreste essere indotti a pensare che in questa èra molti ricchi siano degli emeriti stronzi, ladri e bugiardi. Ebbene no, cari posteri, si tratta solo di assai pronunciata modestia.

Tutto è partito da un blitz della Guardia di Finanza a Cortina d’Ampezzo dove è risultato che moltissimi negozi non facevano scontrini (ma era solo per evitare spreco di carta con conseguenti ripercussioni sulla foresta amazzonica) e parecchi possessori di macchinone in cui l’arbre magique “aroma pino” era una conifera vera dichiarassero al fisco di avere un reddito da venditore di rose in un ristorante di coppie che si stanno lasciando.

Ebbene, perché non si inizi subito a demonizzare la categoria dei ricchi, tanto più a distanza di tempo quando il pregiudizio si sarà cristallizzato (pericolo che anche il comune di Cortina si è affrettato a scongiurare con un tempestivo comunicato), molti abbienti italiani di questo secondo decennio del duemilacento non sono evasori bensì vogliono solo evitare l’ostentazione della loro ricchezza alo scopo di non mettere in imbarazzo i loro consimili meno fortunati o meno furbi o comunque al momento appartenenti ad un ceto sociale diverso. Quindi la nascondono (immaginate che volgarità dire: “Su vari conti in Svizzera ho qualche milione di euro” e far pervadere l’interlocutore da un senso d’inferiorità quindi indurlo a peccare d’invidia).

A riprova di ciò c’è stata la levata di scudi da parte dell’ex sottosegretario Daniela Santanchè e dell’onorevole Cicchitto che hanno gridato allo Stato di polizia fiscale ed hanno stigmatizzato un comportamento che a detta loro avrebbe danneggiato il turismo di Cortina. Ecco, cari posteri, a quanti di coloro che superficialmente pensano che figure di questo tipo siano semplicemente delle merde, io ribatto che invece è proprio grazie ad essi che le persone di buon senso possono cogliere l’avveduto monito dei suddetti politici e riflettere sull’accanimento che l’attuale governo sta avendo su una minoranza, solo perché sono diversi e vogliono restare tali di fronte al fisco.

Ultima notazione: Trenitalia cambierà le classi istituendone quattro e separando accuratamente la più alta, la Executive, dalla più bassa, la Standard e i passeggeri di quest’ultima non potranno più accedere al bar. Non crediate, cari posteri, che anche qui sia per classismo, ma anzi è un’esortazione delle ferrovie a non fare i babbei facendosi spennare dai prezzi di Chef Express e se i “ricchi” si sentono bene pur passando per fessi facciano pure, tanto nessuno li vede.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Foi 

Link consigliato: Un capolavoro: “I Tartassati” (1959) con Totò e Fabrizi.

I primi due minuti dopo i titoli dicono tutto e purtroppo ci raccontano che in Italia non c’è mai stato un’età dell’oro, sono passati 50 anni e stiamo ancora così sia per la mala gestione della cosa pubblica sai per gli evasori.

http://www.youtube.com/watch?v=b7R1IXx5F-0&NR=1&feature=endscreen

Numero centoquindici                                                                                   Lunedì 2 gennaio 2012 

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SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

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BUONI PROPOSITI

E dunque cari posteri…

Il 31 dicembre è andato via dall’Iraq (fortunatamente non in una cassa ricoperta da una bandiera a stelle e strisce) l’ultimo soldato americano impegnato in quella cosa che era più o meno come uno stupro in nome del mantenimento della verginità ovvero la bestemmia denominata “missione di pace”. Se un giorno, cari posteri, doveste diventare pazzi a cercare di far quadrare la faccenda è comprensibilissimo, dato che persino quelli di noi normosensati che hanno prove di prima mano ancora non se ne fanno una ragione. Comunque tanto per la cronaca il risultato della guerra in Iraq è stato Umanità 0 – Soldi e teste di cazzo 1. Ora la partita di ritorno vediamo di giocarla sul nostro terreno.

