Posts contrassegnato dai tag ‘Umberto Bossi’

Numero novantasei                                                                                          Lunedì 29 agosto 2011

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

IL QUINTO STATO

E dunque, cari posteri…

In Italia c’è nervosismo. Ci sono un sacco di miliardi da reperire, che non si sa dove prendere, e da Palazzo Chigi talvolta arrivano annunci shock in cui minacciano addirittura di far pagare qualcosa in più ai ricchi! C’è nervosismo tra gli evasori e gli abusivisti perché nella maggioranza c’è chi ha perfino azzardato delle proposte contro di loro, ma sono stati solo attimi di comprensibile follia dovuti al panico infatti l’annuncio del Governo che non si ricorrerà ad alcun condono, per gli interessati è stato il segnale dell’agognata certezza che si farà. C’è nervosismo a causa delle dichiarazioni di quell’esemplare di homo erectus con permesso di soggiorno temporaneo tra i sapiens che risponde al nome di Umberto Bossi, il quale ha proposto di tassare le pensioni di reversibilità delle vedove, visto che “non hanno mai lavorato” (sic!) e successivamente si è rotto un gomito. Purtroppo non c’è collegamento tra le due cose ma pensarlo è piacevole e non costa nulla.

Insomma, cari posteri, per farla breve c’è un malumore diffuso che in questi giorni fa da sottofondo alla vita del Paese anche laddove non ci dovrebbe essere poiché dovuto ad un fraintendimento, sto parlando per la precisione dello sciopero dei calciatori avvenuto  domenica scorsa (28/08/2011). E’ stato bello constatare come dei giocatori di serie “A” in questo momento di crisi abbiano voluto dimostrare la loro solidarietà alle classi meno privilegiate scioperando esattamente come fossero comuni salariati. E’ stato istruttivo e gratificante, cari posteri, vedere come se pur milionari che all’età di venticinque anni di media possiedono un patrimonio bastante per tre generazioni con in omaggio un giro di Canalis, questi ragazzi (eletti per di più a semidei dall’opinione pubblica) abbiano fatto un bagno nella Jacuzzi dell’umiltà chiedendo che anch’essi abbiano garanzie e tutele contrattuali così che la gente non pensi che siano diversi da loro. E costituendo, perché no, un esempio virtuoso anche la Confindustria, l’Ordine dei notai, i membri del Rotary e del circolo canottieri che un potrebbero prendere esempio ed avvicinarsi ai ceti più modesti esigendo gli stessi diritti.

Ma gli stipendiati, cari posteri, i precari e i pensionati si sa come sono: rosi dall’invidia, qualunquisti e demagogici per cui, senza avvedersi gli sforzi che fanno Totti e Ilary quotidianamente in TV per trovare la tariffa più vantaggiosa e pagare gli SMS soltanto un centesimo cadauno, non hanno capito il messaggio in quanto tra la gente “normale” quello sciopero ha causato parecchio malcontento scatenando proteste ed insulti su Facebook poiché si sono sentiti presi per i fondelli. Ma forse non ho capito io e ci sarà un chiarimento. A meno che tanta indignazione non sia derivata dal fatto che non giocando, i calciatori hanno mandato in vacca ai tifosi (e non) il piacere di gustarsi la prima domenica calcistica finalmente senza la presenza di Simona Ventura e questo, sì, in effetti è davvero imperdonabile!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato: Il “Quarto Stato”, celeberrimo dipinto di Pellizza da Volpedo

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Quarto_Stato

Numero novantaquattro                                                                                Lunedì 15 agosto 2011

 L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi. 

 STACCARE LA SPINA 

E dunque, cari posteri…

Questo che vi accingete a leggere è solo un frammento perché l’estate è in genere un momento dell’anno in cui si coglie l’occasione per staccare un po’ la spina. Infatti tramite la manovra finanziaria approvata qualche giorno fa, il governo italiano probabilmente la staccherà all’Accademia della Crusca ed i maligni dicono che sia perché la tutela della lingua italiana costituisce un’offesa a Renzo ed Umberto Bossi i quali, com’è noto, hanno l’elettroencefalogramma come la pianura Padana a loro tanto

cara: piatto. E’ successo raramente che in estate il Parlamento non abbia goduto delle meritate ferie prendendo un po’ di tempo per sé dopo un faticosissimo anno passato ad occuparsi dell’estinguendo Presidente del Consiglio (o, com’è noto nell’ambiente internazionale dei suoi pari, “dead premier walking”) ma stavolta la crisi economica è grave davvero e per risolverla hanno invitato i cittadini a stringere la cinghia. Possono star sicuri che tutti noi faremo volentieri questo sforzo, ci basterà immaginare il suddetto accessorio di pelletteria intorno al collo di lor signori.

Comunque, cari posteri, anche quest’anno siamo arrivati a Ferragosto, che per i più fortunati è il giro di boa delle vacanze (iniziate il 14 e che termineranno il 16 del mese) mentre per i meno agiati è stata un po’ più dura infatti per prendere il sole si sono dovuti accontentare di un app sull’I-Phone.

Io dal canto mio, se vi può interessare, per staccare la spina ho scelto il silenzio, un elemento di cui se ne trova sempre meno in giro, tanto che ho dovuto rivolgermi a qualche spacciatore.

Ebbene sì, cari posteri, non vi sorprenda sapere che nel nostro tempo dove la comunicazione è un po’ come una Ferrari lanciatissima a 300 chilometri orari, senza però sapere dove cazzo andare, il silenzio già sostanza poco gradita e tollerata, diventi presto definitivamente proibita. Evitare di tanto in tanto di rispondere al cellulare, leggere un libro, non accendere la TV, né farsi penetrare dal rombo dell’automobile è un piacere sottile, che permette di fermarsi un attimo col cervello, quanto basta per elencare qualche buon proposito per la stagione a venire e ricaricarsi perché, non crediate, il lavoro da fare è ancora tanto e per non fare proprio del tutto una brutta figura con voi discendenti dobbiamo essere in forma.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto

il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: Simon e Garfunkle “The sound of silence”

http://www.youtube.com/watch?v=4zLfCnGVeL4&feature=fvst