Proprio in occasione di questo evento mi pare il caso di sfruttare il consueto appuntamento con la data dei buoni propositi, che è il fine anno, per buttare giù una lista di intenti possibilmente da sobrio così che non siano troppo difficili da mantenere o facili da disconoscere con la scusa che non ero in me. Ovviamente è una cosa molto personale ma essendo io uno della “massa”, la cui azione singola forse serve a poco ma moltiplicata per milioni di unità qualche risultato riesce ad ottenerlo, chissà, forse vi potrà essere utile per capire com’erano le cose adesso, come sono cambiate o magari come ancora alla vostra epoca il problema non sia stato risolto.

E dunque, in ordine sparso, partendo proprio dalla guerra in Iraq:

continuare a desiderare di vedere George W. Bush pagare per i suoi crimini contro l’Umanità. Probabilmente non succederà ma non allentare mai la presa è consolatorio.

Chiedere sempre lo scontrino fiscale o la fattura anche a costo di passare per un rompiscatole. Spesso non bisogna neanche insistere: sanno che avete ragione.

Lavorare seriamente per far cessare le credenze, le superstizioni e gli integralismi che non sono libertà di pensiero ma roba nociva come il wasabi in un omogeneizzato.

Continuare a fare e far fare la raccolta differenziata. Anche se il dubbio che tanto, poi, buttano tutto nella stessa discarica è davvero un’ottima scusa.

Non buttare cibo e combattere strenuamente la battaglia contro l’acquisto dell’acqua in bottiglia. Non saremo intelligenti ma almeno cerchiamo di fare finta!

Limitare i rompicoglioni. Se proprio non li posso evitare, almeno vorrei non contribuire ad alimentarli. Insomma: se non ho soluzioni, vorrei provare a non essere parte del problema.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Da Miss Detective: la pace nel mondo

http://www.youtube.com/watch?v=OMhF8ZyFCh0

Numero centoquattordici                                                                               Lunedì 26 dicembre 2011

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SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

COUNTDOWN

 

E dunque cari posteri…

Da circa cinque giorni è iniziato il conto alla rovescia dell’ultimo anno di questa Umanità, che secondo la profezia dei Maya, il 21 dicembre 2012 dovrebbe terminare con l’arrivo degli alieni che porteranno ad Atlantide Jimi Hendrix, Elvis, Marylin e Michael Jackson i quali non erano morti ma solo nascosti in un rifugio segreto dei templari costruito sotto Disneyland.

Nel frattempo, cari posteri, godiamoci questo scampolo di futuro che ci rimane cercando di cogliere e sottolineare la cose belle della nostra esistenza come ad esempio la tanto vituperata crisi economica.

Non essendo stati capaci di dosare e gestire il benessere autonomamente, seguendo l’equazione “più ho, più butto” e (a futura memoria, cari posteri, lo ripeterò sovente) comprando acqua in bottiglia COME FOSSE UNA COSA NORMALE pur avendola quasi gratis dal rubinetto di casa (e nonostante le pubblicità della Cortellesi o della suora di Del Piero fossero davvero dei deterrenti infallibili), ecco che provvidenziale ed istruttiva è arrivata l’austerità obbligatoria.

Questo Natale, grazie alla crisi, c’è stato meno spreco di cibo, meno rifiuti, più razionalità nei regali ai bimbi, meno inquinamento, meno stress nella corsa agli acquisti e più consapevolezza nell’autenticità o meno dei rapporti affettivi sottoposti alle forche caudine della sobrietà rivelando che in molti casi il “mi ami, sì ma quanto” voleva dire “fammi vedere la consistenza dell’estratto conto”. Evviva la crisi, dunque!

Non so, cari posteri, se avremo imparato la lezione poiché son convinto che in Italia siamo degli inguaribili provinciali e probabilmente pretenderemo ancora e sempre di stare dentro casa a maniche corte d’inverno col riscaldamento a palla ed indossare il cappotto tenendo al guinzaglio un pinguino d’estate ma tanto, tutto sommato, chi se ne importa perché tra un anno il mondo finisce e non avremo più il problema. Ma se i Maya si fossero sbagliati.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

 Link consigliato: Rodolfo De Angelis “Ma cos’è questa crisi” (1933)

La crisi c’è, le banche e la politica hanno tutte le colpe del mondo ma anche noi, nel piccolo, abbiamo parecchio da cambiare nella mentalità.

http://www.youtube.com/watch?v=A6lbIIQjIsU

Numero centotredici                                                                                       Lunedì 19 dicembre 2011

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SUPPOSTE DI PRESENTE

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UN PENSIERO PER NATALE 

E dunque cari posteri…

Ecco che come da molti anni a questa parte si avvicina Natale. S’ode infatti nell’aria la musica dello Squalo.

A voi che nella vostra epoca avrete sicuramente perso la tradizione, ricordo che si tratta di quell’evento miracoloso per cui una donna, investita dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre, già il 25 dello stesso mese, cioè solo 17 giorni dopo (oppure un anno e 17 giorni, comunque sempre prodigio è) partoriva un bel maschietto in una mangiatoia, segno che il salvatore dell’Umanità ha scelto di nascere tra gli ultimi. Ed è proprio per ciò che in occasione di questa ricorrenza è uso che i nostri pensieri vadano a chi sta peggio di noi sennonché il problema quest’anno è trovarlo!

Attualmente la cerchia di chi sta peggio s’è parecchio allargata, pertanto quelli che l’anno passato il pensiero lo dedicavano, oggi purtroppo fanno la fila insieme ai destinatari “seniores” e così il lavoro di coloro che di quella cerchia (ancora) non fanno parte è almeno triplicato. Bene (anzi malissimo ma tant’è) mettiamoci subito all’opera.

Pervaso da un moto di umana compassione e contemporaneamente soffocando un’istintiva, cinica spinta dovuta ad un personalissimo senso di giustizia che mi porterebbe a fare un salto scomposto stappando una bottiglia, vorrei dedicare, cari posteri, un pensiero ad alcuni miei consimili caduti in disgrazia.

Un pensiero ai dirigenti di Rai e Mediaset i quali non volendo credere che circa tre anni fa la tv generalista fosse morta l’hanno mummificata come Norman Bates con la madre ma alla fine l’acre odore di putrefazione sprigionato dal flop di Kalispera e Colorado, la sacrosanta chiusura di Baìla, Me lo dicono tutti, Domenica 5 e (auspico vivamente) presto anche il Grande fratello, li ha costretti a prendere atto del decesso forzatamente.

Un pensiero ai produttori e realizzatori dei film di De Sica, Pieraccioni, Greggio e simili i quali, poverini, tanto erano là a concentrarsi a fare sempre lo stesso (brutto) film ad impatto zero sul cervello che non si sono accorti che il pubblico ed il mondo invece non erano più gli stessi e mo’ la vacanza se la faranno a casa.

Un pensiero ad una minoranza, quelli della Lega, che la crudeltà animale dell’essere umano porta a deridere in quanto “scemi del villaggio globale” mentre invece sono solo vittime di un crudele scherzo del destino che li ha fatti nascere nell’epoca sbagliata: quella dell’homo sapiens.

Un pensiero alla Chiesa Cattolica, che dopo un paio di millenni è nella condizione di chi ha il magazzino pieno di vinili da smerciare ad una popolazione con l’iPod.

Ed infine un pensiero a quanti dicono “ai miei tempi”, fissando così la loro esistenza in un più o meno ristrettissimo spazio-tempo, comunque un attimo nell’eternità, ahiloro passato per sempre. Come disse Steve Jobs, “stay hungry, stay foolish”, siate affamati, siate folli ed io aggiungerei “don’t break testicles”, che spesso basta da solo, se non per essere felici almeno per essere sereni. Buon Natale.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Il capolavoro di Maccio Capatonda (Marcello Macchia)

http://www.youtube.com/watch?v=pjMltCTv_Hg

Numero centododici                                                                                         Lunedì 12 dicembre 2011

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SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

SALVA ITALIA

E dunque cari posteri…

In questi giorni non si parla altro che dei sacrifici chiesti dal governo Monti agli italiani con ovvia, coerente esclusione del Vaticano in quanto facendo Stato a sé è naturale che ne rimanga fuori (inoltre Dio non si è espresso in alcun modo al riguardo pertanto i vertici ecclesiastici restano scrupolosamente in attesa di un Segno).

Per ciò che riguarda i cosiddetti “ricchi”, anche qui si tratta di rispettare l’indole della categoria che, si sa, non ama far quello che fa la massa e poi, se possibile, tende ad evitare noie burocratiche quali presentare la dichiarazione dei redditi o girare troppo col macchinone per trovare un parcheggio lecito. Perciò il prof. Monti ha saggiamente individuato nei ceti basso e medio i soggetti ideali a cui chiedere sacrifici ed io ho una prova tangibile di come in effetti questa sia la scelta giusta e forse l’unica possibile.

Ieri, a Milano, in un invernale sabato qualunque, facendo una passeggiata in centro, zona Duomo, mi sono imbattuto in una lunghissima, impressionante fila di persone di quelle che si vedono soltanto quando c’è l’uscita di un prodotto “cult” o davanti alla camera da letto di Sabina Began, tutte in attesa di entrare in un piccolo negozio per ottenere l’agognato prodotto di rosticceria “i panzerotti di Luini”.

Ora io mi chiedo, che cosa diavolo c’è dentro questi panzerotti che giustifichi la perdita di tempo di un’ora o poco meno? Te li servono incartati nel foglio con la soluzione del Terzo segreto di Fatima? Sono ripieni di un I-Phone 5 con la rubrica contenente i numeri di telefono di Scarlett Johansson o Johnny Depp e la parola magica per farli capitolare? C’è forse nell’impasto l’elisir di lunga vita, indispensabile per campare un paio di secoli e poter godere così della pensione per almeno un decennio?

Lo stesso fenomeno l’ho riscontrato a Roma alla gelateria S.Crispino dove prendere un gelato è più difficile e lungo che fare una tac al policlinico neanche arrivati al banco ci fosse la Santanchè in persona a disposizione per giocare a “tre palle un soldo”.

Posto che sicuramente anche in altre città italiane si verificherà questo fenomeno, ecco che salta subito all’occhio come a certe categorie di persone (non i ricchi e non la Chiesa bensì il Terzo e il Quarto stato) non importi veramente il rapporto costi/benefici ma amino proprio il sacrificio in sé. Altrimenti non si spiegherebbe perché una persona di media intelligenza dovrebbe far diventare una specie di lavoro o di conquista iniziatica ciò che dovrebbe essere poco più che uno sfizio.

Quindi, cari posteri, è chiaro e lampante che il famoso decreto “Salva Italia” da poco varato dal nuovo governo non contiene alcune norme che in un colpo potrebbero dimezzare il debito pubblico appositamente per favorire la naturale predisposizione ed attitudine di alcune classi sociali a soffrire ed è così che l’Italia sarà prossimamente fuori dal rischio default. Resta solo da capire chi la salverà dagli italiani.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto, il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Da “I mostri”, (Dino Risi 1963) episodio: il sacrificato

http://www.youtube.com/watch?v=YUXZ7cr3LH8

Brano da “Nell’anno del Signore” (Luigi Magni 1969)

http://www.youtube.com/watch?v=gK3c4tNv3lk